Spider-Man – Un nuovo universo

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo deciso di concentrarci su un horror degli anni ’80 che nel corso degli anni è diventato un cult, per la precisione una commedia horror inglese molto particolare e diretta da Ken Russell, un regista che ho sempre apprezzato, La tana del serpente bianco. Angus è un archeologo che durante uno scavo ritrova un grande teschio che sembrerebbe appartenere a un serpente. Intanto scopre la leggenda del posto in cui secoli prima una famiglia nobile uccise il serpente bianco, un’enorme creatura malefica, mozzandogli la testa. Intanto in città è tornata la misteriosa Sylvia Marsh che in realtà è un essere vampiresco che venera il serpente come un dio e ruba il teschio del serpente, che considera come una reliquia, mentre si prepara a sacrificare una giovane vergine. Il film è diretto bene, con delle inquadrature fisse che hanno un’ottima costruzione dell’immagine e altre sequenze più complesse con sfondi distorti o zoom, oppure immagini oniriche e surreali e perfino comiche. La fotografia ricorda molto quella espressionista e in certi luoghi anche quella gotica. La storia è molto interessante per come è narrata e per il modo in cui riesce a unire horror e commedia, creando scene grottesche e anche divertenti, in quest’ultimo caso con i protagonisti che reagiscono con normalità a eventi assurdi. Certamente non è un film perfetto ma è comunque un’opera con un suo stile unico che sa divertire e che vi consiglio assolutamente!
Questa volta torniamo a parlare di animazione ma non discuteremo di Disney, Pixar o DreamWorks, ma della Sony Pictures Animation perché questo studio è riuscito a realizzare uno dei film più importanti degli ultimi anni.
Ecco a voi Spider-Man – Un nuovo universo (Spider-Man: Into the Spider-Verse), pellicola animata del 2018 scritta da Phil Lord e Rodney Rothman e diretta da Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman.

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Trama:
Miles Morales (Shameik Moore) è un’adolescente di New York che fa fatica ad adattarsi al nuovo college ma qui si innamora della sua compagna di classe Gwen Stacy (Hailee Steinfeld) e per questo motivo chiede consiglio a suo zio Aaron Davis (Mahershala Ali). Quest’ultimo, per aiutarlo a sfogarsi, lo porta in una zona abbandonata della metropolitana in cui lo convince a continuare con i graffiti, una passione che il padre non approva. Mentre si trova lì Miles viene morso da un ragno radioattivo che gli dona dei poteri e il giorno dopo torna nella metropolitana per parlare con lo zio, ma invece scopre il laboratorio del signore del crimine Kingpin (Liev Schreiber) che vuole attivare un acceleratore di particelle capace di accedere a universi paralleli e Spider-Man sta cercando di fermarlo. Durante lo scontro Spider-Man viene ferito mortalmente ma prima di morire dona a Miles una chiavetta USB per disabilitare l’acceleratore. Intanto Miles scopre che l’acceleratore ha portato nel suo mondo vari Spider-Man di altri universi tra cui Peter B. Parker (Jake Johnson) e insieme dovranno fermare Kingpin.

Non vedevo l’ora di parlare di questo film e per diversi motivi. I principali sono: primo, dopo tanti anni abbiamo finalmente sul grande schermo un’opera di Spider-Man grandiosa e, secondo, perché è stato un film che ha veramente portato una rivoluzione nel mondo animato tra tecnica e stile e a cui molti film e serie animate hanno preso ispirazione. Quindi, senza perdere tempo, iniziamo con la recensione.

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Questo film era in produzione da diverso tempo e già se ne parlava nel 2014, anno in cui la Sony subì quel terrificante hackeraggio e dove vennero fuori diverse discussioni tra Amy Pascal, l’allora co-presidentessa della Sony con il duo Phil Lord e Rodney Rothman, dove lo scopo era creare un film che ringiovanisse Spider-Man e anche allora si parlava di Miles Morales come protagonista. L’anno seguente infatti venne annunciato l’inizio del progetto che sarebbe poi uscito nel 2018.

Parlando del lato tecnico non si può fare a meno di iniziare da un elemento fondamentale che fin dai primi secondi ha affascinato e catturato l’attenzione di tutti: lo stile. Infatti uno degli obiettivi principali degli animatori fu quello di dare al film l’aspetto di un fumetto, un fumetto in movimento e ci sono riusciti alla grande. Il film è realizzato attraverso l’animazione digitale ma per creare quell’effetto fumetto che desideravano sono dovuti ricorrere anche all’animazione tradizionale, quest’ultima aggiunta alla fine dopo che il lavoro in digitale era stato ultimato. Qui abbiamo numerosi esempio, come diversi tratteggi che creano ombreggiature molto belle oppure linee di movimento nelle scene d’azione che danno energia a quest’ultime e anche le famose onomatopee come urla, colpi e così via. Tra le altre cose hanno aggiunto anche i balloon in cui scrivono ad esempio il luogo in cui si trovano i personaggi e quanto tempo è passato, ma soprattutto ci mostrano i pensieri di Miles dopo che quest’ultimo è stato morso dal ragno, creando sequenze spassose e con un bellissimo ritmo.

