Il mistero della casa del tempo

Si continua con le recensioni di film e anche questa volta parliamo di un film per famiglie. Ultimamente ne sto parlando veramente tanto, considerando che la maggior parte delle pellicole che ho recensito riguardavano il genere horror, ma in questo periodo anch’io ho bisogni di qualcosa di un po’ tranquillo. Comunque in questo modo ho anche l’opportunità di discutere alcuni film per famiglie veramente interessanti e che si differenziano da tutti gli altri per vari motivi. Nella maggior parte dei casi ho trovato lavori poco curati, che tentavano di intraprendere strade molto sicure e tranquille, senza riuscire neanche in quel caso a trasmettere le emozioni volute. Il film di cui stiamo per parlare ohhi fortunatamente non ha nulla a che fare con questa categoria.
Ecco a voi Il mistero della casa del tempo (The House with a Clock in Its Walls), pellicola fantasy del 2018 diretta da Eli Roth e tratta dal romanzo La pendola magica di John Bellairs.

Trama:
Siamo nel 1955 e, dopo la morte dei suoi genitori, il piccolo Lewis Barnavelt (Owen Vaccaro) si trasferisce nella città di New Zebedee. All’arrivo viene a prenderlo suo zio, Jonathan Barnavelt (Jack Black), un personaggio molto eccentrico con una casa anche più folle, molto antica e piena di orologi. Qui fa anche la conoscenza della vicina dello zio, la signora Florence Zimmerman (Cate Blanchett). Lewis dentro quella casa non si sente al sicuro e teme gli strani comportamenti dello zio. Un giorno scopre che la casa e i suoi oggetti sono vivi e che lo zio è uno stregone così come la signora Zimmerman. All’inizio è molto spaventato dalla cosa ma i due lo rassicurano dicendogli che sono stregoni buoni e gli rivelano che in realtà quella casa apparteneva ad Isaac Izard (Kyle MacLachlan), un grande amico di Jonathan anche lui stregone diventato in seguito cattivo, che prima di morire aveva nascosto un orologio all’interno della casa, un orologio che non prometteva nulla di buono e che devono trovare e distruggere prima che i suoi rintocchi finiscano.

Parliamo un attimo di Eli Roth. Roth è un attore, regista, sceneggiatore e produttore che molti hanno conosciuto per le sue collaborazioni con Tarantino ma soprattutto per le pellicole horror che ha diretto. Di lui apprezzo in particolar modo la grande conoscenza che in più occasioni ha dimostrato di avere per quanto riguarda il genere horror (c’è un bellissimo documentario che ha prodotto, chiamato History of Horror, composto da 7 episodi che vi consiglio di recuperare). Per quanto riguarda invece il suo lavoro da regista sono un po’ combattuto. Ha fatto dei film che ho apprezzato molto come Cabin Fever (diventato giustamente un cult) e The Green Inferno, ma ha anche diretto delle pellicole che non mi hanno lasciato nulla come i primi due Hostel (che a mio avviso mostrano violenza fine a se stessa) e ha anche diretto Death Wish, uno dei suoi lavori peggiori (non ho ancora visto Knock Knock). Come regista a mio avviso è altalenante nonostante dimostri di avere un certo talento e delle idee interessanti. Comunque quando scoprii che Eli Roth avrebbe diretto un film per famiglie, rimasi molto sorpreso. Questa è stata la sua prima prova come regista in un film del genere e non ero sicuro che sarebbe stato in grado di realizzare un buon prodotto. E invece mi sono dovuto ricredere.

I personaggi principali sono molto interessanti. Lewis è un bambino timido e insicuro, che ha grandi problemi a relazionarsi con gli altri per la sua mancanza di fiducia in se stesso. Dimostra comunque una grande intelligenza, è molto sveglio e impara subito la difficile arte della magia. Inoltre soffre ancora molto per la morte dei suoi genitori e questo dolore peserà parecchio sulle sue scelte e sulle sue azioni e in questa pellicola assisteremo non solo alla sua crescita, ma anche al modo con cui cercherà di andare avanti con la sua nuova vita.
Johathan è il personaggio più divertente della pellicola e Jack Black era la scelta perfetta per questo ruolo. Uno stregone divertente e simpatico abbastanza mediocre nella magia (si autodefinisce uno stregone da salotto) e che ha delle difficoltà nell’essere il tutore di Lewis, a volte dicendo cose sbagliate nel momento sbagliato. Fa degli sbagli ma riuscirà pian piano a legare con Lewis e a maturare come persone.
Il personaggio di Florence invece è quello più maturo e responsabile. Già solo con la sua presenza mostra una certa serietà e forza, ma è molto dolce e gentile con Lewis, mentre ha un rapporto divertente e stretto con Jonathan. Lei si porta dentro una grande ferita, un grande dolore che riuscirà ad esternare molto bene e che influirà parecchio sulla sua magia.
Uno dei personaggi più interessanti è sicuramente Isaac e le motivazioni che lo hanno spinto a creare quell’orologio. Non mi dilungherò troppo su di lui, sappiate però che è stato un piacere rivedere sul grande schermo MacLachlan dopo così tanto tempo.

