Small Soldiers

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. In questi ultimi giorni ho portato avanti questo piccolo progetto ossia parlare il più possibile di certi registi che introduco. E ammetto che il risultato finale mi ha anche soddisfatto, riuscendo a parlare di tre pellicole dirette, in questo caso, dalla grandissima Mary Harron. Alcuni di voi non la conoscono, ma è una regista che stimo molto per il lavoro che ha svolto. In ogni caso quello è un progetto che spero di poter ripetere anche più in là quando parlerò di altri registi. Per il momento invece tornerò a scrivere recensioni normalmente, quindi prendendo in considerazione opere che mi hanno affascinato sul momento. Come sapete non sono una persona molto organizzata e mi piace tanto variare da film e genere e, nonostante più volte io cerchi di dare un minimo di ordine alle pubblicazioni, adoro questa mia specie di caos e ci sono molto affezionato. Quindi, dopo le pellicole di Mary Harron, si passa a un mondo completamente differente e soprattutto si ritorna a parlare di un regista per cui provo un profondo rispetto ma di cui ho discusso ancora poco: Joe Dante. Joe Dante è un regista che ha fatto parte dell’infanzia di molti grazie a opere come Gremlins o Explorers e nel blog l’ho introdotto con Piranha, una delle pochissime pellicole nate dal successo de Lo Squalo di Steven Spielberg che erano fatte bene e avevano qualcosa da dire. In quel film si può già vedere lo stile di Dante e un po’ della sua ironia e un giorno mi piacerebbe fare qualche articolo approfondito su di lui parlando per l’appunto di Gremlins. Per il momento però parleremo di qualcosa di più leggero, un lavoro che sicuramente alcuni di voi conosceranno dato che veniva trasmesso spesso in televisione.
Ecco a voi Small Soldiers, commedia fantascientifica del 1998 scritta da Gavin Scott, Adam Rifkin, Ted Elliott e Terry Rossio e diretta da Joe Dante.

Trama:
La Globotech è una multinazionale statunitense che si occupa principalmente di armi e dispositivi militari, ma adesso vuole ampliare i propri orizzonti e per questo decide di entrare a far parte anche del mondo dei giocattoli. Per ciò chiedono a Irwin Wayfair (David Cross) e Larry Benson (Jay Mohr), due membri dell’azienda di giocattoli che hanno comprato, di realizzare il design dei nuovi prodotti. Irwin mostra i Gorgonauti, un gruppo di mostri che devono tornare a Gorgon la loro terra mentre Larry mostra il Commando Elite, dei soldati pronti a dare la vita per distruggere il nemico. Ovviamente il Commando Elite viene scelto e i Gorgonauti diventano i nemici da annientare. La Globotech vuole però che questi giocattoli siano una rivoluzione e siano capaci di fare le stesse cose che fanno nelle pubblicità. Larry, disperato, cerca negli archivi della Globotech e riesce a trovare un chip militare capace di soddisfare la richiesta dei suoi superiori. Così inizia la produzione dei giocattoli. Alan Abernathy (Gregory Smith) riesce a convincere il corriere Joe (Dick Miller) a dargli quei giocattoli in anticipo in modo che il negozio di suo padre guadagni qualcosa per una volta. Così Alan riesce a prendere i giocattoli e riesce perfino ad avvicinarsi a Christy Fimple (Kirsten Dunst), la ragazza che le piace, che vorrebbe quei giocattoli per il fratellino. Il problema è che quel chip ha donato ai pupazzi un’intelligenza enorme e quindi da una parte ci saranno i Gorgonauti capitanati da Archer (Frank Langella) che vogliono solamente cercare la loro patria e dall’altra di sarà il Commando Elite guidato da Chip Hazard (Tommy Lee Jones) che invece vorranno distruggere tutti i Gorgonauti e tutti coloro che oseranno mettersi in mezzo.

