Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di cinema live-action e abbiamo deciso di discutere di un’opera diretta da Steven Spielberg, un’artista che amo profondamente anche se questo film aveva diversi difetti abbastanza evidenti, Il mondo perduto – Jurassic Park. Ian Malcolm viene chiamato da John Hammond, l’ex capo della InGen, che gli rivela l’esistenza di un Sito B dove venivano creati i dinosauri prima di essere spostati nell’isola principale ma, dopo il passaggio dell’uragano Clarissa, i dinosauri sono liberi e vivono in completa armonia con quell’habitat. John vorrebbe che Ian andasse nel Sito B per studiare il comportamento dei dinosauri ma in un primo momento Ian rifiuta. Quando scopre però la presenza della sua ragazza nel Sito B, decide di andare s prenderla ma Peter, il nipote senza scrupoli di John, è arrivato con una squadra e vuole portare i dinosauri nel suo Jurassic Park a San Diego. Tecnicamente il film è superbo, la regia di Spielberg riesce ancora una volta a valorizzare ogni cosa e gli effetti speciali sono di altissima qualità, con animatronics migliorati, e questi risultano ancora oggi convincenti. Apprezzo la tematica ambientalista del film e anche l’ambientazione, ma la storia ha diversi punti deboli come ad esempio dei personaggi poco carismatici e dimenticabili, una lunghezza eccessiva e alcune cose che non tornano. Nonostante ciò è un’opera valida che consiglio.
In questo articolo cambiamo completamente argomento e dal cinema passiamo al mondo dei fumetti per discutere di un manga giapponese che mi ha affascinato e sorpreso.
Ecco a voi Gannibal (ガンニバル), manga seinen horror serializzato dal 2018 al 2021, edito in Italia dalla Hikari Edizioni e scritto e disegnato da Masaaki Ninomiya.

Trama:
L’agente di polizia Daigo Agawa viene trasferito nel piccolo villaggio di Kuge, un villaggio in mezzo alle montagne e bloccata nel tempo. Il trasferimento è avvenuto a seguito di alcuni comportamenti violenti durante il suo servizio e si sposta qui insieme a sua moglie Yuki e a sua figlia Mashiro che non parla più dopo un incidente in cui è stato coinvolto il padre. Nel villaggio si dimostrano tutti molto cordiali e amichevoli con loro, tutti tranne la famiglia Goto che sembra governare l’intero villaggio e che da poco ha perso il loro capo, Gin Goto, e la cui successione spetta al nipote Keisuke. Nel frattempo Daigo scopre anche delle informazioni raccapriccianti riguardo la scomparsa dell’agente Kano, il suo predecessore, e le sue ultime parole in cui accusava gli abitanti del villaggio di essere dei cannibali. E a quanto pare ciò non era infondato e Daigo si ritroverà a indagare sugli oscuri segreti di Kuge e dei Goto.
Avevo adocchiato questo fumetto fin da subito proprio per i disegni e, in quel breve arco di tempo in cui lo sfogliai, per le atmosfere. E il negoziante mi ha dato il colpo di grazia paragonandolo per atmosfere e anche folli a Non aprite quella porta. Amo profondamente quel film e il paragone mi ha conquistato del tutto. Partiamo con ordine.

I disegni, come avevo già detto, sono stati tra le prime cose che mi hanno colpito in quest’opera per via dei loro tratti sporchi e marcati. Diciamo che è un tipo di stile che apprezzo particolarmente, uno stile volutamente impreciso e ricco di linee che creano situazioni e immagini incredibili ma che hanno anche un problema: se non utilizzate bene possono creare confusione. In questo caso il mangaka usa perfettamente questo stile di disegno in diversi elementi e in primis proprio nell’atmosfera. L’atmosfera del manga è opprimente e per l’appunto sporca, l’autore non si fa problemi a mostrarci certi orrori commessi in questo villaggio e lo fa attraverso scene e sequenze cariche di tensione in cui il volto di certi personaggi arriva a spaventare in quanto rappresenta appieno la follia, la rabbia di quel preciso momento, dà corpo alle emozioni di questo tipo. Il tutto viene fatto senza distorcere troppo il volto dei personaggi, ma enfatizzando certi elementi coma la bocca aperta come se avessero fame, gli occhi carichi di emozioni molto forti e così via.
Tra l’altro con questo stile l’autore enfatizza molto le scene d’azione, che risultano molto dinamiche e anche cinematografiche nelle loro sequenze. Questi momenti scorrono molto bene e perfino in sequenze in cui l’azione si svolge in uno spazio ristretto l’autore riesce a sottolineare la tensione e la fatica che provano i personaggi. Nonostante ciò il manga non è privo di difetti in quanto proprio in questi momenti, nelle scene d’azione, si fa fatica a comprendere cosa succede in qualche passaggio, il tutto legato proprio allo stile sporco e ricco di linee imprecise, e ho dovuto riguardare meglio la scena per capire. Fortunatamente questo non accade spesso ma in ogni caso questo manga riesce veramente a mettere in scena la sporcizia e il disgusto veramente bene ed è una cosa che da carattere e anima al manga ed è una cosa che in pochi sono capaci di realizzare. Ovviamente anche la storia riesce a colpire.

