Non essere cattivo

Torniamo ancora una volta a parlare di cinema e torniamo ancora una volta a parlare di cinema italiano. Non fa mai male cercar di far conoscere qualche pellicola nostrana interessante, ma in questo caso non ho intenzione di parlare di qualche vecchia gloria del passato ma di un film abbastanza recente. Il motivo di questo mia scelta riguarda il fatto che ci sono ancora tantissimi italiani che credono che il nostro cinema (in particolare quello contemporaneo) sia sciocco e orrendo. E in parte posso capire questo tipo di pensiero, visto che da un po’ di anni sono usciti lavori orrendi che hanno incassato troppo, ma è comunque un pensiero sbagliato e ingiusto. Già in altre occasioni ne ho parlato ma non fa mai male ripetere che il nostro cinema ebbe dei maestri incredibili, inventò dei generi interessanti e in particolar modo nei film di serie B partirono dei veri e propri cambiamenti. Il nostro tipo di cinema è stato anche una grande fonte di ispirazione per gran apte del mondo ed è molto apprezzato e riconosciuto. Questo per quanto riguarda la storia del nostro cinema. Negli ultimi anni noto sempre di più da parte di alcuni produttori tentativi nel diversificare le pellicole e ciò ha dato modo ad alcuni registi davvero talentuosi di dirigere film molto interessanti. Noto che ci stiamo provando sempre di più e questo mi fa piacere. Mi dispiace invece vedere molte persone che ancora non si fidano di queste nuove pellicole e tende a evitarle e, così facendo, perdono l’opportunità di scoprire film stupendi e rimane ancorato quell’ingiusto pensiero che il nostro cinema sia piatto. Questo è uno dei motivi principali per cui ho deciso di portare questa pellicola, una pellicola a cui sono affezzionato e che sicuramente incuriosirà molti.
Ecco a voi Non essere cattivo, film drammatico e noir del 2015 scritto e diretto da Claudio Caligari.

Trama:
Siamo a Ostia nel 1995. Vittorio (Alessandro Borghi) e Cesare (Luca Marinelli) sono due giovani uomini che si conoscono da quando erano piccoli e sono inseparabili, più fratelli che amici. Loro due passano le giornate con gli amici a bere e a drogarsi, non lavorano mai e molte volte partecipano ad attività illegali che nella maggior parte dei casi consiste nello spaccio di stupefacenti. Entrambi hanno una vita difficile, in particolar modo Cesare che vive a casa con sua madre (Elisabetta De Vito) e la nipote Debora (Alice Clementi), malata di AIDS che negli ultimi tempi è peggiorata parecchio. Un giorno, dopo aver preso troppa cocaina e troppe pasticche, Vittorio ha delle allucinazioni terrificanti che lo fano star male e dopo questo evento cercherà di rimettere la testa a posto. Per prima cosa riesce a trovare lavoro in un cantiere e riesce a iniziare una relazione serie con Linda (Roberta Mattei). Vittorio cercherà in tutti i modi di convincere anche Cesare a ricominciare con questa nuova vita. CI saranno vari alti e bassi ma in un primo momento sembra che le cose stiano andando bene, ma mentre Vittorio se la caverà molto bene, Cesare non risucirà a dimenticare la sua vecchia vita e il richiamo della strada.

Penso che sia doveroso fare un piccolo approfondimento su chi fosse Claudio Caligari e i lavori che ha realizzato. Nato ad Arona del 1948, Caligari iniziò negli anni ’70 a lavorare nel mondo del cinema, realizzando documentari che si incentravano sui problemi giovanili di quel periodo e anche documentari legati a movimenti politici come ad esempio il Movimento ’77. In seguito provò a lavorare come aiuto regista per diversi autori come ad esempio Marco Ferreri, Marco Bellocchio e soprattutto Pier Paolo Pasolini. Nonostante ciò continuò a lavorare ai documentari in modo da poter dipingere la realtà delle periferie e delle borgate con realismo e in maniera diretta ed esplicita. Nel 1983 esce finalmente il suo primo lungometraggio ovvero Amore Tossico. Un film molto interessante e ricco di dettagli che racchiude alla perfezione il suo pensiero ma che ebbe una produzione incredibilmente travagliata. Il film venne apprezzato dalla critica ma ebbe purtroppo una pessima distribuzione. Dopo il suo primo lungometraggio Caligari lavorò a parecchie sceneggiature che però non riuscì mai a dirigere. Lavori molto complessi dove raccolse informazioni e mise insieme idee per due o tre anni. Praticamente per 15 anni non riuscì a dirigere un film e solo nel 1998 esce il suo secondo lavoro ovvero L’odore della notte, tratto dal romanzo di Dido Sacchettoni, La notte di Arancia Meccanica, e ispirato agli eventi realmente accaduti della Banda dell’Arancia Meccanica. In questo film appare come protagonista Valerio Mastandrea in una delle sue prime performance drammatiche e dove fece davvero un ottimo laoro. Dopo questa pellicola Caligari preparò altri progetti che non andarono mai in porto e dopo ben 17 anni realizzò finalmente il suo terzo e ultimo film appunto Non essere cattivo. Purtroppo Caligari era malato da tempo e morì dopo aver completato il film.

