Onward – Oltre la magia

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di un film in live-action e abbiamo deciso di portare un’opera molto bella, un’opera che ha fatto la storia de cinema, che ha ispirato tanti magnifici registi e che ancora oggi rimane moderna, Il tesoro della Sierra Madre. La storia è ambientata nel Messico del 1925 e due americani, Dobbs e Curtin, si ritrovano in uno stato di povertà, sono costretti a fare l’elemosina e vengono perfino raggirati da un truffatore. Un giorno però incontrano Howard, un vecchio cercatore d’oro con una grande esperienza e i due decidono di unirsi a lui alla ricerca dell’oro e riescono a trovarlo, ma le cose non andranno come speravano. La regia di questo film è moderna ancora oggi, con una costruzione dell’immagine curata, una profondità di campo stupenda e movimenti studiati e precisi che creano dinamismo. Il ritmo è perfetto ed evolve la situazione in maniera naturale mentre la fotografia è incredibile sia di giorno che di notte. La storia è affascinante, si prende i suoi tempi per presentarci i personaggi e le tematiche centrali e mostra tre personaggi scritti in maniera magnifica di cui il migliore è senza dubbio Dobbs, per il modo in cui si farà prendere dalla febbre dell’oro e diventerà paranoico e avido. Anche gli altri due sono stupendi, più positivi ma descritti come antieroi. Un film che consiglio assolutamente!
Si ritorna a parlare di animazione e in questo caso torniamo dalla Pixar per discutere di un film che ebbe molta sfortuna.
Ecco a voi Onward – Oltre la magia (Onward), pellicola animata del 2020 scritta da Dan Scanlon, Jason Headley e Keith Bunin e diretta da Dan Scanlon.

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Trama:
Un tempo il mondo era magico e pieno di avventure e i maghi usavano i loro talenti per aiutare i bisognosi. Non tutti però potevano usare la magia e nel corso degli anni la tecnologia si è evoluta, semplificando la vita a tutti e rendendo obsoleta la magia che è scomparsa. Ian Lightfoot (Tom Holland) è un’adolescente che festeggia i 16 anni e che fa fatica ad aprirsi agli altri, mentre suo fratello maggiore Barley (Chris Pratt) è un fanatico della storia e dei giochi di ruoli basati su tali eventi storici e per questa sua particolarità Ian lo trova imbarazzante delle volte. Ian non ha mai conosciuto il padre, morto poco prima che lui nascesse, e vorrebbe incontrarlo. Proprio nel giorno del compleanno sua madre Laurel (Julia Louis-Dreyfus) da ai figli un regalo del padre ossia un bastone magico, una rarissima Gemma Fenice e un incantesimo evocativo che gli permetterà di tornare in vita per un giorno. Con grande sorpresa Ian score di avere il dono della magia e tenta di evocare il padre ma l’incantesimo non funziona bene e viene evocata solo la parte inferiore del corpo del padre e la Gemma Fenice, fondamentale per la magia, si disintegra. Barley decide quindi di partire con il fratello e il padre alla ricerca della Gemma Fenice prima che scada il tempo.

Alla sua uscita il film fu un enorme flop e la colpa è principalmente del Covid. Infatti uscì qualche settimana prima che ci fosse il lockdown (da noi fu rimandato per diversi mesi invece). A livello di critica ebbe buone recensioni anche se non entusiasmanti e in generali in pochi lo conoscono e questo mi fa dispiacere perché a mio avviso merita molto di più.

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Partiamo come al solito dal lato tecnico, un lato tecnico che ancora una volta si dimostra di altissima qualità, dimostrando come su queste parti la Pixar e i suoi animatori non sbagliano mai. Ho trovato davvero molto interessante il character design dei personaggi in quanto si vede chiaramente lo stile della Pixar, con linee morbide e rotonde e grandi occhi a palla e in questo caso si sono anche potuti sbizzarrire con i vari abitanti visto che appartengono a numerose specie magiche tra goblin, centauri, ciclopi sirene e così via. Con loro hanno usato elementi unici che li contraddistinguono bene e che rende questo mondo variegato, complesso ma soprattutto colorato e vivace. Anche il design dei protagonisti è molto convincente, basandosi sulla semplicità e non esagerando con i tratti caratteristici. Ad esempio Ian assomiglia in tutto e per tutto a un’adolescente con il fisico magrolino e i capelli ricci e folti ma, essendo un elfo, gli hanno dato caratteristiche uniche come la pelle blu e le orecchie a punta (inoltre mi piace molto il naso grande che ha).

