Le follie dell’imperatore (e della sua produzione)

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Dopo essermi preso una brevissima pausa dalle recensioni, eccomi di nuovo qui. L’ultimo articolo era dedicato a quel capolavoro di The Lighthouse, un film horror puramente espressionista molto simile a una pellicola degli anni ’20 nella forma e con un’anima quasi lovecraftiana. Un film straordinario che merita di entrare a far parte dei cult del cinema horror ma anche del cinema in generale. Diciamo che quella è stata anche una delle recensioni con cui mi sono più divertito. Di solito sono molto insoddisfatto di quello che scrivo, ma quella volta sono stato abbastanza felice del modo in cui sono riuscito a condividere ciò che pensavo della pellicola di Robert Eggers. Comunque dopo due horror molto belli e molto spaventosi come Hagazussa e The Lighthouse penso che sia arrivato il momento di parlare di qualcosa di più leggero. E per questo motivo torniamo ancora una volta di animazione. Sì, ultimamente sto parlando di tantissime pellicole animate, una cosa che volevo fare ormai da tempo. E anche questa volta torniamo a parlare di pellicole animate occidentali. Un giorno tornerò con molto piacere a discutere di animazione orientale ma non oggi (anche perché vorrei fosse un bel lavoro su opere molto importanti). La pellicola di cui volevo discutere è diciamo molto interessante per diversi aspetti e non parlo solo del film in generale e di quello che mostra ma parlo anche della produzione che ha avuto. Diciamo che quest’ultimo è uno dei motivi per cui ho deciso di parlare di questa specifica opera (è una storia molto interessante). Ovviamente ho scelto di recensirlo anche perché il film stesso è molto particolare e curioso e potrebbe uscire fuori un articolo divertente. Quindi iniziamo subito con la recensione.
Ecco a voi Le follie dell’imperatore (The Emperor’s New Groove), pellicola d’animazione comica del 2000 scritta da David Reynolds, Mark Dindal, Chris Williams, Matthew Jacobs, Roger Allers e diretto da Mark Dindal.

Trama:
La storia inizia con una voce narrante che ci mostra un lama sperduto in una foresta. La voce ci rivela che quel lama è lui e che in realtà un tempo era un uomo e non un uomo qualsiasi. Un tempo lui era Kuzco (David Spade), un imperatore inca arrogante e viziato che non faceva altro che dare ordini a tutti e godersi la sua vita a discapito degli altri. Un giorno lui vede Yzma (Eartha Kitt), la consigliera della corte, che per l’ennesima volta prende decisioni alle spalle dell’imperatore e quindi decide di licenziarla. Subito dopo arriva alla corte Pacha (John Goodman), il capo villaggio, che è stato convocato da Kuzco stesso. Kuzco dice a Pacha che lui vorrebbe costruire un nuovo parco acquatico, chiamato Kuzcotopia, sulla cima del villaggio e per questo motivo Pacha, la sua famiglia e gli abitanti dovranno andarsene. Il capo villaggo non è per niente d’accordo con quest’idea ma Kuzco lo scaccia via. Nel frattempo Yzma, adirata per il licenziamento, sta pensando a un modo per liberarsi dell’imperatore e ottenere il potere così, con l’aiuto del suo assistente Kronk (Patrick Warburton), invitano Kuzco a cena e lo avvelenano. Fortunatamente Kronk ha scambiato per errore la boccetta del veleno con una di lama e quindi ora l’imperatore è diventato un lama. Yzma ordina a Kronk di sbarazzarsi dell’imperatore ma lui viene preso dai sensi di colpa e per sbaglio fa finire Kuzco nel carro di Pacha. Quando arriva al suo villaggio, Pacha si accorge della presenza di Kuzco e allora decide di fare un patto con lui: lo aiuterà a tornare a casa se non costruirà Kuzcotopia. Kuzco accetta, ma lui rimane pur sempre una persona egoista che pensa al suo bene. Però questo viaggio potrebbe cambiarlo.

