Ernest & Celestine

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di horror, per la precisione di una commedia horror anni ’80 che mi ha sempre sorpreso per l’amore mostrato verso quel genere ossia Waxwork -Benvenuti al museo delle cere. La storia è ambientata in una tranquilla cittadina americana dove improvvisamente apre un misterioso museo delle cere. Il proprietario dell’edificio convince sei persone a visitare la mostra durante l’apertura e qui si scopre che le statue sono a tema horror. Inoltre scoprono a loro spese che quelle costruzioni possono trasportare le persone in una dimensione in cui le scene rappresentate prendono vita. I personaggi si ritroveranno ad affrontare storie e situazioni horror e nel frattempo dovranno scoprire qual è il vero obiettivo del proprietario e fermarlo. Questo film è in tutto e per tutto un grande tributo al genere horror e lo si vede non solo dalle statue messe in scena e dai loro mondi, ma anche per il modo in cui sono diretti. Infatti in certi casi l’atmosfera cambierà totalmente, insieme alla fotografia, per adattarsi a quel tipo di storia che i personaggi affronteranno, come l’atmosfera gotica con il vampiro e un’altra completamente diversa con gli zombi. La storia è semplice ma riesce comunque a sorprendere con bellissime idee messe bene durante la visione. Un film che consiglio!
E adesso, dopo aver parlato di horror, torniamo ancora una volta nel mondo dell’animazione, un altro mondo dove non riesco a stare lontano. E anche questa volta però non torniamo a parlare della Disney e neanche della Disney. Penso che sia giusto parlare di altri studio, soprattutto più piccoli e non solo americani. Questa volta ci spostiamo in Francia, probabilmente uno dei migliori Paesi europei per quanto riguarda quest’arte, per parlare di un’opera che amo molto.
Ecco a voi Ernest & Celestine (Ernest et Celestine), pellicola animata del 2012 scritta da Daniel Pennac, diretta da Stéphane Aubier, Vincent Patar e Benjamin Renner, e basata sulla serie di libri scritti e disegnati dallo stesso Pennac.

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Trama:
Il film ci presenta due civiltà: quella degli orsi, che vive in superficie, e quella dei topi, che invece vive nel sottosuolo. Celestine (Pauline Brenner) è una topolina orfana che lavora come assistente per un dentista, un lavoro fondamentale nella società dei topi. Il suo compito è quello di salire in superficie per prendere i denti caduti che i giovani orsi mettono sotto i cuscini. Infatti i denti degli orsi verranno usati per sostituire quelli dei topi, consumati per il troppo uso. Celestine vorrebbe invece disegnare ed è affascinata dagli orsi, ma questa sua caratteristica vengono malvisti dalla sua società. Mentre tenta di recuperare i denti, Celestine finisce intrappolata in un bidone della spazzatura e viene trovata da Ernest (Lambert Wilson), un orso che fa l’artista di strada, cantando e suonando, e che sta cercando disperatamente cibo. I due decidono di fare un accordo in cui dovranno aiutarsi a vicenda. Le cose prenderanno pieghe inaspettate, ritrovandosi a dover fuggire insieme e da questi sfortunati eventi inizierà a prendere piede tra i due un’amicizia profonda e sincera.

L’ultima volta che ho parlato di un film animato francese è stato con l’ottimo Un gatto a Parigi, pellicola che mi aveva sorpreso soprattutto per il suo stile unico e interessante. La Francia negli ultimi anni si è dimostrata una delle poche nazioni europee ad avere delle opere animate molto valide e anche abbastanza numerose, che riescono a sopravvivere davanti a una concorrenza mostruosa come quella americana e giapponese. Diciamo che invidio un po’ il loro cinema d’animazione perché vorrei qualcosa di simile qui in Italia, visto che abbiamo persone competenti e molto brave in quel settore (ma a cui viene non vengono offerte molte opportunità). In ogni caso direi di concentrarci su quest’opera che, a mio avviso, scalda il cuore.

