Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo deciso di parlare di un thriller horror prodotto dalla Blumhouse che mi aveva interessato per la sua idea di base abbastanza fuori dai canoni ossia Ma. Maggie è un’adolescente che si è appena trasferita in una nuova cittadina e ha già fatto amicizia con un gruppo di ragazzi. Essendo minorenni non posso comprare alcolici, per questo convincono una donna di nome Sue Ann a comprarli per loro. Sue si dimostra gentile con loro e non solo compra gli alcolici ma offre la propria cantina per le loro feste. Con il tempo però Sue Ann diventerà sempre più insistente e ossessiva con loro, fino a quando non inizierà a diventare violenta. Tecnicamente questo film se la cava bene, ha una regia quadrata e semplice ma che non eccelle. Quello che veramente interessa è la storia e la sua vera protagonista, Sue Ann, un personaggio ben costruito e interpretato molto bene da Octavia Spencer. La sceneggiatura presenta però dei problemi con alcuni buchi di trama e soprattutto nel mostrare poca cattiveria quando, con quello che succede, il film ne avrebbe sicuramente giovato. Non è male come film e magari merita una possibilità.
Come al solito torniamo a parlare di animazione, ma stavolta facciamo un enorme passo indietro nel tempo e arriviamo agli anni ’30. Infatti in quel periodo Walt Disney non era il solo a realizzare lungometraggi animati, ci fu un altro che, visto il successo del primo, decise di provarci.
Ecco a voi I viaggi di Gulliver (Gulliver’s Travels), pellicola animata del 1939 scritta da Dan Gordon, Cal Howard, Tedd Pierce, Isadore Sparber ed Edmond Seward e diretta da Dave Flesicher.

Trama:
Dopo essere stato colto da una tempesta, Gulliver (Sam Parker) naufraga sull’isola di Lilliput e sviene per la fatica. Viene immediatamente trovato da Gabby (Pinto Colvig), il guardiano notturno dell’isola e, spaventato, corre ad avvertire il re di Lilliput ossia Little III (Jack Mercer). Il re però è impegnato con Re Bombo (Tedd Pierce), il sovrano di Biefuscu, con cui sta firmando un accordo di pace attraverso il matrimonio dei loro rispettivi figli, la Principessa Gloria (Jessica Dragonette) e il Principe Davide (Lenny Ross), cosa di cui i due sono molto felici dato che si amano. Le cose sembrano andare bene, ma tra Little e Bombo scoppia una lite sulla canzone da suonare al matrimonio, visto che vogliono l’inno nazionale del proprio regno, e alla fine Bombo decide non solo di rompere l’accordo ma perfino di dichiarare guerra ai lillipuziani. Gabby intanto riesce a riferire a re Little di Gulliver e, nonostante all’inizio abbiano dei sospetti sul gigante, presto capiranno che lui non ha cattive intenzioni e anzi potrebbe essere la soluzione a quel conflitto.
Con questo articolo introduciamo uno studios che, seppure oggi non esista più, ha lasciato una forte impronta nell’animazione e in generale nella nostra cultura: i Fleischer Studios. I loro personaggi sono diventati talmente iconici da sopravvivere fino a oggi e ai tempi era una grande rivale della Disney, prima che andasse in bancarotta a inizi anni ’40. Quindi mi sembra doveroso introdurre lo studios e i suoi fondatori: Max Fleischer e suo fratello Dave.

