Mona Lisa and the Blood Moon

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso a parlare di animazione e ancora una volta siamo tornati dalla DreamWorks per discutere di un seguito, il secondo capitolo di una saga molto amata e divertente che è riuscito a essere perfino migliore dell’originale, Kung Fu Panda 2. Po è ormai il Guerriero Dragone e protegge la valle insieme ai Cinque Cicloni. Un giorno dei banditi iniziano a rubare tutto il metallo di un villaggio e Po interviene per difendere di abitanti, ma uno di questi banditi indossa un simbolo che causa a Po dei ricordi confusi di quando era un neonato. Il simbolo in questione appartiene a Lord Shen, un pavone figlio della famiglia reale della città di Gong Ming, esiliato dai suoi stessi genitori dopo che, per evitare che una profezia sulla sua disfatta si avverasse, aveva sterminato un villaggio di panda. Ora Shen è tornato e ha portato con sé un’arma segreta capace di distruggere il kung fu. Anche in questo secondo capitolo il lato tecnico rimane impressionante sia nel design che nelle ambientazioni, ma riesce a colpire particolarmente nella fotografia con forti colori rossi quando sarà presente Shen e una luce naturale nei momenti dolci, e con una regia molto ispirata. La storia è ciò che sorprende di più perché, pur rimanendo fedeli al primo film, qui matura parecchio, aggiungendo anche tematiche oscure e pesanti e portando su schermo uno dei villain migliori della DreamWorks, oltre che mostrare una ricerca del sé e della pace interiore da parte di Po molto bella. Lo consiglio assolutamente!
Torniamo a parlare di film live-action e questa volta portiamo sul blog un film davvero molto particolare che non solo mi aveva incuriosito dalle immagini ma anche per la regista che l’ha diretto.
Ecco a voi Mona Lisa and the Blood Moon, pellicola thriller fantasy del 2021 scritta e diretta da Ana Lily Amirpour.

Trama:
Mona Lisa Lee (Jeon Jong-seo) è una ragazza rinchiusa per oltre dodici anni in un manicomio. Per tutto questo tempo lei è stata in stato catatonico, senza mai muoversi, come se fosse morta. Un giorno però, durante una luna piena, riprende conoscenza e scappa dal manicomio usando dei poteri telepatici per controllare gli altri e ferisce un’assistente che l’aveva sempre trattata male. Durante la fuga però ferisce anche l’agente Harold (Craig Robinson) che rimarrà sconvolto dai poteri della ragazza e continuerà a darle la caccia senza riposo. Intanto Mona Lisa si rifugia nel quartiere francese di New Orleans e fa la conoscenza della spogliarellista Bonnie Hunt (Kate Hudson) e di suo figlio Charlie (Evan Whitten). Mentre con quest’ultimo instaura un forte legame di amicizia, Bonnie vedrà in Mona Lisa un’opportunità per fare più soldi attraverso l’uso dei suoi poteri.

Penso che Ana Lily Amirpour sia una delle registe più interessanti degli ultimi tempi perché, nonostante tre film all’attivo (e un quarto in produzione) è riuscita a sorprendere tutti e a dare molto, specialmente con il suo primo lungometraggio ossia A Girl Walks Home Alone in the Night, probabilmente uno dei migliori film sui vampiri degli ultimi tempi (insieme a Lasciami Entrare), diretto e fotografato in maniera incredibile e con una storia veramente affascinante e particolare. Vi consiglio di guardarlo e magari un giorno o l’altro ci scriverò una recensione. Ora però concentriamoci su questo film.

