Jumanji

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. La scorsa volta mi sono veramente divertito a parlare di Cena con delitto – Knives Out, uno dei film più interessanti usciti nel 2019. Un giallo veramente straordinario che riesce a unire i vari elementi che compongono questo genere, creando una storia con un’evoluzione affascinante e dei personaggi vari e molto caratterizzati. Inoltre aveva una regia e una messa in scena davvero curata e strepitosa, capace di creare inquadrature e scene che rimarranno di sicuro impresse nelle mente degli spettatori. Un film curato in ogni suo aspetto sia a livello di sceneggiatura che a livello tecnico: colonna sonora, scenografia, fotografia, sono tutti elementi resi davvero benissimo, in special modo il montaggio che mostra parecchi flashback senza rallentare il ritmo, anzi dandogli più vivacità. Una pellicola che consiglio di vedere assolutamente.
E dopo aver parlato di questa piccola perla, è arrivato il momento di fare un piccolo salto nel passato e discutere di qualche pellicola che ha fatto l’infanzia di molti tra cui il sottoscritto. In questo caso ci spostiamo negli anni ’90, anno in cui, insieme agli anni ’80, sono presenti tantissime pellicole che mi hanno accompagnato per molto tempo e che ancora oggi apprezzo tantissimo. Certo, alcune di queste, crescendo, hanno messo in mostra tutti i loro difetti e con il tempo infatti le ho rivalutate parecchio, ma ce ne sono altre che si sono dimostrate all’altezza e che ancora oggi sono molto moderne come ad esempio Small Soldiers oppure il mio amato Jurassic Park. In ogni caso gli anni ’90 sono stati un periodo davvero interessante tra alti e bassi e sarei davvero tentato di fare un articolo solo su quel periodo cinematografico (e di come quello fu il periodo in cui la CGI esplose ed ebbe un’importante evoluzione). Sarebbe però un lavoro troppo lungo e so già che mi perderei, quindi meglio tornare alle recensioni. Comunque in quel periodo ci furono un’enorme quantità di film dedicati ai ragazzi, alcuni grandiosi altri decisamente meno e molti di questi in seguito vennero considerati cult. Tra questi ce n’è uno che in molti conoscono, una pellicola che mi ha seguito passo dopo passo nella mia crescita e che vede come protagonista uno degli attori che in molti nati nei miei anni e anche precedenti ricordano con grande affetto.
Ecco a voi Jumanji, film d’avventura e fantasy del 1995, scritto da Jonathan Hensleigh, Greg Taylor e Jim Strain, diretto da Joe Johnston e tratto dall’omonimo albo illustrato di Chris Van Allsburg.

Trama:
Nel 1869 due fratelli si avventurano nei boschi. Qui scavano una buca profonda e ci sotterrano una valigia al cui interno proviene il suo constante di un rullo di tamburi. Passano 100 anni e vediamo il giovane Alan Parrish (Adam Hann-Byrd), un ragazzino di dodici anni che ha molti problemi con i bulli della cittadina e che non riesce ad avere una discussione come si deve con suo padre, Samuel Parrish (Jonathan Hyde), proprietario della fabbrica di scarpe della città. Alla fine Alan, cercando di dare ascolto al padre, affronta i bulli ma viene picchiato da loro. In quel momento lui sente un rullo di tamburi provenire tra gli scavi di un’impresa edile. In mezzo al terreno trova la valigia e dentro di essa scopre uno strano gioco da tavola chiamato Jumanji e decide di portarlo a casa. Dopo aver avuto una brutta discussione con il padre, Alan riceve la visita di Sarah Whittle (Laura Bell Bundy), la sua migliore amica. Anche lei sente il rullo di tamburi e Alan allora decide di mostrarle il gioco. Le pedine si attaccano automaticamente alle caselle e i due tirano i dadi. Quando tocca ad Alan però nel gioco appare questa scritta: “Nella giungla dovrai stare finché un 5 o un 8 non compare” e Alan viene risucchiato dentro il gioco mentre Sarah viene inseguita da un branco di pipistrelli. Passano 26 anni e la vecchia casa dei Parrish viene comprata da Nora Shepherd (Bebe Neuwirth) che va ad abitare lì con i nipotini Peter (Bradley Pierce) e Judy (Kirsten Dunst) che hanno perso da poco i genitori. I due fanno fatica ad aprirsi con gli altri e le cose non vanno bene a scuola. Un giorno i due sentono i rulli di tamburi e dopo aver cercato per un po’ trovano il gioco di Jumanji. I due iniziano a giocare, facendo uscire fuori diverse creature selvagge, ma decidono di continuare a giocare perché il regolamento dice che se finiranno il gioco tutto tornerà come prima. Alla fine Peter fa cinque con i dadi e dal gioco esce fuori un Alan Parrish adulto (Robin Williams). Inizialmente lui non vuole aiutare i ragazzini ma quando si rende conto che i due stanno giocando la sua vecchia partita dovrà partecipare, ma soprattutto dovrà chiamare l’ultimo giocatore, Sarah (Bonnie Hunt).

