Il primo re

In quest’ultimo periodo sono usciti al cinema un sacco di film interessanti che vorrei tanto vedere ma non credo di riuscire in tale impresa per vari motivi. Fortunatamente sono riuscito ad andare in sala per guardare una di queste pellicole (che attendevo con grande curiosità).

Il film di cui parliamo oggi è Il primo re, pellicola storica diretta da Matteo Rovere.

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Trama:
Romolo e Remo sono due pastori che hanno sempre fatto affidamento l’uno sull’altro. Dopo essere stati travolti dall’esondazione del Tevere, vengono fatti prigionieri dai soldati di Alba Longa. I due, insieme ad altri prigionieri, devono sfidarsi in combattimenti mortali e chi perde viene buttato nelle fiamme. Fortunatamente Romolo e Remo riescono a liberare tutti quanti e a fuggire, portandosi con loro la vestale il cui compito è quello di tenere acceso il fuoco sacro. Durante la fuga Romolo viene ferito gravemente e toccherà a Remo portare il fratello e guidare il gruppo di disperati verso la speranza o la disperazione.

Ci sono tantissime cose da dire sul film. Iniziamo con ordine.
Il primo re è una produzione italo-belga, tra le case di produzione italiane che hanno dato il loro contributo alla realizzazione del film ci sono Groelandia (fondata dallo stesso Rovere insieme a Sydney Sibilia) e Rai Cinema mentre si è occupata della distribuzione la 01 Distribution.
Per quanto riguarda la regia, ritroviamo Matteo Rovere, regista che aveva già dimostrato le sue doti nell’ottimo Veloce come il Vento.
Una sifda non facile per Rovere che deve narrare una delle leggende più famose e importanti di sempre, ambientare il tutto nella metà del 700 a.C. e ricreare battaglie corpo a corpo complesse. Certo, in questo caso ha avuto un budget più elevato rispetto agli standard italiani, ma comunque non così grande come qualcuno si aspetterebbe.

In questo caso Rovere vince su tutti i fronti: riesce a dirigere degli scontri corpo a corpo che rischiavano di essere molto confusionari, ma che gestisce molto bene creando combattimenti molto cruenti, selvaggi e tremendamente credibili. Inoltre sono ottime le riprese dei paesaggi e della foresta (che tra l’altro è il bosco di Foglino dove sarà ambientato gran parte del film). Ho molto apprezzato come Rovere abbia deciso di mostrare spesso le tradizioni, gli usi e i costumi di questi popoli senza che ciò intacchi la narrazione e aggiungendo un tono mistico all’ambientazione realistica.

Da lodare appieno invece la fotografia di Danieli Ciprì che qui decide di utilizzare la luce naturale. Il film infatti è quasi sempre ambientato in esterni, fatta eccezione per qualche scena dentro una capanna. Nonostante le varie difficoltà che questo comporta, Ciprì ci regala immagini molto forti, con i raggi del sole che riescono a passare in mezzo alla foresta, creando uno spettacolo per gli occhi e sottolineando ancor di più il lato mistico della pellicola.

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Ottimo anche il set, per lo più capanne grezze molto realistiche che riescono a far immergere lo spettatore in quella realtà.
Infine come non citare il trucco utilizzato nel film. Soprattutto durante i combattimenti il trucco fa il suo sporco lavoro, mostrando arti tagliati, teste spaccate, e corpi trafitti e/o martoriati. Inoltre non viene per niente utilizzato il sangue in digitale ma sangue finto che rende ancor più crudo certe scene. Il digitale viene utilizzato poche volte ma quelle volte in cui è presente non perde mai un colpo come per esempio nella scena iniziale dove in Tevere esonda.

Tecnicamente il film è fatto veramente bene e qualcuno può paragonarlo a pellicole come Valhalla Rising e Revenant (ispirazioni confermate dallo stesso regista) anche se con meno momenti onirici (ma, fidatevi, che anche qui sono presenti).

Ma ciò che più mi ha fatto amare questo film è sicuramente la narrazione. Rovere riesce a creare una vera e propria tragedia epica facendoci conoscere bene i due fratelli e il loro forte legame. Capiamo l’affetto che i due provano quando, travolti dal Tevere, Remo salva Romolo, incurante della propria vita, e Romolo farà lo stesso per il fratello. Già dall’inizio capiamo quanto il loro affetto sia sincero e forte e lo noteremo soprattutto quando Remo porterà con se un Romolo ferito, dopo la fuga da Alba Longa, nonostante alcuni compagni vogliano lasciarlo indietro per diversi motivi.
E, se tutti conoscete la leggenda, sapete come andrà a finire ed è per questo motivo che vengono inserite due tematiche interessanti come il volere di Dio e il destino. In questo caso il destino sarà parecchio simile a quello di Edipo Re e avrà come prescelti (o vittime) Romolo e Remo.

Il-Primo-Re

La cosa molto interessante è che, nonostante si parli dei fratelli, il film si incentrerà molto di più su Remo, dandoci la visione di un uomo forte e determinato, capace di essere un’ottima guida e di avere a cuore Romolo. Nonostante ciò, lui verrà messo davanti a un destino che non vuole compiere e a cui cercherà di sfuggirgli ma, così come per lo sventurato Edipo, anche lui finirà per plasmare quella sorte con le sue stesse mani.

