The Devil’s Candy

In questo ultimo periodo ho dedicato molto spazio ad alcuni registi che ho sempre apprezzato e che sono stati anche una grande fonte di ispirazione. Cercherò di fare più spesso articoli di questo tipo visto che mi sono divertito molto e visto che così posso condividere ancor di più la mia passione verso un certo tipo di cinema. Per il resto continuerò la mia normale routine qui sul blog, continuando a parlare di film e di tanto in tanto anche di libri. Oggi però non vedevo l’ora di poter scrivere questo articolo perché la pellicola di cui discuteremo è un film di cui volevo parlare da molto tempo. Ci sono parecchi film di cui voglio discutere che sto rimandando da troppo tempo per colpa della mia incostanza. Guardo un film che mi piace e decido di parlarne, ma subito dopo ne vedo un altro altrettanto interessante e allora mi viene voglia di discutere di quest’ultima pellicola. E’ una cosa più forte di me e di conseguenza mi ritrovo con una quantità di progetti che ancora non sono riuscito a realizzare oppure progetti che ancora non sono riscito a finire (i film sui mostri della Universal ne è un esempio). Quindi cercherò di essere più costante su quello che recensisco (o almeno spero). Dopo questo preambolo possiamo finalmente parlare di una pellicola a cui tengo molto e che volevo portare sul blog da veramente tanto tempo.
Ecco a voi The Devil’s Candy, film horror del 2015 scritto e diretto da Sean Byrne.

Trama:
La pellicola inizia con Raymond Smilie (Pruitt Taylor Vince) che si sveglia ne cuore della notte e sente una voce che lo chiama, tormentandolo. Ray è spaventato e per cercare di coprire quella voce inizia a suonare la chitarra elettrica e un volume altissimo. La madre si sveglia, gli toglie la chitarra e decide di rimandarlo nella clinica psichiatrica. La voce diventa così sempre più forte e Ray colpisce la madra in testa con la chitarra, facendola cadere dalle scale e uccidendola. Qualche tempo dopo la famiglia Hellman va a visitare la casa per comprarla. Questa famiglia è colposta da Jesse Hellman (Ethan Embry), sua moglie Astrid (Shiri Appleby) e da loro figlia Zooey (Kiara Glasco). Jesse e Zooey sono due metallari veri e propri e c’è grande sintonia tra i due. La famiglia viene messa al corrente della morte avvenuta nella casa che però è stata considerata come un incidente e decidono di comprarla, perché costa poco, è molto spaziosa e soprattutto ha un enorme magazzino che Jesse può utilizzare come studio per dipingere, visto che lui è un pittore. Le cose sembrano andare bene, ma un giorno anche Jesse inizia a sentire una voce che sembra ipnotizzarlo e inizia a dipingere delle tele tanto belle quanto terrificanti. Le cose peggiorano quando Ray busserà alla loro porta e li implorerà di farlo entrare perché nessuno gli lascia suonare la chitarra ad alto volume e solo a casa sua può permettersi di farlo. Jesse, spaventato, mostra un comportamento molto ostile e lo caccia in malo modo, un comportamento molto strano per Zooey e Astrid. Zooey però si è dimostrata gentile nei confronti di Ray e quest’ultimo cercherà di fare del suo meglio per non farle del male.

Un’associazione particolare che ho sempre visto in televisione, nei film e in altre opere è quella di avvicinare il metal (o l’hard rock) al diavolo. C’è sempre stato questo paragone e molte volte il metallaro viene quasi dipinto come una persona negativa. Quindi, se mi inceontrerete, è meglio se mi state alla larga, visto che apprezzo il genere. Scherzi a parte questa storia va avanti da anni e in un certo senso sta diventando un cliché cinematagorafico scialbo e banale. Per questo motivo ho apprezzato parecchio l’approcio che hanno usato in questo film per il metal, ma su questo punto ci tornerò alla fine della recensione.

