Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso a discutere di live-action e in questo caso abbiamo deciso di parlare di un film da cui non mi sarei mai aspettato nulla ma che alla fine si è dimostrato un B-movie sorprendente con un elemento che amo parecchio: gli squali. Il film in questione è 47 metri – Uncaged. Mia e Sasha sono due sorelle che si sono appena trasferite da poco in una nuova città e non vanno d’accordo. Per quest motivo loro padre le manda su una barca per vedere gli squali bianchi, ma le amiche di Sasha le trascinano in una laguna segreta. D qui si accede a una città Maya sommersa che il padre delle due sorella ha scoperto da poco. Le ragazze si immergono per visitare la prima stanza ma qui le rovine crollano, intrappolandole. Quel che è peggio è che lì dentro ci sono degli squali pronti a mangiarle. La storia è semplice ma funzionale, i personaggi sono ben scritti soprattutto Mia e Sasha e il loro rapporto e le attrici hanno fatto un buon lavoro. Quel che convince è l’ambiente claustrofobico di queste rovine sommerse, rovine piene di pericoli e con spazi stretti e ciò viene valorizzato da una regia che sa bene come muoversi, facendoci capire che cosa sta succedendo e usando bene il ritmo e perfino i jumpscares. La fotografia è molto buona e aiuta a costruire il senso di claustrofobia e gli effetti speciali sono usati bene. Lo consiglio assolutamente!
Cambiamo momentaneamente argomento e dl cinema passiamo al mondo dei fumetti per continuare a recensire la saga di Kalya.
Ecco a voi Kalya volume 23, edito dalla Bugs Comics, scritto da Luca Lamberti e Leonardo Cantone e disegnato da Andrea Arcari.

Trama:
Kalya e Leena ci sono divise in due gruppi. Kalya è andata al Cenobio di Dakan per chiedere consiglio ai gjaldest alleati ma vengono attaccati dai gjaldest di Hamon-Dern e sono costretti alla fuga. Leena invece si dirige in un luogo lugubre dove per diversi anni l’elfo dissidente Varnon ha abitato e si trova qui per capire chi o cosa è la creatura fatta di morbo pallido.
E rieccoci ancora una volta a parlare di Kalya con un notevole ritardo. Insomma la solita routine. Quindi, senza perdere tempo, iniziamo con queste breve recensione.
Partiamo come sempre dai disegni che questa volta sono stati gestiti da Andrea Arcari. In questo caso i disegni mostrano dei tratti molto spessi e aguzzi. I corpi dei personaggi, i loro volti, hanno dei lineamenti acuti che mi sono piaciuti e che funzionano benissimo per tutti quanti che siano essi umani o gjaldest. I volti dei personaggi non sono ricchi di dettagli, sono più semplici ma convincono molto perché rendono riconoscibili i vari protagonisti e li rendono anche molto espressivi. Inoltre mi piace molto l’uso del chiaroscuro e del contrasto netto tra bianco e nero. Non sarà incredibile, ma funziona bene e dona un’ottimo stile a questo disegno. La costruzione delle vignette dona un buon ritmo alla storia, anche se forse nelle scene d’azione e di combattimento c’era un po’ di confusione. Nonostante tutto i disegni mi sono veramente piaciuti.

La storia è semplice ma il fatto che sia divisa in due avventure differenti la rende più interessante e dinamica. In particolar modo ho apprezzato la parte relativa a Leena in quanto ci vengono rivelati alcune cose interessanti tra cui l’identità dell’essere fatto di morbo pallido, una rivelazione che in realtà potevamo già immaginare ma che è stata comunque ben fatta. Kalya invece continua a percorrere strade piene di pericoli per giungere alla possibile arma che sconfiggerà Hamon.
Per concludere, Kalya volume 23 è un capitolo che riesce a intrattenere il lettore attraverso dei bei disegni che mostrano uno stile ottimo e una storia semplice ma che coinvolge. Lo consiglio!
Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Sei proprio innamorato di questa serie.
In un certo senso sì. E’ una serie con i suoi problemi se guardiamo nel suo complesso, ma si vede la passione che ci hanno messo e ha tanti punti interessanti. Con i fumetti non sono molto costante, specialmente se si tratta di recensioni, con questa voglio essere costante invece.