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A dare la sensazione di fumetto abbiamo anche un tipo di montaggio che di tanto in tanto sovrappone varie scene come se fossero un insieme di vignette. Un altro particolare meraviglioso che sottolinea questa sensazione è un effetto visivo che sarà sempre presente ovvero la retinatura, tipico di alcuni fumetti, grazie alla quale è stato possibile realizzare diversi tipi di effetti per gli oggetti e gli sfondi (almeno in questo caso perché il ritmo serve molto anche nelle stampe in bianco e nero per il chiaroscuro). Questo elemento è molto importanti perché l’uso dei colori è veramente magnifico e particolare. Quest’ultimi sono molto accesi e riescono ad amalgamarsi perfettamente proprio come fossero dei murales ma in certe occasioni anche questi tendono a cambiare come quando ad esempio vediamo un piccolo spaccato degli universi degli altri Spider-Man. Nonostante tutto anche qui hanno usato una tecnica interessante per dare l’effetto da vecchio fumetto, decidendo di disallineare i colori proprio come se ci fosse stato un errore di stampa e questa tecnica non solo dona forza a questi colori ma aiuta anche con la profondità di campo.

Questo stile è stato sicuramente rivoluzionario ma la cosa non finisce qui. Un’altra rivoluzione l’hanno fatta attraverso l’uso dell’animazione e dei fotogrammi. Nel mondo del cinema, l’immagine viene trasmessa a 24 fotogrammi al secondo e questa regola vale anche per il mondo animato, anche se in certi occasioni tendono a mettere qualche frame in meno per risparmiare. Qui invece non solo avremo i classici 24 frame al secondo ma anche 12 frame. Questa decisione è stata fatta in maniera artistica dato che in tal modo sono riusciti a donare più dinamismo alle scene d’azione e ai movimenti dei personaggi, facendo in modo che nelle stessa scena ci fossero contemporaneamente personaggi animati a 24 frame e altri a 12, senza che ciò disturbi mai lo spettatore. Un esempio abbastanza famoso è quanto Peter e Miles dondolano con le ragnatele nella foresta. Peter è animato a 24 mentre Miles a 12, questo per sottolineare l’esperienza del primo e la goffaggine del secondo. Questa tecnica, chiamata stepped animation, verrà ripresa in futuro da film veramente interessanti che non vedo l’ora di recensire.

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Tornando al film, un’altra bellissima follia che hanno fatto è con il character design. Tutti quanti hanno un design riconoscibile e ben studiato, così come i nemici. Ad esempio ho adorato Kingpin con questo enorme corpo rotondo con uno smoking scuro e la piccola testa che risalta a lo rende minaccioso. Nonostante ciò hanno deciso di differenziare lo stile di alcuni personaggi, per far risaltare la loro provenienza da altri mondi. Spider-Noir (Nicolas Cage) ad esempio è vestito come un investigatore privato ed è in bianco e nero visto che viene dagli anni ’30. Peni Parker (Kimiko Glenn) è disegnata come un personaggio anime e anche certe espressioni che fa ricordano quelle deformate nei cartoni orientali. E poi abbiamo Spider-Ham (John Mulaney) che invece è un maiale antropomorfo ispirato ai Looney Tunes. In tutto questo la regia fa un lavoro stupendo, dando all’opera un ritmo incredibile che si mantiene costante fino alla fine e che sa districarsi tra i momenti d’azione, quelli comici, quelli introspettivi e quelli drammatici, regalandoci sequenze stupende a livello artistico ed emotivo (una forse è il “salto della fede” di Miles nella parte finale del film). Tecnicamente questo film è stato impressionante, ma non si sono concentrati esclusivamente su di quello e infatti ci hanno regalato una storia di Spider-Man stupenda.