I due iniziarono a lavorare nell’animazione con la Bray Productions e ciò avvenne quando Max Fleischer inventò il rotoscopio. Questa tecnica consiste nel ricalcare le scena di un’altra pellicola in modo da ottenere animazioni e figure realistiche. Venne impiegata per la prima volta nella serie animata Out of the Inkwell, dove venne introdotto uno dei loro personaggi più iconici, Koko il Clown. Nel 1921 la Bray Productions iniziò ad avere problemi legali e per questo i fratelli Fleischer decisero di andarsene e fondare il loro studio, Out of the Inkwell Films, che continuò a produrre opere fino al 1929, dopo essere andati in bancarotta per via della cattiva gestione dello studio (che non fu proprio colpa loro, ma se ci mettiamo a parlare anche di questo non finiamo più) e nel marzo dello stesso anno fondarono infine i Fleischer Studios. I due trovarono un enorme successo con l’arrivo del sonoro nel cinema e produssero una nuova serie animata chiamata Talkartoons e fu proprio in questa serie che nacque Betty Boop, nel 1930. Inizialmente era un personaggio antropomorfo con le fattezze ispirate ai cani barboni, ma nel 1932 ottenne le sembianze che conosciamo tutti, diventando uno dei primi sexy symbol dell’animazione e guadagnando talmente tanto successo da avere una serie animata tutta sua. Il suo personaggio però attraverso una forte crisi quando venne introdotto il Codice Hays, un codice che conteneva al suo interno delle regole morali da seguire. In breve, una censura. Per questo motivo Betty Boop dovette reinventarsi, perdendo però parte della sua personalità Gli stessi studios vennero influenzati da questa censura e passarono da cartoni con toni più maturi ad altri più family friendly. Lo studios però ottenne un altro successo, perfino superiore a quello di Betty Boop, quando acquisirono i diritti delle strisce a fumetti di Braccio di Ferro di E. C. Segar. Il personaggio di Braccio di Ferro venne amato dal pubblico, talmente tanto che superò perfino il successo di Topolino. Per non parlare della storia serie animata di Superman del 1941. Fu però con l’uscita di Biancaneve e i sette nani da parte di Walt Disney e tutto ciò che ne conseguì, che i fratelli Fleischer decisero anche loro di intraprendere questa nuova e rischiosa strada, dando così vita a I viaggi di Gulliver e anche Hoppity va in città (magari in futuro parlerò anche di quest’ultimo). Detto ciò, soffermiamoci sul film in questione.
Parlando del lato tecnico, la prima cosa su cui ci concentriamo è proprio sul design e sulle animazioni. Al contrario della sforzo fatto da Disney, qui si decise di dare ai lillipuziani un design simile ai cartoni animati che i Fleischer Studios stavano producendo e quindi dando alla maggior parte dei personaggi un’aspetto stilizzato, un design molto buffo e con linee rotondeggianti e spesse e anche animazioni che esagerano i loro movimenti, rendendoli però molto fluidi. A livello visivo è bello anche se non raggiunge la forza di Biancaneve, dove l’impegno fu certamente maggiore così come le ambizioni di portare qualcosa di veramente nuovo e che si differenziasse dai cartoni animati. Un elemento che colpisce molto è l’uso fatto del rotoscopio a mio avviso curato in maniera interessante.

Questa tecnica ad esempio è stata usata con i personaggi di Gloria e Davide, gli unici due lillipuziani ad avere dei tratti più realistici e soprattutto ad avere dei movimenti più realistici e seri, dove si legge il loro amore e anche la loro tristezza quando sono costretti a separarsi. L’uso maggiore che si fa per il rotoscopio è però con Gulliver. Non solo attraverso ciò si tende a differenziare molto il personaggio dal resto dei lillipuziani, ma attraverso questa tecnica sono riusciti a far interagire un personaggio gigante con diversi personaggi piccoli, oltre che a fare dei bellissimi giochi di ombra con il volto e i vestiti e, a distanza di più di 90 anno, il risultato finale è davvero ottimo anche nelle animazioni. Inoltre il film possiede dei tempi comici e delle piccole idee che riescono a far sorridere e rendere il tutto davvero piacevole, anche nella costruzione di certe scene, come l’iconico momento in cui i lillipuziani legano Gulliver (pieno di piccoli momenti simpatici) o quando Gulliver trascina tutte le navi di Bombo a riva.
Quello che colpisce molto è anche la sceneggiatura non tanto per la storia, semplice e lineare, quanto per il messaggio che vuole trasmettere. Infatti vuole parlare di pace, vuole parlare di come la pace sia possibile attraverso il dialogo e l’accettazione dell’altro, un film contro la guerra e questo messaggio viene veicolato attraverso il personaggio di Gulliver e soprattutto attraverso la storia d’amore tra Gloria e Davide. E anche il modo in cui re Little e re Bombo riescono ad appianare le proprie divergenze, grazie a Gulliver, è davvero molto carino e questo messaggio riesce ad arrivare forte al pubblico.

Quando il film uscì nelle sale ebbe anche un buon successo, ma non guadagnò quanto sperato perché in Europa era purtroppo scoppiata la seconda Guerra Mondiale, chiudendo così il ricco mercato europeo. Le cose andarono ancor peggio con il loro secondo lungometraggio, Hoppity va in città, che uscì nel 1941, due giorni prima dell’attacco a Pearl Harbor, e con l’entrata in guerra degli Stati Uniti il film fu un flop enorme. Per questo motivo i Fleischer Studios non riuscirono a ripagare i debiti che avevano accumulato con la Paramount, che distribuiva le loro opere, per questo motivo i fratelli vennero rimossi e la Paramount si prese gli studios, rinominandoli i Famous Studios. Un destino triste, ma almeno sono felice che il loro operato artistico sia stato riconosciuto e sia stato talmente forte da sopravvivere al tempo. E se vi interessa il film è di pubblico dominio, quindi potete vederlo senza problemi.
