Kill Bill: Volume 1

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo deciso di tornare a parlare di serie animate, qualcosa che non facevo veramente da tanto tempo, e abbiamo deciso di parlare di un classico che tutti conoscono: Scooby-Doo, Where Are You!, la serie originale dedicata all’omonimo personaggio e ai suoi amici. Una serie animata che ha avuto una nascita abbastanza particolare, ma che soprattutto ha appassionato tantissime persone. Una serie con dei personaggi riconoscibili per il loro design e il loro comportamento. Inoltre riusciva a unire vari generi, come l’horror, il giallo e la commedia, per creare qualcosa di veramente unico che a distanza di ormai 50 anni riesce ancora a stupire e a far ridere. Sicuramente una serie da rivedere più e più volte.
Con questo articolo ritorniamo a parlare della settima arte e lo facciamo discutendo di un regista che in molti conoscono e apprezzano e di cui avevamo scritto tempo fa: Quentin Tarantino. Abbiamo parlato di lui grazie al suo primo lungometraggio ossia Le Iene. Un film fatto con un budget basso, ma che dimostrava fin da subito le abilità di Tarantino sia come regista che come sceneggiatore. Oggi siamo abituati al suo stile e ai suoi dialoghi, ma immagino che ai tempi fu una sorpresa enorme ritrovarsi davanti a un’opera simile. Un’opera che fin da subito era riuscita a sottolineare la bravure del regista e anche una parte del cinema a cui lui si ispirava. Due anni dopo il suo primo lungometraggio, Tarantino fece uscire nelle sale il suo film più famoso in assoluto, la pellicola che lo ha consacrato e che ancora oggi continua a essere la sua opera migliore: Pulp Fiction. Certamente è un’opera di cui bisognerà parlare ampliamente un giorno o l’altro, ma oggi non scriverò di quella pellicola, bensì di qualcosa in un certo modo legato ad esso. Quindi, senza perdere ulteriore tempo, cominciamo con la recensione del film.
Ecco a voi Kill Bill: Volume 1, film d’azione, thriller e arti marziali del 2003 scritto e diretto da Quentin Tarantino.

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Trama:
Il film inizia in bianco e nero con il personaggio de La Sposa (Uma Thurman) a terra e ricoperta di sangue mentre Bill (David Carradine) le spara in testa, nonostante lei fosse incinta. Dopo questa scena, si passa al capitolo uno, ambientato quattro anni dopo, dove vediamo La Sposa, viva e vegeta, che va a trovare una donna, Vernita Green (Vivica A. Fox). Grazie a un flashback, capiamo che Vernita è uno dei sicari che, insieme a Bill, ha massacrato tutte le persone presenti al suo matrimonio. Dopo lo scontro, La Sposa riesce a uccidere l’assassina, anche se lo fa davanti alla figlia di lei, Nikki (Ambrosia Kelley). In questa parte capiamo che anche La Sposa faceva parte di questo gruppo di sicari e che i responsabili della strage sono cinque. La Sposa ha eleminato Vernita, sopranominata Testa di Rame, che è stata la sua seconda vittima. La prima è stata O-Ren Ishii, Mocassino acquatico, (Lucy Liu). E da qui parte tutta la storia, a partire dal risveglio de La Sposa, o Black Mamba come veniva chiamata quando faceva parte dei sicari, dopo quattro anni di coma e senza più il suo bambino. Da questo punto in poi, lei deciderà di vendicarsi su tutti quanti loro, ma prima avrà bisogno di recuperare le forze e soprattutto di trovare un’arma in grado di aiutarla in quest’impresa.

Ero molto indeciso se fare due articoli rispettivamente per Volume 1 e Volume 2 oppure creare un unico articolo. Questo perché, da come lo si guardi, Kill Bill è nato come un unico film, che è stato diviso in due parti per un unico motivo: la pellicola intera durava quattro ore. Quindi inizialmente avevo pensato a un unico articolo, poi ho deciso di dedicare un articolo a entrambi i Volumi. Ho deciso così perché, per quanto siano lo stesso film, i due capitoli hanno delle differenze abbastanza evidenti, soprattutto sul tipo di cinema che prevale in ambo i casi, ma questo lo vedremo in seguito.

