Rapunzel – L’intreccio della torre

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo cambiato nuovamente argomento, passando dal mondo del cinema a quello della letteratura e parlando di uno dei romanzi che in quest’ultimo periodo mi ha sorpreso di più in assoluto, un libro che ho trovato pieno di emozioni e umanità, Il sognatore di Laini Taylor. Lazlo è un giovane orfano che lavora in una biblioteca e fin da piccolo ha sempre amato le storie, in particolar modo quella inerente una certa città di cui non si hanno più notizie da 200 anni. La cosa strana è che un giorno tutti coloro che conoscevano la città dimenticarono il nome e ogni volta che pensano alla città gli viene in mente una sola parola: Pianto. Un giorno però persone provenienti da Pianto giungono nella città di Lazlo, chiedendo aiuto a chiunque abbia certe abilità e conoscenze per risolvere un loro problema e Lazlo, che si dimostra l’unico a conoscere pienamente la loro cultura, si unirà al gruppo, senza sapere la gravità dei problemi di Pianto e delle presenza dei figli degli dei come Sarai, costretti a nascondersi perché la gente della città li odia a causa degli orrori perpetrati dai loro genitori. Qui ci troviamo davanti a un libro con uno stile incredibile, capace di creare delle immagini bellissime e a farci provare le emozioni dei personaggi con grande forza e sincerità. La storia stessa è impostata in maniera davvero originale, una storia che riesce a sembrare una favola nonostante Pianto nasconda tanti orrori, tanti dolori e tanto odio, un odio che potrebbe essere superato e questo grazie a Lazlo e Sarai. Per me è stata una grande sorpresa e vi consiglio questo romanzo assolutamente!
E con questo articolo non solo torniamo a parlare di cinema ma anche di animazione, portando avanti la filmografia dei classici Disney, arrivando a uno dei suoi classici più interessati per via di alcuni cambiamenti che ha portato.
Ecco a voi Rapunzel – L’intreccio della torre (Tangled), pellicola animata del 2010 scritta da Dan Fogelman e diretta da Nathan Greno e Byron Howard.

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Trama:
Un giorno una goccia di Sole cadde sulla Terra e da quella goccia nacque un fiore dorato capace di curare ogni male. Il fiore venne trovato da un’anziana signora, Gothel (Donna Murphy) che usa il fiore per ringiovanire cantando una canzone e non rivelando a nessuno dell’esistenza di questo miracolo. Passano i secoli e in quelle zone nasce un regno governato da un re e una regina molto amati dal popolo. La regina rimane incinta ma una malattia rischia di toglierle la vita e così il re manda i suoi uomini alla ricerca di qualcosa che curi la moglie ed è qui che trovano il fiore magico. La regina beve un infuso fatto con quel fiore e guarisce, dando alla luce una bambina dai capelli dorati. Gothel non vuole tornare vecchia e si intrufola a palazzo per rubare una ciocca dei capelli della bambina che adesso hanno i poteri del fiore, ma scopre che se vengono tagliati i capelli si scuriscono e perdono i poteri, così rapisce la piccola e la rinchiude in una torre nascosta, non permettendole mai di uscire. Passano gli anni e Rapunzel (Mandy Moore) sta per compiere 18 anni e chiede a Gothel, che crede sua madre, di andare fuori a vedere le stelle che appaiono solo il giorno del suo compleanno, ma Gothel glielo nega per l’ennesima volta. Tutto cambia quando Flynn Rider (Zachari Levi), un ladro che ha appena trafugato un diadema dal palazzo regale, trova ed entra nella torre di Rapunzel per nascondersi dalla guardie. Rapunzel nasconde il suo diadema e fa un accordo con lui: Flynn la porterà a vedere le stelle, che in realtà sono luci che vengono innalzate in cielo per il compleanno di Rapunzel, e lei gli restituirà il diadema. Avrà così inizio la loro avventura.

E con questo arriviamo al 50° classico animato Disney, un film che è riuscito sempre a sorprendermi e che dal mio punto di vista ebbe una grande importanza, soprattutto nello stile e nel design dato che, dopo quest’opera, quasi tutti i film animati della Disney ne avranno le stese caratteristiche. Poi sul fatto che nelle pellicole successive il design si sia così ripetuto è un’altra questione, ma concentriamoci su quest’opera.