Small Soldiers, insieme a Gremlins, è probabilmente uno dei film di Joe Dante che ho visto più volte durante la mia infanzia. Era una pellicola che trasmettevano molto volte in televisione. Non so se lo fanno ancora, ma sicuramente Gremlins lo trasmettono durante il periodo natalizio. Gremlins è il film di Natale perfetto insieme a Die Hard. Tralasciando questa cosa, da piccolo mi divertivo tantissimo a guardare Small Soldiers anche perché c’era un elemento che ha fatto veramente impazzire tutti i bambini di quell’epoca: gli scontri tra pupazzi giocattolo che prendono vita. Dai, quello era il sogno di tutti i bambini di quei tempi e infatti a volte si finiva per parlare di quel film ricordando il periodo della nostra infanzia. Come idea di base era sicuramente qualcosa capace di attrarre i più piccoli, ma Small Soldiers non era solo questo. La pellicola infatti cerca di mandare un messaggio. Sarà riuscito nell’impresa? Scopriamolo subito!

Una cosa di cui vorrei assolutamente parlare prima di ogni cosa è sicuramente il lato tecnico del film, una parte davvero molto interessante e in questo caso mi sembra giusto discutere della cosa più affascinante e divertente: gli effetti speciali. Gli effetti speciali di questo film mi hanno sempre sorpreso quando ero piccolo e crescendo posso dire che sono invecchiati molto bene in certi punti. In questo caso per le scene legate ai giocattoli hanno deciso così: in una buona parte ci sarebbero stati dei veri e propri pupazzi capaci di muoversi, dall’altra invece avrebbero usato la CGI. Inizialmente volevano usare solo pupazzi ma alla fine hanno deciso di utilizzare il digitale sia perché costava poco sia perché dava a loro la possibilità di far fare ai giocattoli movimenti più complessi e dinamici.

Per costruire i pupazzi invece chiamarono il leggendario effettiva Stan Winston che da questa esperienza imparò davvero molte cose su come costruire i giocattoli, sulle loro giunture e sui loro movimenti. Fu una bella esperienza per lui e penso che si divertì molto. Per il Commando Elite si ispirò ai G.I.Joe mentre per i Gorgonauti alle creature di He-Man. Invece la CGI presente nel film è stata usata in maniera intelligente. In certi casi questa tecnologia, se non viene usata bene, può far apparire una persona, animale o cosa fuori contesto e a volte anche di plastica. In questo caso non c’era alcun problema per la plastica visto che parliamo di giocattoli ed è anche per questo che risultano credibili. Apprezzo però come abbiano deciso di non abusare della CGI. Ci sono molte scene in cui i giocattoli sono veri e animati a mi piace in particolar modo lo scontro finale in giardino dove mischiano sapientemente CGI, pupazzi e veicoli veri, raggiungendo una grande epicità. Possiamo dire che in ciò il film riesce davvero bene.

La regia di Joe Dante invece riesce a creare il ritmo giusto al film e non ha mai momenti morti. In questa pellicola è impossibile annoiarsi e Dante riprende le scene con cura, sapendo quando e come inquadrare i giocattoli per rendere il tutto il più vero possibile. Sulla regia di Dante non c’è bisogno di dire altro, è veramente ottima, l’unico vero problema secondo me lo si può ritrovare nei toni. Inizialmente Joe Dante doveva dirigere la pellicola principalmente per un pubblico adolescenziale e doveva avere battute e momenti più maturi, taglienti e cattivi. Doveva avere una livello di cattiveria quasi simile a quello di Gremlins.

Purtroppo mentre il film era in fase di lavorazione arrivarono degli sponsor che decisero di ammorbidire la storia per un pubblico più giovane. Il film però era già a un buon punto e quindi si dovettero fare delle modifiche. Se si guarda con attenzione la storia, si possono notare degli elementi un po’ più infantili come ad esempio alcune battute ed elementi comici e altri che invece faranno impressione. In quest’ultimo caso parliamo della cattiveria del Commando Elite che userà ogni arma da taglio ed esplosivi che troverà per ferire e uccidere i propri nemici e queste scene si vedranno molto bene (il taglio sulla mano di Alan oppure lo sparachiodi che conficca i chiodi sulle gambe). Questi due toni a volte riescono a unirsi bene mentre altre volte no ed è un vero peccato perché, se avessero lasciato a Dante la possibilità di fare una pellicola più matura e violenta, probabilmente avremmo avuto un film che vi avvicinava ancor di più a Gremlins. In questa pellicola ci sono vari elementi che accomunano le due storie, mi dispiace solo che in Small Soldiers abbiano un po’ frenato Dante.

