Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo andati avanti con la saga di Tremors, arrivando a un punto dove le cose a livello produttivo sono cambiate parecchio e dando vita a Tremors 5: Bloodlines. Burt Gummer non dà più la caccia ai Graboid, adesso è il protagonista della sua web-series sul survivalismo. Un giorno lui e il suo cameraman, Travis, ricevono la visita di un uomo che richiede il suo aiuto in quanto in Sud Africa ci sono problemi con un Ass-Blaster. Burt parte subito per il Sud Africa e scopre anche la presenza di un Graboid diverso e più grande rispetto a quelli americani e dovrà impegnarsi per sopravvivere. In questo film non ci sono più i creatori originali, ma in un certo modo lo spirito rimane fedele e nonostante la sceneggiatura sia ricca di incongruenze e certi personaggi non siano convincenti, il film funziona bene grazie a un regia ben fatta e che tenta sempre di dare un tocco in più alla pellicola, un buon digitale ma soprattutto con un protagonista come Burt che dopo tanto tempo riesce ancora a farsi apprezzare, Lo consiglio!
E passiamo da tradizione a parlare di animazione e, visto che è passato un po’ di tempo, torniamo a parlare della Pixar, uno degli studi che hanno lasciato un segno importante nel cinema. Questa volta però parliamo di un film abbastanza sottotono per i suoi standard.
Ecco a voi Cars – Motori ruggenti (Cars), pellicola animata del 2006 scritta da John Lasseter, Joe Ranft, Dan Fogelman, Kiel Murray, Phil Lorin e Jorgen Klubien e diretta da John Lasseter e Joe Ranft.

Trama:
Saetta McQueen (Owen Wilson) è una giovane auto da corsa che partecipa per la prima volta alla Piston Cup, un prestigioso campionato automobilistico, e si è fatto conoscere fin da subito grazie alle sue vittorie e ora potrebbe diventare il primo esordiente ad aggiudicarsi la rinomata coppa. Durante la finale McQueen si rifiuta di farsi cambiare la gomma, credendo di non aver bisogno di una squadra e di poter vincere da solo, e per questo all’ultimo giro buca le gomme posteriori e tagli il traguardo insieme ai rivali Strip Weathers (Richard Petty) e Chuck Hicks (Michael Keaton). Per questo motivo i tre dovranno gareggiare nuovamente la settimana prossima in California. McQueen sale quindi sul suo camion personale, Mack (John Ratzenberg) e parte per questo viaggio ma, per arrivare prima, costringe Mack a non riposare. Per la stanchezza di Mack e altri eventi, McQueen finisce fuori dal camion in mezzo all’autostrada e si ritrova a un certo punto sulla Route 66, dove viene inseguito dallo Sceriffo (Michael Wallis) e, andando nel panico, finisce per distruggere la strada principale della piccola cittadina di Radiator Springs. Qui viene condannato a riparare la strada e dovrà farlo prima che inizi la sua gara.
Ed eccoci arrivati al settimo film animato della Pixar, un film che fin da piccolo non mi aveva attratto più di tanto, visto che non sono mai stato appassionato di macchine, ma che comunque vidi alcune volte. Nonostante ciò rimane uno dei film Pixar della mia infanzia che meno apprezzavo e riguardandolo oggi la mia opinione non è cambiata, ma comunque non stiamo assolutamente parlando di un brutto film. Partiamo con ordine.

L’idea del progetto risale al 1998, poco dopo la fine della produzione di A Bug’s Life, dove Jorgen Klubien iniziò a scrivere una storia intitolata The Yellow Car, prendendo ispirazione da Il brutto anatroccolo, in cui si parlava di un’auto elettrica che viveva in un mondo che consumava parecchio gas. L’idea piacque si pensò di farlo uscire per il 1999 ma in quel periodo stavano già lavorando a Toy Story 2 e quindi questo progetto venne ripreso in seguito proprio da John Lasseter, che cambiò parecchio la storia di base, partendo dall’aggiunta della Route 66, una delle prime e più famose autostrade statunitensi. Infatti il titolo originale doveva essere proprio Route 66 che però venne cambiato in Cars. Alla fine però il tutto si allontanò parecchio dall’idea che Klubien aveva del film.
Sul lato tecnico la Pixar si rivela essere ancora una volta ottima e lo possiamo vedere già con il character design. In questo caso hanno cercato di riprodurre fedelmente macchine reali di vario tipo, da quelle di corsa a quelle per famiglie e anche quelle d’epoca. Le riproduzioni sono ottime e diversificate, ma vengono aggiunte dei tratti interessanti. Le linee sono molto morbide e danno ai personaggi un aspetto gommoso che in questo caso funziona bene, ma tra tutto ho apprezzato l’idea di mettere gli occhi dei personaggi sul parabrezza invece che nei classici fanali anteriori. Un’ottima scelta che ricorda Tex Avery e il suo corto animato One Cab’s Family del 1952. Certamente il design è molto semplice e a mio avviso non raggiunge gli ottimi livelli di Alla ricerca di Nemo, ma nella sua semplicità riesce a essere funzionale e a rendere i personaggi visivamente apprezzabili.