Partiamo come sempre dalla produzione e anche dall’idea che si ebbe di realizzare una storia su Raperonzolo, una storia scritta dai fratelli Grimm. Quest’idea venne proposta da Glen Keane nel 1996 e qui parliamo di uno storico animatore della Disney che lavorò per lo studio per tantissimi anni, dai tempi de Le avventure di Bianca e Bernie. Nonostante tutto solo nel 2001 Michael Eisner, l’allora amministratore delegato della Disney, accettò di mettere in produzione il progetto, ma solo se fosse stato realizzato in computer grafica, anche se Kleane avrebbe preferito l’animazione tradizionale. Così nel 2003 viene annunciata la lavorazione del film che doveva chiamarsi Rapunzel Unbraided, fatto in CGI e con una storia parecchio differente da quella che conosciamo noi. Infatti la storia iniziava a San Francisco con due adolescenti che vengono catapultati nel mondo delle fiabe, entrando rispettivamente nei corpi di Rapunzel e del suo principe Beau, mentre i veri Rapunzel e Beau si trasformavano in uno scoiattolo e un cane. Sì, in un certo qual modo la storia aveva molti punti in comune con Come D’Incanto. Kleane però voleva lavorare meglio alla storia, rendendola più vicino alla favola originale e il film venne rimandato diverse volte fino a quando la Diseny decise di chiudere il progetto. Poi la Disney acquistò la Pixar e John Lasseter ed Ed Catmull vennero messi a capo delle divisione d’animazione. Proposero loro a Kleane di continuare il progetto che alla fine però dovette abbandonare per altri impegni e alla fine la regia passò a Nathan Greno e Byron Howard.

E qui arriviamo a parlare dell’incredibile tecnica e dell’uso che hanno fatto del digitale. Come abbiamo detto in precedenza, Kleane voleva usare l’animazione tradizionale ma, visto che gli era stato imposto la CGI, decise di fare degli studi per fare in modo che comunque il digitale potesse mostrare quei tratti caratteristici della Disney, quasi come se certe scene fossero disegnate a mano (ricordiamoci che il lavoro di Kleane, anche se poi abbandonò il progetto, fu fondamentale). In alcuni punti l’influenza del 2D sul digitale si sente, specialmente nell’uso dei colori, molto vivi e accesi, che sanno convincere anche nei momenti più drammatici e carichi di tensione, e anche dalle ambientazioni stesse. Infatti una delle cose più belle della pellicola sono proprio i vari luoghi rappresentati e uno di quelli che sorprende maggiormente è proprio la foresta. A tal proposito è giusto sottolineare che per la foresta, e in generale per il film, hanno preso spunto dal dipinto rococò di Jean-Honoré Fragonard, L’altalena (o I fortunati casi dell’altalena). E, prendendo spunto da quel dipinto, hanno dato vita a una fitta foresta che però riesce a risplendere di una forte luce. L’ambientazione è impressionante proprio per la vesta vegetazione, l’enorme quantità di dettagli mostrati e i suoi calori accesi. Lo stesso dicasi per le altre ambientazioni, come la taverna o il regno, ma alla fine è la foresta a colpire realmente perché riesce a non essere ripetitiva e a risultare interessante. Inoltre hanno un aspetto volutamente non realistico come i personaggi.

Penso sia importante sottolineare quest’ultimo elemento in quando pellicole come Shrek aveva trovato la propria identità nelle ambientazioni e nei personaggi (almeno quelli umani) realistici. Qui la Disney invece prende la strada opposta, stilizzando sia ambientazioni che personaggi. Quest’ultimi infatti avranno tratti più morbidi e rotondeggianti, oltre che avere degli occhi molto grandi e rotondi, rendendo ad esempio Rapunzel molto dolce e carina, ma riuscendo comunque a creare anche personaggi minacciosi come appunto Gothel o i fratelli Stabbington (Ron Perlaman). Tra l’altro qui la Disney non solo è riuscita a trovare la sua strada nell’uso del digitale nell’animazione, ma ha dimostrato anche di gestire bene il potenziale di questa tecnologia, con le numerose comparse e soprattutto con l’impressionante scena delle lanterne nel cielo. E inoltre la Disney fece enormi passi in avanti per quanto riguarda l’animazione dei capelli. Perché questo punto è fondamentale? Perché animare i capelli in digitale è un vero incubo. Infatti se si guarda i primi film della Pixar possiamo notare che quasi nessuno ha i capelli lunghi, proprio per l’enorme complessità nell’animarli. Per questo motivo i capelli di Viola ne Gli Incredibili furono un vero passo avanti e qui la Disney fece anche una follia maggiore, creando un personaggio con capelli lunghi diversi metri. E ancora oggi riguardano qualcosa di incredibile. Il film sa anche convincere per l’ottimo ritmo, che non annoia mai, e delle canzoni ottime, che portano avanti la storia ma in special modo riescono ad approfondire i personaggi e le loro emozioni. Il lato tecnico è fatto veramente bene e anche la sceneggiatura è interessante.

