La Bambola Assassina (1988)

Tra pochissimo nelle sale italiane uscirà il remake de La bambola assassina diretto da Lars Klevberg. Molto spesso, quando le produzioni decidono di fare questo genere di mosse, tendo a spaventarmi e a mettermi sulla difensiva. Questo perché, come mi hanno tristemente insegnato i remake di Nightmare e Non aprite quella porta, possono venir fuori lavori alquanto deludenti.
In questo caso però sono molto curioso perché hanno cambiato l’origine di Chucky e messo una tematica alquanto curiosa ma che si può legare molto bene al film. Quindi, mentre aspetto di vedere quella pellicola, ho pensato di fare un articolo dedicato all’opera originale.
Vi presento La bambola assassina, un horror slasher del 1988 diretto da Tom Holland.

CP

Trama:
Il serial killer Charles Lee Ray è inseguito dalla polizia e dal detective Mike Norris. Il suo complice, visto il trambusto, lo abbandona e lui è costretto a rifugiarsi in un negozio di giocattoli. Qui ha una sparatoria con Norris dove ha la peggio e, in fin di vita, fa un rito voodoo su una bambola Tipo Bello, trasferendo la sua anima nel giocattolo e giurando vendetta.
Il giorno dopo un bambino di nome Andy chiede a sua madre un Tipo Bello come regalo di compleanno. Purtroppo la madre non ha tanti soldi ma ha la fortuna di trovare quella bambola da un vagabondo e glielo compra a poco. Peccato che quel giocattolo è lo stesso in cui ora risiede l’anima di Charles Lee Ray.

Prima di cominciare vorrei dire che non riesco mai a prendere seriamente il modo in cui hanno chiamato in italiano quelle bambole ovvero Tipo Bello. In inglese è Good Guy ed è un nome perfetto visto cosa farà poi Chucky. Non capisco perché l’abbiano tradotto in quel modo. Anche il titolo originale, Child’s Play, ha poco a che fare con la traduzione in italiano ma su questo punto posso quasi sorvolare. Quasi.

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Intanto dobbiamo iniziare ringraziando Don Mancini per la nascita di Chucky. Don Mancini è praticamente l’ideatore de La bambola assassina, ha avuto lui l’idea del rito voodoo ed è stato insieme a Tom Holland e John Lafia lo sceneggiatore del film. E ci tengo a precisare che costui ha quasi sempre e solo lavorato alla sua creazione per tutti questi anni. L’unica cosa che ha fatto di differente è aver sceneggiato un episodio de I racconti della cripta. Per il resto ha scritto tutti i film dedicati a Chucky e con Il figlio di Chucky ne è pure diventato regista, dirigendo poi anche La maledizione di Chucky e Il culto di Chucky.

Comunque quando parlo in giro di Child’s Play molta gente ci scherza sopra parlando principalmente del lato ironico della saga. E questo mi fa pensare che in pochi conoscono veramente i film di Chucky e che ai più siano trapelate solo informazioni degli altri capitoli. Perché in questa pellicola non c’è ironia e Chucky è un mostro che fa veramente paura e uccide senza pietà. Qui non fa battutine o altre cose particolari e quando uccide lo fa provandoci gusto. Oltre ciò una cosa davvero interessante e su cui hanno lavorato sapientemente in fase di sceneggiatura sono gli omicidi. Il modo con cui vengono eseguiti da Chucky sono in un certo senso realistici. Essendo dentro una bambola Charles ha dei limiti e non può ammazzare le persone come un umano. Per questo li fa fuori di nascosto, come un assassino e sfruttando al meglio sia l’ambiente circostante sia il fatto di essere una bambola.

E’ stata ottima anche la scelta di scritturare Brad Dourif per Chucky. All’inizio appare sullo schermo nei panni del serial killer e in seguito come voce della bambola (cosa che farà anche nei capitoli successivi). La sua voce è perfetta per quel tipo di personaggio e in italiano è stato reso molto bene dal doppiatore Renato Cortesi.

