Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso a parlare dei live-action e lo abbiamo fatto discutendo di un film sperimentale unico e particolare, un documentario sovietico degli anni ’20 che ancora oggi è capace di affascinare, L’uomo con la macchina da presa. Il film mostra, dalla mattina fino al tramonto, un cineoperatore riprendere la quotidianità della città, cercando inquadrature ardite e rischiose. Il film tecnicamente è davvero incredibile, mostrandoci la vita della città in tutte le sue sfaccettature, dalle attività quotidiane, al lavoro, a eventi piacevoli e non. Inoltre osserviamo anche il cineoperatore mentre si dirige nei vari luoghi per cercare l’immagine perfetta, facendo così non solo un primo esempio di meta-cinema ma facendo anche riprese coraggiose e pericolose, come la ripresa di un treno in corsa e simili. Il montaggio è molto veloce e in certi casi ha tagli altrettanto veloci, oltre a usare spesso immagini sovrapposte che risultano evocative e la musica seguirà perfettamente il ritmo. Questo film voleva provare a creare un nuovo linguaggio che si allontanasse da quello della letteratura e del teatro e attraverso le immagini è riuscito a trasmettere forte sensazioni. Lo consiglio assolutamente!
Torniamo nel mondo dell’animazione e, purtroppo, torniamo a scrivere dei peggiori film animati della DreamWorks, dopo averlo fatto nella parte uno. La cosa mi crea un profondo dispiacere perché voglio veramente bene a quello studio, ma purtroppo ha fatto opere veramente brutte e/o vuote. Quindi iniziamo subito con il primo film.
Ecco a voi Spirit – Il ribelle (Spirit Untamed), pellicola animata del 2021 scritta da Kristin Hahn e Aury Wallington e diretta da Elaine Bogen ed Ennio Torresan.

Trama:
Fortunata “Lucky” Navarro-Prescott (Isabela Moner) è una ragazzina che vive con la zia Cora (Julianne Moore) e il nonno James (Joe Hart). Quest’ultimo è in corsa per le elezioni ma Lucky combina un disastro e per questo motivo viene spedita a Miradero, dove vive suo padre Jim (Jake Gyllenhaal), che non ha più visto da quando sua madre è morta. Qui Lucky farà amicizia con varie persone e incontrerà Spirit, un mustang catturato da dei banditi che vogliono domarlo, ma senza successo. Lucky farà del suo meglio per conquistare la fiducia del cavallo.
Il lato tecnico del film non è eccezionale, si vede che questo film è costato poco attraverso qualche animazione che di tanto in tanto si dimostra rigida e altre volte attraverso la mancanza di dettagli negli ambienti. Anche il character design non è dei migliori, ma in sua difesa non è neanche brutto visto che i personaggi principali hanno una caratterizzazione nell’aspetto e nell’abbigliamento cosa che non si può dire di quelli secondari. Anche registicamente parlando il film è abbastanza piatto, con scene senza grande creatività o stile, anche se in qualche breve momento c’è stato un piccolo guizzo artistico.

Il problema veramente grande è che la storia in sé è veramente noiosa. Praticamente è la storia di una ragazzina vivace che scopre il suo posto nel mondo e deve salvare una mandria di cavalli ma è una storia veramente superficiale che non approfondisce niente, neanche i rapporti umani (e potevano farlo soprattutto tra Lucky e suo padre) e soprattutto è una storia dove succede poco o nulla e dove l’avventura non si sente affatto. Quello che però non perdono a questo film è l’essersi spogliato del tutto della poesia che caratterizzava il primo Spirit, un’opera fin troppo sottovalutata e che considero veramente profonda. Qui non c’è niente di profondo e niente che riesce anche solo a intrattenere.
Passiamo quindi al secondo film, Ruby Gillman – La ragazza con i tentacoli (Ruby Gillman, Teenage Kraken), pellicola animata del 2023 scritta da Pam Brady, Brian C. Brown, Elliott DiGuiseppi e diretta da Kirk DeMicco e Faryn Pearl.

