Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di cinema e l’abbiamo fatto con una pellicola fantascientifica post-apocalittica molto particolare e diretta da un regista molto interessante, The Divide. In questo film una bomba atomica colpisce la città di New York e un gruppo di persone si rifugiano nelle cantine del proprio condominio. Qui riescono a salvarsi ma non possono in alcun modo uscire e soprattutto devono stare attenti a razionare i pochi viveri che hanno. La situazione è grave e con il passare del tempo la paranoia diventerà sempre peggio. Questo film si dimostra fin da subito ottimo a livello tecnico, soprattutto per quanto riguarda la regia, creando immagini molto potenti, come quella iniziale, e sequenze capaci di farci prove tensione e timore. Il ritmo è ben fatto con momenti lenti in cui vedremo i personaggi andare sempre più verso un crollo e poi costruire scene dinamiche quando ci sono determinate situazioni e i sentimenti dei personaggi esploderanno. E il messaggio spietato e pessimista che il film vuole dare riesce a passare alla perfezione e senza essere forzato. Un film molto crudele e non per tutti che consiglio.
Dopo essere passati al fantascientifico si ritorna al mio genere preferito in assoluto: l’horror. E questa volta lo facciamo con un horror veramente particolare, abbastanza folle e diretto da un regista altrettanto folle che ho sempre apprezzato nella sua carriera.
Ecco a voi Faust (Faust: Love of the Damned), pellicola horror del 2001 scritta da David Quinn e Miguel Tejada-Flores e diretta da Brian Yuzna.

Trama:
Siamo a Los Angeles e il tenente di polizia Dan Margolies (Jeffrey Combs) ha arrestato un uomo che, armato con due lami retrattili, ha ucciso l’intera ambasciata della città. Nonostante gli ordini di lasciar perdere il caso, il poliziotto decide di continuare le indagini. Intanto l’uomo misterioso è stato portato in un manicomio e qui la giovane psicologa Jade De Camp (Isabel Brook) cerca di aiutarlo attraverso la musicoterapia, collaborando con Margolies. Durante una di queste sedute la dottoressa mette un disco metal e questo scatena una reazione nell’uomo che lo porta a ricordare tutto. Il suo nome è John Jaspers (Mark Frost) ed era un pittore che viveva insieme alla sua ragazza, Blue (Jennifer Rope). Un giorno dei malviventi sono entrati a casa sua, picchiandolo e uccidendo Blue. Disperato, John ha provato a suicidarsi ma è stato fermato da un misterioso uomo che si fa chiamare M (Andrew Divoff) il quale gli propone un accordo: dargli il potere di compiere la sua vendetta in cambio della sua anima immortale. John accetta, riceve le lame retrattili e riesce a vendicarsi sugli assassini di Blue, ma adesso M ha il controllo su di lui e lo costringe a realizzare i suoi orrendi piani.
Avevamo parlato di Brian Yuzna molto tempo fa con il bellissimo Dagon, anche se lì era il produttore, una pellicola che anche con i suoi difetti mi aveva convinto appieno e mi diverte ancora. Quest’opera in parte è collegata a Dagon per un motivo semplice: entrambe sono state realizzate in Spagna. Quello infatti fu un periodo in cui Yuzna e il suo storico collaboratore e amico Steve Gordon si spostarono dagli Stati Uniti, dove non riuscivano più a produrre le loro opere, in Spagna e qui firmarono un contratto con la Fantastic Factory (oggi Filmax) per realizzare film fino al 2005. E Faust fu il primo di questi.

Sappiate che il film non si ispira al Faust di Goethe ma prende spunto dall’omonimo fumetto disegnato da Tom Vigil e scritto da David Quinn, quest’ultimo che ricopre il ruolo di sceneggiatore anche nella pellicola. Sicuramente il film è interessante anche se con diversi difetti.