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Si inizia sempre con il lato tecnico e in questo caso non vedevo l’ora di parlarne subito, visto che la prima volta mi lasciò stupito e continua a farlo ancora oggi. Lo stile di disegno a mio avviso e meraviglioso, le linee sono molto sottili e tendono a dare ai vari personaggi tratti molto morbidi e rotondi. Non si esagera con i dettagli e attraverso queste linee si riesce a delineare perfettamente l’aspetto di tutti i personaggi e anche le ambientazioni circostanti. Questo stile, oltre a essere molto armonioso e a creare design bellissimi, permette di sbizzarrirsi molto anche con l’animazione.

L’animazione del film sarà veramente curata e usata bene per i diversi momenti del film. Nei momenti drammatici o comunque in scene dal forte impatto emotivo, i movimenti dei personaggi saranno più lenti e pesanti, per enfatizzare quella scena, mentre i momenti comici e movimentati tenderanno a essere più liberi. Riguardo a quest’ultimo punto mi viene in mente quando i topi poliziotto si mettono a inseguire Ernest e Celestine. Il gruppo viene rappresentato come una sorta di fiume in piena e a volte come un’onda anomala che si muove come se fosse un’unica entità, mentre i topi lì in mezzo vengono disegnati in maniera minimale. Quindi possiamo dire che anche le scene d’azione sono artistiche, riuscendo a divertire tantissimo ma anche a stupire per la loro messa in scena.

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Un altro punto a favore di questa pellicola è certamente la regia. Infatti alcune scene riescono a rimanere in mente per la loro bellezza. Prendiamo per esempio l’inizio, con Celestine che disegna un orso ed è rappresentata sola in scena, senza neanche uno sfondo, ma poi intorno a lei vengono disegnati gli altri topolini e la stanza e viene aggiunto il colore. Una scena simile verrà utilizzata altre volte, senza esagerazioni e in punti ben precisi. Oltre a mostrare la forza dell’animazione 2D e come attraverso questo tipo d’arte si possano creare momenti molto enfatici, la regia riesce soprattutto a colpire nei momenti dolci. I sorrisi che si scambiano i due protagonisti, i loro abbracci e i gesti di gentilezza che compiono l’uno per l’altra, specialmente nella seconda parte, esprimono in pieno sentimenti di rispetto e amore, che riescono a risultare sinceri non solo per quel che dicono ma anche per come agiscono. E i colori enfatizzano tutto ciò. I colori della pellicola sono fatti con gli acquarelli e sono tutti molto delicati ma allo stesso tempo caldi. In certi casi sono usate in modo che lo spettatore si concentri sul centro della scena, con molto colori ben definiti al centro che si fanno via via più tenui andando verso i lati. L’utilizzo di questi colori è magnifico, così come sono magnifiche le tematiche e i personaggi.

Il film riesce a presentarci in maniera ottima il mondo degli orsi e dei topi e la diffidenza tra i due. Gli orsi considerano i topi come sanguisughe mentre i topi pensando che gli orsi siano sciocchi e brutali e questa divisione e odio viene esposta perfettamente dal film e con scene precise e ben fatte. Questo tipo di rapporto causa stereotipi crudeli da ambo le parti che vengono confusi per la realtà effettiva. Ma poi Ernest e Celestine si incontrano. Loro stessi sono due outsider, due emarginati rigettati dalla società perché non seguono quello che, secondo le loro rispettive società, è giusto. Celestine vuole diventare una disegnatrice e vuole conoscere meglio gli orsi, mentre Ernest ha intrapreso una strada artistica invece che dare retta alla sua famiglia. Sono diversi da ciò che impone la società e per questo loro due si trovano e, dopo aver superato tutte le false credenza nate dalla diffidenza e da anni di pregiudizi, diventano inseparabili, dimostrando come quelle differenze possano essere superate con la comprensione, distruggendo tutti gli stereotipi. E questo alle due società non piace per niente, visto che va a distruggere credenze molto antiche e si sa bene come sia difficile far aprire gli occhi a certe persone. L’amicizia dei due protagonisti è una delle più sincere che abbia visto a livello animato e sarà qualcosa capace di commuovere e scaldare il cuore per le emozioni che riescono a trasmettere.

