Duranki

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso a parlare di film in live-action e in questo caso abbiamo deciso per un’opera a bassissimo costo che nonostante tutto ha gestito bene ogni cosa e ha saputo dimostrarsi unica, Castle Freak. La famiglia Rilley va in Italia per vedere un castello che John ha ereditato visto che ha scoperto di essere imparentato con la duchessa a cui apparteneva e ora vuole rivenderlo. La famiglia però non vive una situazione felice a causa di un trauma da cui non si sono ripresi e inoltre ci sono varie storie su quel castello. Si dice infatti che la duchessa avesse sposato un americano da cui ebbe un figlio, ma dopo 5 anni l’americano li abbandonò e il figlio morì mentre la duchessa si rinchiuse nel castello fino alla morte. In realtà il figlio della duchessa non è morta, ma è rimasto prigioniero della madre che lo ha torturato per tutti quegli anni e ora è un mostro che si è liberato, pronto a diffondere morte. Il film, nonostante i suoi numerosi limiti, è diretto molto bene, con una regia capace di creare sequenze ottime e costruire una buona tensione e soprattutto di unire perfettamente il gotico con le scene gore, grazie anche all’ambientazione del castello e a una fotografia con dei bei tagli di luce ma anche attraverso degli effetti artigianali convincenti. La storia è molto interessante e gotica, con una famiglia distrutta da un lutto e che fa fatica a riallacciare i rapporti e un mostro veramente terrificante ma anche vittima di continue violenze che non ha conosciuto altro nella sua vita. Lo consiglio assolutamente!
Con questo articolo cambiamo argomento e dal mondo del cinema passiamo a quello del fumetto, ma non discuteremo di Kalya bensì di un’opera giapponese a cui aveva partecipato uno dei miei mangaka preferiti in assoluto.
Ecco a voi Duranki (ドゥルアンキ), manga seinen scritto e prodotto da Kentaro Miura e illustrato dallo Studio Gaga.

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Trama:
Il manga inizia con la nascita di Usimgal, un bambino creato da due divinità cadute. Questo bambino è molto particolare, è ermafrodita, non è né un essere umano né un dio e poco dopo essere stato creato viene portato nella casa di una coppia di anziani su un monte. Usimgal cresce e fin da subito inizia a dimostrare la sua grande intelligenza, riuscendo a creare dei macchinari ingegnosi e a uscire da situazioni difficili. La sua vita prende una piega diversa quando incontra dei ragazzini del villaggio limitrofo, imparando sempre più cose e aumentando la sua conoscenza.

Kentaro Miura è stato un grande mangaka e con Berserk ci ha regalato una delle opere più belle e importanti di sempre, ma non mi sento ancora pronto per recensire qualcosa di così complesso e importante come Berserk (e poi sono molto affezionato a quel manga, voglio dargli un articolo degno). Per questo ho optato per Duranki che purtroppo è rimasto anch’esso incompiuto e con pochi capitoli (solo 6) ma che aveva certamente un potenziale enorme e anche se breve aveva qualcosa da dire.

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Partiamo in questo caso dai disegni che non sono gestiti da Miura ma dallo Studio Gaga, ossia il gruppo di collaboratori composto da Yoshimitsu Kurosaki, Akio Miyaji, Nobuhiro Hirai, Naohide Nagashima, Shigeru Kinoshita e Hideaki Sugimoto. La cosa incredibile di questi collaboratori è il modo in cui sono riusciti ad imitare e ad apprendere lo stile di Miura e per la precisione lo stile di Miura degli ultimi anni. Quindi ci ritroviamo con dei tratti veramente puliti e precisi ma soprattutto con una quantità di dettagli impressionanti. Basti vedere il corpo dei vari personaggi, in cui i polpacci sono ben definiti anche con un leggero uso dei chiaroscuri, con i muscoli visibili mentre si muovono e lo stesso vale per le braccia e anche per i petto dove vediamo in risalto anche le ossa. I volti sono ricchi di meravigliosi dettagli e ciò che sicuramente colpisce maggiormente sono gli occhi, occhi grandi e con delle iridi realistiche e con le loro sfumature. Apprezzo molto anche la complessità dei capelli e la presenza di ottimi dettagli sulle ciglia e sopracciglia.

