Kung Fu Panda

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo continuato a parlare della DreamWorks e dei suoi film arrivati, arrivando a discutere di una delle opere più strane e assurde che abbiano mai fatto, Bee Movie. Barry è un’ape che vive in un’alveare e dovrà iniziare a lavorare, ma rimane deluso quando scopre che, appena sceglierà un lavoro, dovrà fare solo quello per tutta la vita. Un giorno, uscendo dall’alveare, viene quasi ucciso dagli esseri umani, ma viene salvato da una donna di nome Veronica e lui decide di rompere una regola delle api, mai parlare agli umani. Tra i due nascerà una forte amicizia, ma è qui che Barry scoprirà che gli umani rubano il miele delle api e deciderà di fermarli. Non credo che esista una parola giusta per descrivere questo film, una delle cose più assurde che siano mai state create. Il lato tecnico è buono ma ciò che rimane impresso è la storia: una relazione platonica tra un’ape a un’umana, un’ape che manda a processo l’intera umanità, Sting e Liotta sotto accusa, scene senza senso e quasi oniriche per quanto folli. L’obiettivo del film era far capire alle persone l’importanza delle api per la natura, ma ricordiamo questo film solo per le sue assurdità. Un film che certamente riesce a intrattenere, anche se per i motivi sbagliati.
Continuiamo ancora con la DreamWorks Animation e andiamo a discutere probabilmente di una delle loro opere più famose e amate, insieme a Shrek e Dragon Trainer.
Ecco a voi Kung Fu Panda, pellicola animata del 2008 scritta da Jonathan Aibel e Glenn Berger e diretta da Mark Osborne e John Stevenson.

Trama:
Po (Jack Black) è un panda che lavora come cameriere nel ristorante di spaghetti gestito da suo padre Ping (James Hong). Quest’ultimo vorrebbe che il figlio continuasse la tradizione di famiglia ed ereditasse il ristorante, ma Po non vuole questo, lui vuole diventare un esperto di kung fu. Un giorno la tartaruga Oogway (Randall Duk Kim), un tempo maestro di kung fu, avverte il maestro Shifu (Dustin Hoffman) che è arrivato il momento di scegliere il nuovo Guerriero Dragone, ossia il miglior combattente di arti marziali e l’unico che può leggere la Pergamena del Dragone, una reliquia capace di donare grandi abilità a chiunque legga il suo contenuto. La cerimonia si svolge in un tempio e Shifu mostra i suoi allievi, Tigre (Angelina Jolie), Scimmia (Jackie Chan), Vipera (Lucy Liu), Gru (David Cross) e Mantide (Seth Rogen), pensando che sarà uno di loro a essere scelto. Con sommo stupore generale, Oogway indica Po come nuovo Guerriero Dragone. Intanto il pericoloso Tai Lung (Ian McShane), riesce a evadere di prigione per poter ottenere la Pergamena. Shifu sa bene quanto sia pericoloso e dovrà fare del suo meglio per allenare Po.

Penso che questo sia un film che ha bisogno di poche presentazioni, parliamo di una delle saghe più famose della DreamWorks e anche una delle più apprezzate in assoluto. Io lo vidi qualche anno dopo la sua uscita nelle sale e mi aveva divertito parecchio e sicuramente è un’opera che ha tanto da dire.

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In origine, nel 2004, Eric Whitacre aveva iniziato a trasporre il racconto di Rudyard Kipling, La foca bianca. La storia parlava di Kotick, un cucciolo di foca, che guidava il suo branco verso spiagge sicure dopo aver scoperto che gli umani davano la caccia a tutti loro. L’idea piaceva molto alla DreamWorks ma il progetto venne fermato proprio per Kung Fu Panda. L’idea venne in mente al produttore Michael Lachance e l’ispirazione venne presa da Kung Fusion, un’film comico d’azione che ai tempi ebbe molto successo (e che vi consiglio di recuperare assolutamente). Inizialmente però Lechance voleva che questa pellicola fosse una parodia della arti marziali ed è qui che il regista Stevenson si oppose. Lui optò per una commedia d’azione ispirata ai wuxia dove erano i personaggi a causare le risate e non le arti marziali, che voleva rappresentare con rispetto. Tra l’altro, cercando informazioni, ho scoperto che la DreamWorks aveva curato un concept simili in passato ossia animali che utilizzano le arti marziali ed era nel videogioco T’ai Fu: Wrath of the Tiger, creato dalla divisione videoludica (oggi defunta) DreamWorks Interactive. Onestamente non avevo la minima idea che la DreamWorks avesse una divisione simile.

Parlando del lato tecnico non si può fare a meno di rimanere impressionati dalla bellezza delle ambientazioni. Le strutture e il villaggio sono davvero molto belli e ricchi di dettagli, ma ciò su cui l’occhio si posa di più sono le ambientazioni naturali che mostrano un’attento studio fatto sul territorio della Cina. Gli alberi, l’erba e in generale la natura, è tutto ricco e fiorente e si rimarrà impressionati dalla loro bellezza e come effettivamente certi di questi luoghi riescono a trasmettere una sensazione di armonia, come nella scena dell’albero di pesche dove Po e Oogway parlano, con il cielo stellato alle loro spalle ricco di numerosi dettagli. Ciò che soprattutto riuscirà a regalare questa bellezza all’insieme è proprio la fotografia, con dei colori accesi ma allo stesso tempo veramente delicati, come il rosso del tramonto e dell’alba, il blu profondo della notte e anche il giallo del sole o del tempio per sottolineare la sacralità di quest’ultimo. Qui il film sorprende, ma ci sono altri elementi veramente ottimi come la regia. Questa riesce a dare al film un ottimo ritmo, sa quando essere dinamico e veloce nelle scene d’azione e comiche ma sa anche quando rallentare nei momenti più introspettivi e drammatici. Dove riesce a sorprendere è soprattutto nell’ottimo connubio tra azione e commedia.

