Imaginary (film)

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Come da tradizione nello scorso articolo abbiamo ripreso a parlare di animazione e l’abbiamo fatto con un’opera della Pixar, un film molto ambizioso e con delle belle tematiche che ebbe la sfortuna di incontrare il lockdown e per questo finì direttamente in streaming, Soul. Joe Gardner è un’insegnante di musica che vorrebbe suonare il jazz e finalmente trova quest’opportunità riuscendo a entrare nel gruppo di una nota jazzista. Joe è talmente contento che non guarda dove va e cade in un tombino, morendo. La sua anima finisce nell’Oltremondo ma rifiutandosi di morire prova a scappare e per sbaglio si ritrova nell’Antemondo. Qui le anime vengono plasmate affinché possano andare sulla Terra e Joe viene confuso come un mentore e gli viene affidato 22, un’anima cinica che si trova lì da millenni e che odia la Terra. Joe e 22 si alleeranno per realizzare i propri obiettivi. A livello tecnico questo film è incredibile, con ambienti realistici per la Terra e molto stilizzati per l’Antemondo. Il character design è stupendo, molto variegato per gli esseri umani e ben gestito per le anime  ma soprattutto per i Jerry che ricordano La Linea di Cavandoli e la regia valorizza tutto ciò. La storia ha due protagonisti stupendi e ben caratterizzati e con un messaggio bellissimo legato alla vita e alla bellezza dei piccoli momenti, un messaggio maturo che viene affrontato bene per buona parte del film ma che si perde nel finale. Nonostante ciò lo consiglio assolutamente!
Torniamo ai live-action e nel mondo dell’horror, ma questa volta non andremo a parlare di un’opera ben fatta bensì di un che considero quasi tra le peggiori del 2024 ma che poteva avere del reale potenziale.
Ecco a voi Imaginary, pellicola horror del 2024 scritta da Jeff Wadlow, Greg Erb e Jason Oremland e diretta da Jeff Wadlow.

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Trama:
Jessica (DeWanda Wise) è una famosa scrittrice di libri per bambini che si è da poco sposata con il musicista Max (Tom Payne) e con le figliastre Taylor (Taegen Burns) e Alice (Pyper Braun) si trasferisce nella sua vecchia casa d’infanzia dove non tornava da quando aveva cinque anni. Max è uscito da un vecchio matrimonio complicato, con l’ex moglie che è impazzita e ha ferito perfino Alice. Quest’ultima, mentre esplora la casa, trova un vecchio orsacchiotto a cui si affeziona e chiama Teddy, diventando il suo amico immaginario. La bambina fa vari giochi con l’orsacchiotto e grazie a ciò ritrova il sorriso, ma con il passare del tempo questo legame diventerà sempre più strano e inquietante e Jessica scoprirà che Teddy è in qualche modo legato alla sua infanzia.

Quello che mi aveva un po’ incuriosito del film era l’idea di base legata all’immaginazione dei bambini e al concetto di amico immaginario in un contesto horror. Apprezzo questo genere di idee ma quando vidi il trailer avevo parecchi dubbi e sapere che il regista era lo stesso di Obbligo o Verità e Fantasy Island non migliorava la situazione.

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Iniziamo con il lato tecnico e purtroppo non iniziamo nel migliore dei modi. Il prologo è una parte molto confusa che voleva far interessare immediatamente il pubblico alla storia e porre le basi sul mistero del passato di Jessica (che poi non è affatto un mistero perché capiamo subito cos’è successo). Il problema è che il tutto ci viene mostrato in maniera così improvvisa e confusionaria che poteva essere evitata oppure costruita in maniera migliore, senza rivelare e mostrare troppo. E come se non bastasse vediamo perfino una delle forme della creatura, una cosa sbagliata a mio avviso anche perché questa forma, così come quelle che vedremo in seguito, è veramente banale e senza fantasia e non ha niente che possa essere inquietante o grottesca. La situazione non migliora andando avanti.

