Troll (1986)

Qualche tempo fa la Midnight Factory (sia benedetta) ha messo in venditaun cofanetto stupendo, ovvero il cofanetto di Troll 1 & 2. Oltre ai primi due film su Troll, ques’edizione contiene anche il documentario Best Worst Movie, fatto da Michael Stephenson (il protagonista di Troll 2), che racconta della creazione di Troll 2 e di come quel film sia diventato un cult apprezzato da molti.
Inizialmente avevo intenzione di scrivere un articolo su quella pellicola diretta da Claudio Fragasso ma alla fine ho cambiato idea. Certo sarebbe stato interessante analizzare i motivi per cui, nonostante sia un film che è riuscito a fallire in tutti i campi (regia, sceneggiatura, recitazione, costumi, effetti speciali ecc…), riesca a divertire e a farsi apprezzare molto meglio di tante altre trashate involontarie e non (e anche rispetto a tanti film d’intrattenimento se vogliamo essere sinceri). Però in tanti lo hanno già fatto , realizzando articoli, recensioni, video molto accurati e divertenti che alla fine hanno detto tutto quello che c’era da dire.
E’ così che ho deciso di dedicare un articolo al suo predecessore, una pellicola che non ha niente a che fare con Troll 2 nonostante il titolo (Troll 2 è il nome che gli diede la casa di produzione perché inizialmente si doveva chiamare “Goblins”) e che da molti viene spesso ignorata.
Vi presento Troll, film horror-fantasy del 1986, diretto da John Carl Buechler.

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Trama:
La famiglia Potter si è trasferita da poco in un palazzo abitato da persone bizarre e particolari. Mentre mettono a posto la loro nuova casa, la piccola Wendy Potter va a giocare con la palla e finisce per sbaglio nella cantina dell’edificio. Qui viene rapita da una creatura misteriosa che prende il suo aspetto. I genitori notano qualcosa di strano ma non si preoccupano più di tanti mentre il fratello maggiore, Harry Potter Jr., inizia ad avere paura di lei. Intanto la creatura comincia ad andare da appartamento ad appartamento per mettere in atto il suo piano.

La pellicola venne girata a Roma negli studi Empire e fu prodotta da Albert Band e Charles Band, padre e figlio, entrambi famosi produttori e registi di pellicole a basso costo alcune delle quali niente male ma molte altre alquanto pessime. Il film costò più o meno 700 mila dollari e fece un incasso incredibile al botteghino statunitense (per un film di questa portata) e in seguito divenne un piccolo cult.

Nonostante ciò Troll è un film che divide in due il pubblico: ci sono coloro che lo hanno apprezzato mentre altri lo reputano un pessimo prodotto. Non c’è una via di mezzo e penso che ciò sia dovuto alla particolarità della storia.
Come vi ho detto questo troll, Torok, prende le sembianze della bambina, Wendy, e inizia ad andare di appartamento in appartamento. Per fare cosa? Trasformare i residenti in bacelli da dove poi usciranno piante ed esseri mostruosi che riempiranno gli appartamenti facendoli così diventare dei veri e propri mondi diversi.
Già qui la trama è abbastanza strana e folle ma lo diverrà ancor di più nella seconda metà quando scopriremo più retroscena su Torok e verranno inseriti elementi da fantasy classico. Non voglio rilevarvi tutti i particolari ma lo sceneggiatore, Ed Naha, è riuscito a scrivere una storia molto strana che probabilmente alcuni non apprezzeranno ma a cui bisogna riconoscere un certo coraggio e inventiva.

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Una cosa molto positiva della pellicola è sicuramente il cast. Tutti gli attori fanno un ottimo lavoro riuscendo a interpretare dei personaggi stravaganti e particolari, ma tra tutti colui che riesce a convincere ed emozionare è Phil Fondacaro.
In questo film ricopre due ruoli: quello del troll Torok e quello del Professor Malcolm Malory. Ed è su quest’ultima figura che mi vorrei soffermare un po’. Mentre tutti gli altri personaggi vengono trasformati dal troll senza pietà, il professore riesce a incuriosire Torok. Questo perché il troll lo scambia per un elfo essendo Malory affetto da nanismo. Ed è da ciò che nasce questa strana amicizia tra Wendy/Torok e il professore. Ed è quando Malcolm inizia a raccontare la sua storia che Fondacaro dimostra la sua bravura come attore. In questa scena il professore narra di quando da piccolo suo padre gli diede la notizia che non sarebbe più cresciuto e lui non si rattristì ma, anzi, ne fu contento perché significava che era speciale come se per fosse magico. La scena è veramente commuovente e tutto ciò lo si deve specialmente alle capacità recitative dell’attore.