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Da non sottovalutare l’ottimo lavoro di Tom Holland (che molti conosceranno per essere stato il regista di Ammazzavampiri) che riesce a gestire molto bene sia le scene di tensione sia gli omicidi di Chucky. Sa come tenere in tensione e sa come dirigere un mostro atipico come Chucky. Infatti una cosa molto intelligente che fa è di non farlo apparire troppo sullo schermo, scelta a mio avviso molto giusta, ma tutte le volte che viene inquadrato rimane sicuramente impresso nello spettatore. Come ad esempio nel finale dove la tensione e la paura raggiungeranno il punto più alto di tutto il film (e riuscire a fare tutto in un ambiente ristretto come l’appartamento dove vive Andy è veramente un lavoro pesante e complesso).

Ciò che comunque ha lasciato tutti stupiti e che ancora oggi rimangono ben fatti sono gli effetti speciali utilizzati per Chucky. Chucky è letteralmente una bambola robotica capace di muoversi e soprattutto di cambiare espressione faciale. Tutto ciò ha richiesto un lavoro incredibile negli effetti speciali e per questo dobbiamo ringraziare l’effettista Kevin Yagher. Inoltre sono stati utilizzati ben 10 modelli per realizzare la bambola che tutti conosciamo.

Per finire vorrei anche parlare di una critica mossa dal film ossia il consumismo sfrenato. Questa critica è abbastanza palese quando vediami tutte le pubblicità dedicate ai Good Guys (non riesco più a scrivere Tipo Bello senza ridere) e tutti i gudget a loro dedicati. Un’invasione mediatica che ovviamente colpisce i bambini, facendo nascere in loro il desiderio di possedere la bambola. Ed è interessante vedere come tutto ciò quasi constringa a comprare quel prodotto nonostante le difficoltà economiche (infatti Karen, la madre di Andy, non è messa per niente bene). Ciò che mi dispiace è che questo sia presente solo a inizio film (da come ho capito inizialmente questa critica doveva essere presente con maggior rilievo).

La bambola assassina è un cult anni ’80 che riesce a divertire ancora e ha creato una saga horror che, al contrario di tante come Nightmare, Halloween o Hellraiser, non ha mai perso colpi. Ci sono stati capitoli migliori di altri ma non ha mai tradito il suo spirito originale. Per questo spero che il remake (o reboot visto che, se ha successo faranno dei seguiti) sia all’altezza anche se il fatto che Don Mancini non sia nel progetto un po’ mi spaventa. Speriamo in bene.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

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 [The Butcher]

35 pensieri riguardo “La Bambola Assassina (1988)

  1. Sebbene lo abbia visto, non mi ha mai fatto paura, forse perché da bambino a me le bambole non m’hanno mai inquietato? Sugli effetti speciali hai ragione, non sembra un film anni ’80.

  2. Nonostante non abbia granché amore per questo tipo di horror, questo film l’ho visto e, piuttosto che paura, mi ha prodotto un effetto assai disturbante, un disagio psichico peggiore della paura in se’.
    Non tanto per la bambola, anche se quelle di ceramica adagiate sui letti delle nonne mi mettono ansia e le trovo di dubbio gusto. Vedo Chicky e ci vedo un bambino. Lo so, è una mia suggestione, anche sbagliata. Resta il fatto che vedere un “bambino” compiere omicidi con tanto gusto trasudante di perfidia è per me fonte di estremo disagio ed è altamente disturbante.
    A chi ci ha visto ironia, andrebbe chiesto quale film abbiano veramente visto (sempre che l’abbiano visto).

    1. È normale che tu ci abbia visto un bambino visto che quel tipo di bambole sono create basandosi sull’aspetto di bambini. È comprensibile ed è anche interessante questo punto di vista. Chucky è sempre stato crudele e sadico e quell’aspetto da bambino non fa che renderlo ancora più grottesco.