Partiamo come sempre dal lato tecnico e nello specifico con la regia della regista che riesce a dare al tutto uno stile e una messa in scena veramente curata e anche unica. Una cosa che apprezzo profondamente della regia di Amirpour è che non fa esercizi di stile e non usa particolari inquadrature per mostrare la sua abilità, ma le utilizza per sottolineare uno stato d’animo e in generale tende a piegare la propria regia a favore della trama. Quindi in situazioni in cui si prova disorientamento o tensione avremo delle inquadrature che si concentreranno molto sul volto degli attori, ma lasciando ampi spazi a degli sfondi particolari, con una prospettiva distorta in cui l’ambiente sembra molto più ampio e lungo. Ci sono delle inquadrature veramente incredibili, in primis i primi piani, ma anche scene dall’alto o delle bellissime carrellate che riescono a dare al film un tono interessante, ma sono stati molto belli anche i campi lunghi i quali non solo ci mostrano l’ambiente ma tendono sempre a tenere dentro l’inquadratura la luna piena, presente per tutto il film e che dona all’ambiente qualcosa di surreale.

E sono le ambientazioni un altro elemento di forza del film, soprattutto per il modo con cui New Orleans è stata mostrata e fotografata, sottolineandone sia la sua bellezza e la decadenza e dando all’insieme un aspetto pop anni ’80 e ’90. E la fotografia avrà dei colori molto accesi, mettendo in evidenza il verde, il rosso, il blu, il giallo ma in particolar modo il viola attraverso luci al neon, ma la fotografia sarà anche capace di passare a tagli di luce molto più cupi e oscuri. Il ritmo sarà lento e calmo, perfetto per quel che il film vuole narrare e sarà capace di creare dei momenti di tensione basato sull’attesa e gli ultimi dieci minuti sono un esempio perfetto. E anche le musiche fanno il loro dovere, riuscendo a essere evocative e variando dal pop, rock, metal e perfino techno e synthwave in un misto perfetto che non sembra in alcun modo forzato. Tecnicamente il film è incredibile ma anche nella sceneggiatura dimostra di avere molto da dire.

La storia è molto semplice e lineare ma nonostante tutto riesce a funzionare bene per i suoi personaggi e per i messaggi che vuole mandare. Anche se la protagonista principale è Mona Lisa, il film è un racconto corale con pochi personaggi che si dimostrano caratterizzati molto bene. Ad esempio Bonnie mostrerà fin da subito una forte personalità, saprà affascinare anche se usa Mona per i suoi scopi e anche il bambino, Charlie, saprà sorprendere per l’amicizia che svilupperà con Mona, probabilmente la sua unica vera amica, oltre che dimostrare tanta rabbia ma anche una profonda intelligenza e sensibilità. L’agente è altrettanto interessante per questa sua ossessione per Mona Lisa e la volontà con cui la vuole arrestare, cercando di capire anche chi sia e perfino Fuzz (Ed Skrein), che si innamorerà di lei a primo sguardo, saprà sorprendere. Nonostante tutto è proprio Mona Lisa a rubare la scena a tutti. Di le non sappiamo molto. Non sappiamo le sue origini, non sappiamo come è arrivata al manicomio, non sappiamo niente di niente, ma soprattutto non sappiamo perché con quella luna piena lei abbia ripreso conoscenza e abbia ottenuto quei poteri e alla fine non era neanche quello l’obiettivo della regista. Infatti il tutto può essere visto come una metafora femminista molto intelligente, profonda e per nulla retorica. Mona Lisa rappresenta la donna sottomessa dalla società che un giorno ha un risveglio, dove acquisisce una propria volontà e si ribella. Mona Lisa è un personaggi pieno di curiosità, affascinata dal mondo che la circonda e guarda tutto da una prospettiva diversa dagli altri. Lei è uno spirito libero che si ribella a chiunque voglia rinchiuderla. Questo è quello che ci ho letto e onestamente è un film che si può leggere in modi diversi, rendendolo ancor più interessante.

Per concludere, Mona Lisa and the Blood Moon è un film stupendo, particolare e unico, con una regia curata e delle ambientazioni bellissime valorizzate da una fotografia folle e ispirata alla cultura pop anni ’80-’90. E la storia è interessante per come presenta i personaggi e soprattutto per come trasmette in maniera metaforica argomenti molto profondi.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

9 pensieri riguardo “Mona Lisa and the Blood Moon

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