Per concludere, I viaggi di Gulliver non avrà la stessa forza di Biancaneve, ma nonostante ciò si dimostra un’opera fatta molto bene, con un tratto divertente e un uso del rotoscopio interessante ma soprattutto un’opera capace di trasmettere dei messaggi molto positivi e riuscendo a trattarli bene. Lo consiglio!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Betty Boop 🤩🤩🤩🐈⬛
Magari un giorno dovrò fare un articolo su di lei. È un personaggio che ha fatto la storia.
Ma i due autori poi sono riusciti ad avere nuovo successo o sono diventato due dei tanti animatori dei grandi studi?
Purtroppo lo studio chiuse i battenti dopo l’uscita di Hoppity va in città, che nonostante sia perfino migliore di questo, fu un flop enorme a causa della guerra. I due fratelli inoltre litigarono per diversi motivi artistici e si separarono. Dave andò a lavorare per la Columbia, poi venne cacciato da lì e tornò a fare qualche lavoro di animazione senza grande successo e poi a disegnare strisce per i giornali. Max invece divenne capo animazione della Industrial Film Company facendo film educativi. Poi se non sbaglio rientrò in buoni rapporti con la Disney.
A me è piaciuto tanto l’originale “Gulliver’s travels” diJonathan Swift del 1726 e i tanti viaggi e sperienze nel mondo. Se capisco bene questo film è abbastanza differente. Grazie comunque per il riassunto interessante.
Sì, questo film ha delle differenze, ma riesce a divertire parecchio, a intrattenere e soprattutto a lanciare un bellissimo messaggio di pace. A mio avviso è un’opera da recuperare assolutamente (e non avendo alcun copyright, la puoi recuperare facilmente).
🌻👍
💙
Ricordo di averlo visto da bambino, probabilmente un canale locale, ne ho un bel ricordo e rivisto anche online, è ancora molto gradevole.
Sui Fleischer ha fatto un bel piccolo ma interessante documentario 151eg, Youtuber molto bravo, fa documentari sull’animazione molto ben curati (ma anche sul cinema in generale), ti lascio qui quello sui Fleischer:
Questo film rimane molto bello ancora oggi e per certe cose non è invecchiato affatto. In ogni caso conosco bene il canale di 151eg e l’ottimo lavoro che fa nel parlare di animazione. Lo rispetto profondamente per questo. In ogni caso ti ringrazio per aver condiviso con me il video!
Bellissimo. Questo è stato uno dei primi film che il mio papà aveva preso in vhs quando comprò il videoregistratore. Bellissima colonna sonora, divertente, drammatico e di grande insegnamento.
Sono felice di vedere che molte persone lo ricordano ancora. Per me è un film che ha tanto da insegnare ancora oggi.
Visto più volte da bambino sulle TV locali: non mi piaceva neanche un po’ 😀. D’altronde, lo rivedessi oggi ne avrei probabilmente un’altra opinione.
Potrebbe rivelarsi molto interessante rivederlo oggi. Anch’io nel corso del tempo ho cambiato idea riguardo diversi film che vidi da piccolo. Magari potrebbe sorprenderti!
Fantastic ❤️
Yes, it is! This movie deserves more.
Dovrei anche leggere il romanzo… Ma non l’ho mai fatto né l’ho messo tra i miei obiettivi di lettura. In effetti i romanzieri inglesi e francesi sono così prolifici e tanto precedenti rispetto ai nostri!
Buona giornata
Il libro è stupendo e diverte ancora oggi. Questo film, nonostante sia un pò diverso rispetto al libro, ha tanto da insegnare.
Se lo trovo su Disney Plus lo guardo subito.
Dovresti trovarlo facilmente in giro anche su YouTube visto che è di dominio pubblico.
Come hai detto tu, talvolta i film fanno flop non perché facciano schifo, ma semplicemente perché sono usciti al momento sbagliato. Penso ad esempio a tutti i film che sono usciti a Febbraio/Marzo 2020, e quindi non hanno incassato nulla perché i cinema sono stati chiusi proprio mentre quei film erano appena entrati nella programmazione.