Come voleva Stevenson, le arti marziali vengono rispettate, mettendo una grande cura nello stile che ognuno dei membri dei Cinque Cicloni e Shifu avrà il proprio stile basato sullo Xiangxingquan, ossia imitare le movenze di certi animali. Quindi su questo punto ci sarà veramente cura e tutto ciò riuscirà anche a collegarsi perfettamente con la commedia, come l’allenamento tra Po e Shifu con i ravioli, una sequenza con una coreografia veramente ottima ma anche esilarante e spassosa. La commedia saprà sempre mettere il sorriso tra gag davvero simpatiche e ottime scene slapstick che vedono spesso come protagonista Po e la sua goffaggine. Il character design convince appieno, riuscendo a creare personaggi che riprendono molto bene le loro controparti animali reali e li adatta con intelligenza, dandogli linee morbide e occhi umani, rotondi e con dei colori molto accesi, come gli occhi verdi di Po. Inoltre ho apprezzato molto l’idea di realizzare il prologo, il sogno di Po, con l’animazione tradizionale e dando al tutto, nel design e nei colori, un’aspetto molto simile al teatro d’ombre e, piccola informazione, questo prologo è stato diretto da Jennifer Yuh Nelson, che poi dirigerà i due capitoli successivi. In generale tutto il lato tecnico funziona benissimo e anche la sceneggiatura ha tanto da dire.

La storia è molto semplice in quanto basa il tutto sul fermare il nemico in cerca di vendetta e soprattutto l’allenamento, e di conseguenza la crescita, del nostro protagonista che da persona impacciata dovrà diventare un grande combattente. Ciò che rende ottima la sceneggiatura è la cura con cui tratta i suoi personaggi, in particolar modo quelli di Po, Shifu e Tai Lung. Po è un protagonista veramente divertente e dolce che si fa amare subito, un po’ per la sua goffaggine ma anche per l’amore che prova per il kung fu e il rispetto che dimostra per tutti quanti, dai Cinque Cicloni, al maestro Shifu fino ad arrivare a suo padre Ping. Un personaggio che, nonostante le difficoltà, si rialza sempre anche se pure lui avrà diverse ansie e paure per il ruolo di Guerriero Dragone e si chiederà spesso se sia adatto a quel titolo e se riuscirà a diventare un combattente esperto. Shifu invece è un maestro molto severo che si porta dentro un grande dolore, visto che ha allenato Tai lung e gli voleva bene come nessun altro, ma quell’amore l’ha reso cieco, non accorgendosi di cosa stesse diventando il suo prediletto e questa cosa l’ha cambiato, facendolo chiudere con tutti. Per questo apprezzo molto il rapporto con Po, un rapporto che non inizia nel migliore dei modi, visto che Shifu farà di tutto affinché il panda rinunci ma con il tempo, capendo anche i suoi sbagli, tra i due nascerà un vero rapporto allievo-maestro, ma anche un rapporto di amicizia e complicità.

Tai Lung è un ottimo villain e, qui bisogna dirlo, tutti i film su Kung Fu Panda hanno avuto dei nemici davvero fantastici e ben scritti (soprattutto il secondo capitolo). Solo dal design e dal modo di combattere possiamo vedere quanto temibile e violento sia Tai Lung e, nonostante il controllo che ha, si vede che è guidato dalla rabbia. Un nemico temibile e potente che è rimasto corrotto dal sogno di diventare il Guerriero Dragone. Una persona che fin da piccola ha mostrato grande talento nel kung fu e che Shifu ha aiutato a sviluppare queste abilità, senza che quest’ultimo si accorgesse del cambiamento di Tai Lung. Quindi quando Tai Lung si vide negato il titolo di Guerriero Dragone, il sogno per cui tanto si è sacrificato, per via dell’oscurità che portava dentro, ha usato la violenza, mostrando effettivamente la sua vera natura. E anche gli altri personaggi, i Cinque Cicloni, Ping, saranno realizzati bene. L’unica critica che mi sento di fare al film riguarda la sua ingenuità riguardo alcuni momenti, come ad esempio l’allenamento di Po in cui diventa in pochissimo tempo bravo e anche la Pergamena del Drago. L’idea e il messaggio dietro di esso sono molto belli, ma forse sono stati messi in scena in maniera troppo affrettata e non profonda come altri momenti del film.

Per concludere, Kung Fu Panda è un grande film d’intrattenimento, capace di dare sfoggio a un lato tecnico impressionante che ancora oggi sorprende e unisce benissimo l’azione con la commedia. Inoltre ha dei personaggi a cui non si può fare a meno di voler bene e che sono scritti con cura, anche se la storia ha qualche piccolo momenti di ingenuità. Lo consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

37 pensieri riguardo “Kung Fu Panda

  1. Quando sono andato al cinema a vederlo sono entrato credendo si trattasse di un prodotto dedicato ai più piccoli. In realtà è così ma è un film che ha tanto da insegnare sotto vari aspetti, è stata una bella sorpresa. L’unica pecca è il doppiaggio di Fabio Volo: detestabile.

    1. Sì ed è quello che voglio. Un film per bambini che sa parlare anche agli adulti. E purtroppo il doppiaggio di Fabio Volo è tremendo. Non capisco perché gli facciano doppiare un personaggio così pieno di energie.

          1. Ho letto qualche passaggio di alcuni suoi libri: tremendo. E ricordo una meravigliosa stroncatura di Michela Murgia di un suo libro al programma su Rai 3 qualche anno fa. Gli alberi si vendicheranno!!!

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