Partiamo dalla regia, una regia che riesce a fare il suo dovere ma soprattutto riesce a dare una forte personalità a quest’opera. Ed è una cosa che ho sempre apprezzato in un film e non è qualcosa di così scontato come si può pensare, specialmente se il film in questione unisce in sé elementi di vari generi. Prima di tutto è un horror e per la precisione uno splatter, ma è anche un film d’azione, è un film con una forte componente erotica (specialmente riguardo un personaggio che incarna la lussuria), un’opera con elementi grotteschi e inoltre possiede tratti tipici dei fumetti americani in particolar modo quelli sui supereroi. Quando si hanno così tanti elementi si rischia sempre di creare un miscuglio caotico ma fortunatamente Yuzna riesce a equilibrare tutto quanto, passando da un genere all’altro o unendoli insieme e questo crea una certa unicità in questo film, così come aveva fatto anche nelle sue pellicole precedenti. Inoltre la sua regia riesce a essere frenetica ma abbastanza comprensibile e inoltre enfatizza certi stati emotivi, per esempio quelli di tensione attraverso l’uso di piani olandesi.
Anche il montaggio è girato per lo più abbastanza bene. Dico solo abbastanza perché in certi punti non mi ha del tutto convinto. Ad esempio nell’inizio ho apprezzato l’idea di non rivelare subito la storia di Jaspers ma di costruire un minimo di mistero e far raccontare le sue origini attraverso un flashback. Una cosa che non mi ha convinto è il flashback che ha il poliziotto, ripensando a quando l’ha arrestato, in quanto lo stacco che dà inizio alla sequenza era talmente brutale e rapido che quasi non avevo capito che cosa stava accadendo. Nonostante ciò nella prima parte il montaggio funziona discretamente, anche nelle scene d’azione, ma invece ha qualche problemino nella parte finale, dove certe sequenze sono fin troppo lunghe e altre necessitavano di qualche minutaggio in più risultavano troppo corte. In compenso il il film possiede degli ottimi effetti artigianali che riescono a convincere e una colonna sonora metal molto divertente. Però adesso arriviamo alla parte davvero problematica di questa storia: la sceneggiatura.

Infatti la storia di quest’opera è per tanti versi incasinata con spiegazioni che ci portano a farci più domande che altro e con alcuni momenti che purtroppo ho trovato abbastanza imbarazzanti. E mi dispiace dirlo perché dall’inizio alla fine riuscivo a vedere un enorme potenziale anche nelle tematiche, che sicuramente sono derivative, ma potevano rendere quest’opera ottima. Purtroppo la sceneggiatura è molto traballante, a volte non si sa neanche perché certe cose succedano e certi elementi potevano essere gestiti con un minimo di consapevolezza. Non voglio parlarne troppo altrimenti rischierei di fare spoiler ma ad esempio l’obiettivo finale del villain non è chiaro. Sappiamo cosa intende fare ma il come è tremendamente forzato e inutilmente complesso e il perché non è così comprensibile. Anche piccoli dialoghi e ulteriori spiegazioni potevano essere migliorati per far capire allo spettatore meglio certe sequenze. Pr quanto riguarda il lato imbarazzante, vorrei lasciarvi la sorpresa di scoprirlo per conto vostro ma una cosa posso dirla: l’espressioni di Jaspers. L’attore che lo interpreta, Mark Frost, assume certe espressioni facciali che sono davvero divertenti e in certi casi mi hanno fatto molto ridere, anche se in realtà doveva simulare dolore e sofferenza psicologica. Era involontariamente comico per quanto fosse così sopra le righe e lo stesso accade quando si trasforma in Faust. Leggendo quest’ultima parte potreste pensare che il film sia brutto e sono sicuro che a molti di voi non piacerà, ma non posso fare a meno di apprezzare, seppur con delle riserve, quest’opera così imperfetta e lacunosa ma con una sua forte identità e con la voglia di mettersi in gioco. Ovviamente questa è solo la mia personale opinione e sono curioso di sentire le vostre opinioni a riguardo.
Per concludere, Faust è un film che tecnicamente funziona benissimo grazie alla regia, agli effetti artigianali e alla musiche ma un po’ meno se guardiamo il montaggio. Il vero problema è la sceneggiatura lacunosa e con momenti involontariamente comici che purtroppo va a rovinare un’idea di base che aveva un grande potenziale. Io lo consiglio, soprattutto perché mostra di avere un’identità tutta sua, ma mi rendo conto che a molti potrebbe non piacere.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Questo è un horror che potrei anche decidere di vedere. La tua recensione mi ha incuriosita.
