Z la formica

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo passati alla fantascienza, andando a discutere di una pellicola francese molto interessante che, a mio avviso, è stata fin troppo sottovalutata ossia L’ultimo giorno sulla Terra. In un futuro non troppo lontano la Terra sta affrontando una grave crisi climatica: non ci sono più piogge, il mondo si è desertificato e molto specie animali si sono estinte. Come se non bastasse la luna rossa, una luna apparsa vicino alla Terra alcuni anni prima e che gli umani hanno subito depredato per le sue enormi risorse, è entrata in rota di collisione e minaccia l’intera umanità. L’unica persona al mondo che può scongiurare la catastrofe è l’astronauta Paul, ma quest’ultimo è sparito nel nulla. Paul infatti ha un particolare collegamento con la luna rossa e sente che bisogna lasciarla in pace. Così inizierà un viaggio alla ricerca di risposte prima dell’imminente catastrofe. Un film che non è costato tanto ma che riesce a far entrare lo spettatore in questo mondo post-apocalittico e a dargli una forte consistenza. La regia è molto buona così come la messa in scena e il lato tecnico in generale si dimostra curato. La storia è interessante così come i protagonisti, ma ciò che mi è piaciuto veramente è come il film sia riuscito a trattare bene la tematica ambientalista, senza scadere nella retorica e senza perdere di vista l’obiettivo principale. Un film che vi consiglio!
E adesso torniamo nel mondo dell’animazione. Sto cercando di portare avanti la filmografia dedicata ai film animati Disney e adesso perfino quelli Pixar. E visto che sono una persona matura e capace di comprendere appieno quando è meglio non esagerare con gli obiettivi… perché non fare la stessa cosa con la DreamWorks? Esatto, con questo articolo introduciamo la DreamWorks, e lo facciamo con il loro primo lungometraggio animato.
Ecco a voi Z la formica (Antz), pellicola animata del 1998 scritta da Todd Alcott, Chris Waltz e Paul Waltz e diretta da Eric Darnell e Tim Johnson.

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Trama:
Z (Woody Allen) è una formica operaia che insieme ad altre formiche sta lavorando alla costruzione di un nuovo formicaio ma è estremamente insoddisfatto perché non riesce a trovarsi a suo agio in quella società e vorrebbe cercare sé stesso. La sua vita subisce una svolta quando una sera, in un bar, incontra una formica femmina, la principessa Bala (Sharon Stone), che si è intrufolata lì incuriosita da quel mondo che non ha mai visto. Z, per poter far colpo su di lei, riesce a convincere il suo amico soldato Weaver (Sylvester Stallone) a sostituirsi a lui, per poter partecipare a una parata militare. Però il generale Mandibola (Gene Hackman) sta escogitando un piano per prendere il potere e costruire una società formata da formiche forti. Per questo motivo riesce a convincere la regina a mandare le truppe a lei fedeli contro le termiti. Z si ritrova nel bel mezzo di una terrificante battaglia dove sarà l’unico a sopravvivere e senza volerlo si ritroverà invischiato in una storia più grande di lui, ma dove potrebbe fare la differenza.

Penso che questo fosse uno dei film DreamWorks che, insieme a Il Principe d’Egitto e La strada per El Dorado, guardavo di più quando ero piccolo. Sicuramente fu una pellicola fondamentale in quanto introdusse questa nuova casa di produzione nel mondo dell’animazione, una casa che darà filo da torcere alla Disney, arrivando perfino a superarla del tutto fino a un certo punto. Quindi vediamo di introdurre la DreamWorks e la sua creazione.

