The Nun 2

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di animazione e, dopo veramente tanto tempo, abbiamo ripreso a discutere dei classici Disney, prendendo in esame un’opera che aveva degli elementi veramente interessanti ossia La principessa e il ranocchio. Tiana è una giovane donna afroamericana che lavora duramente per guadagnare abbastanza soldi e realizzare così il suo sogno di aprire un ristorante. Nella sua città arriva anche il viziato principe Naveen, diseredato dai genitori e in cerca di una sposa ricca per continuare a fare la bella vita. Qui viene imbrogliato dallo stregone vudù Dr Facilier che lo trasforma in un rospo, mentre dona al suo valletto un talismano che ha la capacità di fargli assumere le sembianze del principe. Facilier infatti vuole che il valletto sposi Charlotte, in modo da avvicinarsi al padre, l’uomo più ricco della città, ucciderlo e intascare così le sue ricchezze. Naveen intanto incontra Tiana e, scambiandola per una principessa, riesce a convincerla a baciarlo, ma la ragazza finisce per essere trasformata in rana a sua volta e ora i due dovranno tornare come prima e fermare Facilier. Un film animato che si ispira ai vecchi classici Disney, tornando all’animazione tradizionale e al musical, mostrando un lato tecnico curato, riuscendo a farti entrare nell’atmosfera di New Orleans e a dare vita a un ritmo stupendo che rende il tutto scorrevole. La storia è semplice ma ben articolata e i personaggi sono magnifici, diversi e simpatici. Un film che consiglio assolutamente!
E dopo aver parlato a lungo di opere di una certa qualità, è arrivato il momento per qualcosa di decisamente brutto e in questo caso ci concentreremo sul The Conjuring Universe e su un certo sequel.
Ecco a voi The Nun 2, pellicola horror del 2023 scritta da Ian Goldberg, Richard Naing e Akela Cooper e diretta da Michael Chaves.

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Trama:
Siamo in Tarascona, in Francia, nel 1956 e il film si apre con un prete che viene bruciato vivo dal demone Valak (Bonnie Aarons). Suor Irene (Taissa Farmiga), che quattro anni prima era riuscita a sconfiggere il demone, adesso si trova in un convento dove cerca di vivere un’esistenza tranquilla, mentre Maurice (Jones Bloquet), che l’aveva aiutata nell’impresa, adesso lavora con bidello nel collegio femminile di Aix-en-Provence dove è diventato amico della piccola Sophie (Katelyn Rose Downey) e si è innamorato di sua madre, Kate (Anna Popplewell). Le loro vite sembrano procedere tranquille, almeno fino a quando Irene non riceve la visita del cardinale che le parla di brutali omicidi e suicidi in tutta Europa che vedono come vittime preti e suore e afferma che Valak è ancora in circolazione e sta cercando qualcosa. Infatti il demone è dentro Maurice, ma quest’ultimo non se ne rende conto e viene usato come una marionetta. Così Suor Irene, insieme a Suor Debra (Storm Reid), dovrà indagare su questi casi, scoprire cosa vuole il demone  e fermarlo.

Io apprezzo molto i primi due capitoli di The Conjuring. Sono film in cui il regista mostra di conoscere bene tutti i trucchi del mestiere e li usa con grande abilità e intelligenza. Il problema riguarda tutto l’universo che ci è stato creato sopra e, fatta forse eccezione per Annabelle 2 che non era male, queste pellicola sono veramente tremende. E questo secondo capitolo di The Nun non è un’eccezione.

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Parlando del lato tecnico, ammetto che all’inizio avevo qualche speranza. Infatti la sequenza iniziale con il prete che viene bruciato vivo era pure fatta bene. C’era un buon gioco di ombre, la messa in scena funzionava e soprattutto c’era anche una costruzione della tensione niente male che si concludeva con quella scena fole. Questa parte era fatta bene e in generale la fotografia, per quando non sia eccelsa, era un minimo studiata e creava una buona atmosfera. Il problema arriva con i jumpscares. Questi momenti non fanno paura, anzi in tante occasioni non solo mi sono sembrati fiacchi ma soprattutto forzati, come se dovessero metterli a tutti i costi. E questo non solo non spaventa, ma va a rovinare anche scene interessanti. Se avete visto il trailer, conoscerete la scena delle riviste che vanno a formare l’immagine del demone e onestamente era anche una bella idea con un certo impatto. Poi arriva il jumpscare che rovina ogni cosa. In certi punti avrei veramente preferito non li avessero messi, basando il tutto sull’inquietudine e sulla presenza del demone. Poi sì, ci sono due momenti che mi hanno fatto morire dal ridere, soprattutto nel finale  e onestamente vorrei sapere chi ha avuto quell’idea (se avete visto il finale sapete a cosa mi riferisco). Però ha una cosa molto positiva: Valak appare molto di meno rispetto al primo capitolo e questo riesce a inquietare leggermente di più. Il livello tecnico non è male, ma la vera tragedia è la sceneggiatura.