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Per concludere, Ernest & Celestine è un film straordinario, una perla del cinema che dimostra la bellezza e la forza dell’animazione. Un film tecnicamente eccelso, con disegni delicati e dolci, colori ad acquarello caldi e un’animazione curata. Inoltre affronta delle tematiche molto attuali e moderne con grande intelligenza e soprattutto ci mostra due personaggi di cui ci innamoriamo per la loro umanità e la loro amicizia. Quest’opera è entrata di diritto tra le mie preferite in assoluto e consiglio a tutti voi di recuperarla.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

47 pensieri riguardo “Ernest & Celestine

  1. Amico mio, sei stato straordinario a recensire questa che ha tutto il diritto di essere chiamata una vera e propria favola animata. Sapevo che questo film ti stava a cuore, mi sembra che ne avessimo già accennato tra noi in passato. Sei riuscito a mostrare il cuore dell’opera, attraverso il tuo, mentre la narravi. Grazie per le emozioni che doni a tutti noi con la tua passione. Un film che è ho amato anch’io. Considero la Francia il miglior paese europeo dell’animazione. Ma anche altri paesi stanno emergendo negli ultimi vent’anni. Solo l’Italia rimane miseramente ferma e quei pochi lavori degni di nota, comunque sfigurano tecnicamente rispetto agli altri. Ernest e Célestine, oltre ad essere una gioia per gli occhi, veicola un grande messaggio e una critica sociale non scontata. È uno dei miei film d’oltralpe preferiti. Sai che ho un po’ paura di vedere il sequel?

    1. Sono felice di leggere questo messaggio. Quando lo vidi la prima volta mi innamorai subito di quest’opera capace di trasmettere così tante emozioni con i suoi disegni, le sue animazioni, i suoi personaggi e la sua storia. E’ un film meraviglioso e, come hai ben detto, una favola animata che riesce a trasmettere con forza dei messaggi bellissimi. La Francia è veramente il miglior Paese europeo per quanto riguarda l’animazione e continua ancora oggi a sfornare pellicole di alta qualità. Purtroppo in Italia abbiamo gli artisti ma non hanno alcuna possibilità di mostrare le proprie abilità e, per quanto riguarda l’animazione, in questo Paese c’è una grande ignoranza a riguardo. Per quanto riguarda il seguito, ho avuto la fortuna di vederlo al cinema. Ti posso dire che non è agli stessi livello di quest’opera, ma è comunque un film molto bello, con una forte dignità e anche delle tematiche interessanti, dove il rapport tra Ernest e Celestine è reso sempre molto bene. Capisco la tua paura, ma penso che potrai trovarlo molto dolce, anche se non agli stessi livelli di questa perla.

      1. Il mio timore sul sequel è più legato al fatto che non mi sembrava che ne servisse uno. Ma dopo la tua rassicurazione, lo vedrò di certo. La Francia rimane al comando, ma spesso anche l’Inghilterra le tiene degnamente testa. Ho trovato ottime produzioni tedesche e spagnole, così come i bei vecchi tempi andati del Belgio, anche se si appoggiavano spesso alla Francia. Solo in Italia non riesce a far niente e quando ci prova, a livello visivo sembra di paragonare la Gioconda alla pittura con le dita che fanno negli asili.
        Comunque, off-topic, sono appena tornata da vedere Elemental, ed è stato magico ^_^

        1. Magari è anche così, Ernest e Celestine non necessitava di un seguito, ma è anche vero che il film è tratto da una serie di libri con intenti educativi e ricordo che dopo il primo film ci fecero anche un mini serie animata molto gradevole (ovviamente mai arrivata da noi). Ripeto, non è allo stesso livello del primo, ma è comunque piacevole e dolce. E a proposito di questo seguito vorrei raccontarti una bella esperienza che ho avuto dopo la sua visione. Il film è stato proiettato da me in una delle sale più piccole, ma nonostante ciò c’era un buon numero di bambini a vederlo. Alla fine della visione, nei titoli di coda, c’era scritto che la pellicola era tratta dall’omonima serie di libri. Vicino al mio cinema c’è la Mondadori e lì mi ritrovo gli stessi bambini che ho trovato in sala che chiedevano i libri di Ernest e Celestine. È una cosa che mi ha riempito di gioia. Purtroppo i libri non c’erano ma comunque hanno deciso di ordinarli… cosa che ho fatto pure io XD
          Riguardo Elemental… non l’ho ancora visto! Mea culpa!
          Però sono davvero curioso della tua opinione, amica mia.

