Lungo petalo di mare – Isabel Allende

Bentornati a tutti con una nuova recensione e questa volta non sarà su un film. Che colpo di scena! E senza che sia passato qualcosa come un anno. Sto decisamente migliorando. In questo caso voglio parlare finalmente di una delle mie autrici preferite ovvero Isabel Allende. Sono state tante le volte in cui avrei voluto scrivere qualcosa riguardante lei, la sua vita e le sue opere, ma non sono mai riuscito a combinare niente perché non mi ritenevo all’altezza (autostima portami via!). Questa volta però mi sono deciso, ci ho pensato parecchio e ho finalmente trovato la volontà di parlare come meglio posso di un’opera dell’autrice. Non voglio iniziare subito con i suoi romanzi più famosi, quelli probabilmente li tratterò in futuro. L’opera di cui voglio parlare è l’ultimo romanzo pubblicato fin’ora da Allende, un romanzo che mi ha tenuto compagnia in questo periodo e che mi ha scaldato il cuore.
Ecco a voi Lungo petalo di mare (Largo pétalo de mar), romanzo storico scritto da Isabel Allende e pubblicato nel 2019.

Trama:
Il libro comincia nel pieno della Guerra civile spagnola (1936-1939) e vede come protagonisti il giovane medico Victor Dalmau e un’amica della sua famiglia, la pianista Roser Bruguera. Nonostante i vari sforzi della Repubblica, i fascisti stanno guadagnando sempre più terreno grazie all’aiuto dei nazisti e dei fascisti italiani e i due giovani sono costretti a fuggire dalla Spagna prima della sua completa caduta. Riescono ad attraversare i Pirenei, prima Roser e qualche tempo dopo Victor, e arrivano in Francia, dove però non vengono visti di buon occhio. Ed è proprio qui che arriva in soccorso dei profughi spagnoli Pablo Neruda, famoso poeta e diplomatico cileno, che ha deciso di accogliere gli spagnoli scampati alla guerra e al fascismo nel suo Paese. Victor e Roser si sposano in fretta e furia per poter entrare nella nave che li trasporterà ovvero il Winnipeg. Arrivati in Cile i due inizieranno così una nuova vita e si innamoreranno del Cile fino a quando nel 1973 anche in quel Paese ci sarà un colpo di Stato, dove verrà ucciso il suo presidente, Salvador Allende.

E’ da molti anni che seguo i lavori di Allende ed è da molti anni che la rispetto molto come autrice e come persona. Conobbi i suoi lavori per puro caso quando facevo ancora le superiori. Dovevamo scegliere un libro dalla biblioteca (biblioteca è un termine molto lusinghiero visto che avevamo solo due scaffali con qualche libro) per poi farci un’analisi. Un mio compagno mi fece notare questo romanzo pensando che fosse una storia dell’orrore, che in quel periodo leggevo veramente tanto. Il libro in questione era La casa degli Spiriti. Ovviamente non aveva niente a che fare con quello che diceva il mio compagno di classe e praticamente mi sono avvicinato all’opera senza saperne nulla a riguardo. Ed è stata un’enorme sorpresa, mi sono ritrovato davanti a un libro incredibile con una meravigliosa scrittura, un contesto storico narrato in maniera intelligente e dei personaggi vareggiati e soprattutto umani. Me ne sono innamorato. Da allora ho iniziato a leggere i suoi romanzi. Allende è una scrittrice favolosa e questa cosa ha continuato a dimostrarlo fino ad oggi.

C’è una cosa però che vorrei dire degli ultimi romanzi che lei ha scritto. Sono opere piene di umanità e sono vermanete belli ma non al livello di alcune opere precedenti. Questo per un motivo molto semplice ovvero che le storie dei personaggi a volte frenavano la trama o la mettevano in secondo piano. Per esempio questo lo si può notare ne Il gioco di Ripper dove i personaggi avevano un grande spazio mentre gli eventi principali della trama venivano a volte narrati in fretta e la stessa cosa la si può notare in Oltre l’Inverno (comunque sia sono entrambi libri che vi consiglio di leggere). Ciò è un po’ un peccato, visto che lei era sempre riuscita a equilibrare personaggi e storia in maniera impeccabile, quindi un po’ mi dispiace non vedere questo tipo di “equilibrio”.
Anche Lungo petalo di mare ha questo difetto? La risposta è no, qui Allende riesce a trovare il suo equilibrio e posso dire con tranquillità che questo è uno dei suoi romanzi migliori che ha scritto negli utlimi anni.