Quanti ricordi! Questo era uno di quei film che guardavo molto spesso e per cui andavo matto quando ero piccolo e, vedendo gli animali e le creature presenti, capirete anche il perché.
In ogni caso Jumanji era un film diretto da Johnson, un regista che alcuni anni prima aveva diretto un altro film per famiglie che tutti ricordano con tanto affetto: Tesoro, mi si sono ristretti i miei, un film davvero divertente e spassoso che dovete assolutamente recuperare se non l’avete visto. E’ un regista molto interessante e bravo nel suo mestiere che ha firmato dei bei film come Le avventure di Rocketeer e Cielo d’ottobre ma anche film molto deludenti come Jurassic Park III oppure il recente Lo schiaccianoci e i quattro regni. Un regista altalenante ma che comunque a livello tecnico fa dei buoni lavori, visto che comunque ha iniziato la sua carriera come effettista lavorando ai primi tre Star Wars e a I predatori dell’arca perduta. Quindi parliamo comunque di una persona con una certa esperienza.

Infatti vorrei iniziare a parlare del lato tecnico e quindi con gli effetti speciali e le varie creature. Come ben sapete, in Jumanji i protagonisti lanciano i dadi e quando ciò accade dal gioco usciranno creature, animali e altri esseri legati all’immaginario della giungla. In questo caso avremo animali come scimmie, leoni, rinoceronti e così via (anche se più che nella giungla molti di questi appartengono alla savana). Avremo creature come zanzare giganti e piante carnivore di enormi dimensioni. Per realizzare questo tipo di esseri si sono dovuti ingegnare con gli effetti speciali. In quel periodo ormai la CGI stava spopolando e veniva usata molto spesso ma in certi casi con un po’ di ingenuità. Qui invece hanno deciso di fare una cosa molto più intelligente ossia unire gli effetti artigianali e l’animatronics alla computer grafica. Prendiamo come esempio la scena con il leone. In quella sequenza vediamo Judy e Peter avere a che fare con quel felino e hanno trovato un modo ottimo per mostrare quell’animale. Nei primi piani, o comunque quando non si muove troppo, il leone è un’animatronic fatto anche molto bene, con dei tratti realistici e qualche piccolo dettaglio invece un po’ esagerato e volutamente finto (come il muso arrabbiato). Invece quando si deve muovere, correre o saltare, in quei casi verrà utilizzata la CGI e anche abbastanza bene. Non faranno mai un primo piano dell’animale in CGI e cercheranno sempre di inquadrarlo velocemente o comunque a media distanza per non far notare i difetti. Una scelta ponderata e tutte le creature del film (per quanto possibile) verranno realizzati così e infatti quasi tutti gli effetti speciali di questo film sono invecchiati benissimo. Quasi tutti. Dico così perché effettivamente qualcosa è invecchiato male: le scimmie rosse. Quelle scimmie sono state fatte completamente in digitale e nel tempo sono peggiorate tantissimo, anche se erano rese abbastanza male quando ero piccolo io, sia per i colori un po’ desaturati sia per i loro movimenti. L’unico difetto legato agli effetti speciali.

