The Last of Us – Parte II

Nell’ormai lontano 2013 giocai e parlai (male e ingenuamente) qui di The Last of Us, gioco rilasciato per playstation 3, che ho profondamente amato, nonostante abbia successivamente compreso certi difetti intrinsechi, specialmente nel gameplay.
Dopo anni, dopo varie intemperie, che non ho seguito, è uscito questo secondo capitolo della storia – inizialmente non ero convinta dall’idea di fare un seguito a questo gioco, con la paura che potessero proporre qualcosa di trito e ritrito… ma mai mi sono più sbagliata e a farmi cambiare totalmente idea è stata la recensione di una persona che stimo moltissimo, Lara Arlotta, anche conosciuta come Phenrir Mailoki, che lascio a voi qui, senza alcuno spoiler ma ricca di informazioni, scritta magistralmente. Tutt’altro lavoro rispetto alle mie, che sono soltanto un hobbie. Ma mi sembra giusto buttare giù personalmente qualche parola a riguardo di questo seguito.
Quindi vi presento The Last of Us – Parte II, della Naughty Dog, esclusiva playstation 4, uscito a giugno di questo fatidico 2020.

Trama: Senza fare spoiler, andando ad analizzare solo lo scheletro della storia, così come nel primo capitolo, la trama è molto semplice.
Nel primo caso Joel perde tutto ciò che ha di più caro, passano venti anni dove ci viene fatto intuire come lui li abbia trascorsi, anche con forti desideri di togliersi la vita ma con mancanza di coraggio per farlo. Profondamente ancorato al passato, è diventato un contrabbandiere, una persona non rispettabile, che arraffa ciò che può per sopravvivere. In un viaggio in cui inizialmente gli interessavano solo i soldi, accompagna una ragazzina immune al contagio, di nome Ellie, dalle Luci, l’unica speranza per l’umanità per sviluppare un vaccino. Nel suo affezionarsi alla ragazzina, nel suo egoismo, farà ciò che porterà alla conclusione del primo capitolo. Una frase che spezza il cuore: Lo giuro.
Su questa promessa ruoterà il secondo capitolo.
Son passati cinque anni e Joel ed Ellie vivono ormai a Jackson, un posto dove possono cercare di vivere una vita più normale possibile. Si formeranno nuove amicizie e relazioni, ma questo equilibrio verrà rotto nel momento in cui Ellie dovrà decidere di mettersi in viaggio per riparare, almeno provarci, ciò che le ha spezzato il cuore. Ma la vendetta porterà solo ad altra vendetta, in un ciclo infinito, dove la conclusione sarà così amara da rendere dolce il finale del primo.
E vi dico tutto, senza parlare di nessun personaggio specifico o situazione. Starà a voi decidere di vivere o meno questa avventura di logoramento.

Le ambientazioni saranno curate in maniera maniacale, ancora di più del primo capitolo, e la palette di colori sarà molto più fredda e meno satura, arricchendo l’atmosfera di maggior realismo e di quella durezza necessaria per entrare nel mood. Per non parlare del comparto audio, notevolmente ampliato e quasi caldo, oltre che bello, perché ciò che “rimane di noi” è troppo poco e freddo e ha bisogno di essere intiepidito. Ellie e il suo attaccamento alla chitarra saranno degli ottimi momenti per apprezzare questa musica e vedere come anche lei ne trovi giovamento e conforto. Una cura e un amore.
Non troverete mai una casa o un negozio uguali da esplorare e le mappe saranno molto più ampie e sarà possibile prendere strade secondarie per trovare oggetti utili o rari, come carte da gioco o monetine, cose ormai appartenenti al vecchio mondo.

Piccola parentesi: il gioco è stato vastamente criticato, al lancio, per alcuni motivi molto stupidi a mio avviso: le protagoniste, donne, non sono “belle” e soprattutto alcune fanno parte della lgbtq+. La tematica sarà ripresa più volte, in maniera esplicita ma al tempo stesso sottile e non stonerà per niente con i fatti di trama, amalgamandosi bene in questo mondo dove ancora meno c’è spazio per chi è diverso. Altra faccenda che ha fatto discutere è la poca presenza di Joel e il continuo mettere in dubbio su quanto lui e il fratello Tommy siano delle brave persone.
Beh, se avete giocato al primo The Last of Us, saprete bene che loro non sono affatto delle brave persone. Sono egoisti, assassini, anche di innocenti, e Joel era un contrabbandiere e probabilmente pure Tommy, dopo aver abbandonato le Luci. Solo perché provano dei sentimenti questo non li rende dei santi, ma degli essere umani. Appunto, umani che di buono hanno molto poco.