In questa storia ci sono tutti i vari elementi dei vecchi classici Disney, come ad esempio il prologo con la storia del fiore, anche se in questo caso non ci troviamo davanti un libro delle favole che si apre, ma le vicende ci vengono mostrate. Lo stesso dicasi per l’uso delle canzoni, per il fatto che una principessa si ritrovi segretata e in stato di miseria (anche se in questo caso Rapunzel non sa di essere una principessa) e un villain che da inizio a tutto quanto. Ci sono tutti gli elementi classici, ma riesce comunque a sorprendere. La storia è molto semplice e lineare, ma riesce a tirare fuori delle belle idee, come il fatto che il viaggio che intraprenderà Rapunzel, senza esserne consapevole, sarà un viaggio alla ricerca di sé stessa, delle sue vere origini, e sarà anche un viaggio di crescita per poter maturare e sfuggire dalle manipolazioni di Gothel. Infatti Rapunzel è un’ottima protagonista, piena di energie, curiosa, spensierata ma che durante il viaggio mostrerà un enorme conflitto tra il desiderio di vedere il mondo esterno e le luci e la paura di deludere e far soffrire la persona che crede essere sua madre. E in tutto questo avremo dei personaggi veramente ben scritti che renderanno la storia molto piacevole, in primis Flynn.

Lui ha il suo fascino, è un personaggio lesto e dalla battuta pronta ma che si ritroverà spiazzato davanti alla situazione che vivrà e pian piano maturerà dei sentimenti d’amore verso Rapunzel. Perfino animali come Pascal e Maximus, che non parlano, dimostreranno una grande personalità, con il primo che sarà un ottimo amico per Rapunzel e il secondo che invece è un cavallo ligio al dovere e alla giustizia e inseguirà Flynn in ogni dove. E infine abbiano la villain, Madre Gothel che, insieme a Dr Facilier de La Principessa e il Ranocchio, si dimostra l’ultimo grande villain Disney (per il momento, voglio sperare). Lei vuole rimanere giovane per sempre ed è disposta a fare qualsiasi cosa per rimanere così, perfino rapire una neonata. Inoltre lei si dimostrerà una terrificante manipolatrice nei confronti di Rapunzel, convincendola che il mondo fuori dalla torre è pieno di persone cattive e spietate, ma soprattutto sminuendo costantemente Rapunzel in ogni cosa che fa, senza darlo troppo a vedere, dicendo che scherza, ma quelle parole vanno a minare l’autostima della protagonista, le fanno perdere sicurezza e le tolgono la volontà di fare qualcosa di testa sua. Gothel è una cattiva stupenda che tiene prigioniera Rapunzel non solo nella torre ma anche nella sua psiche ed è questo che renderà il viaggio di Rapunzel per raggiungere la sua libertà ancora migliore. Certo, ci sono parti del film che sono un po’ infantili, come quella nella taverna (anche se mi fa ridere), ma in altri punti mostra un certo coraggio e una certa maturità.

Per concludere, Rapunzel – L’intreccio della torre è un film d’animazione stupendo, senza alcun dubbio uno dei migliori in assoluto fatti in digitale dalla Disney, anche se non il migliore (quel primato spetta a un altro film), un’opera dove lo studio animato riesce a trovare la propria strada nello stile e nel character design e racconta una storia classica in maniera interessante attraverso delle belle idee e i suoi personaggi. Lo consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

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