Volevo iniziare con le numerose citazioni che fanno ai fumetti di Spider-Man che appaiono di tanto in tanto, citazioni che però si dimostrano molto intelligenti perché vengono contestualizzate, sono molto brevi e soprattutto la loro presenza non va a rallentare la trama. Chiusa questa piccola parentesi, vorrei concentrarmi su uno degli elementi più belli di tutto il film: i personaggi. Miles è un protagonista veramente ottimo, un personaggio che sta crescendo e che si ritrova ad affrontare situazioni in cui è attanagliato dai dubbi, come all’inizio con il nuovo college che non gli piace affatto o al problema di comunicazione che ha con il padre e come non possa seguire la sua passione legata ai murales. Quando poi si ritroverà con i poteri, le sue paure aumenteranno di più. Si rende conto di avere dei grandi poteri e, dopo la morte dello Spider-Man del suo universo, si renderà conto che dovrà essere lui a prenderne il posto e vuole provare a fare la cosa giusta, ma ha paura e non si sente all’altezza della situazione, spaventato da questi eventi improvvisi e grandi per lui. Lui è un personaggio intelligente ma ingenuo, con una grande creatività ma fermato dalle sue insicurezze ed è un personaggio molto umano che ameremo. Così come ameremo il suo mentore, il Peter di un altro universo che qui vedremo come uno Spider-Man più adulto, che fa quel lavoro da tantissimo tempo e che ha subito talmente tante delusioni da trasformarlo in parte in un cinico, un cinico che sta affrontando un periodo di depressione ma che in fondo è ancora Spider-Man, pronto ad aiutare il prossimo, e il rapporto che nascerà tra lui e Miles sarà stupendo. Gli altri personaggi avranno il loro spazio come Gwen, un’adolescente molto concentrata sulla missione ma capace di mostrare empatia e sensibilità anche se, per via di un trauma, non vuole più avere amici per paura di perdere qualcun altro. Anche gli altri Spider, che vedremo nella seconda parte seppur brevemente, avranno una forte personalità e lasceranno il segno, così come lasceranno il segno Kingpin e gli altri villain. Kingpin però è quello che affascina maggiormente soprattutto per le motivazioni che lo spingono a fare tutto ciò e non riguarda né il potere né il denaro. I personaggi sono stupendi ma anche la storia ha tanto da offrire.

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Questa è la classica storia delle origini di Spider-Man e, come le sue migliori storie, nella sua semplicità ha veramente tanto da dire. Intanto l’umorismo sarà fantastico, ci saranno battute che faranno ridere parecchio, come le interazioni tra Miles e Peter o “il tocco sulla spalla” e avremo anche delle sequenze slapstick davvero ottime e con un ritmo gestito alla grande. Però avremo anche dei momenti di profondo coraggio perché ricordiamoci sempre che a inizio film Spider-Man viene ucciso. E qui vengono affrontate numerose tematiche mature come appunto la crescita di Miles, una crescita non facile visto che rischia di essere schiacciato dal peso di tutto quello che gli sta accadendo. Inoltre il film parla anche del lutto e della perdita, del dolore che si prova in quei momenti e lo fa con tutti i suoi personaggi, con Miles, Peter, Gwen e perfino Kingpin. E non cerca di alleggerire la cosa, ma la mostra con grande intelligenza e sensibilità, dimostrandosi molto più coraggioso di tante opere animate e non solo. La trama è matura e coraggiosa ma mai pesante e saprà anche divertire e questo film, insieme al seguito e ai primi due capitoli diretti da Sam Raimi, si dimostra come uno dei migliori film di Spider-Man in assoluto.

Per concludere, Spider-Man – Un nuovo universo è un film animato incredibile che è riuscito a unire il 3D alle tecniche d’animazione tradizionale e ha creato uno stile unico e rivoluzionario, con dei personaggi carismatici e ben scritti e una trama matura e articolata. Lo consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

6 pensieri riguardo “Spider-Man – Un nuovo universo

    1. Hai assolutamente ragione. Per me è stato un fulmine a ciel sereno, non mi sarei mai aspettato un film con uno stile simile (che poi ha influenzato molto l’animazione di questi ultimi anni) e soprattutto non mi sarei mai aspettato una trama così matura in cui si parla della morte con empatia e intelligenza e in cui i personaggi hanno una grande tridimensionalità. Merita molto amore.

  1. Credo di averlo visto solo un quarto d’ora scarso, ma siccome non mi prendeva l’ho lasciato. Però non ricordo assolutamente nulla di quello che ho visto. Come sai non sono molto fan dei supereroi, li rispetto, ma è un tipo di narrazione che difficilmente trova il mio gusto.

    1. Non c’è nessun problema non sei l’unica ad avere questo tipo di problema. Nonostante tutto ti consiglio di dargli una possibilità perché è un film veramente stupendo sia a livello tecnico (lo stile è magnifico) sia a livello di sceneggiatura, certamente più maturo e curato di tanti cinecomics in live-action.

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