C’è da dire che inizialmente, quando la DreamWorks venne fondata, la divisione animata e quella dedicata ai live-action erano un tutt’uno e solo nel 2004 la prima si divise, chiamandosi DreamWorks Animation. Non starò a spiegare tutta la sua evoluzione (quello lo lascio per le recensioni future). Inizialmente era chiamata DreamWorks SKG e venne fondata il 12 ottobre 1994 da Steven Spielberg, Jeffrey Katzenberg e David Geffen. Nomi molto interessanti che hanno molto da raccontare. Spielberg contribuì alla fondazione dello studio portando con sé alcuni animatori che lavoravano per Amblimation, studio d’animazione che faceva parte della Amblin Entertainment e che fallirà nel 1997. Anche Katzenberg portò alcuni animatori della Disney in questo nuovo studio e certamente il suo nome ricorderà qualcosa a molti di voi. Infatti lui è stato il presidente della Disney per un certo periodo e fu uno degli uomini chiave per il Rinascimento Disney. Quindi ritrovarlo all’interno di uno studio rivale della Disney è molto interessante ma il motivo è molto semplice. A quei tempi all’interno dello studio c’erano diversi contrasti e disaccordi, specialmente tra Katzenberg, Michael Eisner, l’amministratore delegato, e Roy E. Disney. Per via di questi litigi alla fine Katzenberg fu costretto a dimettersi dalla Disney e sicuramente la sua esperienza nel mondo dell’animazione fu molto utile per la DreamWorks.
La parte curiosa di questo studio riguardava un’accordo che i tre fondatori fecero insieme: fare meno di nove film all’anno, avere la possibilità di lavorare per altre case di produzione e non solo per la DreamWorks e, infine, poter tornare a casa in tempo per la cena (quest’ultimo punto mi fa sempre sorridere). Alla fine nel 1997 distribuirono i loro primi 3 film in live-action: The Peacemaker, Amistad e Un topolino sotto sfratto. L’anno seguente invece fu la volta del loro primo film animato ossia Z la formica anche se, inizialmente, doveva uscire prima Il Principe d’Egitto ma la sua distribuzione venne posticipata.

Infatti, se vi ricordate la recensione di A Bug’s Life, questo film dimostra di avere una storia produttiva molto interessante. Questi due film mostrano diversi elementi in comune nella storia, nei protagonisti e in altri piccoli elementi. John Lasseter, il regista di A Bug’s Life, rimase abbastanza sorpreso e sconvolto quando seppe che la DreamWorks stava facendo un film animato sulle formiche, visto che la Pixar lo stava preparando da diverso tempo. Lasseter era rimasto in contatto con Katzenberg anche dopo che lui era stato cacciato dalla Disney e ricordava come, nel 1995 agli Universal Studios, i due si incontrarono insieme a Andrew Stanton e qui Lasseter discusse con Katzenberg del progetto su Toy Story e sul nuovo tipo di animazione che avrebbe utilizzato e ovviamente venne fuori anche A Bug’s Life. Per questa ragione Lasseter si sentì tradito, mentre Katzenberg si difese dicendo che Z la formica era nata da un soggetto di Tim Johnson scritto nel 1991 e che era arrivato a lui nel 1994. Da lì in poi nacque una forte rivalità tra Disney e DreamWorks e iniziò con le date d’uscita dei loro film. La DreamWorks infatti voleva far uscire come primo film Il Principe d’Egitto, nel novembre del 1998, ma la Disney, in tutta risposta, decise di fare uscire A Bug’s Life proprio nella stessa settimana. Visto che la Disney non aveva la minima intenzione di cambiare data, la DreamWorks fu costretta a spostare il film a dicembre, però successe anche una cosa interessante. Z la formica doveva uscire nel marzo del 1999 ma venne anticipato all’ottobre del 1998 per poter battere il film della Pixar che invece sarebbe stato distribuito il mese successivo. Questa rivalità ai tempi fece molto scalpore e fu molto interessante per come presentò la DreamWorks al mondo dell’animazione. E dopo questa storia, passiamo al film vero e proprio.