Chiusa parentesi, concludiamo, parlando un attimo del gameplay.
La schermata di gioco è stata resa molto più pulita e precisa, con input più reattivi e possibilità di combo nel combattimento ravvicinato, migliorandolo parecchio (prima invece era piuttosto goffo e impreciso). Il dettaglio del potenziamento delle armi è maniacalmente realistico e più particolareggiato, insieme ai manuali di addestramento che andranno a sbloccare dei veri e propri alberi di abilità nuovi, che come nel precedente, farete avanzare ingozzandovi di pillole scadute da oltre 20 anni (>-<).
Oltre al classico accovacciarsi, sarà possibile strisciare nell’erba per non farsi vedere e creare molti più oggetti utili e variegati.
I nemici, così come gli alleati, avranno un intelligenza artificiale notevolmente migliorata (non avremo quasi più gli alleati che ci ostacolano i movimenti, facendoci scoprire nelle fasi stealth). Soprattutto ho notato un notevole miglioramento negli stalker, una categoria di infetto, detta anche secondo stadio dell’infezione. Daranno parecchio filo da torcere secondo me, insieme all’introduzione di nuove tipologie di infetti davvero molto pericolosi…

Concludo invitandovi, se siete amanti delle storie che parlano di persone, persone vere, persone con sentimenti e rimorsi, se volete vivere qualcosa che vi emozioni e poi vi spezzi il cuore, entrambi i giochi fanno per voi.
Avviso solo che la violenza in questo secondo capitolo è talmente realistica da essere quasi maniacale nella cura, dal suono del gorgoglio delle persone sgozzate che soffocano nel proprio sangue, alle urla per chi ha perso un arto e al suono delle ossa rotte durante lo strangolamento.
Quindi non posso dirvi altro che lasciarvi liberi di commentare ed esprimere le vostre civili impressioni, sia che lo abbiate giocato, amato, odiato o siate solo curiosi :)

Un saluto

 

Shiki Tima Ryougi

7 pensieri riguardo “The Last of Us – Parte II

  1. Come hai letto, sono rimasto anche io colpito da TLOU PII (per usare un eufemismo), un capolavoro il cui più grande difetto risiede, per me, nel far ridimensionare quasi tutti i prodotti dell’attuale panorama videoludico.
    Dopo averlo finito ho faticato a giocare ad altro, non so se ti sta capitando lo stesso. Ho dovuto buttarmi su qualche titolo sportivo proprio per allontanarmi il più possibile dagli inevitabili paragoni tenico-narrativo-ludici che sarebbero inevitabilmente (e inconsciamente) sorti pad alla mano. Sulle critiche la pensiamo allo stesso modo, tra avere gusti personali che non collimano con le scelte del narratore a dire che la trama non ha senso c’è una bella differenza. Tra qualche settimana lo riprenderò per puntare al platino, una scusa per rientrare in quel mondo brutale ma ferocemente bello che Naughty Dog ha saputo dipingere sulla tela virtuale dei nostri televisori.

    1. Questo lavoro si porta avanti rispetto al panorama videoludico a cui siamo ora abituati, anche se esistono tante altre storie valide. Ma qui, i brividi che ho provato la prima volta giocandolo li ho riprovati nella corsa al platino. Amo i personaggi, amo lo sviluppo narrativo e l’evoluzione dei personaggi. Amo tutto di questo gioco, nonostante non sia ovviamente esente di difetti. Ma prende il primo, lo capovolge e lo migliora, sotto ogni aspetto. E’ più sporco e rude, più realistico (nonostante le forzature, qualcuna, ci sia comunque, al di là delle cose puramente gameplay) e la tematica lgbt è un mio punto debole se ben trattata, quindi casca a pennello.