In tutto ciò bisogna sicuramente ringraziare Valerio Mastrandrea che ha aiutato Caligari, suo amico da molto tempo, a realizzare la pellicola ricoprendo il ruolo di produttore. Non posso far altro che provare ammirazione per queste due persone e per il lavoro che hanno fatto. Tornando a parlare del film, ciò che rende meravigliosa la pellicola e che riesce ad elevarla parecchio sono la regia di Caligari e la sua messa in scena. L’obiettivo di Caligari è quello di rappresentare in maniera veritiera e reale la vita nelle periferie e nelle borgate romane e ci riesce molto bene.
La pellicola inizia con quest’inquadratura dall’alto e i due protagonisti che mangiano il gelato, una scena simile a quella presente in Amore Tossico. Qui facciamo la conoscenza di Cesare e Vittorio che ci introducono alla loro vita. Li vediamo mentre si drogano e spacciano e quando passano il loro tempo con gli amici a divertirsi e a non fare niente. Nella prima mezz’ora ci viene mostrata la loro tipica vita e ci vengono messe in scena le loro vite private, in particolar modo quella di Cesare che non è per nulla semplice: vive con la madre, sua sorella è morta per AIDS e ora anche la sua nipotina rischia di fare la stessa fine. E per fuggire da questa vita si dà alla pazza gioia.

Per quanto riguarda i personaggi ci torneremo dopo, per il momento voglio concentrarmi sul modo in cui Caligari riesce a mostrare questa realtà, facendolo molto bene, riuscendo a farci entrare in questo mondo senza fronzoli . Ci mostra letteralmente uno spaccato di vita incredibile e tutto quel che vediamo è fatto così bene che sembra di essere entrati per davvero nella vita di questi due personaggi e delle borgate romane. Un’altra cosa intelligente è la regia di Caligari che riesce per tutto il film a non farsi notare, questo perché la sua tecnica è al servizio della storia. Se si guarda attentamente si nota un’ernome cura per le scene nel modo in cui sono state girate, a volte con inquadrature lunghe e fisse, a volte con delle carrellate altrettanto lunghe, riesce a mettere insieme una notevole quantità di tecniche di ripresa complesse e curate e lo spettatore neanche se ne accorge, talmente queste riescono a unirsi alla storia. Tutto quel che si vede sembra quasi diretto in maniera naturale, Caligari non accellera mai, sa mantenere dei tempi molto lunghi e mai noiosi e riesce a rendere le varie situazioni vere. Un’altra cosa molto naturale della pellicola riguarda la recitazione in particolar modo quella di Borghi e Marinelli, che sono letteralmente due degli attori più bravi che abbiamo in Italia. La loro recitazione è mostruosa e si calano alla perfezione nei rispettivi ruoli. Una piccola precisazione da fare prima di parlare die personaggi: Caligari segue molto il modello del neorealismo italiano e infatti alcuni membri del cast sono persone letteralmente prese dalla strada, così come aveva fatto per Amore Tossico.

I personaggi di questo film sono magnifici e tra tutti risalta in particolar modo Cesare di Marinelli. Il suo è un personaggio incredibile, un personaggio tridimensionale e umano. Cesare è un tipo testardo, vendicativo, a volte un’opportunista e un bugiardo:

La vita è dura e se non sei duro come la vita, non vai da nessuna parte

Una frase che Cesare dice a Vittorio e che sottolinea come è stato costretto a diventare così per sopravvivere in quel mondo e per molti versi non riesce ad abbandonare quella vita. Nonostante ciò è un personaggio capace di provare grande amore nei confronti della nipote, nei confronti di Viviana (Silvia d’Amico in un ruolo davvero ottimo) e soprattutto nei confronti di Vittorio che considera veramente come un fratello.
Il rapporto tra Cesare e Vittorio è stupendo. Si vogliono entrambi molto bene ed entrambi sono pronti ad aiutare l’altro e anche quando litigano riescono a mostrare il loro affetto, riuscendo poi a risolvere la questione. Però a un certo punto entrambi percorreranno strade differenti e questa cosa li allontanerà.