La cosa interessante è che hanno provato a rendere la trama più vivace, mostrandoci due storie parallele che alla fine si uniscono, con le indagini di Irene e la possessione di Maurice al collegio, ma entrambe le parti sono raccontate male. Le indagini che compie Irene sono fatte letteralmente a caso e tutte le scoperte che fa sono delle vere e proprie provvidenze divine, per non dire forzature estreme, rendendo di fatto questa parte investigativa alquanto noiosa e superflua. Tra l’altro c’è anche un altro enorme problema: Suor Debra. Lei è la co-protagonista, ha parecchio spazio ma è un personaggio completamente inutile ai fini della trama. Non fa assolutamente nulla e la sua storia è che non crede e tutto questo suo viaggio l’aiuterà a ritrovare la fede, ma anche questa “crescita” è resa parecchio male.

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Con Maurice c’era un leggero interesse che però svanisce abbastanza in fretta. In questa parte tentano più volte di mostra la relazione di amicizia tra lui e Sophie e la storia d’amore che sembra sbocciare con Kate. Provano in tutti i modo di farci affezionare a loro, fallendo. Il motivo per cui ciò non funziona è semplice: non proviamo alcun interesse per i personaggi. Questo perché i personaggi non hanno una personalità, ci vengono presentati, conosciamo qualche piccolo dettaglio ma poi finisce tutto lì, non vengono in alcun modo approfonditi. Perfino Irene, che avevamo già visto nel primo, è poco interessante e anche i colpi di scena legati al suo passato sono banali e prevedibili.

Per concludere, The Nun 2 è leggermente meglio del primo capitolo, per via di un lato tecnico tutto sommato niente male, ma rimane comunque un brutto film per gli esagerati jumpscares, che spezzano la tensione e per una storia poco interessante e dei personaggi vuoti e dimenticabili.

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

16 pensieri riguardo “The Nun 2

    1. La fotografia è valida ma il problema alla base sta proprio nella sceneggiatura che è tremenda. Alla fine ha qualche elemento in più rispetto al primo capitoli, ma rimane un film tremendo per me. E poi il modo in cui sconfiggono Valak continua a farmi morire dal ridere.

        1. In realtà in The Conjuring 2 la cosa non mi dispiace affatto, anche perché il tutto era costruito molto bene e, biblicamente parlando, è vero che sapere il nome di un demone praticamente lo sconfigge. Voglio dire, meglio in quel modo piuttosto che sconfitta dal Lambrusco XD

              1. Quello anche io, ma era per sottolineare che, vista la situazione, che si stava facendo mortale, avrebbe dovuto non sprecare nemmeno un secondo, continuando ad urlare il suo nome man mano che si avvicinava. O magari anche tenere la situazione com’era, ma senza discorsetto, per quanto breve. Mah. Comunque rimane il miglior film della saga e uno dei miei horror preferiti.

                1. The Conjuring 1 e 2 sono stupendi. Horror per il grande pubblico che funzionano benissimo a livello tecnico e anche narrativo, dandoci personaggi a cui ci affezionato molto e a cui teniamo sinceramente e che non consideriamo come semplice carta da macello. Ci sono rimasto malissimo per il terzo capitolo e ho paura per il quarto

                  1. Il terzo era davvero orribile, pure il prim The Nun lo supera alla grande. Per i primi due, ho amato moltissimo l’atmosfera e l’unione familiare, che va sempre più rafforzandosi al crescere delle difficoltà. Il secondo è poi commuovente, soprattutto quando uno dei fratelli cerca di affrontare il demone in nome della loro unione familiare.

                    1. Ecco, hai sottolineato una gravissima mancanza del terzo capitolo: i personaggi. Onestamente parlando non mi importava nulla di quello che capitava ai personaggi del terzo, non avevano niente. Nei primi due invece i soni dei bei personaggi e ci affezioniamo tanto a loro.

                    2. Che poi i cognugi Warren li ritrovimo, in maniera più credibile del terzo The Conjuring, in The Commuter. Anche se sono andati oltre alle loro capacità. Insomma, puoi sconfiggere demoni e possessioni, ma davvero vuoi far arrabbiare Liam Neeson? ^_^

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