          1. Caspita, il post cinema in libreria scalda il cuore anche a me. Cercherò di vederlo. Non sapevo niente della serie, ma mi piacerebbe vederla. Riguardo Elemental, lo trovo uno dei migliori film Pixar dopo Inside Out e Brave. Ho avuto la fortuna di passare una giornata bellissimia, insieme ad una persona sicura, quindi potrebbe essere anche l’emozione dell’evento insolito a farmi parlare così. Dovrò rifletterci qualche giorno a freddo per poter dare un giudizio più obiettivo.

            1. Sono eventi che non succedono spesso, ma quando avvengono sono sempre qualcosa di bello e dolce. Ok, allora. Sono curioso di sapere in seguito il tuo giudizio riguardo Elemental. Mi fido del tuo giudizio e apprezzo molto la tua onestà intellettuale e spero, in futuro, di avere l’occasione di vederlo, specialmente in sala.

                1. Mi fa piacere sentirtelo dire. Purtroppo la Pixar begli ultimi tempi non se l’è passata bene, soprattutto per quanto riguarda gli incassi (e qui la colpa è in buona parte della Disney. Diciamo che non è stato molto intelligente mettere film costosi come Luca e Red direttamente in streaming. Con questa scelta hanno fatto perde tantissimi soldi alla Pixar). Spero che la Pixar continui ad andare avanti e sono anche curioso di sapere di più riguardo il loro prossimo film, Elio.

                  1. Luca avrebbe meritato l’uscita in sala per la spettaco di colori e ambientazioni che donava. Purtroppo la Disney ha voluto capitalizzzare il prima possibile durante la pandemia, anche per fare pressioni sulla sua piattaforma in streaming che stava promuovendo. Avrei preferito che l’avessero tenuto on hiatus fino alla riapertura completa delle sale. Red è il film Pixar che meno mi è piaciuto insieme a Toy Story 4. Comunque anche Elemental ha dei richiami al tipo di genitorialità asiatica, anche se più leggeri e meno critici.

                    1. Luca è un film dolcissimo che mi ha divertito molto. Infatti non capisco perché quello l’abbiano mandato direttamente su Disney + mentre invece Raya ebbe la sala (e la scusa del Covid non regge, i cinema erano stati riaperti). Per Red provo un profondo rancore. Diciamo che la sua visione è stata una faticaccia enorme, soprattutto se per più di un’ora sento ragazzine e ragazzini urlare come impazziti. Le loro intenzioni erano buone, ma sono state fatte in maniera totalmente sbagliata. Inoltre non hanno neanche avuto il coraggio di parlare di ciclo. Se ne sono vantati ma alla fine il tutto si è riassunto in due sketch comici. Cavolo, sei la Pixar! Rischia! Parlane e manda a quel paese quei bigotti che si sconvolgono per questi argomenti (negli USA la questione è abbastanza spinosa e in certi casi anche ridicola).

                    2. Ormai la Pixar è stata masticata, digerita e…. dalla politica disneyana, non facendo quasi accorgere della differenza, almeno alla maggior parte del pubblico. Uno studio come il loro meriterebbe tutto il credito che meria per aver cambiato la storia dell’animazione.

                    3. Concordo assolutamente. Loro sono stati dei pionieri con l’animazione digitale, hanno rivoluzionato tutto facendo praticamente quello che fece la Disney con Biancaneve. E poi la Pixar riusciva a essere veramente profonda e sensibile. Non deve perdere queste sue caratteristiche.

                    4. La Disney ormai sta solo acquisendo e cerca di sfornare più cose possibili. Da una parte può essere anche una buona cosa, perché si dà più spazio a produzioni e artisti che non avrebbero avuto modo di emergere. Dall’altra parte, spesso la qualità latita. Oramai è una fabbrica. Infatti è già da un po’ che mi chiedo quando collasserà.

                    5. Per farti sapere, Disney + si è rivelato un flop assurdo. Nell’ultimo trimestre ha perso qualcosa come 800 milioni di dollari (e solo nell’ultimo trimestre!). La Disney aveva puntato molto su quella piattaforma ma si è dimostrata disastrosa. E lì ne hanno prodotte di cose e ce ne sono alcune davvero bello, ma la maggior parte è abbastanza deludente.