Partiamo per l’appunto dal modo in cui riesce a inserire i personaggi in questa storia. Nella prima parte, dove ormai la guerra sta per essere vinta dai fascisti, vediamo un spaccato della vita di Victor sul campo di battaglia mentre cerca di salvare le persone e quello di Roser mentre ancora vive in città e poi quando fugge per raggiungere la Francia. Attraverso i loro occhi assistiamo all’avanzata dei franchisti e alla fine di un ideale nobile come quello di una Spagna democratica e libera. In tutti questi eventi, la guerra, la fuga la mala accoglienza in Francia e infine il viaggio verso il Cile, ci vengono narrate anche le origini di questi due personaggi, come si sono conosciuti, il motivo per cui Roser è diventata una grande amica di famiglia e il percorso che li hanno portati a scegliere quegli ideali e quella vita. Ed è brutto vedere come entrambi abbiano rischiato grosso in questa guerra, non solo per la paura di essere uccisi, ma per il timore che tutto quell’orrore e quel dolore possa distruggerli, cosa che è quasi accaduto con Victor.

Dopo gli eventi tragici avvenuti in Spagna i due viaggiano verso il Cile grazie a Neruda e approdano in un nuovo mondo. Qui vengono ben accolti e qui hanno la possibilità di rifarsi una nuova vita. Entrambi si daranno un gran da fare, iniziando dal basso e mettendo da parte i soldi per continuare gli studi e per realizzare dei progetti per il futuro. Assisteremo alla loro crescita, al modo con cui si ambienteranno in un mondo che seppur pieno di difetti (come tutti del resto) è stato accogliente e comprensibile e li hanno fatti sentire a casa. In questa seconda parte assisteremo alla loro vita, al modo con cui manderanno avanti i loro progetti nell’arco di trent’anni e in questo tempo saremo testimoni anche dei cambiamenti che sconvolgeranno il Cile, eventi storici importanti che portarono alla vittoria di Salvador Allende e, essendo visto male dalla destra del Paese, al successivo golpe militare portato avanti da Pinochet con l’aiuto degli USA.

Ed è qui che inizia la terza parte, con un altro esilio forzato per fuggire alle persecuzioni di una nuova dittatura. Questa parte è molto interessante, l’ultima parte della loro vita, che arriverà fino agli anni ’90, sarà molto affascinante, li vedremo maturati veramente con i loro pregi, i loro difetti, i loro sbagli e i loro successi. Due personaggi favolosi che ci renderanno partecipi di una grande porzione di storia ce vivremo insieme a loro. Sappiate che in questi punti sono stato molto attento a non fare alcuno spoiler su quello che succede ai personaggi e altri particolari molto importanti (infatti ho parlato brevemente della terza parte del libro), le uniche cose che mi sono permesso di raccontare sono eventi storici di cui tutti quanti siamo consapevoli e che dobbiamo ricordare.

Un’altra cosa interessante riguarda i personaggi secondari, alcuni inventati per la storia mentre altri realmente esistiti (Neruda, Allende, Pinochet ecc…), che interagiscono con i protagonisti. Tutti loro fanno parte di mondi diversi e classi sociali differenti che, non solo saranno interessanti per la loro personalità e il loro modo di comportarsi così tridimensionale, ma daranno anche una visione più chiara e varia del clima sociali e politico di quei tempi. E inoltre alcuni di loro avranno dei cambiamenti portati in certi casi dal tempo e in altri da eventi importanti. I personaggi sono veramente importanti in questa storia.

Un altro motivo per cui adoro questo romanzo è il rapporto che c’è tra Victor e Roser. I due in realtà non si amano, si rispettano reciprocamente e si vogliono bene come fratello e sorella, ma si sono sposati per riuscire a imbarcarsi sul Winnipeg. Non voglio dirvi gli altri motivi per cui hanno fatto questa cosa (motivi molto belli tra l’altro) e di altri retroscena interessanti che potrebbero rovinarvi alcune sorprese, ma adoro il rapporto che hanno loro due e come matura e si evolve con il passare degli anni. Si aiutano a vicenda, hanno grande rispetto e fiducia l’uno dell’altra e soprattutto rispettano la vita privata di entrambi (in Cile non possono divorziare e inoltre non è solo per quello che non si separano). Tra i due si instaura un legame incredibilmente forte e saldo, dove i due si sostengono a vicenda, si aiutano nei momenti più difficili e, soprattutto Roser, sanno come risolvere certe situazioni. Un rapporto veramente puro e genuino che sono sicuro riuscirà a colpire molti di voi.