Ed ecco un altro film d’animazione della Disney amato da molti e che nel corso degli anni ha riscosso un grande successo, talmente tanto che ancora oggi vedo e sento tantissime persone che ne parlano e citano tutte le battute del film. Un’opera che ormai è abbastanza famosa e conosciuta. Ma è sempre stato così? Sfortunatamente anche questa pellicola quando uscì, nonostante le critiche positive, fu un mezzo flop al botteghino. Ormai tra La famosa invasione degli orsi in Sicilia, La strada per El Dorado e Il pianeta del tesoro, sto recensendo film che non hanno guadagnato al cinema ma che in realtà si meritavano molto ma molto di più. E contrariamente a quanto in molti pensano anche Le follie dell’imperatore guadagnò poco (alla fine degli anni ’90 e inizio 2000 non furono poche le pellicole animate a floppare). Sono felice che nel tempo questo film sia diventato una specie di cult, ma c’è un particolare che mi ha sempre affascinato di quest’opera, un particolare molto interessante su cui discutere: la sua produzione.

Nell’articolo dedicato a Il Pianete del Tesoro avevo parlato dei problemi che il film ebbe, ma questi problemi erano legati al fatto che la produzione non era interessata al progetto ed è per questo motivo che ci vollero almeno dieci anni prima che finalmente iniziassero a lavorarci. Con Le follie dell’imperatore la questione fu molto più complessa. Il progetto iniziale si chiamava Kingdom of the Sun e fu ideato da Roger Allers (che fu uno dei due registi de Il re leone) e Matthew Jacobs e aveva una storia abbastanza diversa. Il protagonista era sempre un imperatore viziato ed egoista (che in origine si chiamava Manco ma poi cambiarono il nome perché questa parola in giapponese aveva un significato…come dire? Non proprio adatto ai più piccolo. Provate a cercare in rete, vi farete delle risate) che un giorno incontra per caso un contadino che gli assomiglia (diciamo che la base della storia era più o meno quella de Il Ricco e il Povero). L’imperatore si scambia di posto con il contadino per divertirsi, ma la strega Yzma scopre tutto, così trasforma il vero imperatore in un lama e minaccia il contadino di rivelare a tutti la sua vera identità se non fa quel che vuole lei. In questo modo Yzma mette in moto il suo piano, ossia evocare il dio della morte Supay in modo da distruggere il sole. Perché? Perché secondo Yzma il sole le fa venire le rughe e senza di esso potrebbe finalmente tornare giovane e bella (ammetto di aver riso tantissimo sentendo questa motivazione). Nel frattempo l’imperatore avrebbe vagato sotto forma di lama, imparando così il rispetto e l’umiltà e innamorandosi di una pastorella chiamata Mata, mentre invece il contadino si sarebbe innamorato di Nina, la futura sposa del vero imperatore.

Una storia molto diversa da quella che conosciamo e che con il passare del tempo diventava sempre più ambiziosa, così ambiziosa che i dirigenti della Disney suggerirono ad Allers di aggiungere una certa comicità. Così nel 1997 Allers iniziò a lavorare nel film insieme a Mark Dindal (regista del bellissimo Cats Don’t Dance, pellicola animata che purtroppo è ancora inedita in Italia ma che vi consiglio di recuperare). Inoltre venne chiamato Sting per comporre le musiche del film. Il progetto prese vita ma il tutto stava procedendo con molta lentezza e la produzione capì che il film non ce l’avrebbe mai fatta ad uscire per l’estate del 2000 e fecero pressioni su Allers, minacciando la cancellazione del film. Ma perché tanta fretta? Perché la Disney aveva preso degli accordi molto importanti con McDonald’s e Coca Cola sull’uscita del film e non potevano rimandare oltre quella data. Allers cercò di convincere la produzione a posticipare l’uscita nei cinema di almeno sei mesi in modo da poter così finire il progetto. La Disney rifiutò e nel 1998 Allers abbandonò il film e Empire of the Sun venne cancellato.