                    6. Immagino volessero far concorrenza a Netflix, perdendo sul loro campo. Credo che una marcia indietro non sarà possibile. Chissà a cosa porterà questa guerra di piattaforme. Io continuo a considerare l’animazione, e comunque il cinema, un intrattenimento consapevole. Cioè, mi prendo del tempo per poterlo apprezzare e non guardo tonnellate di contenuti per noia, o per altre ragioni. Per questo amo il rito della sala, o il tempo che mi prendo, anche a casa, per vedere un’opera, sia film che serie. Ma da quello che vedo mi sembra di essere un po’ un’eccezione.

                    7. Ora mi commuovo! Finemente qualcuno che capisce la bellezza della sala e la sua importanza. Hai perfettamente ragione, negli ultimi tempi la gente guarda film e serie TV senza mai fermarsi e lo fanno velocemente e con superficialità. Io preferisco godermi l’opera in questione, riguardarla, senza dover pensare che devo vedere altro. Questa produzione esagerata di opere non è una cosa buona e ovviamente va a incidere sulla qualità delle opere.

                    8. Quello sarebbe magnifico! Anche perché pe persone tendono ad andarci sempre di meno, in parte per l’aumento dei prezzi e in parte perché non hanno voglia di uscire per vedere un film quando possono guardarlo in streaming quando vogliono.
                      Quindi condividere la magia della sala con te sarebbe magnifico.

                    9. Infatti ieri la sala era deserta, ci saranno state meno di venti persone. Ormai sembra che quasi nessuno voglia uscire da casa per fare niente. Sempre seduti sul divano a guardare passivamente qualcosa. Mi ricorda tanto Wall-E. I prezzi alti possono essere una delle concause, ma non la principale.

                    10. Hai fatto un esempio praticamente perfetto. Siamo così assuefatti dalle comodità che ci siamo dimenticati di tante altre cose, anche concetti morali o di etica importanti. Ci sono stati tanti elementi che hanno contribuito e non è colpa dello streaming ma anche di come il cinema si sia trasformato e dei film che hanno trasmesso, praticamente dei monopoli (in questo caso si è visto invece che la Disney/Marvel ha avuto un grande peso in tutto ciò per diversi elementi). Se cominciamo questo discorso penso che non finiremo più. Però è davvero interessante.
                      Il cinema ha tanti problemi che le grandi compagnie non hanno voluto vedere e ora se ne pagano le conseguenze con lo sciopero degli sceneggiatori e degli attori (scelta assolutamente sacro santa)

                    11. Infatti io sono stata altamente criticata per non avere le “comodità”, come muovermi in bici, a piedi o coi mezzi pubblici, o per il fatto di non avere uno smartphone, e altre frivolezze simili. Più mi criticano e più so di star facendo bene. Perché abbiamo davvero la certezza che fare il meno possibile e avere tutto a disposizione sotto mano, sia davvero così comodo? Comunque è davvero brutto vedere le sale semivuote. Anche prima della pandemia, quando ho visto Frozen II, sarà stata riempita forse per un terzo… scarso. Sono favorevole e sostengo lo sciopero. Non è la prima volta che accade, se non ricordo male anche nel 2008 gli sceneggiatori scioperarono. Era l’inizio dell’esplosione delle serie tv per come le conosciamo oggi.

                    12. Per non parlare poi del fatto che in estate, come una sorta di strana tradizione, le persone non vanno al cinema neanche per sbaglio. E sì, ci fu uno sciopero nel 2008 ma non grave come questo. Sono felice che anche attori di alto rilievo si siano uniti a ciò, così hanno fatto in modo che la notizia avesse più scalpore. E onestamente io sono dell’avviso che bisogna tornare alla base del cinema ossia, come diceva Hitchcock, la sceneggiatura. Negli ultimi tempi ho visto in sala opere che sono costati qualcosa come 300 milioni di dollari (tipo Flash o il nuovo Indiana Jones) e sono film che, oltre ad avere degli effetti speciali abbastanza scadenti per quello che sono costati, ha no anche una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti. Quello che vorrei è che prendessero una strada differente tornando a scrivere storie e personaggi interessanti come hanno fatto quest’anno ad esempio opere come Spiderman- Across the Spiderverse, Dungeons and Dragons e Guardiani della Galassia 3. Un film non deve necessariamente costare così tanto per essere bello. Può anche costare qualcosa come 50-70 milioni in meno e avere meno effetti ma, se si ha una storia solida e scritta a dovere, il pubblico l’amerà.