La prima parte del film si concentra sui personaggi e sull’evoluzione della storia ma è una parte veramente noiosa. Non succede nulla di profondamente rivelante e anche la costruzione della tensione fallisce miseramente in parte perché il film non ha un’atmosfera inquietante e in parte perché il regista non sa mettere in scena momenti veramente costruiti bene, nonostante ci provi. Ad esempio una cosa su cui puntava era mettere sullo sfondo, nell’oscurità, questa figura che era praticamente l’amico immaginario, cercando di nasconderlo e senza farlo vedere troppo un po’ com’era successo per la serie televisiva The Haunting of Hill House. Il problema è che nell’ultimo caso c’era un regista molto bravo che riusciva a costruire un’ottima atmosfera e a essere sottile, qui no. Tra l’altro non so perché ma a volte la regia qui tende a essere piatta nei momenti catartici mentre diventa più curata e costruita in altri punti che non hanno rilevanza. I jumpscares sono presenti ma sono veramente pochi e fatti male e nella prima parte ero così annoiato che quasi mi dispiaceva non avessero inserito numerosi jumpscares a caso. Nella seconda parte invece non ho apprezzato la pigrizia con cui hanno realizzato le forme dell’amico immaginario ma soprattutto il mondo da cui proviene. Anzi possiamo dire che le forme di Teddy sono quasi comiche, senza mai riuscire a essere grottesche (cosa che sarebbe stato in linea con il concetto di fantasia da bambino corrotta) ma è il modo in cui hanno realizzato il suo mondo che mi ha fatto innervosire ma questo lo spiegherò parlando della sceneggiatura.

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La prima cosa che notiamo che non funziona sono i dialoghi. Questo perché in diverse occasioni sono innaturali, sono dialoghi forzati che vogliono far capire la situazione allo spettatore ma così facendo si creano momenti per nulla naturali tra i vari personaggi. Inoltre non c’è un vero personaggio per cui fare il tifo. Tra tutti Jessica è quella che possiamo definire decenti, ma gli altri saranno completamente piatti perfino Alice che in realtà dovrebbe essere quella che aveva molto da dire. Taylor è veramente antipatica come poche cose, un’adolescente che non accetta Jessica come matrigna ma che cerca sempre un motivo sciocco per litigare e Max è completamente inutile visto che poi sparirà del tutto. I colpi di scena sono divisi in due categorie: deboli e insensati. Nel primo caso avremo rivelazioni abbastanza ovvie e scontate ma nel secondo sono proprio colpi di scena che vogliono sorprendere lo spettatore ma senza che abbiano molto senso a livello di trama, soprattutto per quanto riguarda un certo personaggio. Quello che però non ho apprezzato affatto è la mancanza di immaginazione. Per essere un film che poneva le basi su questo, non c’è alcuna tipo di fantasia né da parte di Jessica né da parte di Alice e ancor meno nel luogo da cui proviene Teddy, un luogo banale e scialbo che, secondo la storia, poteva plasmarsi e cambiare a seconda delle fantasie delle persone. Riguardo la storia non avrei nient’altro da aggiungere, visto che questo film è la fiera della banalità.

Per concludere, Imaginary è un film senza immaginazione (e questa battuta dovevo farla), un film con un lato tecnico piatto, un mostro dimenticabile e una sceneggiatura forzata e superficiale. Non lo consiglio affatto.

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

9 pensieri riguardo “Imaginary (film)

    1. Io tendo sempre a guardare qualsiasi cosa, perfino opere noiose come questa. E secondo me è utile guardare questi film proprio per capire gli errori commessi ed evitare di ripeterli. Che poi è un dispiacere, hai una tematica così interessante e la sprechi nella maniera più pigra possibile.

  1. L’ho visto, speravo in qualcosa di nuovo e invece è peggio dei soliti horror, soprattutto per i dialoghi forzatissimi, come hai detto, e per la totale assenza di momenti di reale tensione.

    1. Sì, è stato un disastro sotto ogni punto di vista. Tra l’altro un’altra cosa che mancava, oltre a una sceneggiatura decente e una regia ben fatta, è la fantasia. Ciò, si basa tutto sull’immaginazione dei bambini ed è la cosa più blanda che abbia mai visto.

    1. Guarda, sarebbe strano se te lo ricordassi. Dimenticabile in qualsiasi cosa, l’unica cosa che ti lascia è la sensazione di aver visto qualcosa di completamente sbagliato nella sua costruzione.

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