The Meg

Con questo articolo arriviamo alla conclusione del ciclo di film dedicati all’elemento dell’acqua o comunque ambientati nel mare e nelle sue profondità. Avrei preferito fare molti più articoli a riguardo, ma purtroppo sono una persona lenta che a volte fa fatica a essere costante. Sono tuttavia felice di aver concluso questo piccolo progetto e spero prima o poi di ripetere l’esperimento. Stavo pensando di dedicare un mese a registi come Jack Arnold, Mario Bava e Kathryn Bigelow ma su questo ci penserò più in là. In questo momento concentriamoci parlando di un film che ha fatto molto parlare di se qualche anno fa per via del suo soggetto alquanto singolare, vista la produzione che c’era dietro.
Ecco a voi The Meg (in italiano tristemente tradotto con Shark – Il primo squalo), pellicola fantascientifica del 2018, diretta da Jon Turteltaub e tratto dal romanzo di Steve Alten, MEG.

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Trama:
Jonas Taylor (Jason Statham) è uno dei migliori sub del mondo e durante una missione di salvataggio nella Fossa delle Filippine, dove deve salvare un equipaggio di un sottomarino, vede un essere abbastanza grande e forte da speronare lo scafo. Jonas riesce ad arrivare alla nave di soccorso portando con se i feriti, ma due membri (e amici) del suo equipaggio rimangono bloccati nel sottomarino. Lui vorrebbe salvarli ma se lo facesse morirebbero tutti e quindi decide di abbandonarli e subito dopo il sottomarino esplode. Dopo questo incidente però nessuno crede alla teoria di Jonas sulla creatura e il dottor Frank Heller (Robert Taylor) bolla il suo comportamento come psicosi indotta dalla pressione.
Passano cinque anni e l’azione si sposta sull’impianto di ricerca subacqueo Mana One, finanziato da Jack Morris (Rainn Wilson) e diretto dal Dottor Minway Zhang (Winston Chao) con l’aiuto di sua figlia Suyin (Li Bingbing). Il gruppo di ricercatori vogliono esplorare una zona ancor più profonda della Fossa della Marianna, nascosta da una nuvola di acido solfidrico. La missione riesce e il gruppo mandato in esplorazione scopre un nuovo ecosistema, ma vengono subito attaccati da un’enorme creatura. Per questo motivo decidono di richiamare Jonas per questa nuova missione di salvataggio ma nessuno sa che dovranno affrontare un enorme Megalodonte e combattere per la loro vita.

Avrei preferito chiudere questo speciale con un film migliore ma alla fine The Meg riesce comunque ad essere una pellicola di un certo effetto. Tuttavia stiamo parlando di una pellicola che fin dalle premessenon vuole prendersi sul serio. Non ho letto il romanzo di Alten, anche se mi ha sempre incuriosito e l’unica differenza che conosco è che nel libro sono presenti protagonisti giapponesi mentre qui sono cinesi (cosa normale visto che una delle case di produzione è proprio cinese).
Come ho detto prima, il soggetto parla di un Megalodonte che attacca dei ricercatori e quest’ultimi che devono cercare di fermarmlo prima che faccia troppi danni. Semplice, lineare e possibilmente divertente. E in un certo senso apprezzo che abbiano fatto in modo di non prendersi sul serio. Dopo Lo Squalo ci sono stati tantissimi film che hanno cercato di eguagliare la sua bellezza e il suo modo di incutere paura e la maggior parte delle volte hanno fallito, creando prodotti noiosi o ridicoli. E parlo soprattutto di quelle pellicole dove gli squali sono i veri protagonisti. Non riuscendo a fare film seri con questi animali, hanno deciso di fare pellicole incredibilmente trash su di loro e non parlo solo dell’Asylum. In questo caso però parliamo di film a basso budget o indipendenti. E visto che stavano riscuotendo un notevole successo, Hollywood ha fiutato il successo e si è buttata su questo progetto. E in un certo senso mi ha fatto piacere perché qui abbiamo una storia di serie B (ricordatevi cosa si intende in ambito cinematografico) con un budget da blockbuster. Non sono cose che capitano tutti i giorni.

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Gli attori se la cavano tutti bene e Jason Statham riesce a reggere il ruolo da protagonista. Non sono un fan di Statham ma non lo odio neanche e lo apprezzo più come atleta che come attore, ma in questo film lui ci si trova veramente a suo agio, è un attore che in questa pellicola se la cava bene e non stona e in particolare penso sia stata una buona scelta, visto che lui ha una certa conoscenza dell’acqua, dato che un tempo è stato un tuffatore esperto. Mi fa piacere che il resto del cast non sia stato messo in ombra dal protagonista ma abbia avuto il suo spazio e il suo ruolo. Non sono personaggi con una psicologia tridimensionale o complessa ma riusciamo a inquadrarli bene, partendo dalla ragazza dark, allo scienziato tranquillo e riflessivo, al dottore inflessibile e così via.
La cosa bella è che non sono odiosi (a meno che non sia intenzionale) alcuni di loro riescono ad essere perfino simpatici tra cui la piccola Meiying (Shuya Sophia Cai), la figlia di Suyin, che si è dimostrata molto dolce (cosa che in film di questo tipo non succede quasi mai, anzi, di solito i bambini sono veramente odiosi). Quindi abbiamo dei bravi attori e dei ruoli che, seppur semplici, sono utili per la storia.