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Da com’è nata l’idea di Kill Bill? Avevo detto all’inizio che Kill Bill era legato a Pulp Fiction. Infatti in quella pellicola Mia Wallace, il personaggio interpretato da Uma Thurman, si mette a raccontare una storia a Vincent Vaga, una storia che vede protagonista una delle donne più letali al mondo e altri quattro personaggi femminili che corrispondono poi alla descrizione di quattro personaggi che appariranno in Kill Bill. Possiamo dire che l’idea per questo film di Tarantino sia nata proprio con Pulp Fiction. Infatti sia Tarantino che Thurman concepirono l’idea del personaggio della Sposa durante la produzione di Pulp Fiction (la cosa carina è che nei crediti di Kill Bill verrà scritto che il soggetto è stato curato da Q & U, ossia Quentin e Uma). Però i due per un periodo si sono allontanati. Thruman ha continuato con la sua ottima carriera di attrice e Tarantino ha diretto diverse cose: un episodio di E.R., un segmento del film antologico Four Rooms e nel 1997 Jackie Brown, per poi prendersi una pausa come regista. Quando poi i due si rincontrarono, Tarantino decise di riproporre la storia della Sposa e per un anno e mezzo non fece altro che scrivere la sceneggiatura.

Di questa prima parte ci sono tantissimi elementi che si fanno ricordare, ma fra tutti quello che ci ricorderemo di più sarà la perfetta unione di generi molto diversi, come i western, i film sulle arti marziali e sui samurai e anche un grande tributo ai film grindhouse (riferito a quei film a basso budget, principalmente horror, splatter e film d’exploitation). Il tutto è amalgamato alla perfezione anche se, in questa prima parte, sarà tutto maggiormente incentrato sul cinema orientale.
Già dal prologo il film riesce a incuriosire visto che ritroveremo la protagonista insanguinata e a terra, con un bianco e nero molto curato che metterà in risalto il colore scuro del sangue e probabilmente sarà anche l’unica scena in cui il sangue farà impressione (di solito le scene sanguinolente nei film di Tarantino sono così esagerate e grottesche che non fanno alcuna impressione).

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Poi passeremo al presente con lo scontro tra La Sposa e Vernita, dove non solo vediamo degli elementi western nel loro combattimento ma anche tecniche di arti marziali. Finita questa parte il film però si incentra sulla parte principale di questo primo volume: l’arrivo in Giappone per uccidere O-Ren, l’inizio di questo rape e revenge, l’inizio di questa vendetta.
Penso proprio che O-Ren sia uno dei personaggi più ricordati e, insieme a Bill stesso, uno dei più apprezzati di Kill Bill. Questo perché le viene dedicato moltissimo tempo su schermo e ha perfino una parte in cui si parla ampliamene del suo passato, fatto attraverso un grande tributo al mondo degli anime.

L’intero flashback che narra le origini di O-Ren è stato animato dalla famosa I.G. Production (Ghost in the Shell) e diretto da Kazuto Nakazawa (che io ricordo per il video musicale di Breaking the Habit dei Linkin Park e per aver diretto l’ottimo Parasite Dolls). Adoro questa parte della storia e adoro ancor di più il modo in cui è stata animata, con dei colori e dei tratti molto sporchi, dove non è importante il realismo dei corpi, ma si enfatizzava molto i movimenti dei personaggi fino all’estremo, creando un incredibile dinamismo e uno stile molto originale. E in quei pochi minuti O-Ren viene caratterizzata in maniera ottima.
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In quest’ambientazione Tarantino utilizzerà molto generi orientali tra cui i film di kung fu e anche i wuxiapian (come si vede in certi scontri), ma soprattutto saranno molto presenti i chambara (o chanbara), che significa letteralmente combattimento con la spada, e si riferisce alle pellicole sui samurai. Questo primo volume si ispira tantissimo al cinema orientale, che Tarantino ha sempre amato, riuscendo a onorare questi generi e a creare comunque qualcosa di unico e suo.