Lo stesso vale per quasi tutti i film non di supereroi che sono usciti nell’era dei cinecomics. Il pubblico ha avuto la sensazione che Avengers: Endgame fosse una sorta di capitolo finale per i cinecomics, e quindi dopo quel film (dal titolo davvero profetico) la gente ha perso interesse per questo genere. Ma prima di allora i film di supereroi hanno a lungo monopolizzato il mercato cinematografico in maniera impressionante, riducendo tutti gli altri film ad un incasso quasi pari a zero. Fino a pochi anni fa un film senza supereroi non arrivava quasi mai a 20 milioni di incasso – e sto parlando di incasso globale, non italiano o statunitense. Oggi invece, dato che il pubblico non ha ancora trovato un nuovo genere prediletto, qualsiasi film può diventare un successo al botteghino. Per farti un esempio, film come Tutti tranne te o It ends with us fino a pochi anni fa sarebbero stati visti solo da qualche ragazzina, e quindi sarebbero rimasti sotto i 20 milioni di incasso: oggi invece hanno incassato rispettivamente 219 e 210 milioni di euro. Cifre che sarebbero state impensabili nell’era dei cinecomics.
L’incasso di Deadpool sembra contraddire la mia analisi, ma a mio giudizio il pubblico è andato a vederlo perché gli piace il personaggio, non perché abbia ricominciato ad apprezzare i cinecomics in generale. Per riprendere l’esempio di prima, se Ryan Reynolds facesse un western la gente andrebbe a vederlo perché il protagonista è un attore che sta simpatico al pubblico, non certo perché il western è tornato di moda.
La tua risposta al mio amico cocoon1975 mi ha ispirato una domanda: ti vengono in mente altri vecchi film che hanno tanto da insegnare ancora oggi?
I film usciti a febbraio e marzo del 2020 furono un completo disastro. L’esempio migliore fu Onward della Pixar che uscì una settimana prima che chiudessero tutto e infatti risultò un grande flop per lo studio. Per quanto riguarda pa questione cinecomics dopo Endgame lì la questione è più complessa. Nonostante Endgame non mi sia piaciuto, è indubbio che quel film abbia segnato il culmine di un’era, ma il problema maggiore è come la Marvel decise poi di investire sui propri film, facendo uscire tantissimi in poco tempo così come fecero uscire tantissime serie televisive a riguardo, tutte collegate (male) e con sceneggiature molto discutibili e una produzione che lasciava a desiderare, basti pensare a tutti gli artisti VFX che si lamentavano perché gli studios davano loro poco tempo per completare gli effetti speciali e perché all’improvviso diceva loro di rifare certe scene in poche settimane quando c’era bisogno di mesi. In quel periodo comunque ci sono stati film che hanno incassato tanto come Spiderman No Way Home (che non mi è piaciuto affatto e che ha sfruttato solo l’hype per vedere i vari interpreti di Spiderman) oppure il recente Guardiani della Galassia 3, un film scritto e diretto veramente bene. A mio avviso non è solo la questione di Endgame, ma il fatto che in seguito abbiano fatto uscire troppi film, poco curati e scritti alla bell’e meglio e con protagonisti poco accattivanti. Non parliamo della DC che anche in quel caso ha sfornato opere abbastanza brutte e spero tanto che il Superman di James Gunn si riveli all’altezza.
Parlando invece di vecchi film che potrebbero insegnare tanto oggi… qui la lista è enorme. Abbiamo tantissimi cult che ad esempio potrebbero insegnare come dirigere, montare e scrivere una storia e L’esempio migliore per me è Quarto Potere, un film che non è invecchiato di una virgola. A livello di tematiche invece possiamo fare un esempio nel nostro Paese con le pellicole anni ’70 o comunque dirette da grandi autori. Ad esempio molti film di Monicelli descrivono perfettamente l’Italia dei tempi e ne critica aspramente i “vizietti” e la cosa tremenda è che ancora oggi la società è molto simile sotto quel punto di vista. Poi un altro film che mi viene in mente e che trovo attuale è Il buio oltre la siepe, un film immenso e con delle tematiche coraggiose affrontate in un periodo abbastanza critico. Di esempi se ne possono fare veramente tanti, sia a livello tecnico che di tematiche.
Non solo la Marvel, ma anche la DC manca di rispetto ai propri dipendenti cambiando le direttive all’ultimo minuto: questo ha una doppia conseguenza negativa, perché impone a questi dipendenti non solo (come hai detto tu) di rifare tutto da capo in pochissimo tempo, ma anche di buttare via tutto il lavoro che hanno svolto in precedenza.