Trama:
Ruby Gillman (Lana Condor) è un’adolescente che insieme alla sua famiglia vive a Oceanside e sono tutti kraken che nascondono le loro vere identità e nessuno di loro può avvicinarsi al mare. Per salvare il ragazzo che ama, Connor (Jaboukie Young-White), caduto in mare, lei è costretta a tuffarsi e si trasforma in un kraken gigante. Fortunatamente nessuno la vede, ma la nuova ragazza della scuola, Chelsea Van Der Zee (Annie Murphy) ha scoperto la sua identità e lei stessa nasconde un segreto: è una sirena. Quest’ultima chiederà a Ruby di aiutarla a recuperare una cosa che le appartiene, ma le sue intenzioni in realtà sono malvagie.
Questo film mi aveva incuriosito da quando era uscito il primo trailer in quanto sembrava fare la parodia de La Sirenetta della Disney attraverso il personaggio di Chelsea, un po’ come un tempo la DreamWorks scherzava sulle favole Disney. La cosa brutta di quel trailer però è che mostrava veramente troppo e purtroppo quello che vediamo nel film era completamente riassunto in quei due minuti, ma ci torneremo dopo. Sul lato tecnico ci sono cose che funzionano e altre che invece non mi hanno convito. Il character design ad esempio funziona molto bene per quanto riguarda Ruby e gli altri kraken e anche il modo in cui sono animati, con movimenti esagerati e con molta più libertà (visto che non hanno uno scheletro umano). Anche Chelsea funziona bene ma invece non ho apprezzato affatto come sono stati fatti gli umani, completamente sproporzionati, a volte con teste più piccole rispetto al corpo, a volte con braccia e gambe troppo lunghe. Penso che volessero renderli molto cartooneschi e adatti a un tipo di animazione più veloce e comica, ma semplicemente non funziona. La regia è abbastanza lineare e con una messa in scena che in certi casi sa essere molto buona, ma il problema riguarda il ritmo in quanto molte volte succedono tante cose in poco tempo ma quest’ultimo non hanno purtroppo una grande rilevanza ai fini della storia ma è solo un metodo per non annoiare.

La storia è veramente povera. Il trailer mostra tutto quello che c’è da mostrare e perfino il film non ha sorprese e l’unico colpo di scena che ha non trasmette propri nulla. Il film vorrebbe parlare di adolescenza e di conflitti generazionali attraverso il rapporto tra Ruby, sua madre e la nonna, ma il modo in cui questi argomenti è veramente superficiale e vengono risolti in maniera fin troppo veloce. E questa mancanza di cura nella sceneggiatura appare fin da subito quando Ruby spiega che le persone hanno accettato delle sue peculiarità perché è canadese. Una battuta sciocca, che non funziona e che sottolinea la superficialità della scrittura. Certo, Ruby tenta di nascondere alcune caratteristiche… ma lei è blu! E tutti quanti vedono questa cosa ma credono che vada tutto bene perché lei dice di essere canadese, quando potevano inventarsi mille modi per nascondere la sua vera natura (molto banalmente, una specie di collana o bracciale magico o simili). Un vero peccato, anche perché poteva avere del potenziale.
E ora passiamo al terzo e ultimo film. Ecco a voi Trolls 3 – Tutti insieme (Trolls Band Together), pellicola animata del 2023 scritta da Elizabeth Tippett e diretta da Walt Dohrn.

Trama:
Il film inizia con un flashback con un piccolo Branch (Justin Timberlake) che si esibisce con i suoi fratelli maggiori in una boyband chiamata BroZone. Loro tentano di eseguire la Perfetta Armonia Familiare, un’abilità potente che i Trolls sfoderano solo quando sono perfettamente sincronizzati. Il gruppo però fallisce nell’impresa e per questo si scioglie. Passano gli anni e John Dory (Eric André), il fratello maggiore, ritrova Branch e lo avverte che il loro fratello Floyd (Troye Sivan) è stato rapito dai fratelli gemelli Velvet (Amy Shumer) e Veener (Andrew Rannells) che l’hanno intrappolato in una boccia di diamante e ne rubano il talento. L’unica cosa in grado di distruggere il diamante è la Perfetta Armonia Familiare e quindi Branc, insieme a Poppy (Anna Kendrick) partirà alla ricerca degli altri fratelli.