Uno dei fattori che colpisce di più della pellicola è la scenografia e in particolar modo la casa di Isaac. Da fuori sembrerebbe quasi una classica casa infestata ma entrando dentro si viene accolti da un ambiente spazioso e barocco. La prima cosa che si nota è l’enorme quantità di orologi sparsi per la casa, orologi di vari tipi e di tutte le forme. Inoltre sembrerà quasi di entrare in una casa del 1800, visto l’ambientazione e tutti gli strumenti che saranno sparpagliati in giro. Le stanze più belle rimangono comunque la biblioteca (perché sembra proprio far parte di quelle grandi collezioni presente nelle case di persone facoltose) e la stanza con le bambole, un luogo tanto incredibile quanto inquietante (ci torneremo tra poco). Inoltre alcuni elementi come la finestra centrale che cambia immagini e la poltrona vivente, riescono a donare un che di magico.

Questo film si basa molto sulla magia e sul divertimento. Molte di queste magie saranno magie che molti di noi da piccoli avremmo voluto fare, alcune di esse semplici ma divertenti. La pellicola saprà come divertire viste le varie situazioni con Jack Black e Jack Black riesce veramente a metterti il sorriso. Nonostante ciò, quello che mi ha sorpreso e che non mi sarei aspettato è stata la componente horror. Ovviamente horror per ragazzini, meglio specificare. E non parlo di qualche sciocco jumpscares fatto a caso, ma proprio di scene di tensione con al suo interno esseri e oggetti mostruosi. Già dall’inizio, quando Lewis non sa della magia e non conosce bene Jonathan, possiamo notare delle ottime scene di tensione in cui Lewis non capirà cosa succede e si spaventerà per gli eventi strani. Le scene però più spaventose arriveranno ovviamente nella stanza delle bambole. Questa stanza sarà piena di automi, marionette e bambole enormi uscite da un’altra epoca e il loro aspetto bizzarro e grottesco sarà capace di mettere soggezione. E, quando poi prenderanno vita, faranno veramente paura. Personalmente la trovo una scena molto bella e mi piaceva vedere questi elementi in un film simile, ma sono sicuro che molti bambini si saranno veramente spaventati con questa scena. E anche Isaac riesce a incutere una certa paura. Da parte mia sono contento di aver visto queste scene horror, considerando che nell’ultimo periodo non se ne vedono più in film per famiglie.

Inoltre apprezzo molto la sensibilità con cui hanno parlato delle tematica della perdità. E questa tematica emerge molto nei personaggi di Lewis e Florence e un po’ anche in Isaac. Perdere le persone amate è un trauma enorme e molto volte possono lasciare delle ferite profonde. Nel film si parla molto bene di queste cose e di come le persone che ti amano possano aiutarti in momenti così difficili.

L’unica nota negativa che mi viene da fare al film è la stessa di Spy Kids 2: le battute/scene sulla cacca. Quando i registi firmano contratti per dirigere questi film, ci dev’essere da qualche parte una clausola che li obbligano a fare ciò. Altrimenti non mi spiego.

Il mistero della casa del tempo è un film per famiglie divertente ed educativo con dei momenti horror ben fatti e girati. I suoi personaggi sono molto belli, pieni di pregi e di difetti, con cui empatizzerete sicuramente. Una pellicola che consiglio a tutti.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

25 pensieri riguardo “Il mistero della casa del tempo

  1. Molto bella questa tua recensione! Roth è un regista che non mi ha mai convinto molto, lo ammetto. Di questo film avevo letto recensiono tiepidine, però suppongo sia un buon film da vedere con bimbi piccoli!

    1. E’ un film veramente simpatico. Non è un capolavoro ma ha dei bei personaggi, delle belle tematiche e dei momenti horror niente male (considerando che è un film per ragazzi). Roth qui mi ha convinto appieno.