In tutto questo ho apprezzato molto come sono riusciti a inserire tutte queste creature in un mondo moderno simile al nostro e anche la cittadina è resa molto bene anche se avrei voluto vedere qualche particolarità in più. Hanno deciso di mostrare una cittadina uguale alla nostra perché ai fini della trama non era importante e volevano concentrarsi sui due fratelli ma, visto anche il contesto, avrei apprezzato qualcosa di unico che andasse a soddisfare le peculiarità delle varie specie (com’era accaduto ad esempio per Zootropolis). Nonostante ciò la qualità e la quantità di dettagli è veramente impressionante. Ho apprezzato molto anche la regia del film. Il regista aveva già fatto un ottimo lavoro con Monsters University e qui si dimostra in grado di gestire alla grande i tempi, regalando ritmo alla storia e gestendo bene le battute, i momenti d’azione e quelli drammatici. Inoltre alcune sequenze sono veramente degne di nota come ad esempio la fuga in autostrada e in generale tanti momenti della seconda parte. Il lato tecnico è ottimo e anche la sceneggiatura dimostra di avere qualcosa da dire.

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A una prima occhiata questo film sembra avere una storia molto semplice e lineare, il che non è un problema se sai come narrarla ed è proprio questo uno dei punti di forza della pellicola ossia parlare di diverse tematiche con grande sensibilità e senza mai perdere di vista il loro obiettivo. L’esempio perfetto sono proprio Ian e Barley, il loro rapporto e la loro crescita. Ian è un adolescente timido e introverso che vorrebbe cambiare, vorrebbe essere più sicuro di sé e avere degli amici. Barley invece è un fanatico di storia e dei giochi di ruolo basati su di essa ed è anche un ragazzo carico di energia e senza timore di mostrare a tutti chi è veramente, nonostante venga giudicato strano. Ed è anche il personaggio migliore del film, un personaggio dolce che durante tutta quest’avventura non farà altro che sostenere il fratellino, aiutandolo come meglio può e cercando di fargli vedere i suoi vari talenti. Grazie alla sua conoscenza di magia, Barley sarà un mentore anche se su questo punto di vista ci saranno numerose disavventure e contrasti e Ian dovrà imparare a credere in lui e in sé stesso per imparare la magia. Adoro come hanno gestito il rapporto tra i due così come anche i loro litigi e il legame che mano a mano si rinforzerà sempre di più.

Il film non ha tantissimi personaggi secondari ma quei pochi presenti sono caratterizzati bene come Laurel che cercherà i figli insieme alla Manticora Corey (Octavia Spencer) e in generale i personaggi che appaiono hanno una buona scrittura. Quello che però adoro maggiormente è come abbiano parlato delle varie tematiche. Il rapporto tra fratelli è scritto benissimo così come quello della famiglia e della morte. Attraverso la semplicità e una grande sensibilità si parlano di temi delicati con entrambi i fratelli che desiderano rivedere il padre o nel caso di Ian conoscerlo almeno una volta e mostrargli chi sono diventati. E anche per il modo con cui tratta la morte e la perdita, attraverso il ricordo di Barley che ha degli ultimi giorni del padre e della paura che provava nel vederlo in quelle condizioni per colpa della malattia. Il tutto fatto attraverso scene molto dolci, scene che tra l’altro sono molto ispirate alla vita del regista che perse anche lui il padre quando aveva un solo anno. In questi momenti si vede una grande dolcezza che non sfocia mai nel melenso e ti fa affezionare alla storia e ai bellissimi personaggi. E la parte finale è veramente stupenda e racchiude perfettamente quello che ho scritto finora.

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Per concludere, Onward – Oltre la magia è un film realizzato benissimo con un lato tecnico di alta qualità, una regia ben fatta e un character design variegato e bellissimo. La storia è semplice e lineare che però tratta molto bene tematiche come la famiglia e la morte e mostra il rapporto e la crescita di due fratelli con grande cura. Lo consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

2 pensieri riguardo “Onward – Oltre la magia

  1. Non sapevo assolutamente di questa pellicola.
    Eppure sono taglieggiato da Disney – ma mio figlio è nella fase deadpool.
    Forse se mi faccio naturalmente beccare a guardarlo, si ferma-

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