Circe – Madeline Miller

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo deciso di fare un grande salto nel passato e discutere di una pellicola che ha fatto la storia del cinema: Casablanca. Un film con una produzione molto interessante e uscito in piena Seconda guerra mondiale. La sceneggiatura subì diversi cambiamenti e venne perfino riscritta nel bel mezzo delle riprese, lasciando gli attori all’oscuro di cosa sarebbe successo alla fine e forse fu anche questo uno dei motivi per cui l’ambiguità e la tensione sono sempre così elevate. Sta di fatto che Casablanca fu un’enorme sorpresa per tutti quanti, sia la critica che il pubblico l’adorarono e tutt’oggi viene ricordato come un’opera fondamentale. Una pellicola che riesce a racchiudere tantissimi generi in essa, inserendoli alla perfezione e dando il giusto spazio a momenti differenti: comicità, tensione, dramma, romanticismo. Tutto si sposa alla perfezione nella storia e inoltre abbiamo dei protagonisti molto sfaccettati e umani che rimarranno nella mente di tutti. Da vedere assolutamente.
In un certo senso, con l’articolo di oggi, andremo a toccare, seppur lontanamente, qualche classico. Invece che parlare di cinema però ci spostiamo nel mondo della letteratura. E cosa c’è di più classico se non la meravigliosa mitologia greca? Una delle mie più grandi passioni che, con il passare degli anni, non è mai scemata, ma è cambiata e maturata e oggi, grazie a ciò, cerco sempre qualsiasi cosa parli di tale tematica tra saggi e libri (e altri medium), per scoprire qualcosa di nuovo o per trovare qualche interpretazione particolare. Ed è proprio su quest’ultimo punto che il libro di oggi si sofferma e in questo caso su un personaggio che viene ricordato solo per un motivo e purtroppo non in maniera positiva.
Ecco a voi Circe, romanzo del 2018 scritto da Madeline Miller.

Circe-Madeline-Miller-book-cover

Trama:
Circe è la figlia del titano Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide. Fin da piccola è sempre stata vista sotto una cattiva luce dai suoi genitori e dai suoi fratelli e sorelle perché non mostrava alcuna caratteristica interessante delle divinità, neanche nell’aspetto né nella voce. Si è sempre sentita diversa dalla sua famiglia e dai suoi simili e ciò l’ha isolata, facendola vivere nell’ombra di suo padre. Però le cose iniziano a cambiare quando conosce Glauco, un povero pescatore umano di cui si innamora. I due si amano e Circe farebbe qualsiasi cosa per lui. Un giorno scopre su un’isola dei fiori macchiati dal sangue del titano Crono e decide di farli bere di nascosto a Glauco, facendolo diventare un dio. Purtroppo la nuova divinità dell’uomo gli fa perdere ogni interesse per Circe e inizia a interessarsi alle altre ninfe. Circe userà il suo potere un’altra volta e rivelerà queste sue capacità di trasmutare gli altri. Qui scoprirà che, come i suoi fratelli Perse, Pasifae ed Eete, di essere qualcosa di nuovo, una pharmakeis: maga. Per questo, e altri motivi, suo padre Elios decreterà l’esilio della figlia sull’isola di Eea. In questo luogo sperduto Circe comincerà a conoscere meglio e sviluppare i suoi poteri, attraverso le erbe che troverà e inoltre farà nel corso dei secoli conoscenza con molti personaggi della mitologia che tutti noi conosciamo, tra umani e divinità.

Abbiamo già parlato un po’ di tempo fa di Madeline Miller grazie al suo primo romanzo, La canzone di Achille, libro incentrato sempre sulla mitologia greca che parlava della figura del semi-divino Achille attraverso gli occhi di Patroclo. Un’opera interessante che, seppur imperfetta, ho decisamente apprezzato e che consiglio a tutti di recuperare.
Ammetto però che la curiosità che avevo per Circe era maggiore. Achille è un personaggio che conosciamo fin troppo bene, anche se in questo caso era visto sotto una luce diversa, mentre di Circe sappiamo poche cose. In molti la conoscono grazie all’Odissea, dove trasformò i compagni di Odisseo in maiali e in seguito aiutò il re di Itaca con il suo viaggio. Ci sono stati anche altri autori e diverse fonti che hanno narrato di lei, anche in maniera molto interessante, descrivendola con un certo dualismo, spietata ma anche caritatevole. Di solito però lei veniva presentata con delle accezioni decisamente negative, a volte le veniva dato proprio l’appellativo di prostituta. La mitologia greca purtroppo non è mai stata buona con le figure femminili e ci sono poche donne che mostrano caratteristiche positive (Penelope è l’esempio migliore). Inoltre su Circe rimangono delle domande senza risposta. Sappiamo cosa succede con Odisseo e inoltre, grazie ad altre fonti, sappiamo degli eventi successivi. Non sappiamo però perché lei si trovi sull’isola di Eea. Questa è una domanda molto interessante che si pone la scrittrice e che decide di rispondere attraverso un primo atto molto affascinante.