Oddio, ne hanno fatto un terzo. In realtà non avrei tanto da dire a riguardo perché ha praticamente tutti i difetti dei capitoli precedenti. La cosa che mi infastidisce è che gli animatori della DreamWorks sono molto capaci e mi dispiace vedere le loro abilità sprecate in qualcosa di simile, anche perché la regia ha dei momenti interessanti e con un pizzico di follia. Tutto questo viene completamente buttato però in una storia fastidiosa che viene perfino mangiata da numerose cover di canzoni che non fanno procedere la storia, canzoni messe solo per il karaoke e delle cover anche abbastanza scialbe. Anche questo film parla della famiglia e lo fa con superficialità (ormai in questo articolo ho abusato fin troppo questa parola) e con quell’ottimismo fin troppo esagerato e forzato.
Tecnicamente ci dovrebbe essere un quarto film animato in questa lista, ma quello è speciale e ne parlerò in un altro articolo a parte.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Sarà un caso che non ne conoscevo nessuno?
Non ti sei perso nulla, fidati. Ma nonostante tutto ho pietà per Ruby Gillman. E’ un film tremendo sotto ogni punto di vista ma mi fa tenerezza.
Trolls per me resta il più bello.
Non ho visto però la ragazza coi tentacoli.
Io non riesco ad apprezzare la trilogia di Trolls. Il mio cervello non lo accetta XD
Ruby Gillman poteva essere interessante, ma purtroppo si è rivelato molto superficiale.
A me Trolls 3 è piaciuto. Colorato, divertente, con un bel mondo. L’ho visto al RoFF, molto piacevole.
Peccato per le piovre, il trailer sembrava carino
Io invece proprio non riesco ad apprezzare Trolls. Ci ho sinceramente provato, ma per me rimane un’opera tremenda.
Tutti dimenticabilissimi. “Oddio, ne hanno fatto un terzo.” è stata esattamente la mia reazione quando ho dovuto vedere Trolls 3 con i nipoti.
Spero non facciano più capitoli su Trolls onestamente. Spero vivamente che si concentrino su altri film molto più interessanti e piacevoli, tipo i Troppo Cattivi.
Jake Gyllenhaal ha spaccato nel fighissimo Ambulance.
Gyllenhaal come attore è quasi sempre una garanzia.
Ora che ci penso mi è piaciuto anche un suo film più vecchio, Zodiac. Ho nostalgia dei tempi in cui David Fincher faceva ciò che gli riusciva meglio (ovvero dei thriller ad altissima tensione come quello), anziché darsi al cinema d’autore nel tentativo di vincere l’Oscar. Il bello è che lui si è snaturato per compiacere i giurati dell’Academy e loro hanno continuato a snobbarlo lo stesso, perché ormai nella loro testa lui è un regista di thriller, e siccome per loro il thriller è un genere di serie B non considerano i suoi registi degni della statuetta.
Leggo che il prossimo film di Fincher sarà uno spinoff di C’era un volta a… Hollywood, scritto anch’esso da Quentin Tarantino: spero che sia meglio del film originale, perché a me non era piaciuto granché. Grazie per la risposta! :)
Sai bene che cosa ne pensi dell’Oscar. Per me non è un premio con un enorme valore. E’ un premio molto popolare e di certo ti dà la possibilità di vincere tanti soldi, ma ci sono stati delle persone che hanno vinto l’Oscar più volte e nessuno se li ricorda mentre grandi maestri come Hitchcock o Kubrick non hanno mai vinto per regia o miglior film. E non dimentichiamoci del fatto che quest’anno è stata aggiunta la regola che chi vota i film deve averli prima visti. Una roba abbastanza imbarazzante onestamente.
Invece io ho apprezzato C’era una volta a… Hollywood, un film in cui Tarantino ha voluto condividere con tutti il suo amore per quel periodo e quel genere cinematografico, andando anche a cambiare la storia.