Apprezzo anche la regia, in special modo le scene di corsa dove si avverte la velocità con cui vanno le varie macchine e riescono a essere girate bene e con diverse inquadrature ottime, anche con campi lunghi che ci danno una visione della pista, della sua grandezza, e anche degli spalti stracolmi di macchine in movimento. Tra l’altro apprezzo molto la cura dell’illuminazione specialmente sulle carrozzerie dei protagonisti. Mi piace come la luce si rifletta bene sulle macchine quando queste sono pulite e come cambiano quando invece sono sporche (i particolari della polvere sono ottimi). Anche le ambientazioni sono davvero belle, specialmente quelle desertiche e che riescono a sottolineare la meraviglia del paesaggio naturale. Il vero problema è la lunghezza del film. Infatti qui ci troviamo davanti a uno dei film più lunghi della Pixar (quasi due ore) ed è un minutaggio che trovo estremamente eccessivo per quello che il film vuole trasmettere.
Qui arriviamo a uno dei difetti di questo film: la sceneggiatura. Di base che cos’è Cars? Cars è la storia di una macchina di città, sbruffona e senza amici, che viene costretta a stare in campagna e qui imparerà ad apprezzare le semplici cose della vita, a farsi dei veri amici e a capire l’importanza del gioco di squadra. Una storia vista numerose volte, ma non è questo il problema. Ci sono stati altri film animati che hanno trattato la tematica della campagna e della presa di coscienza , guardate ad esempio opere magnifiche come Il mio vicino Totoro oppure Quando c’era Marnie che, con delicatezza e maturità, riuscivano a parlarne molto bene. Il problema di Cars purtroppo è che parla più ai bambini che agli adulti e quindi questa tematica in certi punti viene trattata con ingenuità. Questo è anche dovuto alle numerose gag e scene comiche che sono tante, fanno perdere di vista la tematica centrale, e alcune di queste sono anche divertenti, ma altre si rivelano molto infantili. E alcuni di questi momenti mi sembravano del tutto superflui, soprattutto nella prima parte e potevano essere tagliate senza problemi, soprattutto alcune scene che si ripetevano. Inoltre non possiede la stessa profondità e i diversi livelli d’interpretazione dei precedenti lavori Pixar. Opere come Toy Story, Monsters & Co, Gli Incredibili sono stupende per come riescono a parlare ai bambini ma soprattutto agli adulti, risultando accessibili a tutti e mostrando messaggi davvero maturi e intelligenti presenti in pochi film. Cars ha questa mancanza ed è questo che lo rende poco interessante. Troppo lungo e con poca sostanza e neanche personaggi con personalità come Doc Hudson (Paul Newman) riescono a migliorare ciò. E mi dispiace molto, soprattutto se pensiamo ai film precedenti a Cars e quelli che usciranno poco dopo. Poteva certamente fare di più sotto questo punto di vista.

Per concludere, Cars non è un brutto film, è un simpatico film d’animazione che ha un lato tecnico veramente valido e ben fatto ma che manca di quella sostanza che ha reso grande la Pixar e che si rivolge più ai bambini che agli adulti, trattando certe tematiche in maniera ingenua. Il film è comunque buono e potrebbe divertire senza problemi.
Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Fantastic
Thanks!
Il primo episodio in realtà per me ha una trama un po’ scontata, anche se carina. Poi dal punto di vista tecnico nulla da dire, è uno spettacolo per gli occhi. Bella la colonna sonora, soprattutto la canzone di James Taylor. Personalmente ho apprezzato di più il terzo episodio, più maturo.
Per me invece il terzo è un’occasione mancata. Credevo veramente di poter vedere un capitolo più maturo della saga e invece ho visto un’occasione d’oro scemare.
[…] sono mai stato un grande fan di Cars e ho sempre trovato il primo capitolo abbastanza debole rispetto agli altri film Pixar del periodo, ma era comunque un bel film con un […]