  3. Child’s Play è un film horror che affonda mani e piedi nella cultura anno ’80 e questo rende potente la satira al consumismo allora imperante che, purtroppo, come hai notato, si ferma a pochi momenti all’inizio del film, laddove la crudeltà ed il sadismo di un gioco costruito per bambini avrebbe potuto risolversi in un’apocalisse urbana alla Romero… Né deve stupire l’ambientazione casalinga, tipica delle tante proprietà domestiche violate nei polizieschi e negli horror di quel decennio cinematografico…

    A fronte dei possibili traguardi ahimè mancati dal film, che non riesce ad elevarsi sopra uno slasher pieno di suspense e con un sacco di tensione tenuta in piedi benissimo, c’è tuttavia una realizzazione potente e molto equilibrata con un uso degli effetti speciali che hai ragionissima nel definire ancora validi.

    Oltre questo, debbo dire che non conoscevo alcune delle note produttive da te citate nel post ed aggiungo che è sempre un piacere leggere una persona così preparata come tu sei sempre quando scrivi un post: io, ad esempio, non ho mai visto alcun altro film della saga ed ho annotato con il massimo rispetto le tue affermazioni a proposito di capitoli successivi…

    Con te c’è sempre da imparare!

    1. Adoro informarmi riguardo la produzione di un film. Cerco sempre Making of o comunque interviste con i creatori dell’opera per sapere in che modo hanno realizzato il tutto. È una cosa che mi ha sempre affascinato. Quando hai tempo cerca di recuperare anche gli altri capitoli specialmente il quarto che viene considerato, giustamente, il migliore della saga.

                    1. Devo essere onestissimo, amico Butcher, malgrado abbia decisamente inserito Don Mancini nel novero di quegli artisti (mezzo artigiani e mezzo poeti maledetti) che hanno reso grande il cinema horror nordamericano, grazie a tanta inventiva e voglia di cinema, non sono riuscito ad entusiasmarmi più del dovuto nella visione della sua trilogia come regista di Chucky (Seed, Curse e Cult): ti avevo promesso che ti avrei scritto una volta terminata la mia maratona e così faccio!

                      Premetto che mi sono divertito ed ho apprezzato moltissime soluzioni, soprattutto il fatto che Mancini abbia di fatto garantito uno standard qualitativo alto, garantendo una continuità in quel mix di umorismo macabro e violenza, senza sfilacciarsi mai e questo è già un gran risultato, per una serie che da solo ha già fatto molto di più della saga Conjuring!

                      Sai una cosa, amico? Guardando di seguito i tre film di Mancini mi sono reso conto di un mio limite personale ed ossia che non riesco più a divertirmi come un tempo di fronte agli horror di taglio pop-corn, in cui un ottimo equilibrio tra divertimento del pubblico ed inquietudine creava pellicole un poco fini a sè stesse, mentre tendo a privilegiare ogni volta di più ciò che alla fine della visione ti lascia un senso di malessere o di incompletezza, ma non è questo un giudizio critico serio, non di quelli che dovrebbero mai uscire dalla bocca di un docente o di un saggista… Aveva ragione quel blogger che disse «L’horror è un genere così vasto e complesso che o ci si fa fisting fino al gomito o non ne si si seguono più le radici»

                      Sono lieto che ci sia tu a portare avanti una cultura senza pregiudizi, grazie di tutto!

                    2. L’horror è molto vasto e può essere rappresentato in tantissimi modi. Infatti ha una quantità incredibile di sottogeneri e questo lo rende un genere molto variegato e pieno di possibilità. Io riesco a guardare di tutto nell’horror anche film volutamente ironici o demenziali ma anch’io preferisco quel tipo di orrore che ti fa star male quando finisci la visione e che ti spaventa anche dopo che la pellicola si è conclusa. Infatti tra i miei horror preferiti di sono Babadook, It Follows, The VVitch, Rosemary’s Baby, Hereditary, Ju-On ecc… Tutti horror con un pesante lato psicologico che alla fine ti fanno veramente provare un vero e proprio orrore.

                    3. La tua versatilità è decisamente un punto di forza e… Cavoli, il blog tuo e di Shiki sta crescendo in un modo pazzesco…
                      Ci si risente a brevissimo!

                    4. Per quest’anno mi ero riproposto di pubblicare più articoli sia in quantità che in qualità e per il momento sto mantenendo questo obiettivo. Io e Shiki vogliamo migliorare e crescere e così anche il nostro blog :)

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