Che cosa dire del lato tecnico? Che ancora oggi riesce a essere notevole sia nel modo in cui hanno realizzato il mondo delle formiche sia per come sono riusciti a farcelo percepire. La colonia è un ambiente veramente grande, quasi immenso, che ci fa comprendere quanto le formiche siano abili e inoltre mi piace il design di quest’ultime, che riescono a differenziarsi molto da quelle di A Bug’s Life. Infatti qui le formiche operaie saranno più basse ed esili e con un colorito marrone chiaro mentre le formiche soldato saranno più grandi e robuste e con un colore rossastro. Inoltre qui si sono complicati un pochino la vita dato che le hanno realizzate con sei arti, due braccia e quattro gambe, cosa che avrà richiesto certamente un grande sforzo nel lato animato. E anche in quest’ultimo punto abbiamo movimenti ben fatti e dinamici che riescono a essere convincenti. Sul lato tecnico è stato fatto un bel lavoro, ma è la storia che mi affascina di più.

Come abbiamo detto in precedenza questo film ha alcuni elementi in comune con A Bug’s Life, ma alla fine dei conti sono così simili? Assolutamente no. Differiscono su diverse cose e sicuramente quello che salta maggiormente all’attenzione è proprio il tono. A Bug’s Life era dedicato a tutti e in particolar modo ai più piccoli, trovando il coraggio di mostrare qualcosa ma senza mai andare oltre. Z  la formica invece non è per niente family friendly, anzi in più punti mostra un’ironia tagliente e anche una certa cattiveria. Possiamo dire che è rivolto un po’ di più a un pubblico adulto ma non solo per certe battute ma anche per certe tematiche che vengono affrontate. Tra l’altro mettono in mezzo anche la politica, cosa che in realtà mi ha fatto molto piacere. Basti pensare a Mandibola che vorrebbe instaurare una dittatura militare formato solo da formiche forti e senza formiche che lui considera inferiori oppure a scene come gli operai che scioperano perché comprendono di avere potere decisionale. Sono elementi maturi che fanno piacere e che sono ben contestualizzate. Inoltre è, come ho detto, è un film molto cattivo in certe cose. Pensiamo solo alla battaglia contro le termiti, dove da ambo le parti vediamo morti anche abbastanza cruenti. Per non parlare della morte di Barbatus (Denny Glover) che fa una certa impressione oltre che essere molto triste.
Apprezzo anche l’ironia presente e soprattutto il fatto che Z sia praticamente un personaggio che Woody Allen interpreta spesso: insicuro, agitato, depresso, sempre a farsi domande su sé stesso e con la battuta pronta. Da piccolo non potevo capire, ma ora trovo tutto ciò davvero divertente e Z è sicuramente un protagonista che riesce a funzionare bene, così come le sue battute che, tra l’altro, sono state in parte riscritte dallo stesso Allen per entrare meglio nella parte. Il suo personaggio sottolinea bene quanto l’individuo sia importante, quanto sia importante essere sé stessi e non annullarsi per la comunità, ma è anche un personaggio che mostra la forza del gruppo e l’importanza di aiutarsi a vicenda, riuscendo a trovare un perfetto equilibrio tra i due concetti.

Per concludere, Z la formica è una pellicola animata stupenda, un’opera fatta bene a livello tecnico e che mostra una scrittura molto intelligente e matura, attraverso battute taglienti, momenti cupi e tematiche profonde affrontate con grande cura. E qui, ma questa è una mia personalissima opinione, ammetto di preferire questo film A Bug’s Life. Qui però la cosa è soggettiva perché entrambe le opere sono incredibilmente valide sia nel lato tecnico che nella sceneggiatura. Io ho preferito la cattiveria e i toni di Z la formica, per quanto apprezzi molto anche A Bug’s Life, e non c’entra nulla la nostalgia che, con i tempi che corrono, inizia purtroppo a stancarmi.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