Qui parliamo di Vittorio, che ho voluto tenermi per ultimo visto che il suo personaggio ci porta dritti a uno degli argomenti centrali del film. Vittorio diventa un personaggio di grande interesse quando prende la decisione di trovarsi un lavoro, una scelta che lo porterà a mettersi insieme a Linda (una bravissima Roberta Mattei) e a prendersi cura del suo figlio e quindi in questo modo avrà anche delle responsabilità. Nonostante gli errori che commette, Vittorio farà del suo meglio per poter vivere questa nuova vita in modo dignitoso e soprattutto per non deludere e non essere un peso per la sua nuova famiglia. Ovviamente porterà con se Cesare per toglierlo dalla strada e aiutarlo, ma quest’ultimo non riesce ad ambientarsi bene in questo mondo e, per quanto ci provi, non potrà resistere al richiamo della strada.

Con Vittorio si arriva a un argomento molto importante del film e un argomento veramente importante per tutti noi: il lavoro.
In questo film vediamo gli sforzi fatti da Vittorio per avere un lavoro legale e soprattutto che possa fargli guadagnare da vivere per se stesso e per la sua famiglia, ma qui arrivano i problemi: i soldi non bastano. La cosa peggiore è che spacciando droga come prima invece potrebbe guadagnare sicuramente di più e questa cosa manderà in crisi Vittorio e soprattutto mette davanti agli occhi dello spettatore una tematica molto sentitta nel nostro Paese ovvero che il lavoro non è valorizzato abbastanza. E questa è un problema grande soprattutto qui in Italia, un Paese che è fondato proprio su questo principio. Ed è anche per questo che Caligari decide di ambientare il film nel 1995, perché è proprio da quel periodo che il lavoro ha iniziato a perdere il suo valore. Un argomento molto forte che Caligari inserisce con naturalezza in questa pellicola.

Per concludere Non essere cattivo è a mio parere uno dei film italiani più belli degli ultimi anni. Una pellicola visivamente potente con due protagonisti stupendi ed interpretati da due attori meraivgliosi, dove viene messa davanti allo spettatore una realtà cruda, senza fronzoli, senza idealizzazione. Questo film fino alla fine vuole narrare una realtà ancora attuale e lo fa in maniera straordinaria. Vi consiglio con tutto il cuore di recuperare questa perla perché dimostra ancora una volta come nel nostor Paese ci sia ancora spazio per l’arte.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

21 pensieri riguardo “Non essere cattivo

      1. Finito di vedere ora, fantastico davvero, triste, spietato per la durezza della vita….ma molto bello, grazie per l’indicazione.

              1. sì un piccolo riscatto per tutte le disgrazie…..anche se, sapere che il ragazzo voleva infiltrarsi nella malavita non fa sperare poi tanto bene.

  1. Mi fa piacere leggere qui su WP una recensione per questo film sconosciuto e scomodo, tuttavia meraviglioso per la sua semplicità.
    Hai proprio ragione quando affermi che c’è un cinema italiano vivo e brillante che (soprav)vive sotto la coltre pesante delle commediucole o dei film strappalacrime portati in pompa magna da produttori e distributori. E il cinema di Caligari è senz’altro il paradigma perfetto. Peccato sia scomparso precocemente. Ma mi piace credere che qualcuna altro stia portando avanti il suo lavoro: penso ai fratelli D’Innocenzo, a Matteo Rovere e a pochi altri.

    PS: non so se hai visto La terra dell’abbstanza, ma vi ho trovato non pochi punti di contatto proprio con questo film di Caligari. Te lo consiglio!

    1. Grazie mille per il tuocommento. Caligari è stato un grande regista che purtroppo ha avuto poche occassioni di dimostrare il suo talento e la sua bravura. Fortunatamente ci sono registi italiani che stanno facendo del loro meglio per potare avanti un tipo di cinema intelligente e stupendo.
      La Terra dell’Abbastanza l’ho visto, è un film molto bello e sì, ha degli elementi in comune con Non essere cattivo, anche se personalmente non riesce a mtterlo in scena con la stessa naturalezza di Caligari.

    1. Ho visto Quanto Basta. Mi è piaciuto anche se in realtà non lo considero uno dei migliori film italiani di questo periodo. Lo considero sopra la media. Una vera perla è stata Dogman. Quanto ho adorato quella pellicola! Poi ci sono molti alcuni film horror italiani che ci hanno provato seriamente a portare qualcosa di nuovo, per non parlare de Il Primo Re. Quest’ultimo è stato un lavoro straordinario e spero tanto di rivedere qualcosa di simile.

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