Parlando della storia, non c’è tanto da dire, il tutto è molto lineare, la prima parte si basa sulla scoperta e sul riacquisire la credibilità di Jonas, la seconda sul fermare il mostro e il terzo nell’evitare che la creatura faccia una strage (la classica scena delle persone terrorizzate in mare). Ci sarà anche un buon messaggio ambientalista sul come l’uomo tenda a distruggere tutto ciò che scopre (argomento sempre moderno e che non fa mai male ricordare) e i dialoghi non saranno nulla di che, ma non daranno fastidio, almeno nella maggior parte dei casi. Ovviamente il film non si prende sul serio e ovviamente non cercherà dei dialoghi brillanti, ma in due o tre casi avrei evitato certe battute così idiote come ad esempio la prima volta che superano la nuvola di acido solfidrico: il mezzo si prepara a scendere, il capitano dice “Pronti per la penetrazione” e gli altri due membri del gruppo ridono. Ugh. Sarà una cosa mia, ma ogni volta che la sento mi viene il latte alle ginocchia.

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Se dal lato dei dialoghi il film non riesce a regalarci nulla di che, guadagna tanto nel ritmo e nelle scene d’azione. Quando c’è l’azione, quando arriva il Megalodonte non si perde tempo e si parte subito sul vivo. Le scene di soccorso, gli inseguimenti, le fughe sono fatte benissimo e tutte quante sono ambientate in mare o nel suo fondo. Si riesce ad avvertire l’adrenalina e il pericolo dell’attacco e queste scene riescono a fare bene il loro dovere, ovvero intrattenere.

Inolte apprezzo che abbiano messo un minimo di sforzo per creare un habitat affascinante per il Megalodente che appare poco ma fa il suo effetto e soprattutto apprezzo il design del Megalodonte stesso. Fortunatamente non si sono limitati a fare uno squalo bianco di grandi dimensioni e si sono sforzati di dargli un aspetto preistorico: la pelle è grinzosa, il suo colore è marrone con alcune chiazze e soprattutto ha molte più branchie rispetto agli suqali normali e saranno molto più grandi.

Anche il regista fa un buon lavoro. Non è nulla di eccelso, qui è solo un buon mestierante che però in certi punti riesce a regalarci delle belle immagini che rimangono impresse come ad esempio quella famosa scena che si vede anche nei trailercon la bambina che si ritrova faccia a faccia con il Megalodonte. Un’immagine che riesce a dare un certo effetto.
Una cosa che però mi dispiace non aver visto è il sangue. Quest’ultimo è presente, ma in quantità veramente ridotte e questo perché non volevano il rating R. E in questo un po’ ci perde perché avrebbe dato una spinta in più alla pellicola e avrebbe reso il finale veramente epico (infatti inizialmente il film doveva dirigerlo Eli Roth e voleva farlo sanguinolento, ma per divergenze di idee con la produzione il regista si è ritirato dal progetto).

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Questo era The Meg e sono consapevole che ad alcuni di voi non piacerà e lo capisco benissimo, ma comunque consiglio di dargli una chance perché è un film senza pretese, che non si presenta come un film serio e importante, non si prende sul serio e vuole solo intrattenere e divertire.

Con questo film si conclude il mese dedicato all’acqua. Spero che la recensione vi sia piaciuta così come questo piccolo esperimento.
Alla prossima!

[The Butcher]

5 pensieri riguardo “The Meg

  1. Una pellicola interessante. Non un capolavoro, ma quando ho visto il trailer pensavo fosse un film tutto effetti speciali.
    Invece c’è una trama e un’alternanza di ritmi (lento e frenetico) che mi é piaciuta molto

    1. Sì, anche per me è stata una sorpresa. C’era un po’ di cura nei dettagli e in altri settori e sono contento di questa cosa. Hanno fatto un trash godibile e con un minimo di decenza.

  2. Molto interessante questa tua retrospettiva sul genere nel genere: “acqua” in questo caso. Alcuni di questi film da te trattati li ho visti altri no e cercherò di colmare la lacuna, come quest’ultimo per esempio. Intanto complimenti !

    1. Grazie mille per il tuo commento. Il consiglio che tendo a dare su questo film è il seguente: prenderlo per quello che. Un film senza pretese che vuole assolutamente divertire attraverso un Megalodonte ma senza scadere troppo in stupidagini (infatti alcune cose di biologia le spiega anche bene).

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