Un altro elemento che va a favore di questo film è sicuramente il ritmo. In Jumanji non c’è un attimo di noia, ci saranno sempre situazioni particolari da cui i protagonisti dovranno uscire per continuare a giocare. E sono tutte avventure che sembrano uscite dalle fantasie di un bambino che immagina la giungla. Ogni volta i protagonisti si ritroveranno in situazioni pericolose e non si limiterà solo alla casa ma si diffonderà per tutta la cittadina. Anche finire il gioco non sarà per niente semplice e dovranno adoperarsi per andare avanti. Le scene con le creature poi sono gestite bene, gli effetti speciali artigianali sono stati uniti bene e il regista sa come rendere più credibili questi animali attraverso inquadrature particolari e stacchi da una scena all’altra. Anche i pericoli che dovranno affrontare saranno diversi e proveranno a essere originale nella messa in scena.

E ora parliamo della sceneggiatura. L’idea di base è davvero molto carina mentre il suo svolgimento è abbastanza lineare e semplice: cercare di completare il gioco stando attenti a ciò che uscirà da esso. Ovviamente una trama semplice e lineare non è un problema se si riesce a metterla in scena bene. Di questa parte è più che altro interessante parlare dei suoi personaggi e della loro crescita. Personalmente coloro meglio riusciti sono Alan e Sarah. Loro due hanno subito un grande trauma per colpa di quel gioco e le loro vite sono state rovinate. Alan è stato costretto a vivere per 26 anni nella giungla, dove è dovuto crescere circondato dal pericolo e dalla paura ogni giorno. Paura non solo degli animali ma anche del cacciatore Van Pelt (che oltre ad essere riuscito a spaventarmi in certi punti quando ero piccolo, era pure interpretato da Jonathan Hyde, l’attore che fa il padre di Alan). Sarah invece ha detto a tutti cos’era successo ma nessuno le ha creduto, l’hanno considerata una pazza e lei ha cercato di pensare in tutti quegli anni che quella cosa non era mai successa. Due personaggi che hanno subito molto e che adesso hanno l’occasione per una rivincita.
Anche Judy e Peter sono caratterizzati abbastanza bene, il trauma per la scomparsa dei genitori e le loro difficoltà nel relazionarsi con gli altri sono state trattate bene anche se avrei preferito vedere di più in scena queste tematiche. L’unica cosa che mi dispiace molto sono i personaggi secondari che purtroppo non hanno un grande peso nella trama e sono poco caratterizzati. Mi è dispiaciuto soprattutto per il personaggio di Carl Bentley (David Alan Grier). Lui compare molto spesso nella pellicola e, visto il rapporto di amicizia che aveva quando Alan era piccolo, mi sarebbe piaciuto vederlo in maniera migliore e non relegato come spalla comica.

Per concludere Jumanji è un film della mia infanzia che riesce tutt’ora a divertirmi e a divertire gli altri. Un film che per molti versi è invecchiato bene mentre per qualche piccolo particolare un po’ meno, ma rimane comunque un bel film d’intrattenimento che mette in mostra un’avventura fantastica niente male, con pericoli e situazioni affascinanti e dei personaggi simpatici. Un film da vedere e rivedere con piacere.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

40 pensieri riguardo “Jumanji

    1. Le scimmie purtroppo sono un difetto che il film si porta avanti da anni. Un vero peccato perché per il resto gli effetti digitali non sono niente male. E comunque anch’io lo riguardo con grande piacere ogni volta che posso. Grazie mille!

  1. “Nella giungla dovrai stare, finché un cinque o un otto non compare…”
    Avrò visto questo film decine e decine di volte, ma se lo danno in tv e sono a casa, stai pur sicuro che lo riguarderò ancora XD

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