Nico, 1988

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di letteratura e questa volta abbiamo preso in esame un libro fantasy italiano davvero molto interessante, un primo capitolo ricco di idee e che è riuscito a colpirmi, La Mietitrice di Fuoco di Andrea Viaroli. Siamo nel mondo di Wentyr, un mondo flagellato dai Mietitori, creature terrificanti e capaci di mettere a rischio interi regni. Un giorno nella capitale di Reinessance appare un Tessisogni al servizio della Strega Nera, un essere umano con poteri sovrannaturali, che inizia a mettere a ferro e fuoco ogni caso, distruggendo interi plotoni. Le reclute Rinald, Scarlett e Alavrill tentano in tutti i modi di fermarlo e, contro ogni previsione, riescono a ucciderlo. I tre diventano così degli eroi ma cadono anche vittime dei giochi di potere del regno. Però anche loro, con le loro azioni, potranno cambiare le cose. Il libro presenta all’inizio qualche difetto con i dialoghi, troppo lunghi e macchinosi, per poi migliorare in seguito. Per il resto l’autore riesce a parlare con grande chiarezza di questo mondo e anche a descrivere i combattimenti con cura e ritmo. Lo scrittore riesce inoltre a parlare con grande maturità delle politiche del regno ma soprattutto crea dei personaggi sfaccettati, ricchi di personalità e molto umani. Un primo capitolo che vi consiglio assolutamente.
Questa volta torniamo a parlare di cinema e per la precisione di un film italiano diretto da una regista veramente brava e che parla di un personaggi interessante e incredibile.
Ecco a voi Nico, 1988, pellicola drammatica e biografica del 2017 scritta e diretta da Susanna Nicchiarelli.

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Trama:
Il film è ambientato durante gli ultimi due anni di vita della cantante e artista Nico (Trine Dyrholm), nome d’arte di Christa Päffgen. Lei è sempre stata famosa per essere stata la musa ispiratrice di Andy Warhol e aver suonato insieme ai Velvet Underground, ma qui ritroviamo Nico da solista, che compone la sua musica e, con l’aiuto del suo manager Richard (John London Sinclair) e una banda di giovani musicisti, farà un tour in tutta Europa con la sua musica, affrontando i suoi problemi legati alla droga e cercando di riallacciare i rapporti con suo figlio Ari (Sandor Funtek), avuto dalla relazione con Alain Delion, e che si trova in un istituto perché ha tentato di suicidarsi. Questa è la storia di Nico e della sua arte.

Come molti anch’io ho conosciuto Nico attraverso i Velvet Underground ma solo recentemente ho scoperto la Nico solista, l’artista di canzoni gothic rock e devo ammettere di essere rimasto incantato e stupito dalla sua musica e sono rimasto ancor più stupito di come in pochi conoscano questa parte della sua carriera, eppure ha dato veramente tanto al mondo della musica. Inoltre è anche l’occasione perfetta per introdurre Susanna Nicchiarelli, una regista veramente brava e talentuosa.

Iniziamo come sempre dal lato tecnico e iniziamo ovviamente dalla regia della Nicchiarelli. Qui ci troviamo davanti a un tipo di regia quadrata e precisa, una regia pulita e curata che crea scene impressionanti nella sua costruzione, nell’ambientazione e nella sua impostazione. Quindi ci ritroviamo davanti a inquadrature fisse che si concentrano sugli attori e in certi casi abbiamo dei bellissimi primi piani che mostrano perfettamente le emozioni dei personaggi (e certi primi piani sulla Dyrholm sono stupendi), ma anche dei piani medi tipici del cinema europeo dove sarà presente un’ottima profondità di campo. Ovviamente avremo anche movimenti di macchina altrettanto curati e precisi, in particolar modo le carrellate che sono ben studiate. Il film avrà un ritmo lento, un ritmo perfetto per questa storia che riuscirà a farci comprendere in pieno un personaggio complesso come quello di Nico e si prenderà i suoi tempi per mostrarci gli altri personaggi, le loro relazioni e soprattutto le musiche di quest’artista, mettendo in scena dei bellissimi concerti nonostante la loro piccolezza.