Oltre ai personaggi e alle loro vite, ciò che colpisce molto di Allende è la ricostruzione storica che fa. Riesce a descrivere bene la Guerra civile spagnola, il motivo per cui è nata e da chi è stata portata avanti. Un momento terribile per la storia della Spagna che Allende ricostruisce molto bene e nel quale c’è un’enorme condanna nei confronti dei fascisti ma anche all’alta borghesia, quest’ultimi non volevano perdere i privileggi e le proprie ricchezze a favore del popolo, e le critiche sono dure anche nei confronti del clero. Nonostante tutto Allende riesce a essere oggettiva e a far notare gli errori commessi dalla Repubblica e dai repubblicani stessi (un esempio è quello di attaccare i preti per il fatto che la maggior parte di quest’ultimi stava dalla parte dei fascisti). Allende riesce bene a inquadrare la situazione, ma non possiamo far altro che notare che le azioni commesse dai franchisti in questa guerra furono tremendamente atroci, così come fu la dittatura che ne seguì. Descrive bene anche il coinvolgimento della Germania nazista e (ahimè) dell’Italia fascista a supporto dei franchisti e sottolinea come l’indifferenza di Inghilterra e Francia sia stata decisiva non solo per la sconfitta della Repubblica ma anche per l’espansione dei nazisti in Europa (e qui c’è un discorso storico molto lugo da fare, ma non credo sia questo il momento).
Per quanto riguarda il Cile ci sono eventi analoghi a quelli della Spagna anche se alcuni avvennero in maniera diversa. Qui si descrivono gli eventi precedenti il golpe in maniera chiara, facendo notare che c’era qualcosa di strano nell’aria e che certi gruppi estremisti, aiutati dalla CIA, si stavano muovendo. In questo caso però non ci fu nessuna guerra civile, il golpe andò a segno quasi subito e in poco tempo ci furono molte persone arrestate, messi in campi di lavoro forzato, malmenati e i tristemente noti Desaparecidos. In entrambi i casi Allende descrisse molto bene questi momenti storici, così come descrive in maniera molto umana la tematica dell’esilio, visto che lei sa bene cosa significa scappare dal porpiro Paese per colpa della dittatura (dopo il golpe in Cile lei fuggì e, se ve lo state chiedendo, aveva dei legami con Salvador Allende visto che era il cugino di suo padre, Tomás Allende).

Lungo petalo di mare è un libro che consiglio a tutti di leggere perché, nonostante gli eventi bui e orribili che descrive, riesce a mostrare un’umanità e dei sentimenti che scaldano il cuore. Lo consiglio sia chi vuole una storia con dei veri sentimenti e non del sentimentalismo sia a chi vuole leggere di momenti storici della nostra vita.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

14 pensieri riguardo “Lungo petalo di mare – Isabel Allende

  1. Credo di aver letto qualsiasi cosa la Allende abbia scritto, in assoluto una delle mie autrici preferite…forse dovrei trovare anche io la forza di scriverne, ma mi accodo al tuo “autostima portami via” :)

    1. Alla fin fine bisogna trovare il coraggio per fare il salto. Spero tanto di essere riuscito a descrivere le emozioni che mi ha trasmesso quest’opera e spero in futuro di portare altre opere della scrittrice.

  2. Gli ultimi romanzi della Allende, da Ripper in poi, non sono stati scritti da lei. Mai sentito parlare di ghost writers? Ci sono molti autori, che guadagnano pochissimo, che scrivono storie per nomi famosi, che si prendono tutto il merito e guadagnano moltissimo. Non molti lettori si accorgono delle differenze ma chi pratica il mestiere di scrivere lo nota subito il cambiamento. Seguo la Allende da sempre e purtroppo ho notato subito il cambiamento di mano nella sua scruttura. Peccato, era una delle mie preferite. 😐

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