41 pensieri riguardo “Z la formica

  1. Anch’io ho preferito questo rispetto a A Bug’s Life. È un film più maturo, con tematiche serie e trattate senza coprirle. Le animazioni sono buone, così come le ambientazione e, soprattutto, la fotografia. La storia della Dreamworks mi ricorda un po’ quella della nascita degli studios di Don Bluth. Per un decennio dopo la realizzazione di questo film, la Dreamworks ha sottomesso l’animazione di Topolino. Anche la purtroppo defunta Blue Sky ha approfittato di quel tracollo. Dopo anni che mangiavano sopra il lavoro degli altri, per fortuna sono potuti tornare a casa per cena ^_^
    Tornando ad Antz, l’ho apprezzato nonostante il fatto che non abbia mai apprezzato né Allen, né Stallone. Grazie per questa bellissima recensione, sei un maestro a raccontare storie ^_^

    1. Per me Antz e A Bug’s Life sono sullo stesso livello sia a livello tecnico che narrativo, ma ho preferito il primo proprio perché si era posto in maniera molto più matura (nonostante anche A Bug’s Life avesse i suoi momenti cupi, come ad esempio la scena dell’uccellino). La DreamWorks ai tempi era incredibile e riusciva a variare parecchio con l’animazione, da 3D, 2D e perfino stop-motion insieme alla Aardman. Mi dispiace solo che adesso stia attraversando un momento di grande crisi che sono riusciti in parte a lenire con il loro bellissimo Il Gatto con gli Stivali 2.
      Grazie a te per la tua gentilezza e ricordati che anche tu sei brava a raccontare le storie!

      1. La DreamWorks oramai non è più quella che è stata fondata dagli SKG. C’è stato un periodo in cui ha puntato tutto su serie tv e sulle piattaforme di streaming. Magari i risultati erano anche buoni, ma avevano perso tutta la genuinità degli inizi. Ora si stanno un po’ rialzando, anche grazie alla collaborazione con atri studios. Mi sembra così strano che la Disney non l’abbia acquisita per smembrarla. Forse sarà solo a causa delle leggi dell’antitrust? Comunque DreamWorks e Aardman sono artefici del mio film preferito in assoluto: Chicken Run ^_^

        1. Diciamo che puntare solo su serie TV e streaming non è una mossa vincente e ad esempio la Disney l’ha capito bene e a caro prezzo. La Dreamworks ha grandi artisti e, anche se non tornerà mai ai fasti di una volta, può ancora dare tanto. E comunque sia per fortuna che la Disney non l’ha acquistata! Meglio così, la Disney adesso possiede troppe cose e questa mancanza di varietà può fare solo male al cinema. E comunque Galline in fuga è uno dei film animati migliori degli ultimi anni e un’opera dal coraggio immenso.

            1. Se la Pixar è in crisi effettivamente è anche colpa loro. Sto anche pensando alla scelta tremenda di portare Luca e Turning Red direttamente in streaming, una scelta che ha fatto perdere un mucchio di soldi alla Lixar e non capisco le ragioni per cui la Disney abbia fatto ciò, visto che comunque i cinema erano riaperti (tra l’altro più o meno quando uscì Luca la Disney fece uscire il suo Raya, ma questo lo mandarono in sala). La Disney deve smetterla di pensare solo attraverso gli analisti di mercato.

              1. Ha sbagliato troppe volte e la Pixar è quella che sta pagando di più. Essendo animazione, ci sarebbero stati ancora meno problemi a ritardare l’uscita nelle sale. in attesa di una possibilità di capienza piena. Ma quello è solo l’ultimo dei problemi. Tra remake in live action e sequel, la situazione sta andado nel ridicolo. Per fortuna che almeno in Europa stiamo continuando a realizzare buoni prodotti.

                1. Tra l’altro, parlando di film europei, ce ne sono due che attendo molto. Uno è il nuovo film di Enzo D’Alò: Mary e lo spirito di mezzanotte. L’altro invece è un film animato francese chiamato Titina e in realtà non manca tanto alla loro uscita. Il primo esce a novembre mentre il secondo a metà settembre.

