Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso, come da tradizione, a parlare di animazione e in questo caso abbiamo continuato a discutere di un grande artista come Michel Ocelot, un regista francese che ci ha regalato opere uniche e stupende come appunto Principi e Principesse. Un ragazzo e una ragazza, insieme a un anziano signore, si divertono a raccontare diverse storie di stampo fiabesco, informandosi sulle varie epoche storiche grazie alla tecnologia e creando i costui di scena attraverso diversi macchinari. Ciò che amo molto di questo film è che usa la tecnica della silhouette ossia animare delle figure scure messe di profilo su un tavolo di lavoro orizzontale retroilluminato. Qui le animazioni sono rese benissimo ma quello che stupisce è il design che riesce a traspare perfettamente, che siano complessi come i vestiti dei nobili o semplici come quello di personaggi comuni, e anche gli sfondo sono bellissimi, pieni di fantasia e molto fiabeschi, che mostrano inventiva e dei colori bellissimi e luminosi. Il film è diviso in sei storie che iniziano sempre con un “E se…” con i due ragazzi che si creano i loro personaggi e narrano fiabe classiche, ma in alcuni casi ribaltano del tutto la storia (come il terzo e l’ultimo episodio) e introducendo perfino ambientazioni fantascientifiche mantenendo il tono fiabesco. Lo consiglio assolutamente!
Torniamo a parlare di live-action e in questo caso ci spostiamo in Italia per discutere e introdurre un regista nostrano che ci ha regalato delle piccole perle che hanno ispirato altri artisti.
Ecco a voi Incubo sulla città contaminata, pellicola horror del 1980 scritta da Angelo Corti, Luis Maria Delgado e Piero Regnoli e diretta da Umberto Lenzi.

Trama:
A seguito di una fuga radioattiva da una centrale nucleare, un famoso scienziato arriverà in città in aereo per rilasciare un’intervista e tranquillizzare tutti quanti. Dean Miller (Hugo Stiglitz) è un giornalista incaricato di intervistare lo scienziato e si reca all’aeroporto per il servizio. L’aereo dello scienziato arriva in maniera sospetta, senza dare alcun segnale alla stazione, allarmando tutti. Quando finalmente la porta dell’aereo di apre, escono fuori diversi esseri umani dalla pelle bruciata e assetati di sangue. Dean vede come questi esseri riescono a sopraffare facilmente i poliziotti e i soldati e cerca di dare la notizia alla TV in cui lavora, ma il suo servizio viene interrotto dal generale Murchinson (Mel Ferrer) che non vuole si scateni il panico. I mostri però si stanno diffondendo in fretta e Dean decide di scappare dalla città insieme a sua moglie Ann (Laura Trotter).
Umberto Lenzi fu un regista stupendo che in molti conoscono soprattutto per i suoi polizieschi come ad esempio il meraviglioso Milano odia: la polizia non può sparare, ma nonostante ciò anche lui ha diretto degli horror molto interessanti e questo film in particolare segna il suo ritorno al genere dopo ben otto anni. Quindi iniziamo con la recensione.

Partiamo come al solito dal lato tecnico e in questo caso, oltre a delle idee davvero interessanti, il film riesce a colpire per il lato tecnico e in particolar modo per la regia di Lenzi. Infatti la sua regia mostra fin da subito una grande energia e in special modo una costruzione attenta sia delle singole immagini che di intere sequenze. Fin dai primi minuti dimostra di saper gestire perfettamente le scene in cui i mostri attaccano, creando sequenze veramente ottime in cui possiamo vedere la pericolosità di queste creature, la loro forza e anche la loro unicità. Tra l’altro riesce a gestire bene numerose persone e comparse, mostrando il caos senza però risultare confuso o incomprensibile, ma mettendo attenzione ai singoli momenti e mostrano bene i vari dettagli. Inoltre il regista è bravo anche a gestire la tensione, creando un’ottima atmosfera e usando varie tecniche che non risultano mai fuori posto e davvero belle, come ad esempio degli zoom veloci in avanti, inquadrature dal basso verso l’alto e perfino qualche carrellata interessante.
La fotografia è molto buona, specialmente nelle scene notturne in cui riesce a dare un senso di claustrofobia con dei tagli di luce ben fatti e che aiutano a rendere l’atmosfera credibile. Anche gli effetti speciali sono ben resi, effetti artigianali che, nonostante il film non sia costato tantissimo e nonostante a volte si possa notare la finzione, riesce a risultare credibile e reale sia nelle scene gore sia nel mostrare queste creature bruciate che avranno design diversi gli uni dagli altri e che nella loro semplicità riescono a convincere. E anche le musiche sono belle e usate nei momenti giusti. Il lato tecnico funziona benissimo e anche la sceneggiatura ha degli elementi interessanti.

Il film riesce a colpire fin dai precisissimi minuti non solo perché inizia ottimamente con questi esseri che attaccano e in poco tempo mettono in ginocchio la città, ma colpisce anche per la particolarità di questi mostri. Infatti all’inizio si può quasi pensare che siano degli zombi ma non è così. Sono in realtà delle persone che sono state soggette a delle radiazioni ed è per questo che sono orribilmente bruciati. Come se non bastasse le radiazioni li hanno resi veramente forti e gli ha donato un’inesauribile fame di sangue che li porta a succhiare costantemente il sangue delle loro vittime. A renderli ulteriormente pericolosi c’è il fatto che sono veloci e soprattutto non combattono solo a mani nude, ma si armano con tutto ciò che trovano, perfino armi da fuoco. E come se anche questo non bastasse, sono tremendamente intelligenti, si organizzano, sono capaci di sabotare le varie strutture e mostrano un grande gioco di squadra. Questi zombi-vampiri sono davvero particolari e pericolosi e mi sono piaciuti molto per come sono stati resi e nella storia vedremo come riusciranno costantemente a mettere alle strette tutti quanti. I personaggi non avranno una grande tridimensionalità ma riescono a farsi ricordare e alcuni di loro si dimostrano una presenza scenica importante e credibile come appunto Dean e la sua forza di volontà. Inoltre il film tende a far anche una piccola critica sociale non alla scienza e alla tecnologia ma all’uomo e all’uso errato che fa di tutto ciò. La storia procede bene, è semplice ma allo stesso tempo è ricca di idee che hanno poi dato ispirazione ad altre grandi opere (sono sicuro che il bellissimo 28 giorni dopo abbia preso qualche spunto da qui). Purtroppo però c’è un solo problema: il finale. Non voglio fare spoiler ma quel tipo di finale mostrava che non avevano alcuna idea di come concludere la storia e se ne sono usciti fuori con qualcosa che cercava in parte di essere furbo e terrificante ma che a me è parsa solo una scusa. Nonostante ciò è una visione da fare assolutamente.
Per concludere, Incubo sulla città contaminata è un film che riesce a convincere perfettamente grazie a una regia ottima, capace di gestire le scene di tensione e quelle gore e in grado di mostrare delle creature davvero particolari che sembrano inarrestabili e sanno spaventare. Il finale non è convincente ma nonostante ciò è un film che consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]