Una piccola stella

Mi faccio vedere e sentire poco qui – e altrove – e non posso usare la scusa del caldo, l’esaurimento nervoso perpetuo, degli esami che non do e del tirocinio, ma di fatto è così. Ne faccio troppe di cose e ne voglio fare di più; ciò che cerco è l’equilibrio.

L’autore John Ajvide Lindqvist, definito lo Stephen King scandinavo nelle recensioni, rimane poco conosciuto, e forse anche incompreso, in Italia, nonostante io pensi che sia davvero uno scrittore di talento che è stato capace di creare libri ognuno più bello dell’altro.
Quindi oggi parlerò dell’ultimo dei suoi romanzi che ho letto – e amato -, “Una piccola stella”. Anche se non è il mio preferito. Quel posto di onore spetta a “Lasciami entrare” di cui io e The Butcher parleremo un giorno.

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Trama:
L’autunno è la stagione perfetta per andare a caccia di funghi, così pensa Lennart Cederström, ex cantante pop svedese che un tempo sognava il successo. Durante questa sua escursione fa però un incontro inaspettato: avvolta in un sacchetto di plastica, in punto di morte a causa del soffocamento, lui trova una neonata. Nel momento in cui la libera, permettendole di respirare di nuovo, la piccola emettere una singola nota perfetta. Lennart è certo a quel punto di aver trovato la sua Piccola Stella, un modo per riscattare una vita di fallimenti. Quindi decide di tenere la piccola per sé, in gran segreto, senza denunciare nulla alle autorità, sotto il consenso taciturno e sottomesso della moglie. La cresce come una figlia, educandola al mondo della musica nel seminterrato di casa, facendole credere che il mondo fuori è malvagio e non esiterà farle del male se lei glie ne darà la possibilità. Il nome suo sarà Theres.
Da un’altra parte della Svezia cresce Teresa, una bambina diversa e sola, che cerca il suo posto nel mondo, un significato per connettere con esso, con qualcosa che le sembrerà sempre più estraneo.
Le due saranno destinare a incontrarsi.
Due lupi solitari in cerca di un branco e della loro vendetta.

Questo libro racconta una storia che fin dall’inizio lascia l’amaro in bocca; parla di persone non belle in contesti mediocri e normali. In parole povere parla di persone che vivono la loro vita di tutti i giorni, senza che ci sia la necessità di essere dei benefattori.
Perché Lennart non salva Theres per amore, pietà o senso del dovere. Al di là della sorpresa iniziale di ritrovarsi una bambina al posto dei funghi, lui ha un suo scopo non appena scopre le abilità canore della bambina. Trovarla sembra dare una scossa alla sua vita altrimenti monotona e quindi lui ci si aggrappa, come un predatore contro un piccolo cucciolo di lupo.
Therese è un bambina probabilmente autistica – non viene specificato nel libro ma ciò è lasciato molto intendere: non guarda negli occhi, è spesso assente, si fissa sugli oggetti, è selettiva nel cibo e via dicendo. Se poi una bambina del genere viene cresciuta all’interno di un seminterrato, facendole credere che fuori il mondo è crudele con i Piccoli (che non è poi proprio una bugia), allora è normale che cresca con un pensiero deviato della realtà.
Teresa, dall’altra parte, ha una vita normale ma di sicuro anche lei non è neurotipica perché faticherà a trovare un gruppo, ad avere amici, venir accettata. Poi, al contrario della bellezza angelica di Theres, Teresa è sovrappeso; ciò la esclude da ogni possibile rapporto sociale: non è bella, non è brava a scuola, non è popolare. E’ mediocre, è anormale, è una sognatrice, è solitaria, è sola.

Secondo me John Ajvide Lindqvist ha sempre avuto un enorme abilità nel saper parlare di persone, persone reali, che potresti incrociare tutti i giorni. Ma soprattutto di adolescenti, di cui è così difficile scrivere. Lui in questo ha una capacità innata, perché scava a fondo nella loro psiche inizialmente ingenua e poi man mano sempre più contaminata dal mondo, perché sì… l’adolescenza è quel periodo della vita in cui la mente viene “sporcata” e non tornerà mai più come prima.

 

[Shiki Ryougi 両儀 式]

12 pensieri riguardo “Una piccola stella

      1. scusa tu. in alto a sinistra c’è scritto che “Questo blog è nato il:
        05 agosto 2013”. domani saranno, ah! avevo letto 2003. ora, per rimediare a questa figura di emme dovrei farne una più grossa, quasi epocale, per creare un diversivo. non mi viene in mente niente…

        (chiedo venia)

  1. Non so come descrivere compiutamente la sensazione che ho provato (un misto di ansia, emozione per la scoperta, frustrazione per non saperne di più, altro…), ma sappi che è da quando ho finito di leggere la tua recensione che non vedevo l’ora di andare nella mia libreria preferita (devi sapere infatti che a differenza dei supporti multimediali, dei gadget dal Giappone, delle componenti tecnologiche e dei videogames, io non compro mai libri nel web e nemmeno da altre librerie occasionali, tranne quando vado all’estero) per impadronirmi del volume edito da Marsilio… Così, quando finalmente questa mattina sono riuscito ad andare (sottolineo che quando vado nella mia libreria non ci sto mai meno di due ore… Guardo tutto, saluto tutti, sfoglio, chiacchiero, etc.) ero persino eccitato!

    Okay, Una piccola stella non era subito disponibile ed allora mi sono preso i tre titoli che ho trovato…

    Insomma, tutto questo per dirti, cara Shiki, il tuo pezzo mi ha ammaliato, catturato, ipnotizzato, sedotto ed infine lasciato con un desiderio incredibile, come una persona assetata senz’acqua in mezzo al deserto: hai scritto senza svelare e mi hai sconvolto solo accennando… Come ti si potrebbe resistere?

    1. I libri anche li compro per la maggior parte in libreria e anche i fumetti, quando è possibile. =)
      Sul resto, che dire, se non che mi fa un sommo piacere sapere che ho catturato la tua attenzione?
      Poi fammi sapere!
      Su fb ho visto quali hai acquistato, e ne ho letti due su tre, se non sbaglio ad avere letto i titoli. Lasciami Entrare è il MUST dell’autore, ma tutti i libri suoi che ho letto mi hanno ammaliato!

      1. Sono abbastanza maniaco della cronologia, perciò sono partito dal primo romanzo ovvero Lasciamo Entrare del 2006, poi passo a l’Estate dei Morti viventi che in libreria davano per esaurito ma che ho trovato nello store online di IBS tra l’altro al prezzaccio di €9,45, quasi la metà!
        Per ora sto adorando la sua scrittura, sembra un Clive Barker ancora più asciutto… Un grande romanziere, comunque.

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