Kalya volume 4

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo deciso di andare a recuperare un B-movie anni ’80 che viene soprattutto ricordato per essere stato diretto da un regista che ha fatto la storia, James Cameron. Il film in questione è Piraña paura. La storia è ambientata nei caraibi, in un hotel dove la protagonista, Anne, lavora facendo tour subacquei per i turisti. Un giorno uno dei suoi allievi si allontana per esplorare una nave affondata e viene fatto a pezzi da mostruose creature marine. Anne, sconvolta, decide di indagare e scopre la verità: in quella nave ci sono dei piraña geneticamente modificati per essere delle macchine assassine e con la capacità di volare. Cameron non ha un bel ricordo di questo film, soprattutto per via dell’inimicizia che nacque tra lui e il produttore. Il film in sé non brilla a livello di sceneggiatura, in special modo per quanto riguarda i personaggi secondari, inutili e con storie che neanche si chiudono. Invece la protagonista è davvero ottima, così come un altro personaggio, e la regia è fatta bene e riesce a creare momenti interessanti, soprattutto con le scene subacquee. Ha tanti difetti, ma è un film che apprezzo comunque.
E ancora una volta cambiamo argomento, tornando nuovamente nel mondo dei fumetti. E anche questa volta continuiamo come di consueto con il progetto su questa serie italiana.
Ecco a voi Kalya volume 4, pubblicato dalla Bugs Comics, scritto da Luca Lamberti e Leonardo Cantone e disegnato da Mattia Monaco.

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Trama:
Dopo l’incidente con la viverna infetta a Stadbrek, Kalya e Tagh decidono di continuare il loro viaggio verso Hobur con l’alchimista Leena e la sua guardia del corpo Aridan, promettendogli aiuto per trovare una cura al morbo pallido. Intanto sono arrivati alla città portuale di Nimelor, città colpita proprio dal morbo e dove alcuni bonificatori alchimisti stanno cercando di contenere l’infezione. Gli elfi di Varnon però sono sempre sulle tracce di Kalya e dell’alkest così come Calon che, divenuto ormai uno spettro ma mantenendo integra la propria coscienza, vuole aiutare i nostri protagonisti.

Siamo arrivati al quarto volume e fino a questo punto mi sono sempre dimenticato di fare qualche accenno alle stupende copertine, curate da Elena Casagrande e che finora sono state in grado di colpire sia per la composizione dell’immagine sia per l’uso dei colori. Come si sol dire, meglio tardi che mai.

Parlando di questo volume, posso dire fin dall’inizio di averlo trovato molto più interessante del precedente per diverse  ragioni. Cominciamo con i disegni. Anche qui c’è un cambio di disegnatore e questa volta il tutto viene affidato a Mattia Monaco. Una cosa che mi manca dai primi due volumi sono i disegni dettagliati degli sfondi che riuscivano ad arricchire la storia e a dar maggior vita alle ambientazioni. Qui ci sono delle belle ambientazioni, anche se in qualche vignetta sembrano proprio abbozzate, mentre i personaggi sono ben caratterizzati nel loro design e nei loro tratti, anche quelli nuovi. Ciò che però ho adorato di questo nuovo disegnatore sono i giochi di luce e ombra che fa. Grazie a ciò riesce in diverse occasioni ha creare la giusta atmosfera, come ad esempio il senso di chiuso che si prova stando in una stanza piccola, anche se il meglio lo raggiunge mostrando i quartieri degli infetti dove l’atmosfera sarà più sporca e lugubre e molto vicina all’horror. Ovviamente non parliamo di giochi di luce e ombre fuori dagli schemi, ma sono comunque molto ben fatti e curati e riescono a far il loro lavoro.

A livello di storia ho apprezzato molto come si sono concentrati sul morbo pallido e la sua pericolosità. Fino a questo punto se ne era soltanto parlato, qui invece vediamo questo male all’opera, vediamo quanto possa essere terrificante e soprattutto quanto sia difficile contenerlo. Infatti non possono eradicarlo in alcun modo ed è qui che Kalya capisce l’importanza della missione di Leena e quanto l’alkest, se usato bene, possa essere la salvezza per l’intero mondo di Theia. Ho anche apprezzato vedere i personaggi relazionarsi ancora di più e anche alcuni piccoli colpi di scena verso la parte finale che sono stati interessanti.

Per concludere, Kalya volume 4 si dimostra interessante in quanto ci mostra l’enorme pericolosità del morbo e soprattutto sa divertire con i suoi personaggi e con certe situazioni che andranno a crearsi. Inoltre le atmosfere sono ottime, così come l’uso che il disegnatore fa di luci e di ombre. Consigliato!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

6 pensieri riguardo “Kalya volume 4

    1. Thank you very much! But i’m still don’t have such a deep knowledge on this medium like the cinema. I’m still growing up and i’m having fun in discoreving new works. Thank you again and have a nice day!

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