Creatura degli abissi

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo fatto nuovamente un salto indietro nel tempo, giungendo negli anni ’30 per parlare di un horror interessante con protagonisti la coppia Karloff-Lugosi ossia The Raven. La storia parla del dottor Vollin, un uomo geniale e rinomato che un giorno salva la vita di una giovane donna. Il dottore si innamora di lei, ma il padre della ragazza non è d’accordo con ciò, visto che lei ama un altro uomo a cui è promessa sposa. Il padre intima al dottore di starle alla larga e qui scopriamo la follia di Vollin. Il dottore deciderà di vendicarsi e per farlo utilizzerà il fuggitivo Edmond, a cui deformerà il volto, minacciandolo che se non farà come gli è stato ordinato, Vollin non gli ridarà un volto umano.
Questo film non è perfetto, i personaggi secondari ad esempio non sono per niente accattivanti e tendiamo a dimenticarci di loro, però il suo punto di forza sono i protagonisti, Vollin ed Edmond, che si dimostrano molto caratterizzati e interessanti sia per come sono stati scritti che per i loro interpreti. Inoltre in appena 60 minuti riesce a narrare bene le vicende e a mostrare in certi momenti delle scene costruire bene e che sanno colpire molto. Non sarà un capolavoro, ma riesce a fare bene il suo lavoro, intrattenendo lo spettatore. Lo consiglio!
Quest’oggi invece ci spostiamo alla fine degli anni ’80 ma senza cambiare genere, rimanendo ancorati all’horror. Come però abbiamo detto in passato, l’horror è pieno di sfaccettature e sottogeneri che lo rendono vario e affascinante. In questo caso parliamo di un film che segue un filone ben preciso anche se con un’ambientazione diversa che però amo: gli abissi dell’oceano.
Ecco a voi Creatura degli Abissi (DeepStar Six), pellicola horror fantascientifica del 1989 scritta da Lewis Abernathy e Geof Miller e diretta da Sean S. Cunningham.

Trama:
Il DeepStar Six è una struttura sperimentale della marina americana che tra qualche settimana dovrebbe completare i suoi obiettivi. Lo scopo della struttura è testare nuovi metodi di colonizzazione marina e anche installare nuove piattaforme di stoccaggio di missili nucleari. Proprio sotto il sito dove dovrebbero installare la piattaforma, il gruppo trova un enorme sistema di caverne che potrebbe compromettere la missione. Nonostante ciò John Van Gelder (Marius Weyers) dà l’ordine di usare le cariche di profondità per far crollare la caverna, andando contro il volere della dottoressa Scarpelli (Nia Peeples) che voleva studiare l’ecosistema all’interno. Parte del fondale marino crolla e due membri dell’equipaggio va a controllare la situazione ma è proprio allora che qualcosa li attacca. L’equipaggio perde il contatto con i due e in breve tempo la situazione peggiora sempre di più. C’è qualcosa fuori negli abissi che li sta attaccando.

Adoro i film ambientati in mare oppure negli abissi ma ancor di più adoro i film horror alla Alien, con un gruppo di persone intrappolate con una creatura mostruosa. In questo caso però al posto dello spazio abbiamo l’abisso. Inoltre volevo parlare di questa pellicola anche per parlare di un film di questo regista, Cunningham. Nella sua carriera non ha diretto molti film anche se a mio avviso non era male nel suo lavoro. Principalmente però è conosciuto per aver diretto il primo capitolo di Venerdì 13. Un giorno parlerò di quella pellicola e della sua particolarità. Per il momento però concentriamoci su questo.

Partendo dal lato tecnico possiamo vedere che il film è costruito davvero bene. Per esempio apprezzo molto gli effetti speciali curati per la struttura, i sottomarini e anche il mostro, in quanto sono tutti artigianali. I sottomarini sono tutti modelli e lo stesso vale per il fondale marino, modelli fatti a mano che riescono a dare l’impressione di essere lì in certi punti. Ovviamente sotto questo punto di vista sembra tutto ottimo ma il film ha dei suoi limiti nel mostrare certe cose e, per nascondere queste mancanze, utilizzeranno l’oscurità degli abissi ma facendolo in maniera abbastanza intelligente, senza effettivamente tenere lo spettatore all’oscuro di quello che sta succedendo. Le riprese marine mi piacciono molto, si ha l’impressione della profondità di campo e in certi case anche l’illusione della grandezza degli abissi. Apprezzo anche le riprese all’interno e di come il regista riesca a muoversi molto bene in quegli spazi stretti, mostrandoci diversi settori. Le ambientazioni mi hanno convinto molto così come il modo in cui sono state apprezzate e un altro elemento che ho apprezzato in parte è il mostro.