  2. “La pellicoa saprà”
    ne avevo già sentito parlare ma non pensavo che il regista fosse quello che è! non ho mai visto nessun suo film o opera in generale, ma sembra molto bellino^^

  3. Malgrado anch’io concordi perfettamente con la tua descrizione di un regista dai risultati artistici davvero anni altalenanti, Eli Roth è un uomo di cinema che mi è sempre stato simpatico: aldilà delle sue incursioni nel cinema generalista, la sua possibile per il cinema horror è palese e viscerale (come non voler bene ad uno che tra le sue varie regie e sceneggiature, trova anche il tempo di firmare lo script e fare l’attore per un carissimo b-mobile come Clown) come i richiami, ai film di Sam Raimi o ai grandi maestri italiani, evidentissimi in tutte le sue sceneggiature e nelle sue regie e questo dona ai suoi film uno spessore ed un timbro speciale.

    Personalmente, malgrado sia costretto dentro agli strettissimi limiti (come da te evidenziato) del target per famiglie, anche io ho apprezzato particolarmente questo suo film, anzi, ti dirò che l’ho trovato molto più robusto e ben fatto dei suoi due precedenti (Death Wish, comunque nettamente migliore di Knock Knock, specie per la carica ironica non colta da molto pubblico e quasi tutta la critica, tanto da aggiudicarsi un’immerritata accusa di fascismo, un po’ come accade a Verhoeven con il suo satirico ed incompreso Starship Troopers) e forse merito va anche ad un ottimo cast.

    Ho riso della tua chiusura, ma diamine se hai ragione da vendere, Butcher! Questa presenza obbligatoria in ogni sceneggiatura di film statunitensi per ragazzi di battute sulla cacca è così limitante e umiliante da fare rabbrividire (il caso della scena dell’elefante in Dolittle, aggiunta a film finito, è emblematica).

    1. Eli Roth mi sta veramente simpatico e apprezzo tantissimo la cultura cinematografica che possiede soprattutto in ambito horror (in The Green Inferno le citazioni a Deodato si sprecano!). Come regista pure dimostra molte capacità che però a volte non riesce a dimostrare appieno.
      Comunque il discorso che ho fatto qui vale anche per lo Spy Kids 2 che ho recensito qualche tempo fa. Un film stupendo, molto intelligente e ben reso che per certi versi ho perfino preferito al primo (forse sono uno dei pochi a pensarla così) ma c’è quella scena nel deserto che è l’unico passo falso di una pellicola stupenda. Quella scena di Dollitle è terrificante. Ed è terrificante come un blockbuster da 170 milioni di dollari sia stato così poco curato e incasinato. Alcune persone mi hanno detto di andarci leggero perché comunque si tratta di un film per ragazzi, ma ha dei difetti, errori e altri elementi che non si possono ignorare anche se è un film dedicato ai più piccoli. Ed è costato 170 milioni! Quando un film costa così tanto tendo a essere un po’ più critico del solito, me ne rendo conto e mi dispiace ma a mio avviso si dovrebbe cercare di curare il più possibile questi prodotti commerciali. Stiamo pur sempre parlando di film dove hanno partecipato un bel po’ di persone, ci vuole il giusto rispetto dell’operato di queste persone.

      1. Parole sante! Anche la stessa Disney un tempo, quando faceva film destinati ad un pubblico molto giovane, riusciva a mantenere una dignità narrtiva ed una messa in scena che risucivano a soddisfare anche un pubblico più esigente: penso a pellicole degli anni ’50 come 20.000 leghe sotto i mari, degli anni ’60 come FBI Operazione gatto, degli anni ’70 come L’isola sul tetto del mondo, per non parlare degli incredibili successi di fine millennio scorso come Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi o molto più recentemente il sottovalutato Tommorwland… Tutti film godibilissimi, ben curati, sicuramente buonisti e non trasgressivi, ma che non trattavano mai lo spettatore come se fosse un maiale al trogolo e piuttosto potevano peccare per cercare di farlo evadere nella nuvola rosa della spensieratezza.
        Quindi, no, non si deve essere gentili con chi oggi, dopo tutte questa esperienza cinematografica alle spalle e con tutta la potenza di fuoco a disposizione (soldi, tecnica e marketing) non riesce ad uscire dalla palude della mediocrità, poichè cinema per ragazzi non significa cinema per stupidi, come per la letteratura e per tutto il resto…
        Buona serata, amico mio.

        1. E’ anche una questione di rispetto nei confronti degli spettatori siano essi giovani oppure adulti. Non dico di creare delle trame originali e complesse ma una trama semplice e solida e dei personaggi umani e non macchiette. E soprattutto evitare momenti comici sciocchi.

  4. “L’unica nota negativa che mi viene da fare al film è la stessa di Spy Kids 2: le battute/scene sulla cacca. ” MUHAHHAHAHAHHAHAHH!!!! Cmq anche io ho trovato carino il film, anche se per me bastava la presenza di Jack Black!!! Mitico \m/\m/

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