Relic

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo discusso di un horror fantascientifico interessante che prendeva ispirazione da Alien: Pandorum. Un film decisamente imperfetto, che non aggiunge niente di nuovo al genere e che poteva curare di più certi suoi personaggi, ma che comunque è riuscito a intrattenerci. Ha una buona regia, delle scene d’azione gestite bene, una bella fotografia che gioca molto con e ombre e anche dei colpi di scena niente male e non campati per aria. Una pellicola che si ispira ad Alien e fa il suo lavoro, riuscendo a far passare dei piacevoli 90 minuti. Provate a dargli una possibilità.
Con l’articolo di oggi rimaniamo sempre fermi sul genere horror ma questa volta non parliamo di horror fantascientifico ma di un tipo di paura legata al sovrannaturale ma soprattutto al lato psicologico. Adoro gli horror che riescono a entrare nella psiche dei personaggi ma soprattutto quelle pellicole dell’horror capace di trattare certe tematiche con grande forza e senza peli sulla lingua, mostrandoci tutto quello che non vogliamo vedere ma che è sempre sotto i nostri occhi. Un esempio perfetto per me è Babadook, un film che ormai è diventato un cult del cinema è che ha parlato con grande intelligenza e potenza di traumi, rabbia e depressione. Una pellicola da vedere assolutamente per capire che cosa è capace di fare l’horror e soprattutto quanto questo genere possa differenziarsi molto. In ogni caso perché ho citato proprio Babadook? Diciamo che il motivo è questo: in molti paragonano il film in questione all’opera di Jennifer Kent. I motivi li spiegherò in seguito, ma posso dire fin da subito che i fan dell’horror ci hanno preso in pieno.
Ecco a voi Relic, pellicola horror del 2020 scritta da Natalie Erika James e Christian White e diretta da Natalie Erika James

Relic-2020-movie-poster

Trama: 
Kay (Emily Mortimer) riceve una chiamata dalla polizia. Secondo i vicini, sua madre Edna (Robyn Nevin) non esce più di casa da parecchi giorni e sono preoccupati per lei. Kay e sua figlia Sam (Bella Heathcote) decidono allora di andare a vedere la situazione. In casa non trovano Edna e quindi decidono di denunciarne la scomparsa. Le ricerche iniziano e le due donne decidono di rimanere nella casa per un po’. Mentre si trovano lì le due notano delle cose molto strane: bigliettini sparsi in tutta la casa in cui c’è scritto cosa fare e una strana muffa nera che sembra aver invaso alcune parti della casa. Perfino Jaime (Chris Bunton), un ragazzo con ritardo cognitivo che è sempre stato amico di Edna, non va più a trovarla perché il padre glielo ha proibito dopo un certo evento. Dopo qualche giorno però Edna ricompare a casa come se non fosse successo nulla. Nonostante sembri star bene, evita di dire dove è stata in tutti quei giorni. Però qualcosa di strano effettivamente è successo. Infatti Edna ha sul petto un segno nero che inizia a ingrandirsi sempre più e che somiglia orribilmente alla muffa che si trova in casa. Questo sarà l’inizio di una storia terrificante.

Come ho accennato in precedenza, da molti Relic è stato definito come un nuovo Babadook per varie ragioni. La più semplice di tutti è che questo film è stato diretto da una regista australiana ed è perfino il suo primo lungometraggio (proprio come successe con Jennifer Kent). Uno dei motivi più importanti però è la maturità e l’intelligenza con cui parla della tematica principale, dimostrandosi su un altro livello rispetto ad altri horror usciti in quel momento, facendoli sembrare molto immaturi e datati. Non sto esagerando quando dico così, penso veramente che Relic sia uno degli horror migliori degli ultimi anni e che, proprio come Babadook, abbia dato una nuova spinta al genere. Perché se Babadook parlava con grande intelligenza e forza del trauma e della perdita, Relic approfondisce tutti gli aspetti legati alla demenza senile. 