Altri personaggi che mi sono rimasti impressi sono sicuramente Wendy Potter e suo padre Harry Potter (per colpa di questo nome ora penso che tutta questa storia sia uno spin-off della serie). L’attrice che interpreta Wendy, Jenny Beck, fa un ottimo lavoro in quanto si comporta come una bambina iperattiva ed esuberante riuscendo a metterci un pizzico di inquietudine grazie a frasi strane e dei sorrisetti malvaggi. Un ottimo lavoro per un’attrice così giovane.
Per quanto riguarda il personaggio di Harry Potter, non posso fare a meno di raccontarvi un piccolo aneddoto. Durante le riprese Buechler aveva difficoltà nello spiegare il personaggio di Harry a Michael Moriarty. Un giorno però Buechler vide il suo primo aiuto regista, Mauro Sacripanti, con in testa un cappello veramente ridicolo e gli venne un’idea. Prese il cappello e lo mise in testa a Moriarty (infatti quello è il cappello che vediamo a inizio film). In questo modo sembrava veramente ridicolo ed è questo che alla fine era il suo personaggio: ridicolo.
Purtroppo alcune interazioni con i vari protagonisti sono costruite troppo in fretta e si riesce a vedere bene il legame che c’è tra di loro, come ad esempio quello tra Harry Potter Jr (Noah Hathaway) ed Eunice (June Lockhart).

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Ciò che veramente dimostra l’impegno delle varie persone che hanno lavorato al film sono il comparto tecnico e più nello specifico gli efetti speciali e il trucco.
La cosa che salta subito all’occhio è il troll. Fatto veramente bene, molto credibile e con una maschera ottima per i tempi (e visto il budget del film). Inizialmente si era pensato di fare il troll in animatronics come la maggor parte delle creature presenti nella pellicola ma alla fine Buechler decise di costruire questa maschera e di farla sulle fattezze di Phil Fondacaro, attore che il regista ha sempre apprezzato e che voleva a tutti i costi nel film. E, se posso dirla tutta, ha fatto benissimo. Inoltre è stato lo stesso Buechler a realizzare la maschera di Torok, visto che prima di essere regista lavorava agli effetti speciali.

Parlando dell’animatronics hanno fatto un bel lavoro con molte creature ma quanlche mostro si vedeva che era stato fatto in fretta e furia e con pochi soldi. Tutte le creature che escono dai baccelli sono in animatronics e mentre alcuni sono venuti fuori bene altri invece non fanno una grane impressione e a tratti risultano un po’ goffi e buffi.

E’ stato ottimo invece l’utilizzo della stop-motion curato da Jim Aupperle. Principalmente questa tecnica è stata utilizzata per animare dei tentacoli ma viene sfruttata al meglio nella scena in cui Sonny Bono si trasforma in baccello. In questo caso viene mostrato una sequenza in cui questa specie di bozzolo si apre a da esso fuoriesce un’enorme quantità di piante e vegetazione che riempie tutto l’appartamento. Una scena per niente semplice che ha richiesto tempo e che riesce a colpire in pieno. In questo caso è stato fatto anche un ottimo lavoro con le miniature. Il soggiorno era in miniatura, fatto da James Belohovek (che ha lavorato anche in grandi film come Aliens), mentre il divano fu realizzato da Linda Drake, che si è anche occupata degli effetti ottici del film, come ad esempio la scena in cui il troll si trasforma in Wendy (scena che richiedeva un allineamento perfetto con la telecamera).

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Da sottolineare anche la bellezza di Cantos Profanae composto da Richard Band, un pezzo che rimane impresso e che riesce a passare da una melodia dolce e innocente a una più terrificante e movimentata.

Questo era Troll e, come ho detto all’inizio, è un film che divide in due il pubblico. E’ di molto fuori dagli schemi e ha anche dei difetti quindi capisco se a qualcuno non piacerà. Personalmente invece io apprezzo molto questa pellicola per la sua particolarità e per l’impegno e la cura dei dettagli che a volte mancano in produzioni più grandi. E’ un film che è riuscito a divertirmi più di quanto mi aspettassi e mi piacerebbe che anche coloro che non l’hanno visto gli diano una possibilità.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

 [The Butcher]

11 pensieri riguardo “Troll (1986)

  1. Mai visto nessuno dei due. Mi hai fatto sorgere la curiosità di vedere almeno questo primo, anche se esiste il rischio che non mi piaccia: il fantasy è il mio genere, l’horror no, il mix tra i due spesso non lo digerisco 😜

    1. È un film prevalentemente fantasy, l’elemento horror c’è ma non è impressionante e terrificante come in altre pellicole. Certe cose potranno piacerti ma non sono sicuro che si il film per te. D’altronde questa è stata la mia personale opinione e sono sorpreso anch’io di quanto mi sia piaciuto il film.