I personaggi hanno dei dettagli stupendi ma lo stesso vale per gli animali. Ad esempio mi è piaciuto molto come sono riusciti a rendere in maniera quasi realistica il pelo di lupi e orsi, così come è stata meravigliosa l’attenzione data a certe attrezzature e il loro funzionamento, come ad esempio le balestre che Usimgal crea. La stessa cosa vale per le ambientazioni che sono davvero ottime anche se non raggiungono i livelli e la complessità di quelli di Miura. Infatti ci sono delle differenze con lo stile del mangaka e lo si nota principalmente nella costruzione delle tavole che in certi momenti più movimentati tende ad avere delle vignette volutamente storte e anche piccole, cosa che Miura non faceva quasi mai. Per il resto i disegni sono convincenti così come lo sono anche le divinità che ho trovato profondamente affascinanti. Quindi i disegni funzionano perfettamente e anche la storia aveva elementi interessanti.

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Se c’è una cosa ho adorato di questa storia è il tipo di ambientazione in quanto mostra la Mesopotamia, la sua cultura e il suo popolo. Infatti gli abitanti del villaggio sono gli Hurriti, un popolo realmente esistito. Quello che affascina però è la sua mescolanza con la cultura della Grecia antica, che qui viene mostrata meno ma che sicuramente sarebbe emersa di più in seguito. L’esempio più evidente è il dio Pan,che accompagna Usimgal nelle sue avventure ma anche la presenza nel prologo di Ermes (infatti si definisce messaggero e protettore dei ladri) che aiuta a trasportare il neonato Usimgal. Quest’unione di culture antiche dona all’opera un grande fascino, così come affascina il protagonista non solo per il fatto che sia ermafrodita ma anche per la sua intelligenza fuori dal comune che stupirà diverse persone. È stato interessante e divertente vedere come a ogni capitolo fosse capace di inventare diversi oggetti e spiegarne il meccanismo, dimostrandosi molto abile, così come era bello vedere il fascino che provava davanti a cose nuove. Quindi come protagonista funzionava così come funzionavano i personaggi secondari, soprattutto i ragazzini di cui diventa amico. Purtroppo sulla storia non riesco a dire tantissimo perché questi sei capitoli fungono da presentazione, erano capitoli che ci facevano conoscere il mondo e i suoi personaggi e dove alla fine del sesto sembrava esserci una svolta. Con la morte di Miura però decisero di lasciare il manga incompiuto, una decisione che posso capire. Nonostante ciò la lettura è veramente piacevole così com’è piacevole vedere alla fine i progetti iniziali di “Amazones”, la storia che poi diede vita a Duranki. Una storia differente che vedeva un ragazzo del liceo finire nell’antica Grecia e aiutare le amazzoni a sconfiggere gli achei e anche se l’idea di vedere una specie di What If dell’Iliade era interessante, sono felice che abbiano cambiato strada, più che altro perché il genere Isekai, in cui una persona del nostro mondo viene trasportato in un altro, è diventato fin troppo saturo e mi ha bellamente stancato.

Per concludere, nonostante Duranki sia un’opera incompleta consiglio di leggerla per apprezzarne i disegni curati e meravigliosi che sapranno sorprendere e per l’ambientazione interessante così come il protagonista. Lo consiglio assolutamente!

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

8 pensieri riguardo “Duranki

  1. Ho trovato molto interessante la tua recensione e apprezzato il contenuto già la Mesopotamia è parte del mio mondo fin da preadolescente per sua storia la Terra di mezzo ad un fiume dice tanto , Ancor più il popolo realmente esistito e il collegamento con la Grecia altrettanto realistico , si narra come scrivi tu di storia disegnata in modo preciso e dettagliato. I disegni sono davvero belli . Mia nipote compirà sette anni il prossimo mese, ci siamo quasi …Sto pensando ad un dono per lei che è una lettrice curiosa e attenta ,direi divoratrice di libri da quando aveva appena quattro anni…Grazie caro Butcher questo tuo post è per me un pensiero felice da praticare ,sono pronta a cercare il testo Duranki , per acquistarlo ! Buon venerdì con un sorriso ,per me indispensabile credo anche per 🪂🤗

    1. Sono veramente felice che ti sia piaciuto così tanto! L’unica cosa che mi dispiace è che non vedremo il suo continuo per via della morte di Kentaro Miura ma è comunque una lettura da fare e ricca di fascino.

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