                    13. Credo che Pluto Nash possa definirsi il padre di come è concepito il cinema oggi: tanti soldi, spesi male. Come sai non amo molto i supereroi, avevo visto il primo film animato di Spiderman ma non ero riuscita ad andare oltre la metà, nonostante lo considerassi un prodotto degno di nota. È solo un gusto personale. Mi sono trovata piacevolemnte sopresa per Guardiani della Galassia. Ma credo si possa considerare un’eccezione più unica che rara. Si può fare un bel film senza costi esorbitanti, a volte persino estremamente minimalisti come Dogville. Sembra però che abbiamo deviato molto da Ernest et Célestine. Comunque non vedo l’ora di vedere in sala Manodopera, anche se preferirei vederlo in lingua orginale, ma i cinema italiani difficilmente propongono questa scelta. Forse solo nelle grandi città. Quando ero a Parigi (ok che è una grande città), la scelta era praticamente al cinquanta per cento.

                    14. Guardiani della Galassia risulta così bello perché il regista, James Gunn, ebbe la possibilità di avere un minimo di libertà e a inserire parecchio il proprio stile e le proprie idee. E inoltre è un regista bravissimo. Comunque anch’io voglio vedere Manodopera! Grazie per avermi ricordato di quest’opera che, se non sbaglio, l’Italia ha co-prodotto anche se in minima parte.

                    15. Ieri, quando ho visto il trailer di manodopera, ho immediatamente pensato a te e alle belle discussioni che potrebbero nascere tra noi quando lo vedremo. Riguardo a Guardiani della Galassia, ho scoperto solo dopo che esistevano anche prima in formato fumettistico, per me fu una novità assoluta.

                    16. Prima del film erano personaggi poco conosciuti. Gunn li ha resi famosi e li ha fatti riscoprire al grande pubblico, oltre che creare letteralmente i personaggi migliori e più maturi del Marvel Cinematic Universe.

    1. Questo film è di una dolcezza enorme e concordo con te riguardo il doppiaggio italiano. Bisio e Rohrwacher insieme funzionavano alla perfezione ed erano anche molto simili alle loro controparti francesi.

  2. Eh qui sono nel mio, splendida animazione e quello che anche a me mi aveva colpito è app7nto la delicatezza dei colori, un po’ diversi dalle solite animazioni. Complimenti per la scelta del film e per la tua s3mpre magistrale recensione 🥀👏 Buona serata 😉

    1. Grazie mille per i complimenti! Qui sul mio blog troverai per la maggior parte horror e animazione, le mie due più grandi passioni per quanto riguarda io cinema. In ogni caso sono contento che tu abbia apprezzato questa perla!

  3. Come sempre, mi hai incuriosito! Aggiungo una cosa che mi hai fatto pensare: da come ne parli, mi sembra che questo film scelga un approccio “non realistico”, o comunque lontano dall’iperrealismo tecnologico delle produzioni animate (e non solo) americane e giapponesi. A me questo punto sembra fondamentale: che scopo ha scegliere l’animazione, se poi le possibilità artistiche che offre (penso ad esempio alla scena di Celestine che disegna che hai descritto) non le usiamo?

    1. Qui la questione si fa un pò spinosa. Diciamo che dipende dal contesto. Per esempio, per descrivere momenti importanti o comunque molto drammatici, movimenti del corpo più lenti e pesanti aiutano molto a sottolineare questi punti e in quel caso si tende al realismo. Poi ci sono certi momenti, come sogni o scene d’azione, in cui la fantasia prende il sopravvento come ad esempio la scena del gruppo di topi poliziotto che inseguono i due protagonisti, dove sembrano quasi un’onda anomala alle loro calcagne. Dipende sempre dalla situazione e ovviamente anch’io sono dell’idea di dare pura libertà all’immaginazione (anche per questo Alice nel Paese delle meraviglie della Disney è uno dei miei film animati preferiti).

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