    1. Be’ anch’io sono piuttosto strano. Del cinema apprezzo ogni genere o film e anche pellicole come questa che, nonostante i vari problemi, ti regala qualcosa ed è fatto con un minimo di professionalità e amore.

  2. Purtroppo appartengo a quel gruppo che a suo tempo non amò particolarmente Troll, da me scartato a suo tempo come film scadente realizzato sulla falsa riga del Gremlins di Joe Dante (vero genio del cinema low budget molto sottovalutato): vuoi anche la complicità di una certa supponenza da parte mia su una gestione degli animatronics onestamente zoppicante in confronto ai grossi titoli, ho etichettato il film come un ibrido che non sapeva da che parte stare, giacché gli elementi horror (che ne avrebbero dovuto segnare l’originalità) sono davvero molto scarsi, quasi assenti e la cornice fantasy tradizionale è a mio avviso molto noiosa (ma anche qui sconta la mia antipatia per il genere orchi, fate, cavalieri e similari): questo è per quel che riguarda il mio giudizio estetico ed artistico complessivo, per un film che a mio avviso non ha raggiunto la sufficienza, poi c’è la tua recensione e questo è un altro paio di maniche.

    Si, perché questo Troll, riscoperto dalla lettura del tuo pezzo (molto più ricco di notazioni del solito, quasi ci fosse un vero affetto da parte tua, sia verso l’Harry Potter protagonista maschile, sia per quel brutto nanerottolo di Torok) è un film vintage che attraverso la tua penna acquista la dignità di un’operazione cinematografica che non sembra assolutamente essere quella scopiazzatura perggiorativa del film di Dante, come lo avevo bollato, ma anzi, pur senza capovolgere il mio giudizio negativo fianle, mi appare ora molto più interessante: la giusta classificazione degli effetti speciali (il solito miracolo fattpo da chi aveva quattro soldi e non un ricco portafogli da cui attingere), le note di produzione su un set che ignoravo fosse italiano, gli appunti succulenti sulla scenografia ricostruita in modellino per la scena certamente più bella del film (ovvero il gioco del nascondino), tante cose che mi fanno davvero essere orgoglioso di poterti seguire qui su Word Press.

    Davvero un gran bel pezzo, amico, che non stonerebbe su una rivista specializzata.

    1. Capisco molto bene la tua antipatia verso questo film. Come ho scritto questo film o piace o non piace. Non credo esista una via di mezzo in questo specifico caso. È molto bello leggere discussioni su questa pellicola perché si dividono con cui l’ha apprezzato e chi no e si creano dialoghi molto interessanti. Io l’ho apprezzato per lo sforzo fatto in ogni angolo sia tecnico che attoriale (ho adorato Fondacaro) ma ne riconosco bene i limiti e so bene quanto debba a quel gioiello che è Gremlins.

        1. In un certo senso sono affezzionato a questo tipo di pellicole. Rispetto a molti film di oggi fatti senza ne arte ne parte questo almeno dimostrava un certo impegno che non sempre funzionava ma che dimostrava quanto un gruppo di persone si impegni veramente per cercare di dare un qualcosa a un prodotto, senza renderlo piatto. Troll con tutti i difetti che ha racconta una storia con delle pecche ma divertente e piena di fantasia con personaggi strani ma altri molto umani. E’ un tipo di pellicola imperfetta che adoro.

          1. Ecco, è esattamente quello che intendevo quando parlavo del trasporto emotivo che hai saputo infondere nel tuo post, arricchendo la già ricca mole di informazioni e giudizi che avevo espresso, con una visione del cinema come mezzo espressivo quasi manuale, la vera settima arte, quella dei Raimi, dei Carpenter, del primo Argento, di Aster, di Hooper, di Word… di gente che cerca la giusta inquadratura ma non ha paura di sporcarsi le mani con il sangue finto, la gommapiuma, il silicone, le riprese dal soffitto o dalle architravi… Un cinema che è B solo per budget ma non per creatività.
            Si, tu ne sei il giusto cantore.

            1. Molte volte sono i B-Movie ad avere molta più passione e anima rispetto ad molti altri considerati quasi come pregiati. A mio avviso nel cinema bisogna sapere spaziare e vedere di tutto senza snobbare un prodotto perché considerato come B-movie.

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