Il montaggio è ben gestito e lineare, ma in certi punti la regista inserisce dei brevi flashback, immagini legate a Andy Warhol e ai Velvet Underground ma soprattutto immagini legati al figlio Ari quando era ancora un bambino. Ciò che adoro maggiormente però è la fotografia, ricca e curata. In questo caso passiamo da un tipo di fotografia luminosa con colori accessi come all’inizio e alla fine, a un tipo di fotografia che ricorda il gotico, passando da luci rosse e blu in netto contrasto tra di loro, ad altre scene in cui il verde e il giallo la faranno da padroni. Oltre ciò in certi momenti la fotografia riuscirà a creare un’atmosfera malinconica e allo stesso tempo decadente per poi trasformarsi in qualcosa pieno di speranza nel finale. In generale il lato tecnico è stupendo e molto curato, così come è meravigliosa la sceneggiatura.

La storia gira intorno a Nico e a questi due anni, mostrandoci una persona molto diversa da quella che era con i Velvet Underground. E probabilmente qui parliamo del suo periodo migliore come artista, non tanto per il successo commerciale ma perché qui lei poté esprimere al meglio sé stessa. In molte occasioni, durante le interviste, le verrà chiesto del suo periodo con i Velvet Underground, cosa che la infastidirà parecchio visto che vorrebbe parlare del tour che sta facendo e in particolar modo della musica che porta, una musica tutta sua, una musica personale e unica che alla fine riuscì anche a ispirare certi artisti e certi movimenti. Quindi in questo film vediamo anche una persona, una donna, un’artista affermarsi senza voler per forza piacere agli altri. Infatti Nico avrà molti difetti, ma sarà un personaggio molto onesto con sé stessa e con le persone che la circondano e non sarà qualcuno di semplice da gestire. Lei è autodistruttiva, con un serio problema di droga e tende ad arrabbiarsi contro gli altri, perfino contro chi la vuole aiutare. Nico è un personaggio ricco di difetti, eppure riesce a risultare interessante ma soprattutto molto umana. Per queste sue imperfezioni riusciamo ad amare il suo personaggio, un personaggio che avrà anche una crescita molto naturale, volendo riallacciare i rapporti con il figlio e cercando di migliorarsi. Il suo personaggio è affascinante e meraviglioso e i complimenti vanno anche a Trine Dyrholm per la sua incredibile interpretazione e per la grande abilità con cui ha cantato tutte le canzoni di Nico (non facile da fare visto la voce particolare della cantante). E anche gli altri personaggi risulteranno interessanti con le loro storie e ho trovato interessante l’amicizia che Nico ha con il manager Richard e anche quella con il chitarrista Dome La Muerte (Thomas Trabacchi), nome d’arte di Domenico Petrosina.

Per concludere, Nico 1988 è un film biografico stupendo, con un lato tecnico veramente curato e ben fatto in ogni suo aspetto e con una storia scritta benissimo che mette in scena un personaggio complesso come Nico, un personaggio autodistruttivo ma capace di mostrare una grande forza, una grande arte e una grande volontà. Un film che consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

18 pensieri riguardo “Nico, 1988

  1. Prima di leggere, dal titolo ho pensato subito si trattasse di un altro film, che è Nico con Steven Seagal ed è pure del 1988. Incredibile. Questo invece non lo conoscevo, pur avendo ascoltato molto i Velvet in passato e Nico per me era “solo” quella che aveva suonato con loro. Complimenti per la recensione.

    1. Invece il film di Steve Seagal non l’ho mai visto. Non sono mai stato un fan dei suoi film per quanto mi piaccia il trash e i film di serie B. Sta di fatto che questo film dà una visione molto interessante di Nico e della sua musica, dandole la sua giustizia come artista che purtroppo non ha mai avuto e che senza alcun dubbio meritava.

        1. A mio avviso è un’esperienza da fare. Mostra il personaggio nella sua completezza, senza fare gli errori di tante opere biografiche che tendono a esaltare solo i lati positivi di queste persone. Qui vedrai una persona vera, con tanti pregi ma soprattutto con una lista enormi di difetti. È un film veramente affascinante e ti consiglio anche di recuperare le altre opere della regista che sono altrettanto belle.

    1. Forse no, ma ti consiglio di dargli una possibilità. È una storia interessante su una persona molto complessa e ricca di sfaccettature e inoltre dimostra come in Italia ci siano delle persone veramente capaci e competenti.

    1. No, non è il film con Steven Seagal, ma un film italiano biografico su Nico, famosa cantante dei Velvet Underground e musa di Andy Warhol. Il film parla dei suoi ultimi anni di vita, della sua carriera da solista e del rapporto complesso con il figlio.

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