Ad esempio, qualche anno fa lo scrittore e disegnatore Rob Liefeld (creatore proprio di Deadpool) si licenziò dalla DC, e imputò la sua decisione all’abitudine di questa casa editrice di imporre degli stravolgimenti narrativi anche quando erano già state scritte le sceneggiature e perfino disegnate le tavole.
A questo proposito citò un episodio specifico: lui a quei tempi stava lavorando sulla serie di Grifter, e ad un certo punto i suoi superiori decisero di organizzare un crossover tra Grifter e Superman. Gli scrittori e i disegnatori di entrambe le serie si misero al lavoro, e quando lo avevano già completato la DC disse che non se ne faceva più di nulla. Immaginati la frustrazione di questi artisti nel vedere polverizzati mesi di duro lavoro.
Ricordo che alla fine una parte di questo crossover fu pubblicata comunque e Grifter fece capolino in una storia di Superman, quindi Liefeld non stava mentendo: alla DC le cose funzionano davvero come ha detto lui. In un contesto del genere, capisci bene che è difficile sfruttare il potenziale sia dei personaggi che degli artisti che lavorano su di essi.
Riguardo al Superman di James Gunn, è un flop annunciato, perché come ho scritto prima adesso i cinecomics sono come i western o i film d’azione con Schwarzenegger: qualcosa che ha funzionato alla grande in passato, ma che oggi non si fila più nessuno. Superman poi è sempre stato il meno popolare tra i supereroi, perché è troppo perfetto: non ha le fragilità di Batman o dell’Uomo Ragno, e quindi il pubblico ha difficoltà a rivedersi in lui.
Riguardo a Spider – Man: No way home, non l’ho visto, ma non fatico a crederti quando mi dici che è un obbrobrio, perché quasi tutti i film che cavalcano la moda narrativa del multiverso sono materia escrementizia. Questo film è forse l’unica notevole eccezione: https://wwayne.wordpress.com/2023/06/30/per-mio-padre-era-un-mito/
Sì, sapevo benissimo di quell’evento proprio perché seguo molto i fumetti legati a Superman e il caso di quel crossover fu abbastanza citato da molti lettori assidui. In ogni caso non credo affatto che il Superman di James Gunn sarà un flop per vari motivi. Al contrario di tanti altri registi che hanno lavorato per i film DC e Marvel, il nome di Gunn è diventato ormai famoso e ha una diversa schiera di fan che lo apprezzano non solo per i cinecomics che ha diretto ma anche come regista in generale. Inoltre lui è il regista che ha diretto i migliori film della Marvel (I Guardiani della Galassia, amati perfino da Spielberg che invece aveva criticato aspramente il mondo dei cinecomics e come avevano monopolizzato il mercato cinematografico) e DC (il suo The Suicide Squad non è perfetto ma è davvero meraviglioso). Inoltre sottovaluti il personaggio di Superman. Io sono un grande fan di questo personaggio e non perché sia il primo supereroi o perché sia il più potente, ma per la sua umanità. In realtà il personaggio di Superman è molto più umano di quanto la gente possa immaginare, un personaggio pieno di dubbi e paure che cerca il suo posto nel mondo, un personaggio che ama profondamente le persone e la Terra e questi due elementi sono sia il suo punto di forza che il suo punto debole. Superman in realtà è un supereroe del popolo, è molto vicino alle persone anche attraverso i piccoli gesti ed è un personaggio fallace e con i suoi difetti che però cerca sempre di fare del suo meglio, di migliorarsi come persona e cerca di fare lo stesso con gli altri. Per questo motivo non ho mai amato il Superman di Zack Snyder. Quello è un Superman totalmente distaccato, una divinità lontana dalle persone e questa cosa mi ha sempre reso triste. Io ti consiglio vivamente di riguardare i primi due film di Superman diretti da Donner, dove c’è il vero Superman e soprattutto di leggere alcune delle sue storie più belle in cui si vede chiaramente che personaggio è. In realtà ho fatto degli articoli a riguardo legati e degli ottimi fumetti che mettono in risalto tutto ciò.
Superman – Su nel cielo: https://mymadreams.com/2022/09/21/superman-su-nel-cielo/
Superman: Stagioni (uno dei fumetti più belli di Superman): https://mymadreams.com/2023/10/20/superman-stagioni/
In ogni caso leggerò immediatamente il tuo articolo!