  2. Dato che le formiche sono i miei insetti preferiti, ho apprezzato molto sia A Bug’s Life sia Z la formica per motivi diversi. Andrò controcorrente, ma il mio preferito è A Bug’s Life, soprattutto perché adoro la voce di Flik (del doppiatore Massimiliano Manfredi). Z la formica l’ho apprezzata per altre cose: si attiene di più alla realtà e contiene profonde riflessioni sulla vita. Bella recensione!

    1. Come dico spesso, questi film si equiparano sia a livello tecnico che narrativo e alla fine penso che la preferenza di ognuno dipenda dai gusti. Io ho apprezzato ad esempio di più Z la formica perché si poneva in maniera adulta senza nascondere certi momenti tristi o inquietanti. Però, come ho detto, dipende sempre dai gusti. E sì, la voce di Flik in italiano è meravigliosa.

  3. Dovrei rivederlo perché credo di averlo visto in televisione quando ero piccolo e poi mai più; anche per questo non saprei dire quale preferisco tra questo e A Bug’s Life, di cui comunque apprezzo tantissimo la narrazione su più livelli. L’idea di un film molto più maturo, però, è interessante, ed è curioso anche che arrivi in un momento storico in cui pure la Disney aveva prodotto i suoi film più cupi e impegnativi del decennio (Pocahontas nel 1995, Il Gobbo di Notre-Dame nel 1996, Mulan, che parla esplicitamente di guerra, nello stesso 1998); insomma, probabilmente c’era la volontà di sperimentare qualcosa di più complesso in generale, ed è interessante che la sola Pixar sia rimasta a fare qualcosa di più sereno.
    Per il resto, ammetto di avere una tolleranza molto altalenante per Woody Allen, che mi piace ma preso molto a piccole dosi; chissà che mascherato da formica possa intrigarmi un po’ di più!

    1. Z la formica lo guardavo molto spesso da piccolo, poi per un certo periodo non lo più visto e lo rividi a 20 anni. C’è una differenza abissale e si notano tantissimi dettagli e anche una cattiveria in più che da piccolo a volte non si vedeva. Gli anni 90 e gli inizi degli anni 2000 sono stati periodi interessanti per l’animazione a livello di storie. Si volevano creare storie più mature, la Disney voleva percorrere quella strada e mi dispiace che per via di diversi flop abbia rinunciato a quel percorso. La Dreamworks invece è andata avanti per quella strada nei primi anni, poi anche lei ha deciso di essere più family friendly. La Lixar è rimasta più amichevole, ma anche lei di tanti in tanto mostrava momenti cattivi e cupi e soprattutto una scrittura di altissima qualità. E comunque in versione formica Allen non dovrebbe dar fastidio. Certo, è letteralmente lui, ma in quella forma penso che sia più sopportabile per molti.

  4. Non saprei proprio dire se preferisco questo o A Bug’s Life, il fatto è che, come dici tu, sono film che appartengono a generi differenti e si rivolgono a un pubblico diverso. A Bug’s Life è molto divertente, ma è un classico film per bambini e famiglie, mentre Z è proprio un film per adulti, che affronta, come dici tu, temi importanti e utilizza un umorismo incomprensibile a un bambino piccolo. Posso dire poi che piango sempre alla morte di Barbatus? Ogni volta… E’ davvero un bellissimo film e ancora oggi, anche dal lato tecnico, non sfigura affatto.

    1. Alla fin fine dipende dai gusti delle persone quale preferire dei due perché entrambi sono delle opere davvero potenti e moderne ancora oggi. In ogni cosa la morte di Barbatus è stato un colpo duro anche per me. In pochissimo tempo si era dimostrato un personaggio simpatico e si era preso a cuore Z. E anche il discorso finale che fa è molto triste, perché se ne va pieno di rimpianti. Penso che una scena così drammatica e matura non la vedremo più così spesso nel mondo dell’animazione occidentale.

  5. Come hai detto tu Z è un personaggio iconico (anche perché largamente ispirato ad uno degli artisti più originali di Hollywood), ma anche la sua spalla Weaver spacca un casino! :)

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