Fin da subito Agawa viene ben accolto dagli abitanti del villaggio che si dimostrano accoglienti e calorosi, ma dall’inizio si notano elementi particolari come i Goto, che vivono isolati ma dominano il villaggio ed è proprio con loro che Daigo si scontra. Tutto però cambia con il ritrovamento di un pezzo umano (un dito) che rende le parole dell’agente Kano molto più inquietanti e pesanti. Da qui iniziano le indagini personali di Daigo che man mano diventeranno molto più pericolose e coinvolgeranno anche altre persone. E nonostante lui sia un semplice poliziotto continuerà a scavare nel passato di questo villaggio e a combattere in prima linea. In realtà poteva scappare fin da subito e lasciare le indagini ad altri, ma rimane in parte per un forte senso di giustizia e in parte perché gli piace quella situazione. Ed è qui che Daigo assume delle sfumature molto interessanti, lati oscuri della sua personalità, i suoi difetti ma anche dei lati positivi come il senso del dovere e l’amore che prova verso la sua famiglia.
Daigo è un protagonista molto interessante così come lo è la sua famiglia, in particolar modo Mashiro e il motivo per cui non parla più, ma anche la sua capacità di vedere il buono negli altri e di capirli. Il manga è ricco di personaggi secondari veramente affascinanti, ognuno con un’ottima tridimensionalità che li rende realistici e complessi e tra tutti quello che ho apprezzato di più è proprio Keisuke per via dei dogmi che gli sono stati inculcati e le sue idee per il bene del villaggio che lo porteranno a uno scontro interiore veramente ben costruito. I personaggi sono stupendi e un altro personaggio che riesce a stupire è proprio il villaggio stesso. Kuge è un luogo pieno di vita ma con alle spalle una storia veramente oscura e carica di morte e odio. Specialmente l’odio sarà qualcosa di ben radicato, qualcosa quasi impossibile da debellare e che muova ogni cosa insieme a una rabbia nascosta pronta a esplodere in ogni momento. In tutto questo viene praticato un culto antico in cui si venera “Lui”, una figura misteriosa che sembra muoversi tra le persone. E, un po’ come Laura Palmer in Twin Peaks, tutto si muove grazie a Gin Goto che nonostante sia morta ha ancora un forte ascendente sul villaggio e muove i fili di questa macabra storia (e anche lei si dimostra uno dei personaggi migliori di questo manga).

Per concludere, Gannibal è un manga con uno stile ben riconoscibile e interessante che valorizza parecchio i momenti di tensione e anche le scene d’azione o comunque i momenti in cui la follia esplode. La storia è affascinate così come lo sono i numerosi personaggi dell’opera, scritti tutti benissimo. Un manga che vi lascerà con il fiato sospeso e che vi consiglio assolutamente!
Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
A prescindere dalla storia, i disegni sono troppo sopraffacenti da gestire.
I disegni opprimono parecchio ed è anche quello lo scopo. L’autore con il suo stile crea un senso di soffocamento che fa veramente impressione e aiuta molto la storia.
Non è quello, ma sono troppo dettagliati per i miei gusti. Purtroppo non riesco a gestire disegni che vanno oltre alle comic strips (e comunque faccio fatica).
Sì, lo so bene. Effettivamente questi disegni mostrano una certa complessità al contrario della semplicità delle comic strips dove non ci sono gli stessi dettagli ma comunque lo stile riesce sempre ad affascinare.
Sembra interessante
Sono contento che ti interessi! È una storia interessante che riesce a tenere in tensione e si dimostra scritta benissimo. Te la consiglio con piacere
fantastic director, enjoyed this post.
Thank you very much!
💙
[…] seriale di 13 volumi che è riuscita a colpire parecchio e a far parlare di sé ossia Gannibal di Masaaki Ninomiya. Daigo è un poliziotto che viene trasferito nel villaggio di Kuge, un villaggio isolato in mezzo […]