La Miller descrive un mondo inedito ossia quello dei Titani. Nonostante Zeus e gli Olimpi abbiano preso il potere durante la guerra contro Crono, alcuni dei Titani hanno continuato a vivere normalmente, proprio perché si erano alleati con gli dei.
Quando il mondo di questi immortali ci verrà descritto, un mondo composto da Titani, ninfe e nereidi, sarà un mondo perfetto, dove la fatica e la morte non hanno alcun significato. Un mondo idilliaco all’apparenza, ma pieno di enormi ingiustizie e crudeltà. Nella mitologia molte volte le divinità si sono dimostrate poco caritevoli nei confronti degli esseri umani e anche tra loro tendono a tirarsi qualche brutto scherzo che causa ingenti danni. E i Titani non sono da meno, con Elios che pianifica di tanto in tanto qualche piccolo tradimento nei confronti degli Dei, Perseide che considera Circe come un fallimento e che è fiera dei suoi figli solo perché le danno la gloria e Perse e Pasifae che si dimostrano crudeli e sadici nei confronti della loro sorella e di molti altri. Vediamo tutto l’egoismo e il marcio che caratterizzano questi esseri perfetti. Un dio non dev’essere giusto, questa è una frase che viene ripetuta in questa storia e spiega bene come queste divinità alla fine si concentrino solo sul proprio tornaconto. Ed è per questo che Circe appare strana, diversa agli occhi degli immortali.

Questa differenza la notiamo per la prima volta durante il giudizio di Prometeo, accusato di aver rivelato agli uomini il fuoco, la conoscenza. Tra tutti i presenti, lei è l’unica ad avere pietà di lui e a dargli da bere. Un gesto altruista, senza alcun secondo fine, che nessun Titano o divinità avrebbe fatto per paura di subire le ire di Zeus. Un gesto umano. E sarà questa la caratteristica fondamentale su cui si baserà tutto il romanzo. La Miller descriverà Circe, una dea minore, con delle caratteristiche umane.
“Hai la voce da mortale”, le farà notare qualcuno, come a sottolineare questa sua natura particolare. Questa sua essenza verrà fuori in più occasioni, quando sarà con le divinità, e in seguito Circe ne diventerà man mano più consapevole nei secoli a venire che passerà ad Eea.

In questo secondo atto le cose si faranno ancor più interessanti. Essendo immortale, Circe vivrà diverse epoche importanti della mitologia e incontrerà dei personaggi che in molti conoscono. Ricordiamoci ad esempio che Pasifae è sua sorella e, per chi non lo sapesse, lei è la moglie di Minosse e mare del Minotauro. Quindi le vicende cretesi si mischieranno con la vita di Circe e lei arriverà a conoscere personaggi meravigliosi come Dedalo o Arianna. Queste non saranno le uniche vicende che si intrecceranno con Circe, ci saranno altre persone che approderanno sulle spiagge di Eea tra cui anche delle vicinità (tra l’altro delle divinità che mi sono sempre piaciute). E infine arriviamo a Odisseo.
Tutti sappiamo cosa succede tra loro due, ma gli eventi si svolgeranno dal punto di vista di Circe e prenderanno delle pieghe diverse. Ovviamente tra i due ci sarà una relazione (non è un mistero, è una cosa risaputa) e ho decisamente apprezzato il modo con cui il re di Itaca verrà descritto dalla Miller sia prima che dopo, dando una visione molto ambigua di un uomo dalle ricche sfaccettature ma non positivo. E ci sarà un dopo, un dopo che si baserà sulle fonti e non sull’Odissea e che pochi conoscono. Su questo punto però non approfondirò per niente. Dovrete scoprire voi cosa succederà.

