Principi e principesse

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di film in live-action e questa volta l’abbiamo fatto con un film d’azione interessante, una delle poche opere di quel genere che oggi ha qualcosa da dire e mostrare e che è diventato un piccolo cult ossia Atomica Bionda. Lorraine è una degli agenti migliori dell’MI6 e viene incaricata di andare a Berlino, pochi giorni prima della caduta del muro, per recuperare La Lista, un microfilm contenente il nome di tutti gli agenti segreti che agiscono a Berlino e quello che hanno fatto, e attualmente è in mano a un agente del KGB. Arrivata lì, Lorraine incontra il collega Percival che si trova a Berlino da dieci anni ma si dimostra una mina vagante. Qui lei dovrà scoprire dov’è La Lista e sopravvivere ai sicari che tenteranno di farla fuori. Il film riesce a convincere grazie a una regia stupenda e curata, ma soprattutto grazie a delle sequenze d’azione di alta qualità, sequenze che usano poco il montaggio e molte carrellate ben fatte, arrivando perfino a fare un piano sequenza lungo e impressionante, oltre che a rendere i colpi verosimili. La storia è semplice è già vista, ma ben articolata, con dei colpi di scena inseriti nei momenti giusti e dei personaggi che rimangono impressi. Lo consiglio assolutamente!
Come da tradizione passiamo al mondo dell’animazione e in questo caso torniamo a parlare di un regista francese che ci ha regalato delle opere veramente interessanti e uniche per il loro stile.
Ecco a voi Principi e principesse (Princes et Princesses), pellicola animata del 2000 scritta e diretta da Michel Ocelot.

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Trama:
In un cinema un ragazzo (Philippe Cheytion) e una ragazza (Arlette Mirapeu) insieme a un anziano signore (Yves Barsacq) decidono di inventare delle storie da mettere in mostra e lo fanno attraverso particolari tecnologie che gli danno informazioni sui vari periodo storici e attraverso alcune che gli permettono di creare dei vestiti di scena. In questo cinema i tre raccontano sei storie di carattere fiabesco.

Tutti conoscono Ocelot grazie al bellissimo film Kirikù e la strega Karabà e grazie al successo di quell’opera riuscì a realizzare altre pellicole molto interessanti che seguivano il suo stile e che da esse osavano sperimentare, regalandoci una grande unicità e sorprendendo tutti. E questo film non è da meno, anche se ha una storia interessante.

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Infatti c’è da sottolineare fin da subito che in realtà Principi e principesse era nato molti anni prima, nel 1989, come serie televisiva chiamata Ciné Si, una serie composta da otto episodi in cui questi personaggi raccontavano delle storie da loro inventate e fu una serie fatta con poco e con poche persone (nelle interviste Ocelot dice che furono in sette a lavorare a quella serie). Grazie al successo di Kirikù, i produttori si interessarono molto a Ocelot e ai suoi lavori e, così, scoprirono Ciné Si e decisero di portarlo al cinema. Quindi vennero scelti sei degli otto episodi, venne aggiunto nel mezzo un intervallo di un minuto e inoltre venne modificato affinché andasse bene per il grande schermo.

Partiamo dal lato tecnico e qui non possiamo far altro che rimanere stupiti perché in questo caso ci ritroviamo davanti a un film interessante visto che usa la tecnica della silhouette. Per chi non lo sapesse, questa tecnica d’animazione consiste nell’animare delle figurine nere messe di profilo (di solito ritagliati su un foglio metallico) e queste figure poi vengono poste su un piano di lavoro orizzontale e retroilluminato per dare al nero opacità e illuminare meglio i fondali e il tutto viene ripreso dall’alto. In questo caso Ocelot si ispirò tantissimo alla regista tedesca Lotte Reiniger, una vera pioniera di questa tecnica e di cui possiamo vederne le capacità con il bellissimo Achmed, il principe fantastico.

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Quindi ci ritroviamo davanti a questa bellissima tecnica che viene usata con grande cura e maestria e ci ritroviamo davanti anche a dei design veramente belli. I personaggi sono puramente in due dimensioni, posti come le pitture dell’antico Egitto, eppure attraverso le loro sagome possiamo vedere un’attenta costruzione che siano vestiti complessi come quello del principe e della principessa alla fine, molto ricchi e sfavillanti, o che siano povero come quello dell’umile servo nella seconda storia. In generale tutti i personaggi sono facilmente riconoscibili e non ce n’è uno che si assomigli. E appunto nella sua semplicità il design è meraviglioso e il tutto è animato molto bene, i movimenti sono fluidi e per niente meccanici. Inoltre anche gli sfondi sono molto belli, con delle ottime forme e una costruzione interessante, come il castello della strega nel terzo episodio e in generale le piante presenti nei vari capitoli che riescono a donare alle varie storie un aspetto fiabesco. E l’uso dei colori dal blu, al giallo, al verde è stupendo. Il lato tecnico è magnifico e anche la storie riescono a mettere il sorriso.

Come abbiamo detto, queste storie sono narrate da un ragazzo e da una ragazza i quali iniziano sempre con un “E se…” per poi iniziare a costruire il tutto scrivendo prima i personaggi che vogliono interpretare e da lì modificando la storia in modo da renderla interessante e poi realizzando i loro costumi e anche le scenografie. Tutte queste sei storie sanno divertire tantissimo e si dimostrano molto interessanti. La prima ad esempio, “La principessa di diamanti” è una storia molto classica in cui una principessa è prigioniera di un maleficio, costretta a rimanere immobile e tenere una clessidra mentre chi vuole liberarla deve trovare i 111 diamanti della sua collana prima che scada il tempo.

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Quindi passiamo da storie davvero molto classiche, quasi ispirate alle Mille e una notte, e altre che invece ribaltano la situazione. Ad esempio una delle mie preferite è la terza, “Il castello della strega”, in cui il re offre la mano della figlia a chiunque entri e conquisti il castello della strega. Oltre a divertire molto per i vai tentativi di entrare e i mille marchingegni della strega per tenere fuori gli invasori, il finale mi piace molto. Così come mi piace l’ultimo episodio che dà il titolo del film e che mi ha fatto ridere tanto con i due protagonisti che, baciandosi, si trasformano in vari animali. Ogni storia ha la sua particolarità e unicità e tutti mantengono un carattere fiabesco perfino con ambientazioni fantascientifiche come il quinto episodio. C’è fantasia, c’è voglia di raccontare e ciò rende il tutto veramente piacevole, intelligente e divertente.

Per concludere, Principi e principesse è un film animato stupendo che utilizza in maniera eccellente la tecnica delle silhouette, creando design e paesaggi che fanno l’impressione di trovarci davanti a una fiaba e delle storie altrettanto fiabesche che a volte capovolgono le situazioni e che si dimostrano intelligenti e divertenti. Lo consiglio assolutamente!

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

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