L’orda – Marguerite Bennet & Leila Leiz

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo concluso il Periodo d’Argento della Disney, parlando del suo 19° classico animato, Il Libro della Giungla. L’ultimo film animato a cui Walt Disney abbia lavorato attivamente, ma di cui non vide mai la fine. Un’opera ricordata e amata da molti per vari motivi. Una storia semplice e lineare, caratterizzata da numerosi personaggi unici e ben definiti, tutti quanti con le loro personalità e molto diversi tra loro. Un film molto colorato e spassoso, ricco di avventura ma con i suoi momenti drammatici e di tensione. Nonostante si allontani dalle atmosfere del libro, questa trasposizione riesce a essere stupenda a livello narrativo ma anche a livello tecnico, con animazioni davvero ottime. Da vedere assolutamente.
E dopo quest’ultimo lavoro sulla Disney, ho deciso di fare qualcosa di molto più leggero e tranquillo. Per questo motivo voglio cambiare completamente argomento e parlare di fumetti. Ormai non so neanche quanto tempo sia passato dall’ultima volta in cui ho trattato un simile argomento, ma mi fa piacere tornarne a parlare. Di tanto in tanto fa bene cambiare argomento e lo trovo decisamente divertente e stimolante. In questo caso però volevo qualcosa di semplice e immediato, per riprendere la mano (ho letto alcuni fumetti che in futuro vorrei veramente portare nel blog, ma che meritano assolutamente un’analisi molto approfondita). In questo caso ho optato per un fumetto che vedevo spesso in giro e che sembrava promettere molto bene. Quindi, senza indugio, iniziamo con la recensione.
Ecco a voi L’orda (Horde), fumetto horror/sovrannaturale del 2021, scritto da Marguerite Bennett e disegnato da Leila Leiz.

Trama:
Dopo la morte di suo padre, Ruby Ando è costretta a tornare a casa di sua madre Mia, una donna da cui lei e suo padre si erano allontanati molti anni prima per la sua ossessiona malata agli oggetti. Ruby incontra così la madre e decide di aiutarla a disfarsi degli oggetti inutili o rotti, ma Mia ha un attaccamento morboso verso di essi e ben presto la situazione precipita, con Ruby che esplode in un attacco di rabbia. Proprio in quel momento gli oggetti della casa prendono vita, trasformandosi in orrendi mostri e attaccando Ruby. La protagonista dovrò fare di tutto per fuggire da lì e riuscire a liberare la madre da quell’ossessione.

I motivi per cui questo fumetto aveva solleticato la mia curiosità erano tanti. Uno di quelli che saltano all’occhio subito sono sicuramente i disegni di Leila Leiz. I suoi disegni e le sue tavole funzionano benissimo e già dalle prime pagine ì, quando c’è una piccola Ruby che viene attaccata da uno di questi oggetti, creando un’ottima scena grottesca e in seguito non farà che migliorare, con questa cosa strapiena di oggetti di ogni tipo e soprattutto con queste creature mostruose, un misto tra incubi della mente umana e oggetti casalinghi lussuosi o comuni. A quel punto ero già interessato, ma ciò che mi ha veramente convinto era la tematica. Qui parliamo di un horror psicologico legato al rapporto incrinato tra madre-figlia ma soprattutto parliamo di argomenti come ossessione, delusioni, materialismo e il tutto attraverso il personaggio di Mia.

Questa donna è sempre rimasta delusa dalla figlia, dato che Ruby non è mai stata come voleva lei, una ragazzina perfetta, educata e composta. L’idea che effettivamente Mia aveva della figlia ideale era proprio simile a quella di una bambola, di un oggetto. Ed è qui che la storia si fa interessante.
Mia ha riversato su tutti gli oggetti che ha accumulato nel tempo tutto il suo rancore, tutti i suoi rimpianti, le delusioni, i sogni, e tutte queste emozioni e speranze hanno dato vita ai mostri. L’ossessione di Mia per gli oggetti però non si limita a ciò, dato che considera anche le persone come tali, proprio com’è successo con Ruby. La critica che fa l’autrice è funzionale sia alla nostra società, in cui si tende a trattare come cose le persone quasi fossero oggetti da conquistare, sia al dramma famigliare di queste due donne dove Mia, ossessionata dalla sua vita, dal suo passato e dai suoi sentimenti repressi, ha distrutto ogni possibilità di avvicinamento o riconciliamento con Ruby.

Le parti più interessanti sono sicuramente quelle legate alla psiche di Mia, questa sorta di mondo della mente dove Ruby vedrà parte della vita della madre e cercherà di comprendere meglio Mia ma anche i suoi stessi desideri. Purtroppo il fumetto ha un difetto: la parte finale è realizzata di corsa. Mentre l’inizio e la parte centrale hanno i giusti tempi, il finale è fin troppo veloce e improvviso e ammetto che qualche pagina in più avrebbe certamente aiutato molto.

Per concludere, L’Orda è un horror psicologico che raccomando caldamente. Sicuramente è un ‘opera molto interessante che parla con grande intelligenza della psiche umana attraverso gli oggetti e i rimpianti di Mia, portandoci dietro una storia folle ma allo stesso tempo triste. Da recuperare.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

11 pensieri riguardo “L’orda – Marguerite Bennet & Leila Leiz

    1. Ciao! Sì, ricordo bene che tipo di fumetti prediligi e perché. Certo, quest’opera non è minimalista, ma è un volume unico anche molto breve. Ha dei disegni ricchi di dettagli e molti dialoghi riguardanti la psicologia dei due personaggi principali. Magari un giorno recensirò qualcosa di minimalista, chissà.

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