E’ molto difficile appurare che i giurati dell’Academy rispettino la regola da te citata. Sia perché sono migliaia, sia perché per controllare che abbiano visto tutti i film candidati l’Academy dovrebbe giocoforza violare la loro privacy. Ad esempio, se tra i candidati c’è un film Netflix l’Academy dovrebbe intrufolarsi negli account di tutti i giurati per controllare se hanno visto oppure no il film Netflix in questione. E anche così l’Academy non ne avrebbe la certezza, perché un giurato può aver fatto partire il film Netflix sul computer e poi essersi messo sotto la doccia.
Però il fatto che esista quella regola significa che in passato certi film hanno vinto non perché fossero oggettivamente belli ma perché i produttori fecero una buona pubblicità di quell’opera. Mi fa venir in mente uno dei giurati che disse, riguardo al l’oscar per il miglior film animato vinto nel 2014 da Big Hero 6, “Ma perché devo guardarmi queste cinesate?” riferendosi a quel capolavoro immenso che è La principessa splendente, che tra l’altro è un’opera giapponese, e a Paranorman, che invece è statunitense. Sicuramente metà dei giurati sono critici preparati ma l’altra metà è solo gente molto ricca che non mi pare abbia una certa comprensione della settima arte. È probabilmente hai ragione tu, anche se ora c’è la regola non significa che queste persone vedranno quei film a meno che non abbiano ideato qualche metodo per controllare.
Anche ai tempi de “I segreti di Brokeback Mountain” tanti giurati omofobi dissero chiaro e tondo che non solo avrebbero evitato di votarlo come miglior film, ma che erano disgustati alla sola idea di vederlo. A quei tempi non esisteva il politicamente corretto e l’omofobia era socialmente accettata, quindi si potevano dire delle frasi del genere senza che questo provocasse una gogna mediatica e la fine della propria carriera. Detto ciò, ho visto quel film e ho visto anche il film che lo sconfisse (“Crash – Contatto fisico”), e ti dirò che secondo me quest’ultimo è di gran lunga migliore. Il mio è un giudizio puramente artistico, non c’entra nulla l’omofobia. Del resto, anche in seguito gli sceneggiatori di “Crash – Contatto fisico” hanno fatto degli ottimi film: Paul Haggis ci ha regalato “Third person”, Bobby Moresco ci ha regalato “Bent – Polizia criminale”, uno dei migliori polizieschi che abbia mai visto.
Onestamente mi chiedo come un film modesto come Crash abbia fatto a vincere contro I segreti di Brokeback Mountain oppure contro Munich di Spielberg, uno dei film più belli della carriera del regista e senza ombra di dubbio uno dei migliori film degli ultimi anni che, a distanza di anni e con tutto quello che sta succedendo, è più attuale che mai. E in realtà in molti si stupirono della vittoria di Crash proprio perché non la meritava affatto. E quello sfortunato commento su La principessa splendente venne fatto nel 2014 dove già certi commenti non erano ben accetti. Non ho fiducia negli Oscar, Per niente. L’unica cosa buona è che, se vince un piccolo studio o un regista capace, almeno riceve di soldi e magari può continuare a fare i suoi lavori.
Crash – Contatto fisico vinse un po’ perché la fazione omofoba dell’Academy doveva trovare a tutti i costi un’alternativa a I segreti di Brokeback Mountain, un po’ perché quel film coglieva perfettamente lo spirito del tempo. Cerco di spiegarmi meglio.
In quel periodo andavano di moda i film corali con tante storie parallele, che poi ad un certo punto si incrociavano tra loro: Traffic, The Air I Breathe, Brooklyn’s Finest, Crossing Over e i primi film di Inarritu appartengono tutti a questo filone. Crash – Contatto fisico è stato forse il punto più alto di questo genere molto particolare, è uscito proprio nel suo periodo di massimo apprezzamento, e quindi anche questo ha contribuito a farlo ricoprire d’oro dall’Academy.
Di recente questo tipo di film è tornato di moda, perché negli ultimi mesi ho visto ben 2 film di questo genere, Weapons e Crime 101. Erano entrambi ottimi. Li hai visti anche tu?