Una sequenza che tutti ricordiamo assolutamente e che è diventata giustamente un cult è quella presente nella Casa delle Foglie Blu, il locale in cui O-Ren e i suoi yakuza, gli 88 Folli, vanno a passare la serata. In questa parte ci sono vari tributi, come ad esempio la tuta gialla della Sposa, che ricorda molto quella indossata da Bruce Lee oppure il personaggio di Gogo Yubari (Chiaki Kuriyama) che, per via del suo design, sembra uscita da un anime.
Di questa parte però ricordiamo in special modo la costruzione della tensione prima dello scontro, con dei piani sequenza complessi e curati che ci mostrano il luogo, per poi finalmente arrivare ai vari combattimenti. Lo scontro tra La Sposa e Gogo con la palla chiodata è fatto benissimo e lo stesso vale assolutamente per quello contro tutti i subordinati di O-Ren. Questo parte è eccellente, con La Sposa che affronta tutti quanti in un combattimento molto violento in cui lei li fa letteralmente a pezzi, facendo saltare arti a destra e a manca. In questa parte di saranno vari elementi registici interessanti, pieni di carrellate, dolly, piani sequenza e cambi di musica a seconda della situazione e perfino cambi di fotografia, dove si passerà dall’illuminazione normale del film al bianco e nero, per passare perfino a una scena con sfondo blu e i personaggi in ombra, una scena molto bella a livello visivo. Una delle sequenze d’azioni più memorabili della storia del cinema e anche di tutto Kill Bill. E lo scontro finale tra la Sposa e O-Ren è meraviglioso, una conclusione perfetta per questo primo capitolo sia per le sensazioni che riesce a trasmettere che per l’ambientazione.
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Ultimo, ma non ultimo, le musiche del film. Tarantino per questa pellicola ha utilizzato parecchie musiche e motivetti interessanti che mostrano il suo enorme bagaglio cinematografico. Prima di tutto bisogna sottolineare le musiche da spaghetti western e in particolar modo i rimandi alle colonne sonore del grande Ennio Morricone. Alcune musiche sono curate da RZA, mentre alcuni motivetti che sentiamo e che sono rimasti impressi a tutti sono tratti da altre opere. Per esempio, quando Elle Driver (Daryl Hannah) è in ospedale e fischietta, quel motivetto viene dal film I nervi a pezzi, mentre il tema musicale che si sente quando La Sposa incontra il suo bersaglio e lo schermo diventa rosso, proviene dalla sigla di apertura di Ironside. Inoltre ci sono diverse musiche orientali, tra cui alcune canzoni cantate dal gruppo idol giapponese 5, 6, 7, 8’s che appare nel film durante la scena della Casa delle Foglie Blu.

Per concludere, Kill Bill: Volume 1 è una pellicola stupenda, originale e veramente divertente. Sa interessare lo spettatore dall’inizio alla fine e riesce a onorare diversi generi cinematografici che Tarantino ha sempre amato e che lo hanno aiutato nella sua crescita come regista. E adesso si passa al Volume 2 e al suo grande finale.
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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

38 pensieri riguardo “Kill Bill: Volume 1

  1. Vado controcorrente. Secondo me i vari stili utilizzati non la impreziosiscono, la pellicola, al contrario la rendono un po’ troppo caotica, e direi che sono insensati. Secondo me, se avesse unito la prima con la seconda parte e avesse avuto il coraggio di tagliare alcune parti, avrebbe assemblato un film ancor più bello.

    1. Io invece lo trovo interessante. Unendo così tanti generi in un unico film poteva essere controproducente e creare qualcosa di veramente caotico, ma qui Tarantino è riuscito a unire il tutto perfettamente. La pellicola non risulta pesante e soprattutto mostra una certa unicità. Ci vuole un’ottima lavorazione per fare qualcosa di simile.