Infine parliamo delle tematiche del film, dell’argomento principale: il consumismo dilagante. Fin dai primi minuti potremo vedere che quello sarà l’argomento principale, con la Globotech che compra l’azienda di giocattoli e vuole creare qualcosa che faccia rimanere tutti a bocca aperta e che tutti devono avere a tutti i costi. In questo film si affronta molto bene la tematica del consumismo ed è un tema che ritornerà spesso, produrre sempre di più, le multinazionali, la crisi delle piccole imprese, tematiche che conosciamo bene e che stiamo vivendo nell’ultimo periodo. E Dante ne parla con la sua solita ironia e riesce anche con stile a mettere del suo anche nel finale. Certo, la storia finisce bene per i protagonisti ma il responsabile di tutto, il capo della Globotech, non viene punito per questa cosa, anzi riesce proprio a sfuggire alla giustizia grazie al suo potere e da quella situazione riesce perfino a ricavarci qualcosa. Quell’ultima parte fa molto ridere ma anche un che di inquietante (l’uso che vuole fare di quei soldatini) e riesce a far riflettere lo spettatore. Col passare del tempo poi, credo che il film abbia assunto anche un nuovo significato visto come la tecnologia si sia evoluta e sul fatto che adesso certe macchine sono capaci di fare le stesse cose dei giocattoli nel film. Fa riflettere molto.

Inoltre Dante riesce anche a inserire bene le citazioni, alcune riguardanti i suoi stessi film (come appunto Gremlins) e altre pellicole che adoro come Frankenstein e ancora meglio La moglie di Frankenstein (la nascita delle bambole Gwendy è stupenda).

Per concludere Small Soldiers è un film molto divertente e capace di intrattenere il pubblico. Nonostante i difetti legati al tono, che a volte è maturo e a volte è infantile, il film riesce a essere interessante dall’inizio alla fine, mostrando delle scene costruite molto bene, con degli effetti speciali utilizzati con intelligenza e delle tematiche sociali sempre attuali. Un film da vedere.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

40 pensieri riguardo “Small Soldiers

  1. […] ancora differente: il mondo dell’animazione. E visto che la scorsa volta abbiamo discusso di Small Soldiers, un film che ha fatto parte della mia infanzia, parlerò di una pellicola di animazione che da […]

  2. Anch’io quand’ero piccolo ho visto molte volte Small Soldiers. Era diventato un cult non soltanto per me, ma anche per tutti i miei compagni di classe (eravamo alle elementari). E infatti mi sono stupito moltissimo quando ho scoperto che in realtà a livello mondiale il film era stato un flop: non potevo capire come avesse potuto passare inosservato un film che per noi era stato così mitico.

    1. La stessa cosa vale per me! Anzi ancora non riesco a credere che tante pellicole incredibili e che poi sono diventate cult siano state inizialmente del grandi flop. È una cosa che fa riflettere.

      1. In realtà se compariamo l’incasso con il budget a Small Soldiers non andò così malaccio (incassò oltre il doppio del suo budget, 87,5 milioni contro i 40 che era costato), ma di norma i film con un target infantile arrivano in scioltezza al miliardo di dollari, e quindi per Small Soldiers il fatto di non aver tagliato neanche il traguardo dei 100 milioni è stato considerato una disfatta.
        Comunque hai ragione, ci sono dei film che vengono rivalutati con il tempo (un esempio su tutti: Shining) e altri che invece hanno un grande successo sul momento, ma poi cadono nel dimenticatoio. Ad esempio, nel 1962 un film intitolato “Capobanda” incassò più de “Il buio oltre la siepe” (fonte: https://en.wikipedia.org/wiki/1962_in_film#Top-grossing_films_(U.S.)), ma dopo oltre 50 anni quest’ultimo continua a venire amato dal pubblico di tutto il mondo, l’altro non se lo ricordano neanche i cinefili dalla cultura enciclopedica. Grazie per la risposta! :)

        1. Capobanda me lo ricordo solo per quel motivo! In realtà non è nulla di che come film mentre sono contento che un’opera così bella come Il buio oltre la siepe venga ancora ricordato con tanto affetto.

    1. Io ricordo di averlo sempre visto in televisione o in prima serata il sabato o dopo l’ora di pranzo. Adesso non guardo tanto la televisione ma quando ero piccolo era un film che davano spesso. E sì, le bambole assassine era parecchio inquietanti.

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