Crash è invecchiato molto male e anche all’epoca non era niente di che se devo essere onesto. A un certo punto capivi perfettamente dove voleva andare a parare con il capovolgimento dei ruoli dei vari personaggi. Weapons è un ottimo film, non esente da difetti, ma con una narrazione magnifica e una regia ben fatta che mira verso il grottesco e che riesce a rendere una storia, che alla fine si rivela molto semplice e molto simile a una fiaba nera, affascinante. E Crime 101 è un altro bel film molto valido che ho visto recentemente e che aveva diversi punti di forza nel cast e nella regia.
Che io ricordi, il capovolgimento dei ruoli avveniva solo per quanto riguarda i 2 poliziotti: quello apparentemente più idealista finiva per macchiarsi di un crimine terribile, quello apparentemente più cinico si redimeva salvando una donna da morte certa. Ti ricordi altri capovolgimenti?
In generale molti personaggi che inizialmente sembravano positivi o negativi cambiano schieramento, alcuni per via di un trauma subito altri perché invece tentano di migliorare visto che vivono brutte situazioni. A mio avviso il problema del film sta nella regia più che nella sceneggiatura. Perché la regia è da mestierante e in realtà va a frenare una storia che era molto ben scritta.
Questo dipende dal fatto che a quei tempi Paul Haggis era uno sceneggiatore nel pieno della carriera (l’anno prima aveva scritto Million Dollar Baby), ma allo stesso tempo era anche un regista molto acerbo: prima di Crash – Contatto fisico aveva diretto un solo film (Red Hot), e quell’unica esperienza da regista oltre ad essere molto trascurabile risaleva a ben 11 anni prima. In seguito tuttavia è migliorato molto anche sotto quest’aspetto: infatti in Third person ha fatto recitare benissimo tutti i suoi attori. Poi uno scandalo sessuale gli ha distrutto la carriera, e adesso è fortunato che gli facciano sceneggiare una serie tv di moderato successo (più precisamente una rimasticatura di Walker Texas Ranger). Dal punto di vista artistico è un vero peccato.
L’altro sceneggiatore di Crash – Contatto fisico (Bobby Moresco) invece è ottimo sia come sceneggiatore che come regista. Probabilmente non ha diretto lui il film perché la sceneggiatura era quasi interamente frutto del lavoro di Paul Haggis, Moresco era intervenuto solo per fare le rifiniture, e quindi comprensibilmente Paul Haggis ha voluto anche dirigerlo.
Haggis era certamente acerbo qui. Poi è migliorato ma la sua regia è stata un problema perché la sceneggiatura non è riuscita a splendere. Proprio per questo ci sarebbe voluto un regista come Clint Eastwood, che sarebbe stato perfetto con questo tipo di storia, o anche Robert Altman perché questo tipo di storia sembrava perfetta anche per lui.
Per “Crash – Contatto fisico” fu stanziato un budget di soli 6,5 milioni, e per non sforarlo Paul Haggis fu costretto a girare in casa sua tutte le scene con Brendan Fraser e Sandra Bullock (che nel film interpretano una coppia di sposi). Dei registi affermati come Clint Eastwood e Robert Altman non si sarebbero mai lasciati coinvolgere in un progetto così piccolo. E’ come chiedere a Cristiano Ronaldo se è disponibile a giocare nel Lecce. Il bello è che, nonostante la povertà di mezzi con cui è stato realizzato, “Crash – Contatto fisico” è riuscito comunque a centrare il premio più prestigioso che un film possa ottenere. Anche se a te non è piaciuto, devi ammettere che è una bella favola, il sogno americano all’ennesima potenza.
O l’incubo del sogno americano se vogliamo metterla in quel modo. Non mi convince del tutto, ma non nego i lati buoni di quel film come appunto la sceneggiatura. Mi dispiace solo che quella bella storia non riesca a emergere del tutto.
Giusto stasera sono andato a vedere un altro film con Brendan Fraser (Rental Family), e mi è piaciuto. L’hai visto anche tu?
No, non l’ho ancora visto. Ieri sono andato a vedere Jumpers della Pixar e l’ho apprezzato molto.