Per concludere, possiamo dire che Circe è un libro veramente stupendo, che mostra ancora una volta l’enorme conoscenza della Miller sull’antica Grecia e la sua bravura nel reinterpretare certi personaggi interessanti. Un lunghissimo viaggio che tocca vari miti e che si dimostra perfino migliore della Canzone di Achille sia dal punto di vista narrativo che di quello stilistico. Come infatti mi ha fatto notare un’amica, lo stile della scrittrice è lo stesso ma qui è maturato tantissimo. Per esempio quando la Miller descriveva diversi momenti e giornate in poche righe, riusciva a farlo bene ne La Canzone di Achille, ma finiva in maniera troppo brusca e il passaggio da una narrazione veloce a una narrazione lenta non era così equilibrato. Qui invece è molto più scorrevole e sono felice che sia migliorata così tanto e spero di leggere in futuro altre sue opere.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

25 pensieri riguardo “Circe – Madeline Miller

  1. Ho iniziato da pochissimo La Canzone di Achille, e sebbene mi stia piacendo ci sono alcuni momenti che mi sembrano davvero troppo “americani” (tutte le scene con i ragazzi a pranzo da Peleo, ad esempio, ricordano troppo la mensa di un liceo americano, con Patroclo da solo con il suo vassoio e il tavolo dei vip, più in là che non se lo calcolano). E tutto il feticismo per i piedi di Achille è qualcosa che… meh.
    Però lo sto leggendo volentieri, mi assorbe molto, e anche Circe mi incuriosisce; sicuramente finito questo toccherà anche a lei!

    1. Ammetto he mi hai fatto ridere sulla parte dei piedi di Achille. Ognuno ha i suoi gusti XD
      Comunque fidati, Circe è migliore sotto ogni punto di vista. Mi sono affezionato soprattutto a quest’ultimo libro.

  2. Ciao The Butcher 🐞L’introduzione è assai convincente . Ho per mano diversi libri solo che ho dormito tutto il pomeriggio Mi sono svegliata adesso. Stanotte conto di leggere un giallo …Grazie ☮️

      1. “Aspettando il raggio verde ” Oscar Sartarelli ed. Le Mezze Lune, conosco l’autore non ho mai letto un suo giallo ,racconti e commedie si. Avevo iniziato “Al di là del bene e del male “di Nietzsche interessante ma pesante… Ciao

  3. Se ti piacciono i retelling della mitologia greca, ti consiglio Christa Wolf, “Medea: Voci” e “Cassandra”, che da un punto di vista di reinterpretazione femminista dei miti greci è diverse spanne sopra Miller, secondo me.

    1. Medea: Voci era nella mia lista da un bel po’ di tempo e non vedo l’ora di leggerlo. A questo punto penso he comprerò entrambi i libri dato che parlano di figure femminili che ho sempre apprezzato e che ho trovato di gran lunga maltrattate dalla cultura e mitologia dell’antica grecia. Ah, tra le altre cose so che esiste anche un retelling di Medusa (uno dei miei personaggi preferiti in assoluto). Tu sai per caso com’è?

      1. Se ti riferisci a “Il segreto di Medusa” di Hannah Lynn, non l’ho letto, ma ho raccolto qualche parere qua e là e probabilmente non lo leggerò: sembra piuttosto superficiale e pieno di occasioni sprecate.

        1. Sì, mi riferisco proprio a quello. L’avevo visto in libreria e veniva pubblicizzato per essere un libro sulla falsa riga di Circe, però avevo appunto paura che fosse più qualcosa per acchiappare lettori. Se mi dici così mi dispiace molto. Io adoro quel personaggio e speravo veramente in un opera simile a quelle della Miller.

          1. Eh purtroppo con lo strasuccesso dei romanzi di Miller (della quale è uscito anche un romanzo breve su Galatea) arriverà un sacco di paccottiglia pronta a sfruttare la popolarità di questi retelling 😑

            1. Parlando di cose positive, ho letto anche Galatea. Ho scritto anche un articolo a riguardo che però uscirà tra qualche mese probabilmente (ci sono altri articoli che devo pubblicare prima. Ho dei metodi di pubblicazione strani).

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