Te lo dico subito, probabilmente questo è un film che è piaciuto a me e ad altri quattro gatti. Ha diversi problemi, però a me piace comunque. Quindi se il film risulterà una delusione, puoi prendertela con me e il mio giudizio XD
Rido perché è una cosa che dico spesso anche ai miei lettori. A volte mi faccio trascinare dall’entusiasmo per film che poi possono deludere. ;-)
Diciamo anche che mi rendo assolutamente conto che non a tutti possa piacere una pellicola simile e che a livello oggettivo abbia dei problemi. Nonostante tutto, non posso fare a meno di apprezzarla.
anch’io pensavo che il film avesse a che fare con il Faust letterario…la visione della versione cinematografica di Murnau, del resto, per me, è uno dei pochi momenti degni di nota del lockdown del 2020 :) dove si può trovare questo Faust, invece? L’ambientazione e l’impostazione mi incuriosiscono comunque
Non sono sicuro, ma penso che su Amazon Prima sia disponibile. Io l’ho preso in blu ray visto che amo avere queste opere in formato fisico.
Ti capisco, anch’io sono particolarmente legata al formato fisico, sarà perché sono un’inguaribile “analogica”, però a volte i prezzi sono poco accessibili, diciamo ;)
Purtroppo anche questo è vero ed è per questo che in più occasioni aspetto che arrivino certi sconti (a meno che non sia un film che amo particolarmente e allora lo prendo subito).
Quando ho letto il titolo del film pensavo fosse una nuova interpretazione del Faust di Goethe, di cui, dopo il tremendo film di Sokurov, ci sarebbe anche bisogno: quindi le immagini che vedevo mi hanno spiazzato moltissimo XD Non sapevo dell’esistenza di questo film, non sembra il mio genere ma grazie per avermelo fatto scoprire.
Di solito l’esistenza di questo film sconvolge molti perché si aspettano appunto un’interpretazione del capolavoro letterario e invece si ritrovano davanti a tutt’altra cosa XD
Da come l’hai descritto, e dalle immagini che hai messo, non sembra un film che potrebbe piacermi.
Probabilmente no, però gli voglio bebè comunque e capisco perché alcuni lo considerano un cult.
Ti sei imbattuto in Faust quindi XD
L’ho scoperto quando il buon Altroquando su Youtube iniziò la sua storia dei cinecomic (ti consiglio di recuperare quella serie di video, molto interessanti e divertenti) e da lì ho scoperto una discreta sequela di cinecomic che ignoravo esistessero (tu sai che ad esempio Killer Condoms è tratto da un fumetto?)
Riguardo a Killer Condoms sono sincero ma non ne sapevo nulla. Comunque Faust è un’opera che ha tanti difetti ma con parecchia inventiva. Gli voglio molto bene.
Oddio, quando mi dici che era ispirato ad un fumetto americano, sapendo che diavolo hanno fatto nel campo negli anni Novanta, qualche dubbio sulla bontà dell’opera mi viene… e guardando i costumi, sembra essere confermato!
Non saprei dire come fosse il fumetto, ma vedendo le immagini per molte cose sono stati fedeli. Inoltre sì, il fumetto è americani come il regista, ma la produzione è spagnola. Probabilmente non è un film che può piacere a tutti, ma io lo apprezzo molto.
che film strano
e dire che guardando le immagini in anteprima del tuo articolo pensavo fosse un film di superheros lol
ma la faccenda del patto demoniaco lo avvicina volutamente al faust cult giusto?
Bè, diciamo che la base è ispirata a quella, anche se il mood è la storia prendono strade completamente diverse. Più che la storia di un supereroe è la storia di un anti-eroe.
Tutti anti eroi dai 90s in poj
Solo che questo era parecchio fuori dai canoni, specialmente quelli americani. Non aveva paura di mostrare l’orrore, il grottesco a perfino l’erotismo. Ha tanti problemi, ma aveva anche inventiva.
🖤
[…] un film pieno di difetti ma con altrettanti punti di forza che forse potrebbe non piacere a tutti, Faust di Brian Yuzna. La storia parla di John Jaspers, un pittore che un giorno assiste alla morte brutale della sua […]