Tra i vari personaggi secondari quello che mi ha colpito di più è sicuramente la vestale, messaggerà degli dei e, come Remo, intrappolata in un destino senza vie di fuga.
Ottima l’interpretazione di tutti gli attori e specialmente quella di Alessandro Borghi nel ruolo di Remo, che sicuramente incanato tutti per la sua bravura.

Il primo re è un film che consiglio di vedere assolutamente, primo perché parla anche di tematiche molto attuali (cercare un posto dove ricominciare, crearsi una vita) e secondo perché è molto raro vedere una produzione simile in Italia e potrebbe essere una buona opportunità per svegliare i produttori e tentare di portare lavori più originali o film d’intrattenimento diversi dalle solite commedie.

Ah, per chi si lamenta sempre di cose come “Ma perché sono nello spazio/nell’impero romano/ecc.. e parlano inglese/altra lingua moderna?”, siete accontentati; l’intero film è parlato in lingua latina (anche se in questo caso è più corretto dire protolatina). Fa un certo effetto sentirla parlata così fluida dopo anni di liceo classico in cui tentavo di non far rivoltare nella tomba Cicerone e compagnia con la mia pronuncia.

Spero che la recensione vi sia piaciuta!

 [The Butcher]

10 pensieri riguardo “Il primo re

  1. Accidenti, Butcher! Comincio a provare davvero un po’ di invidia per l’assennatezza e la varietà con cui tu e Shiki, assieme o individualmente, state scegliendo i film da vedere direttamente al cinema!

    Questo film, infatti, non era assolutamente nella mia watchlist, malgrado io avessi a suo tempo apprezzato tantissimo il precedente lavoro di Matteo Rovere… Eppure, probabilmente per un certo senso di snobismo e provincialismo tutto mio, non l’avevo nemmeno preso in considerazione, perché tendo sempre a trascurare la visione dei film italiani preferendo quella dei film stranieri… E mi rendo conto, senza se e senza ma, che questo mio è un limite grave, una mancanza che devo correggere assolutamente!

    Potrei addurre come scusa che questo gennaio è partito subito in quarta, con una valanga di titoli importantissimi e bellissimi che volevo assolutamente vedere, ma questo doveva assolutamente rientrare nel gruppo delle mie prime visioni eppure non lo è stato! Debbo assolutamente rimediare e lo farò andandolo a vedere al cinema già questa settimana, perché non solo quello che tu hai scritto, ma anche la quasi totalità delle recensioni che sto leggendo, sono tutte nella medesima direzione, tutte a decantare non solo la splendida recitazione del cast in particolare di Borghi, ma per lo più sottolineando il comparto tecnico e sonoro, quello fotografico e la scelta delle location tutte all’aperto con luce naturale.

    Come hai detto anche tu, sia in maniera diretta, sia anche tra le righe, questo è un film che va in tutti i modi aiutato ad essere visto in sala, comprando il biglietto e permettendo a quella piccola parte di cinema italiano, che sta veramente cercando di fare qualcosa di nuovo e di bello, di poter primeggiare.

    Continuate così ragazzi continuate così: è davvero una meraviglia leggervi!

    1. Il problema è che il film è uscito insieme a una miriade di pellicole interessanti (La Favorita, Green Book, Dragon Trainer 3 ecc…) quindi non mi sorprendo se qualcuno decide di non vederlo per avere l’occasione di guardare gli altri. È brutto quanto per un po’ di tempo non esce niente di interessante e poi all’improvviso ecco arrivare film interessanti da ogni dove. Comunque te lo consiglio vivamente, anche se è una produzione italo-belga, cast e troupe sono italiani e hanno dato dimostrazione della loro bravura. Spero che questo film soddisfi le tue aspettative, se riesci a recuperarlo. E grazie ancora per il tuo bellissimo commento!

      1. Lo andrò a vedere senz’altro questo Giovedì sera, anche perché poi non ho più tempo!!! Oltre ai titoli da te citati (già visti tutti e tre, con l’aggiunta dell’ultimo von Trier) a Bologna questa settimana ci sono contemporaneamente il Festival d’oriente, Arte Fiera e nel week-end il Nerd Show! Da morire!!!

          1. Più che altro vale il discorso che facevi tu con i film ovvero che ci sono periodi in cui non esce nulla e non accade nulla ed altri in cui c’è davvero troppa troppa roba!

              1. Fortunato te! Io e Ceci andiamo a vederlo il 14. Non sto più nella pelle. Alita è uno dei nostri manga preferiti e vederlo il live action su grande schermo è un emozione (e poi dietro c’è Cameron e Rodriguez quindi sono abbastanza tranquillo).

                1. Questa sera è un’anteprima per tutti eh, non per i giornalisti! Io altrimenti col cavolo che potrei entrare… Penso che la facciano dappertutto, no? Qui a Bologna l’anteprima la fa lo Space Cinema…

                  1. Da noi l’anteprima l’hanno fatta ieri all’UCI e purtroppo non ci siamo potuti andare (e poi l’UCI è un cinema veramente pessimo). Aspetteremo con calma il 14 e lo vedremo.

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