  2. Tarantino è un’innovatore del cinema, che ha sempre fuso il vecchio col nuovo creando qualcosa di completamente diverso. E’ da apprezzare la sua originalità, dettata da un’evidentissima passione per il cinema, quasi maniacale. Riconosco la sua validità, lo rispetto molto, ma il suo stile non ha mai incontrato il mio gusto, forse con la flebile eccezione di Django Unchained.

    1. Un commento molto interssante! Io invece l’ho sempre apprezzato appunto perché riuscivo a scorgere tutta la passione dietro quel lavoro anche quando non era un appassionato di cinema. Oltre alla passione Tarantino è molto bravo anche a livello tecnico e riesce sempre a creare qualcosa di unico nel suo genere. Un giorno parlerò di tutta la sua filmografia probabilmente.

  3. ho visto solo questo capitolo e anche io lo ho amato
    oren credo sia diventata celebre anche grazie alla figaggine della attrice però; io ho sempre inteso il suo combattimento come il boss dei videogiochi che è difficile solo perke alla fine di un lungo livello estenuante: il difficile è arrivarci

    1. Il combattimento finale con O-Ren era quello più “realistico” dell’intero film. Era uno scontro fatto di attesa e concentrazione, niente di spettacolare come lo scontro con gli 88 folli ma comunque di forte impatto a livello visivo.

      1. sìsì non dico che fosse una ciofeca
        ma proprio dopo gli 88 folli, era la pazza con la palla chiodata il vero boss, oren era quello impossibile da raggiungere

        invece gira su internet una inquientatissima foto del dietro le quinte con le due che si fanno fotografare insieme, solo che lucy ha ancora il makeup applicato e sorride con il cervello esposto
        la conoscevi sta foto? xD

  4. Devo fare coming out: Tarantino non è tra i miei registi preferiti, sono uno dei pochi al mondo che non ha mai apprezzato “Pulp Fiction” o “Le iene”. Ma quando uscì “Kill Bill vol. 1” al cinema sono stato colto da una irrefrenabile voglia di andarlo a vedere, mi aveva incuriosito davvero tanto. E le aspettative sono state ben ripagate, tanto che non vedevo l’ora di vedere il secondo capitolo. Appena sono stati pubblicati i dvd, li ho comprati senza manco aspettare andassero in promozione. Tarantino continua a non piacermi ma “Kill Bill” è l’eccezione che conferma la regola.

    1. Non c’è alcuna problema! Ognuno ha i propri gusti in fatto di cinema e non è poi così strano vedere persone che non apprezzano lo stile di Tarantino. Mi fa piacere che Kill Bll ti sia piaciuto e ti abbia affascinato. Grazie per il commento!

  5. Spettacolo! Film bellissimo, e preferisco molto la prima parte alla seconda – che però ho anche visto molto meno, a onor del vero. Uma Thurman è splendida come al solito, e tutta la parte finale per arrivare da O-Ren e il loro combattimento sono stupendi, oltre che suggestivi da morire. La parte anime, poi, è bellissima, non me l’aspettavo assolutamente e mi ha preso alla sprovvista, la prima volta, ma è stata davvero ben fatta. Questo è proprio uno dei miei film preferiti di uno dei miei registi preferiti!

    1. Mi fa molto piacere! Io sinceramente mi ritrovo molto combattuto su quale sia la mia parte preferita. A volte è Volume 1 a volte è Volume 2. D’altronde sono lo stesso film anche se il primo è più incentrato sul cinema orientale mentre il secondo su quello western. Comunque non posso far altro che concordare con te riguardo agli scontro e alla parte animata, soprattutto quest’ultima che neanche io mi aspettavo la prima volta.

  6. That’s a wonderful review you wrote about “Kill Bill v1”. I like this patchwork too, it’s like a game, but a game of death (Bruce Lee is not far away indeed). The rhythm, the colors, the fantasy he made is the opposite style of the “Jackie Brown” cool sobriety. Tarantino is a man of contrasts.

    1. Thank you very much for the comment, I’m glad you liked my review! In any case you are right, Tarantino is a director who has different styles. He can be dynamic and fast in films like Kill Bill, but also slow and thoughtful like Jackie Brown or The Hateful Eight.

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