  2. Ho giocato con estremo ritardo a TLOU, e se l’esperienza di gioco l’ho trovata buona sono invece rimasto notevolmente deluso dalla storia, incensata in ogni dove (anche da amici) e che ho invece trovato piena di cliché narrativi (leggasi americanate): personaggi che cambiano idea senza un reale motivo se non il fatto che “devono” essere utili ai protagonisti (vedi l’amico di Joel asserragliato in una porzione della sua città e deciso a non avere più rapporti col mondo, che però rischia la vita per una Ellie che poco prima trovava insopportabile), colpi di scena telefonati (la morte della socia di Joel) e decisioni senza senso (Joel che decide di abbandonare Ellie ma cambia idea subito, il capo dei delinquenti che cerca di portare Ellie dalla sua anche se gli ammazza i compagni e si fa uccidere in maniera idiota mentre è chiaramente in vantaggio). Bello il finale, ma è stata l’unica cosa che mi ha convinto di tutta la trama.
    Ciò premesso, a livello di trama cosa mi devo aspettare da TLOU2? Qualche miglioramento o una narrazione che segue lo stesso canovaccio da serie televisiva statunitense media?

    1. Ho dovuto riflettere prima di poter rispondere al tuo commento.
      Qui parliamo di TLOU 2 ma torniamo indietro, a TLOU 1.
      Quando ne parlai per la prima volta fu molti anni fa e lo feci con poca esperienza e molta ingenuità. Non l’ho più rigiocato da quel tempo (2014), nonostante abbia letto e concordato poi con qualche critica a riguardo. A mente fredda, da amante di entrambi i giochi, posso dirti con certezza che TLOU non è un capolavoro come tanti dicono e questo porta ad avere troppe aspettative che poi vengono smontante. In questo primo capitolo conta il viaggio che fanno Ellie e Joel, che dura un anno e la scelta narrativa che hanno avuto è stata quella di far passare le stagioni, mostrandoci solo dei punti “chiave” della narrazione. Quindi non abbiamo modo di vedere veramente come si sviluppi il rapporto tra Joel ed Ellie. Tanto meno con Tess, il fratello Tommy e il suo amico Bill, mi sembra, il paranoico barricato in mezza città. Sarebbe bello uno spin-off perché è ovvio che Joel continua la missione all’inizio per l’amore che provava nei confronti di Tess e che poi si affezioni ad Ellie, con però dei rimorsi nei confronti dell’amore della figlia persa, con la paura di sostituirla, ecco perché lì per lì, cerca di liberarsene, affidandola a Tommy ma poi ci ripensa, prendendo coraggio, affrontando il fardello del chiodo schiaccia chiodo. E’ dura seppellire definitivamente la figlia, anche solo mentalmente.
      Poi la parte dell’inverno: quella parte è sbagliata sotto molti punti di vista, anche se la scena in cui Joel ed Ellie si rincontrano a me da sempre i brividi. L’inverno è sbagliato dal presupposto di voler essere teatrali e generare tensione. La ferita di Joel, il pedofilo cannibale, ecc, è la parte peggio scritta del gioco e capisco che non piaccia. Ma poi ritorna a regine, conducendoci verso l’amaro e bellissimo finale.

      Con ciò non voglio farti cambiare idea, in quanto per certe cose concordo con te: mai farsi fare troppe aspettative, mai, l’ho imparato a mie spese.

      Cosa aspettarsi da questo secondo capitolo? Una storia in cui non conta il viaggio ma l’evoluzione dei personaggi e dei loro rapporti. Una storia completamente nuova, piena di umanità, piena di vendetta e redenzione.
      Anche TLOU2 ha i sui difetti, ma rispetto al primo è un capolavoro, almeno per me e per fonti attendibili, almeno a mio giudizio.
      Ti consiglio quindi di recuperarlo con calma, senza aspettative, quando scenderà di prezzo o con gli sconti e di godertelo sapendo che vivrai un’esperienza differente, oltre che migliorata al 90%.

      Grazie per il tuo commento. A volte è bello discutere civilmente anche con chi ha pareri discordanti dai propri. ^-^

      1. Grazie a te per la replica, recupererò con calma il secondo capitolo (magari giocando anche Left Behind nel frattempo)…ma senza farmi troppe aspettative ;-)

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