Tonya

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo discusso di Anna dei miracoli, un film diretto da Arthur Penn e tratto da una storia vera, che si è rivelato un vero e proprio capolavoro e che è invecchiato molto bene, anzi è molto moderno anche nei giorni nostri e dimostra come certe opere possano sconfiggere il passare del tempo. Un film straordinario e uno dei migliori film biografici di sempre. L’altro biografico notevole di cui ho discusso in quest’ultimo periodo è stato il bellissimo Stanlio e Ollio e, visto che ormai sto parlando abbastanza spesso di questo genere cinematografico, ho deciso di continuare a scriverne anche nell’articolo di oggi. Di biografici ce ne sono veramente tanti e questa volta ho deciso di parlare di una pellicola recente. Ci sono stati dei film biografici che in quest’ultimo periodo hanno fatto parlare molto di se, ma chi mi hanno profondamente deluso (chi mi segue da un po’ saprà a cosa mi riferisco) e ho deciso di discutere che non ebbe un successo commerciale stratosferico ma che comunque si fece molto sentire nell’anno in cui uscì. Sarà riuscito a fare un ottimo lavoro? Scopriamolo subito.
Ecco a voi Tonya (I, Tonya), pellicola biografica del 2017 scritta da Steve Rogers e diretta da Craig Gillespie.

Trama:
Il film inizia come un’intervista ai vari personaggi di questa vicenda che narrano tutta la storia dal loro punto di vista. La storia di cui parlano è quella di Tonya Harding (Margot Robbie), famosissima pattinatrice degli Stati Uniti e dello scandalo in cui venne coinvolta. Il film però non comincia da quell’evento ma parte dal principio descrivendoci la vita di Tonya. Fin da quando era una bambina piccola, Tonya venne convinta da sua madre LaVona Harding (Allison Janney) a intraprendere la strada del pattinaggio sul ghiaccio. La bambina si innamora subito di questo sport mostrando grandi capacità e una grande voglia di continuare a migliorarsi. Tonya però trova molte difficoltà, in primis per il costo di questo sport, infatti lei viene da una famiglia povera e disastrata e già solo per questo viene giudicata male. In secondo Tonya ebbe un’infanzia e un’adolescenza difficile per via della madre, una donna violenta che non ha mai mostrato affetto per la figlia e non l’ha mai incoraggiata. Durante quel periodo turbolento Tonya conosce Jeff Gillooly (Sebastian Stan), un ragazzo con cui si trova in ottimi rapporti. In seguito i due si fidanzano e poi si sposano, così Tonya spera di poter iniziare una nuova vita lontana dalla madre. Purtroppo le cose non vanno così visto che, subito dopo che vanno a vivere insieme, lui inizia a mostrare comportamenti violenti e a picchiarla. Mentre la sua vita coniugale e familiare è un completo disastro, Tonya continua a pattinare e a fare del proprio meglio fino a diventare la prima donna americana, e la seconda del mondo, a eseguire un triplo axel, un salto tremendamente difficile nel mondo del pattinaggio sul ghiaccio che in pochissimi provano. La sua carriera proseguirà poi così tra alti e bassi, fino ad arrivare a quel fatidico giorno che tutti conoscono ovvero dell’incidente ai danni della sua compagna di pattinaggio Nancy Kerrigan (Caitlin Carver) e dello scandalo che ne seguì visto che lei fu una delle principali accusate.

Ammetto di conoscere molto poco della filmografia del regista Craig Gillespie. Ho visto che ha diretto film interessanti che vorrei recuperare il prima possibile, ma dei suoi lavori (che non sono tantissimi) conosco solo un film: Fright Night – Il vampiro della porta accanto, remake del 2011 del cult horror Ammazzavampiri. E ammetto che forse è uno dei pochi remake che mi hanno divertito molto. In quel film ho visto molto impegno sia nel cercare di rispettare l’opera originale che di fare qualcosa di differente. E’ stato un bel film che vi consiglio di recuperare. Per quanto riguarda questa pellicola un enorme peso l’ha avuto anche Margot Robbie e non parlo solo a livello attoriale. Infatti Robbie è anche la produttrice della pellicola e questo film è stato realizzato anche grazie alla sua casa di produzione, la LuckyChap Entertainment, fondata nel 2014 insieme a Tom Ackerley, Josey McNamara e Sophia Kerr. Tonya è stata la loro prima produzione e un altro film che hanno prodotto (insieme a Warner Bros) e che abbiamo già parlato sul blog è stato Birds of Prey. La cosa che mi ha sempre colpito è stato l’enorme successo che Margot Robbie è riuscita a ottenere in così pochi anni. Il successo l’ottenne già nel 2013 con il bellissimo The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese e da allora è riuscita a prendere parte a progetti molto interessanti e belli e in poco tempo è riuscita a ottenere un certo peso a livello cinematografico. Ed è riuscita a farlo veramente in poco tempo ed è anche questo uno dei motivi per cui la rispetto.