Relic-2020-horror-emily-mortimer-bella-heathcote

Fin da subito vediamo che Edna non sta bene: un attimo prima ricorda tutto alla perfezione e discute tranquillamente e dopo un po’ sembra che quell’evento non sia mai accaduto per lei e inizia a comportarsi in maniera aggressiva e sperduta. Parlare di demenza senile non è qualcosa di semplice, si rischia di essere troppo superficiali oppure di essere troppo melensi, non riuscendo a discutere di un argomento molto pesante e che purtroppo riguarda molte più persone di quanto si pensi. Relic non fa parte di questi esempi e parla di questa tematica mostrandoci gli effetti che ha su di Edna ma soprattutto sull’impatto che ha sula famiglia. 

Edna è un ottimo personaggio, con una forte personalità, le sue passioni, i suoi ricordi e che sembra a tutti gli effetti una persona qualunque con una sua storia. La si apprezza molto per quello che è, ma quando avrà i suoi vuoti riuscirà ad apparire inquietante e a fare anche pena. La paura verrà dal fatto che sarà aggressiva, pensando perfino che figlia e nipote vogliano liberarsi di lui o derubarla, mentre la pena arriverà perché vedremo una donna perdere frammenti della sua vita e si sentirà per ciò sola e impaurita come una bambina piccola. 
Le condizioni di Edna avranno ovviamente un forte impatto su Kay e Sam. Kay si è allontanata da tempo da sua madre e anche in questo caso sembra mostrare quasi freddezza nei suoi confronti. Sam invece è molto affezionata alla nonna ed è disposta a fare di tutto per lei, perfino trasferirsi nel piccolo paesino e nella casa di Edna per accudirla. In tutto ciò vediamo anche come Kay si in realtà combattuta: vuole mandare sua madre in una casa di riposo ma si sente profondamente in colpa per ciò. Si nota che in realtà le vuole molto bene ma anche che il pese di accudirla è molto pesante per lei. Vediamo una donna combattuta e piena di sofferenza per quello che sta succedendo a sua madre, molto più complessa di quello che potrebbe sembrare all’inizio. E questa situazione rischia a un certo punto di allontanare le tre.

Questo argomento è stato descritto magnificamente soprattutto in questo contesto horror. Perché oltre a loro tre ci sarà qualcos’altro nella casa, una presenza sottile ma con un grande peso per la famiglia. Questo essere, quest’ombra viene mostrata molto poco e in situazioni particolari e ogni volta che l’ho vista ho provato un sincero brivido. Non perché apparisse all’improvviso e con l’audio che assorda le orecchie, anzi nelle scene appare a lungo, solo che non ce ne rendiamo conto fino alla fine. La prima volta che l’ho notata è stato perché ho visto una piccolissima porzione del suo corpo spostarsi da una porta e tutte le volte che apparirà sarà più o meno così. Di solito viene mostrata da lontano, nascosta dietro a qualcosa oppure quasi invisibile, quasi in simbiosi con l’oscurità stessa. Un’ombra di cui quasi non ci accorgiamo ma che comunque è lì, silenziosa, presente. Riguardo a cosa sia il film dà una risposta, senza però cercare di approfondire appieno la questione (cosa più che giusta in questi contesti). Lo capiremo attraverso un discorso ma soprattutto attraverso gli strani sogni di Kay, sogni inquietanti e all’apparenza senza senso che invece avranno un certo peso per comprendere cosa sta succedendo.

Per concludere, Relic è veramente un’opera meravigliosa, un film che dimostra la forza dell’horror, di cosa è capace e come a volte riesca a parlare in maniera molto matura di argomenti complessi. Come Babadook, questo film è una metafora intelligente, ben scritta e stupendamente diretta sulla demenza senile, capace di farci affezionare e dei personaggi umani e piedi di difetti e a far riflettere. Un film imperdibile.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

 

[The Butcher]

11 pensieri riguardo “Relic

  1. ah mi manca ma sembra MOLTO interessante, mi piace la mortimer :)
    dalla trama non nego di aver pensato all’ L’invasione degli ulttracorpi

    ma hai uno schema preciso di pubblicazione o quello che guardi a caso?

    1. Fidati, non ha nulla a che vedere con L’invasione degli ultracorpi. Sono proprio agli antipodi.
      Per quanto riguarda il modo in cui pubblico…diciamo metà e metà. A volte c’è uno schema mentre altre volte mi faccio guidare dall’istinto e dall’ispirazione.

  2. Ciao, bell’articolo! Non avevo ancora sentito parlare del film ma credo che gli darò un’opportunità. Questo tipo di horror mi intriga molto

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