Solo Dindal rimase alla regia e lui e tutta la produzione dovettero fare una tremenda rivisitazione dell’opera originale. Fecero sei mesi di pausa dove rividero al storia daccapo, cancellarono alcuni personaggi e ne crearono di nuovi, cambiando radicalmente l’idea di base. Perfino molte canzoni di Sting vennero cancellate visto che erano dedicate ai personaggi di Empire of the Sun e il cantante non la prese molto bene e su questo posso capirlo molto bene (c’era una bellissima canzone cantata da Yzma chiamata Snuff Out the Light che era meravigliosa e incredibile). Tutto questo lo si può trovare anche nel documentario The Sweatbox diretto da Trudie Styler, la moglie di Sting, un documentario che la Disney non distribuì mai nonostante ne detenga i diritti ma che si può facilmente trovare in rete (non ho la più pallida idea di come siano riusciti a ottenere la copia).

Quindi la lavorazione di questo film fu un vero e proprio inferno e la pellicola che conosciamo venne fatta in pochissimo tempo. Nonostante tutto, nonostante i ritardi a tutta quella terrificante rivisitazione, Le follie dell’imperatore è stato alla fine un ottimo film. Invece di un epico musical la pellicola si è trasformato in un vero e proprio buddy movie dove Pacha, il gentile e altruista capo villaggio, doveva accompagnare il viziato ed egoista imperatore Kuzco a casa per impedire la distruzione del villaggio ed entrambi dovevano fare un viaggio pieno di insidie e problemi.

Visto che il film venne realizzato con una certa fretta, qui non vedremo dei momenti di regia epici come ad esempio le panoramiche a 360° che in certi film Disney vengono fatte per mostrare la bellezza e la maestosità del luogo. Ci sono stati dei bei momenti ma che non avevano quella cura e precisione che ci si aspettava dalla Disney. In questo caso i punti di forza risiedono in altre caratteristiche e sicuramente uno di questi riguarda i personaggi: la coppia Kzco e Pacha funziona benissimo, sono l’uno l’opposto dell’altro e insieme riescono a creare una certa sintonia e certe situazioni interessanti. Kuzco è viziato, egoista, pomposo, menefreghista, superficiale e bugiardo, ma ha anche dei difetti. A parte gli scherzi Kuzco è veramente un personaggio molto negativo all’inizio, un protagonista molto atipico per la Disney ma comunque uno dei più interessanti vista l’evoluzione che subirà. Mentre tutti gli altri alla fine rimarranno più o meno simili a come erano all’inizio, Kuzco da questo viaggio subirà un grande cambiamento, imparando a essere più umile e a tener conto dei sentimenti degli altri (com’era l’intenzione originale di Empire of the Sun). Mi è piaciuto molto il modo con cui questo cambiamento avviene, quasi senza che Kuzco se ne accorga e all’inizio farà comunque di tutto per approfittare di Pacha e tornare al suo posto con la sua idea di costruire Kuzcotopia. Alla fine però il viaggio e la vicinanza con il dolce capo villaggio avranno degli effetti positivi su di lui e lo faranno maturare parecchio.
Pacha invece è una persona gentile e di buon cuore a cui gli viene data l’occasione di lasciar andare Kuzco in giro come un lama, di abbandonarlo al suo destino per poter salvare così il suo villaggio, ma lui decide di non farlo. Decide invece di aiutare l’imperatore perché ha a cuore il destino di un altro essere umano, per quanto egoista possa essere, e perché crede che in lui possa nascondersi un po’ di bontà.

Loro due però non sono l’unica coppia con un certo fascino. L’altra coppia che riesce a stregare il pubblico e a entrare in contrasto con i due protagonisti è quella composta da Yzma e Kronk, anche loro l’una l’opposto dell’altro. Yzma è una persona irascibile e subdola che vuole il potere, mentre invece Kronk è una persona dolce e molto ingenua che, chissà per quale motivo, sta agli ordini di Yzma. Mentre Yzma non si fa alcun problema a utilizzare ogni metodo per ottenere ciò che vuole, Kronk prova dei sensi di colpa mentre tenta di far fuori l’imperatore ed è proprio grazie alla sua umanità se Kuzco sopravvive. Kronk è letteralmente un boyscout tonto e gentile, con la passione per la cucina e incapace di far del male a una mosca e questa strana coppia ci regalerà dei momenti comici favolosi in cui Yzma perderà più volte la pazienza per i comportamenti di Kronk. Questi personaggi ci regaleranno dei momenti davvero spassosi e si faranno apprezzare tutti dal pubblico (Yzma è praticamente uno dei cattivi Disney più simpatici di sempre).