Tornando invece al film, in molti pensarono che questa pellicola si sarebbe soffermata sull’incidente. Per chi non lo sapesse avvenne nel 1994 dove la pattinatrice Nancy Kerrigan venne aggredita durante una sessione d’allenamento ai campionati nazionali. L’aggressore la colpì con un manganello al ginocchio e per questo fu costretta a ritirarsi momentaneamente. In seguito si scoprì che fu il marito di Tonya, Jeff, e il suo amico Shawn Eckhardt, ad aver pianificato tutto e Tonya in tutto ciò non aveva nulla a che fare anche se aveva sentito i due discuterne. In molti pensarono che avrebbero fatto ciò e che il film si sarebbe concentrato solo su quell’evento. Invece così non è stato e a mio avviso hanno fatto benissimo.

Si parte con Tonya e LaVona che parlano dell’infanzia e dell’adolescenza di Tonya. In questo primo momento vengono sottolineate alcune cose interessanti come ad esempio il rapporto tra lei e la madre, la loro situazione economica (erano poveri e facevano fatica a permettersi le lezioni e l’equipaggiamento necessario) e l’abbandono del padre che a un certo punto fugge da entrambe. Quel che vediamo è una famiglia completamente disastrata con la madre LaVona che si dimostra un personaggio molto ambiguo, violenta e anaffettiva nei confronti di Tonya, ma che le permette di fare pattinaggio nonostante gli insulti. Tra l’altro qui Tonya viene interpretata da McKenna Grace, una giovane attrice che sto vedendo in molti film e che dimostra ogni volta di avere un talento enorme. Dopo questa parte Tonya va a vivere con Jeff, sperando così di avere una vita migliore e felice, ma, oltre che uno sciocco, questo Jeff si dimostra pure un violento che picchia la moglie.

Qui però iniziano anche i successi di Tonya in cui mostra a tutti di essere veramente brava nonostante tutto. Ed è in questa parte che si concentra il film, non sull’incidente, ma su Tonya e la sua condizione sociale. All’inizio, anche se Tonya mette in mostra la sua enorme bravura, non riesce a vincere le gare e a ottenere punti alti nonostante si dimostri brava quanto le altre se non di più. Ed è qui che arriva la critica sociale, diretta e spietata: il motivo per cui Tonya non piace ai giudici riguarda la sua apparenza. Lei viene da una famiglia povera e disastrata, non ha lo stile tradizionale ed elegante del pattinaggio sul ghiaccio e non sembra per niente una specie di principessa dolce e gentile. Tonya non rappresenta quello che è l’America per i giudici o più precisamente non rappresenta quello che vorrebbero far veder al mondo intero dell’America. Ed è questo il punto centrale di tutto il film, è questa la critica sociale a cui vuole arrivare il film. Nonostante Tonya sia veramente la migliore nel pattinaggio, viene sempre penalizzata dalle sue origini, dal fatto che sia povera e dal fatto che non abbia una famiglia americana perfetta. Questo è un messaggio molto forte sulla società americana che però si applica perfettamente anche a tantissimi Paesi del mondo dove l’apparenza e il ceto sociale sono tutto. Questa tematica avrà poi delle ripercussioni in seguito, sul perché Tonya si rimetterà insieme a Jeff e perfino sull’impatto mediatico che avrà l’aggressione a Nancy Kerrigan. In questa situazione possiamo dire che Tonya è stata vittima della società e in seguito dagli eventi che si metteranno in moto per colpa del marito e del suo amico mitomane Shawn Eckhardt (Paul Walter Hauser che in seguito interpreterà Richard Jewell nell’omonimo film di Clint Eastwood). Da qui in poi sarà una completa discesa per Tonya, assediata dai giornalisti, con il rischio di essere squalificata ed espulsa e con il mondo che le sta letteralmente crollando sotto i piedi. E la scena che racchiude tutto ciò è quando Tonya si specchia prima dell’ultima gara e fa quell’enorme sorriso forzato, il sorriso di una persona che fa del proprio meglio per andare avanti nonostante sa che tutto andrà male. Un’immagine potente e con una Margot Robbie incredibile.

