Bongo e i tre avventurieri

Benvenuti o bentornati sul nostro blog! Nello scorso articolo abbiamo ripreso a parlare dei classici Disney e lo abbiamo fatto con il suo ottavo film e terza pellicola antologica ossia Musica Maestro. Una sorta di fratello minore di Fantasia, se così si può definire, una pellicola che raccoglie alcune idee per delle storie che a causa della crisi che la casa di Topolino stava avendo, rischiarono di non vedere mai la luce. Per impedire che ciò accadesse, Walt Disney, decise di unire tutti questi segmenti, creando un’opera altalenante a livello di qualità, ma capace di mostrare esperimenti nell’animazione e storie affascinanti. Vi consiglio di recuperarlo.
Nei prossimi articoli cercherò di finire come meglio posso questo periodo della Disney, in modo da poter parlare anche di altro e poi, quando sarà il momento, di parlare dell’Epoca d’Argento della Disney. Quindi adesso mancano tre pellicole, inclusa questa, tre pellicole che tutto sommato sono molto simpatiche e in certi punti hanno qualcosa da dire. In particolare il film di cui sto per parlare, il nono classico Disney, è interessante per via della storia dietro ai due segmenti (sì, questa volta ci sono solo due storie e due brevi intermezzi, quest’ultimi con protagonista il Grillo Parlante e due attori in carne e ossa).
Ecco a voi Bongo e i tre avventurieri (Fun & Fancy Free), pellicola d’animazione del 1947, scritta da Homer Brightman, Harry Reeves, Lance Nolley, Tom Oreb, Eldon Dedini e Ted Sears e diretta da Jack Kinney, Bill Roberts, Hamilton Luske e William Morgan. Come al solito ecco il link all’articolo di Chest of Tales (QUI).

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Il film comincia con il Grillo Parlante che entra dentro una casa e, vedendo una bambola e un orsacchiotto di peluche tristi, decide di raccontare una storia per migliorare il loro umore. E questa storia è Bongo.
Bongo, basato su un racconto originale di Sinclair Lewis, narra le vicende di un orsacchiotto da circo, appunto Bongo, che ha molto successo in quel che fa, è lo spettacolo principale ma viene trattato male dai gestori del circo. Il suo sogno però è quello di vivere nella natura e così un giorno decide di fuggire in sella al suo monociclo. Dopo qualche difficoltà, Bongo si abitua alla vita nella natura e incontra un’orsacchiotta di nome Lulubelle e tra i due nascerà l’amore, ma un orso rivale, Bullo, vorrà Lulubelle e farà di tutto per far sparire Bongo.

La produzione di Bongo iniziò nel 1941 e nella prima versione questa storia doveva essere un sequel di Dumbo, con alcuni personaggi di quest’ultimo che apparivano nel film, ma quest’idea fu accantonata così come altri personaggi, come la scimmia amica di Bongo. Questo corto inizialmente era stato pensato per essere distribuito come un lungometraggio, ma era troppo corto perciò venne messo insieme a Topolino e il fagiolo magico.
Il corto ha dei disegni e un’animazione ben fatta, nonostante si veda che non è allo stesso livello dei lavori precedenti e che certe animazioni sono al risparmio, ma in certi punti riesce a essere allo stesso livello di Dumbo, se non superiore. L’unica cosa che mi lascia perplesso è questa: gli schiaffi. Una battuta e colpo di scena in cui gli orsi dimostrano il proprio amore prendendosi a schiaffi. E devo dire che, nonostante le intenzioni fossero sicuramente innocue, il messaggio appare in un certo qual modo distorto soprattutto nei giorni d’oggi e con i problemi legati a ciò. Ma forse sono solo io che esagero.

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Dopo la fine della storia di Bongo, torniamo con il Grillo Parlante che osserva Edgar Bergen che narra alla piccola Luana Patten e a delle marionette la storia di Topolino e il fagiolo magico.
Da come avete potuto capire, questo segmento è una trasposizione di Jack e la pianta di fagioli e narra la storia di Topolino, Pippo e Paperino, tre contadini, che vivono nella Valle Felice. Questo posto un tempo era ricco di vegetazione e acqua, grazie al canto di un’arpa d’oro magica, ma quando quest’ultima è stata rubata, una grave siccità di è abbattuta sul luogo. Topolino e i suoi amici stanno morendo di fame e la loro unica speranza è la mucca che decidono di vendere. Un giorno Topolino va al mercato per venderla e torna a casa con tre fagioli che crede essere magici. Paperino si infuria con lui perché crede che sia stato imbrogliato e butta i fagioli in un buco nel pavimento. Quella notte però i fagioli germogliano e un’enorme pianta trascina la casa e  i tre sopra le nuvole, in un enorme castello, dove trovano l’arpa magica, rapita dal gigante Willie.