Dico in parte perché da un punto di vista tecnico l’animatronic è fatto bene, si dimostra terrificante e anche in questo caso Cunningham sa giocare bene con le inquadrature e il montaggio, sempre per coprire i limiti della tecnologia e soprattutto per rendere le sue scene più dinamiche e terrificanti. Però a mio avviso la creatura non rimane impressa o almeno è stata questa la mia impressione. Ho capito a cosa si sono ispirati per il suo design ma purtroppo colpisce poco lo spettatore ed è abbastanza dimenticabile per il suo design. Un peccato perché comunque non è niente male.

Parlando della storia, c’è stata una cosa che mi ha sorpreso: il film è lento e si prende del tempo in cui mostrare i personaggi. Per dire, il primo attacco del mostro arriva dopo quasi 30 minuti e in questo lasso di tempo la storia si concentra sui vari personaggi e la loro missione laggiù. E ammetto che questa parte non è niente male, mostrandoci una grande varietà di persone che rendono la narrazione corale e non con un unico protagonista. Ovviamente non stiamo parlando di personaggi con una psicologia complessa, ma sono comunque tutti dotati di un’ottima personalità e per questo ci ricordiamo di loro. Ci ricordiamo di Snyder (Miguel Ferrer) colui che sta subendo più di tutti non lo solo lo stress della situazione ma anche dei  mesi passati laggiù, oppure la dottoressa Diane Norris (Cindy Pickett), forse uno dei personaggi più cazzuti che riesce a ragionare a mentre fredda nonostante la criticità del momento e a prendere in mano la situazione. Ciò che ho sicuramente apprezzato di più è il rapporto che c’è tra di loro, come riescano a supportarsi, mostrando di avere forti legami e soprattutto mostrando di saper lavorare insieme nel momento del bisogno. Alla fine si arriva ad apprezzarli ed è per questo motivo che, quando uno di loro muore, si prova effettivamente pena. Gestire così tanti personaggi non è semplice e soprattutto non è semplice renderli simpatici o comunque farli sentire reali. Ciò mi ha davvero sorpreso.

Qualcuno potrebbe criticare una certa scelta che riguarda l’apparizione del mostro perché effettivamente lo vediamo veramente in azione solo negli ultimi 30 minuti della pellicola. Per il resto del tempo l’equipaggio dovrà sopravvivere ai danni causati dal mostro alla struttura e ai sottomarini o a degli errori commessi da un membro dell’equipaggio. Quindi qualcuno potrebbe muovere una critica a riguardo perché il vero villain appare solo alla fine e per poco tempo, ma per me non è stato per niente un problema, anzi è una scelta che ho apprezzato. Un peccato che ai tempi il film fu un flop al botteghino e soprattutto che la critica fu molto severa nei suoi riguardi. Guardandolo oggi invece devo dire che sa intrattenere e non è niente male, non è perfetto però si dimostra un bel lavoro.

Per concludere, Creatura degli abissi è un horror fantascientifico che fa il suo dovere e che soprattutto si dimostra molto valido a livello tecnico e con dei personaggi simpatici che si dimostrano realistici e umani. Le scene abissali sono convincenti così come tutti i momenti di tensione. Forse non tutti lo apprezzeranno, ma io lo consiglio comunque.

Spero che la recensione vi piaccia.
Alla prossima!

[The Butcher]

13 pensieri riguardo “Creatura degli abissi

  1. Come sempre n9n posso che farti i complim3nti per la tua sincera e accurata recensione ma ahimè, questo è un film che non fa al caso mio, a g6ardarlo sicuram3nte non farei altro che saltare dalla poltrona 😌

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