Il film comunque ha una struttura molto interessante. Inizia come un’intervista ai vari protagonisti più altre persone che hanno assistito alla vicenda in maniera diretta o indiretta e da qui parte la storia. Ciò che è incuriosisce molto riguarda alcune ricostruzioni dei personaggi andranno a scontrarsi le une con le altre, visto che ognuno vuole rendere certi ricordi migliori e quindi delle volte diranno qualche bugia, anche Tonya farà così. Queste però sono piccole bugie, per il resto saranno molto sinceri e in queste ricostruzioni potremo notare una certa ironia, un’ironia cattiva che sarà presente nel film dall’inizio alla fine. E’ un tipo di ironia capace di far ridere lo spettatore, ma ridere a denti stretti visto la gravità degli eventi che circonderanno la vita di Tonya e il finale a cui si andrà inevitabilmente incontro. Tra le altre cose il film mostra anche delle bellissime coreografie di pattinaggio, concentrandosi ovviamente su Tonya. In alcuni casi è la stessa Margot Robbie a farle visto che comunque si è allenata per la parte, in altri invece sarà una pattinatrice esperta a cui hanno messo il volto di Robbie attraverso la CGI. Ci sono perfino delle parti completamente in digitale ma questo riguarda esclusivamente il triplo axel. Quest’ultimo è una delle tecniche più difficili da fare nel pattinaggio sul ghiaccio e in poche sono pronte per farlo. Inoltre è anche un salto pericoloso e probabilmente coloro che sono capaci di farlo non avrebbero rischiato di partecipare alle gare per il film. E quindi quella parte venne fatta in digitale e devo dire che qui la CGI è resa molto bene, usata nei punti giusti, senza essere abusata e con la regia che riesce a nasconderne i difetti.

Per concludere Tonya è un film molto potente e cattivo. Narra una delle storie più controverse del mondo dello sport, ma soprattutto parla della vita di Tonya e di tutto ciò che le è successo, degli scontri, delle ingiustizie e della sua determinazione e bravura. Un film che narra anche degli USA e di come questo Paese, così come tanti altri, pensi di più ad apparire che al resto, cercando di nascondere al mondo intero ciò di cui si vergogna come la stessa Tonya, che invece meritava riconoscimento. Un altro film che vi consiglio assolutamente di vedere.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

23 pensieri riguardo “Tonya

    1. Io lo trovo ottimo anche nella seconda parte. È un film che apprezzo tanto e che mi è rimasto molto impresso. Comunque come mai la seconda parte non ti aveva convinto? Se vuoi puoi linkare la tua recensione qui.

  1. Molto, molto bello; e Margot Robbie ha dimostrato ancora una volta di essere, oltre che bella in modo assurdo, anche un’ottima attrice.
    La scena allo specchio, quando si trucca, mi ha davvero lacerato dentro.

  2. l’ho visto e la tua recensione è perfetta come sempre! una storia davvero con tanti risvolti, dove avere successo , come dici tu l’esserci è più importante di ogni altra cosa! bravissimo come sempre

  3. Il film l’ho visto alla sua uscita al cinema, oltre a una Margot Robbie meravigliosa (mio marito, che non è fisionomista, non poteva credere che fosse la stessa di “The Wolf of Wall Street” 😂), devo dire che mi ha impressionato anche Allison Janney, un’antagonista tremenda e super credibile. Bel film e bella recensione!

  4. Quando realizzano film su storie vere che ricordi benissimo perchè quando accaddero tu c’eri, allora significa che stai invecchiando :D
    Ed è questo che ho pensato vedendo il film, mentre una malinconia sottile mi travolgeva.
    Anche al netto di questo, confesso che il flim non mi ha convinto del tutto, nonostante una Robbie bravissima.
    Hai per altro ragione ad esaltare la sua bravura e la rapidità con cui si è imposta nel panorama Hollywoodiano.
    Confesso però che io continuo ad apprezzarla massimamente per ragioni molto meno nobili :D :D :D

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