Mi fa piacere che entrambi abbiamo trovato un film recente da consigliarci l’un l’altro. Grazie per la chiacchierata (piacevole e stimolante come sempre), e buon fine settimana! :)
Grazie a te! Sono sempre felice di fare queste discussioni. Buona giornata a te!
Per Troll non merita nemmeno di essere nominato dalla D. Jones Manure Hauling. Per Spirit, storiellina che va bene ad un pubblico molto giovane. E ci sta che sia poco complesso e non profondo. Quello che è mi ha deluso tanto è stato Ruby Gillman, Teenage Kraken. Un potenziale così elevato e lo riducono ad una storia strascontata. Non avevo visto il trailer, ma già dopo un po’ pensi che non potrà finire come si sta incanalando, perché è troppo scontato, aspetti un colpo di scena. E invece no. L’unico fatto divertente è che dica di essere canadese, venendo accettata così com’è. Credo fosse un’inside joke satirica, perché in passato ho visto interviste ad alcuni canadesi negli Usa, dove gli adepti dello zio Sam erano sorpresi dal fatto che sembrassero delle “persone normali” come loro.
Mi fa sempre ridere come riesci a inserire battute legate a Ritorno al Futuro con naturalezza XD
In ogni caso Trolls per me è no. Ma proprio no. Spirit è una delusione proprio perché ha praticamente tolto tutta la profondità del primo film. Ruby Gillman, nonostante lo consideri molto brutto, gli voglio un certo bene, però è vero che ha del potenziale così grande che viene sprecato in maniera insulsa. E ho capito benissimo quella battuta sui canadesi (penso che battute del genere negli USA vanno avanti da decenni) però cavolo si vede lontano un miglio che lei non è neanche umana. Capisco scherzare sulla stupidità delle persone, ma c’è un limite a tutto.
Ho visto l’intervista a una canadese che diceva che gli statunitensi credeva che fosse come quelli di South Park, con la testa tagliata orizzontalmente in due e che traballa. Quindi non mi meraviglio che sia stata accettata com’era ^_^
Allora sono io che sopravvaluto gli statunitensi XD
Non sai quanto ^_^
Su Spirit Untamed capisco cosa intendi, perché il primo Spirit aveva proprio un’altra atmosfera, quasi più poetica. Mi ricordo che aveva pochissimi dialoghi e puntava molto sulle immagini e sulla musica di Hans Zimmer e Bryan Adams, quindi il confronto è difficile. Ruby Gillman invece mi aveva incuriosita quando era uscito il trailer, perché sembrava quasi giocare con il mito della sirena alla Disney, ma in effetti molti hanno detto che la storia resta un po’ superficiale. In generale ho l’impressione che la DreamWorks dia il meglio quando sperimenta davvero, come con Il gatto con gli stivali: L’ultimo desiderio, che visivamente era molto più coraggioso
Spirit Untamed era svuotato dalla poetica del primo capitolo e questa cosa non l’ho digerita affatto. E anch’io ero rimasto incuriosito da Ruby Gillman proprio perché, guardando il trailer, sembrava quasi voler riprendere quel tipo di umorismo che prendeva in giro la Disney. E visto che quell’anno era uscito perfino il remake live-action della Disney, sembrava uscire al momento giusto. E invece non hanno usato per nulla quel potenziale, anzi il trailer praticamente raccontava tutta la storia. Il gatto con gli stivali 2 è il miglior film che la DreamWorks ha fatto uscire in questi anni ed è un’opera magnifica che ho amato.
[…] tornati a parlare di animazione e l’abbiamo fatto con la DreamWorks scrivendo, purtroppo, un articolo dedicato ai suoi film peggiori un’altra volta, iniziando con Spirit – Il Ribelle, proseguendo con Ruby Gillman – La ragazza con i […]
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Per me Trolls 3 è davvero il peggior sequel animato che abbia mai avuto la briga di vedere. Una grandissima rottura di palle.
In generale non apprezzo i film di Trolls e il terzo capitolo è veramente brutto e faticoso da vedere. Spero che la DreamWorks prenda altre strade anche perché ha dimostrato di saper tirare fuori dei film davvero molto validi.