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Il motivo per cui nacque questo progetto è lo stesso per cui venne ideato L’apprendista stregone ossia ridare popolarità alla figura di Topolino. Ormai Pippo e Paperino lo avevano superato e perfino Pluto aveva più successo di lui. Così Disney decise di realizzare questo progetto con Topolino come protagonista e Pippo e Paperino come co-protagonisti. Purtroppo questo progetto ebbe gli stessi problemi di tutti gli altri, la guerra aveva tolto lo staff a Walt Disney e per questo motivo certe parti non poterono essere completate e il corto venne finito in fretta e furia. Per fare un esempio non viene mai spiegato come Topolino prende i fagioli magici. A tal proposito c’erano due scene poi tagliate. Nella prima si vedevano il Gatto e la Volpe di Pinocchio che imbrogliavano Topolino dandogli questi fagioli, nella seconda invece Topolino vendeva la mucca alla regina, Minnie, e quest’ultima gli dava i fagioli. Entrambe queste scene non erano però definitive, esistevano solo gli storyboard e probabilmente non convinsero nemmeno Disney.
In ogni caso questo corto sa essere davvero molto divertente e simpatico. Topolino, Pippo e Paperino funzionano veramente bene insieme e le gag sono spassose, soprattutto quando ci sono Paperino e Pippo presenti (nella prima parte è divertente vedere Paperino andare fuori di testa oppure osservare le fantasie di Pippo sul cibo). In questo caso hanno anche utilizzato un trucco per coprire le parti mancanti del corto: interrompere il racconto e passare a Bergen che parla con Patten e le marionette (di solito è proprio una delle marionette a interrompere la storia). Un trucco che funziona in certi casi anche se a volte rischia di minare il ritmo. Inoltre ha un finale simpatico e il cattivo, Willie, alla fin fine si dimostra un personaggio divertente e per niente odioso.

Per concludere possiamo dire che anche questo film collettivo è molto simpatico, con due episodi ben fatti a livello di animazione, nonostante a volte si possano notare certe mancanze, e soprattutto due corti capaci di intrattenere il pubblico, in particolar modo il secondo, grazie ai suoi personaggi strepitosi. Un film da vedere e che sicuramente molti avranno visto anche separatamente.

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

22 pensieri riguardo “Bongo e i tre avventurieri

      1. come al solito ripulendo l’immagine hanno fatto solo danni
        anche eta beta ha avuto lo stesso destino, anche se peggiore di paperino: finisce il suo primo arco narrativo perke era MOLTO più popolare di topolino e quindi torna nel futuro

  1. No, non stai esagerando: come sai anche io trovo il messaggio di Bongo quantomeno controverso, per andarci leggeri. Potrà anche essere fatto come gag, potrà anche essere il frutto di un’altra epoca con un’altra sensibilità, ma resta comunque un messaggio sbagliatissimo da inserire in un film per bambini.

    Topolino e il Fagiolo Magico, per me, resta molto più godibile, anche oggi: è divertentissimo, e Topolino, Paperino e Pippo funzionano benissimo come team.
    Walt non si è mai rassegnato al fatto che Topolino perdesse l’affetto dei fan, ma con l’evoluzione che ha avuto direi che era quasi inevitabile: il prototipo del piccolo borghese rispettoso delle regole e a cui va sempre tutto bene piace davvero poco, allora come oggi.

    1. Per questo in tanti amano Paperino. Paperino rappresenta molto di più la stragrande maggioranza delle persone ed è così pieno di difetti da renderlo molto più umano rispetto a Topolino.
      In ogni caso quella gag di Bongo purtroppo è invecchiata veramente male. Forse ai tempi sarà sembrata innocente, ma oggi è alquanto fuorviante.

      1. Purtroppo… un po’ come la scena del centauro che lucida gli zoccoli all’altra! Sono scene innocenti e perfettamente contestualizzate nell’epoca in cui sono uscite, ma che oggi, giustamente, appaiono invecchiate malissimo.

  2. I also enjoyed reading. To be quite honest i would have to watch the movie again to see if did actually watch it before. I’ve watch so many Disney movies but usually between pots and pains. Right now I’m experiencing dejavu like I’ve been in this scenario before.
    Dumbo, is that the story of an elephant.
    Thank you for the review. A good read.

    1. Non puoi immaginare quante volte da piccolo aspettassi quel momento. Trovavo Bongo molto carino (anche se oggi ho qualche critica da rivolgere a riguardo) ma l’avventura di Topolino e compagnia era la mia parte preferita in assoluto. Non mi annoiata mai, nonostante a volte mi arrabbiassi con le marionette che interrompevano la storia.

  3. Questo periodo della Disney, per me, è quasi completamente sconosciuto, piano piano cercherò di recuperare perché mi incuriosisce molto, proprio da un punto di vista “evolutivo”!

    1. Grazie a te per la tua gentilezza. Quel segmento continuerò ad amarlo sempre. Questa settimana sarà dedicata a questi film e poi farò una pausa dalla Disney prima di parlare dell’epoca D’argento. Ti consiglio anche di recuperare gli articoli di Chest of Tales. Sono davvero ottimi.

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