Un altro elemento vincente di questa pellicola è il suo umorismo slapstick, ossia un tipo di umorismo esagerato e fracassone e con risoluzioni assurde e fuori di testa. L’umorismo di questa pellicola è qualcosa di molto folle ed esagerato, un umorismo che funziona veramente bene e in più punti fa ridere di gusto e attraverso di esso si arriverà perfino a rompere la quarta parete e a scherzare su certe situazioni che sono un classico nel mondo del cinema (tipo la scena della cascata). E’ un film molto colorato e pieno di energia che non stancherà mai e con delle musiche di Sting stupende. Peccato solo per tutte quelle musiche scartate, quella è una cosa che mi dispiace parecchio.

Per concludere possiamo quasi definire Le follie dell’imperatore come un mezzo miracolo, visto tutto il caos infernale che ha dovuto attraversare. Un buddy movie veramente spassoso, capace di intrattenere dall’inizio alla fine, attraverso i suoi eventi e attraverso dei personaggi molto ben caratterizzati e divertenti. Un film che è diventato indimenticabile e che io apprezzo tantissimo anche se non potete immaginare quanto mi sarebbe piaciuto vedere Empire of the Sun. Poteva essere qualcosa di incredibile.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

19 pensieri riguardo “Le follie dell’imperatore (e della sua produzione)

  1. Come film Disney si distingue parecchio dagli altri, non puoi confonderlo con altro, quindi si è creato una nicchia di appassionati niente male.
    Personalmente, ho riso un sacco, guardandolo (era discreta pure la serie animata).

    1. Ho riso parecchio anch’io con questo film. Ha un umorismo davvero ottimo. E comunque è anche un film che apprezzo tantissimo però non sai quanto mi dispiaccia per la fine di Empire of the Sun. Quello poteva essere grandioso.

        1. Praticamente creano una scuola e Kuzco diventa uno studente. Inoltre mi pare che avessero utilizzato il design di uno dei personaggi di Empire of the Sun per creare la ragazza che Kuzco ama (non ricordo il nome però ).

            1. Con citazioni annesse. Mi ricordo un episodio a tema anime, con le pokeball, una scena coi personaggi che urlavano sparando raggi dagli occhi in un crescendo drammatico (diciamo drammatico, và!) e cavolate sparse. Un sorriso me l’ha strappato – ma magari ero intossicato dalla cioccolata scaduta XD
              Ma ne ho visto pico, credo fosse trasmesso in un orario per me scomodo, almeno in quel periodo.

  2. Quando ho visto questo film per la prima volta ero davvero stupita per quanto fosse divertente: quando il vecchietto viene buttato fuori dalla finestra ho avuto proprio una crisi di riso! Diverso dagli altri classici Disney, come dici tu ha un umorismo slapstick che allora non era certo diffuso nei cartoni animati, senza però rinunciare al classico messaggio edificante. Inoltre Le Follie dell’Imperatore, che aveva doppiatori fantastici nella versione originale (basti pensare che Pacha era John Goodman e Kronk Patrick Warburton) per una volta è stato doppiato benissimo anche da noi. Luca e Paolo sono eccezionali come Kuzco e Kronk, mentre Anna Marchesini è una Yzma formidabile. Articolo interessantissimo, conosco il film a memoria ma non ne conoscevo la gestazione così travagliata, grazie!

    1. Grazie mille per il tuo commento! Le follie dell’imperatore è effettivamente una pellicola Disney che si allontana molto da altri lavori precedenti, ha un umorismo fantastico e dei personaggi caratterizzati molto bene. Lo adoro come film ma non sai quanto avrei voluto vedere Empire of the Sun. Quello era veramente ambizioso come progetto e poteva essere qualcosa di incredibile.

    1. This film was a real miracle, given the huge problems they had in producing it. At first it wasn’t supposed to be like that, it had to have a more serious and mature plot, but then they decided to change everything. And they managed with the little time they had available to make one of Disney’s funniest movies.

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