Madonna Nera – Germano Hell Greco

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo, come da tradizione, abbiamo ripreso a parlare di animazione e in questo caso abbiamo anche deciso di iniziare a discutere del leggendario Studio Ghibli con il suo primo film animato diretto da Hayao Miyazaki ossia Laputa – Castello nel cielo. Pazu è un ragazzino orfano che lavora in miniera e un giorno vede una ragazzina, Sheeta, cadere dal cielo, ma lentamente grazie al potere di un ciondolo che porta al collo. I due diventano amici e Pazu le racconta di Laputa, la leggendaria città volante che suo padre aveva fotografato in parte prima di morire, anche se nessuno gli ha mai creduto. Poco dopo lui e Sheeta vengono presi di mira dai pirati di Dola, che vogliono rubare la pietra di Sheeta e in seguito vengono anche fermati dall’esercito che è alle dipendenze di Muska, l’uomo che aveva rapito Sheeta. Il suo obiettivo è quello di raggiungere Laputa e prenderne i segreti e i due ragazzini faranno il possibile per arrivare per primi e fermare i piani di Muska. Questo film aveva un budget minore rispetto ai futuri film del Ghibli ma nonostante tutto risulta veramente curato, con delle bellissime animazioni fluide, una regia stupenda e ispirata, capace di gestire i vari momenti e creare immagini molto forti. Le ambientazioni sono incredibili così come lo sono i disegni dei personaggi e delle aeronavi. La storia ha dei personaggi scritti benissimo che si fanno apprezzare, oltre che ad avere delle tematiche care al regista come l’ambientalismo, l’antimilitarismo e l’innocenza dei bambini che sono trattate benissimo. Lo consiglio assolutamente!
Con l’articolo di oggi cambiamo completamente argomento e dal mondo del cinema passiamo a quello della letteratura per discutere di un’opera italiana interessante che basa la sua storia sul folklore.
Ecco a voi Madonna Nera, romanzo horror del 2024 scritto da Germano Hell Greco ed edito dalla Acheron Books.

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Trama:
La storia è ambientata ad Alepia, un piccolo paesino della Puglia in cui le cose non cambiano mai e chiunque rimanga lì rimane quasi intrappolato. Pietro è un giovane uomo che accudisce la madre malata in casa, una casa piena dei quadri del padre defunto che rappresentano l’inquietante Casa Nera. In questa storia ci saranno anche Sandro, amico di Pietro, che però ha deciso di darsi alla malavita, Kiki, una ragazza che cerca di andare avanti come artista su internet e Giada, l’ex-ragazza di Pietro, costretta a prostituirsi. Nella loro vita però sin insinuerà qualcosa di inquietante trasportando diversi orrori. Qualcosa di antico legato al culto della santa locale, Santa Feba.

Avevo comprato questo libro durante la Fiera del libro di Torino del 2024 e infatti mi dispiace di aver aspettato così tanto prima di parlarne. Sta di fatto che mi aveva affascinato proprio perché era un’opera italiana che si basava sul folklore e io ho una grande passione per questo argomento che, purtroppo, non viene usato tanto nel nostro Paese, nonostante l’enorme potenziale. Quindi, senza perdere altro tempo, iniziamo con la recensione.

Partiamo come al solito dallo stile di questo libro, uno stile davvero interessante e che aiuta parecchio a immergersi nell’orrore di questa storia. Infatti lo stile risulta ben studiato, uno stile che in certe occasione fa sentire il lettore alienato come i suoi personaggi, uno stile capace di descrivere Alepia non solo a livello visivo ma anche attraverso i suoi suoni, i suoi odori, la luce del sole che colpisce senza pietà i suoi abitanti. La descrizione del luogo rende Alepia reale e allo stesso tempo terrificante, un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato molti anni prima, in cui le persone muoiono lentamente, dove le cose si ripetono all’infinito e dove la violenza sembra essere alla sua base. In tutto questo i termini sono ricercati e usati bene e non danno mai l’idea di qualcosa di pomposo. Tutto ciò per me è fondamentale visto che in una storia simile il luogo in cui tutto avviene è di grande importanza, quell’universo costruito così bene che rende le vicende credibili e riesce ad affascinarci e terrorizzarci. Infatti Alepia non è semplicemente un luogo sullo sfondo ma un personaggio chiave.

Parlando ancora dello stile, ci sono altri elementi positivi da sottolineare come ad esempio il fatto che in certe occasioni tende a formulare frasi brevi e secche, risultando molto diretto e aiutando molto con il ritmo. Tra l’altro apprezzo anche come riesce a farci comprendere chi dei personaggi stia parlando attraverso le sue parole e il suo modo di parlare. Inoltre questo stile riuscirà anche a trasportarci lentamente in un incubo in cui la realtà e l’illusione si confondono, in cui i nostri personaggi non sapranno mai discernere le due, creando così ansia e costruendo una forte tensione. Riuscire a fare ciò non è affatto semplice e per esperienza ho visto sia nel mondo della letteratura sia nel mondo del cinema persone fare questi tentativi, con un risultato pessimo in quanto risultavano veramente caotici e costruiti male. Qui invece l’autore riesce nello scopo d creare la tensione e di far sentire il lettore quasi dissociato come i suoi personaggi. Purtroppo lo stile non è esente da difetti, infatti in qualche occasione mi è capitato di dover rileggere qualche parte per capire chi stesse parlando o cosa stesse succedendo, ma per fortuna non mi è successo spesso e non rovina la tensione. Lo stile è stupendo così come la sua storia.

Su questo punto cercherò di non parlare troppo. Il libro è abbastanza breve e fare spoiler in questo caso è alquanto semplice, ma sta di fatto che questo romanzo convince per i suoi quattro protagonisti, protagonisti che non sono affatto degli eroi ma persone comuni che tentano di sopravvivere in una terra che sembra volerli risucchiare come tutti gli altri. Inoltre non sono esenti da difetti, basti pensare ad esempio a Sandro che comunque fa parte della malavita. Ritroviamo anche elementi davvero ottimi e già visti come sette sataniche e riti che però sono posti in maniera molto interessanti proprio grazie allo stile e al modo in cui la storia è impostata. Anche il culto di Santa Feba riuscirà ad affascinare, un culto antico e di cui si sa poco e che sarà al centro di ogni cosa. Mi dispiace non poter andare avanti, ma voglio veramente che vi godiate questo libro al meglio perché merita veramente.

Per concludere, Madonna Nera è un romanzo horror davvero affascinante che sa colpire per la sua storia e i suoi personaggi ma soprattutto per lo stile che ci aiuta a immergerci in un posto fermo nel tempo e in cui si ha l’impressione di percepire qualcosa di molto antico e maligno. Lo consiglio assolutamente!

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

4 pensieri riguardo “Madonna Nera – Germano Hell Greco”

  1. Condivido il tuo pensiero sul folklore, ed aggiungo che l’Italia avrebbe storie e paesaggi perfetti per l’horror; soprattutto se, come mi pare di capire, all’orrore “metafisico” si aggiunge quello “esistenziale” della provincia. Purtroppo, c’è stato un momento storico (intorno agli anni Sessanta-Settanta, direi) in cui si è cominciato a pensare alle storie “folkloristiche” come rimasugli del passato, di cui liberarsi allo scopo di trasformare l’Italia in un paese realmente moderno… ed al giorno d’oggi, mi pare che gli unici recuperi di quella tradizione, a parte casi meritoria come questo, siano a scopo puramente turistico.

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