Vorrei iniziare parlando dei personaggi principali. Sono tutti caratterizzati bene e ognuno di loro ha un’identità ben definita.
Astrid è il membro della famiglia che sembrerebbe seguire gli standard, anche se pure lei in certi dettagli mostra di andare fuori dalle regole.
Zooey è una ragazzina fuori dai canoni e non rispecchia alcun cliché riguardante i ragazzini. Ammetto che in tante pellicole dove i bambini e i ragazzini hanno un ruolo importante è difficile renderli simpatici e molte volte sono involontariamente irritanti. Zooey fortunatamente non è così e anzi riesce a essere simpatica fin dall’inizio. Come il padre anche lei è una grande appassionata del metal e forse perfino più del padre. Ovviamente si veste come una rock star e dimostra un carattere molto forte nonostante tutti gli eventi brutti che dovrà affrotare. Non è un personaggio passivo, sa come comportarsi e dimostra una forza d’animo enorme che l’aiuterà parecchio durante la storia. Inoltre è, senza ombra di dubbio, il personaggio più dolce e buono di tutto il film, due elementi che non bisogna sottovalutare.
Jesse è un personaggio molto interessante che fa parecchi sbagli durante il film, ma che alla fine riesce a maturare e a migliorarsi. E’ un’artista che fa fatica a vendere le sue opere e per questo deve scendee a compromessi per guadagnare qualcosa e fare in modo di non lasciare tutto il peso economico sulle spalle della moglie. Quando si trasferisce nella casa però succede un cambiamento. i suo quadri diventano molto ispirati ma tremendamente disturbanti e anche lui senza rendersene conto cambia, diventando ossessionato da quello che dipinge e trascurando così la sua famiglia. Lui nel film dovrà affrontare una prova molto ardua ovvero sconfiggere le sue tentazioni. Quelle voci hanno una grande influenza su di lui e gli hanno permesso di creare dei quadri a cui qualcuno è interessato, ma facendolo allontare da ciò che ama di più. Jess è un personaggi che, come ho detto in precedenza, sbaglia, commette errori e in certi punti si lascia sopraffare dalle sue debolezze, ma è anche un personaggio che si ama per la sua imperfezione e per il percorso di crescita che farà fino ad arrivare al finale.

Passiamo invece a uno dei personaggi che mi ha sorpreso più di tutti, Ray, il cattivo della pellicola. Fin da subito ci viene mostrato come un bambinone. Ha una grande forza fisica e una grande resistenza, ma si comporta come un bambino sperduto che non sa come comportarsi. Sì, riesce a incutere una certa paura e a spaventare con le sue azioni, ma nei suoi confronti si prova anche un altro tipo di sentimento: la compassione. Questo personaggio riuscirà a far provare allo spettatore perfino un po’ di pietà, perché tutto quello che farà in seguito gli sarà imposto dalla voce (che ormai immagino abbiate capito tutti appartiene al diavolo) e fin da subito capiamo che Ray non ha una volontà forte da sconfiggerla e che così si è lasciato battere dalle sue debolezze e dalle tentazioni.
Una cosa che apprezzo molto di questo personaggio è una scelta stilistica legata a lui scelta dal regista e dal direttore della fotografia: farlo apparire sempre circondato dal rosso. Ogni volta che Ray comparirà sarà sempre presente un elemento di colore rosso, come a voler sottolineare tutto il sangue che ha versato e che continuerà a versare. L’esempio più semplice di tutti lo ritroviamo nella sua tuta rossa, ma anche in altri elementi come la sua chitarra elettrica, il modo in cui appare nelle visioni di Jess, il sangue di cui si coprirà e perfino la scena in cui si trova davanti alla porta della sua ex-casa e la sua immagine è deformata dal vetro rosso che forma la croce. Ci sono ancora tanti esempi da fare, piccoli dettagli che ho trovato veramente interessanti ma che non vi rivelo per non rovinarvi la visione.

A livello tecnico il film funziona alla grande. Il regista riesce a creare delle scene veramente impressionanti e piene di tensione. , tensione che dura molto e non scende mai, soprattutto nella sequenza finale che terrà il pubblico sulle spine. Byrne però è anche bravo nel creare ansia e paura attraverso l’ambientazione e soprattutto attraverso le atmosfere. Quando Jess inizierà inizierà a dipingere proveremo un senso di disagio non solo per quello che rappresenta, ma anche per il fatto che saranno un presaggio su quello che avverrà. In queste scene si ha la sensazione di star vivendo qualcosa di surreale e di essere in una specie di sogno. Ci sono anche alcune scene oniriche molto azzeccate che sottolineano questi elementi surreali e anche una sottotrama legata alla banca a cui Jess deve fare il dipinto che darà una sensazione di alienamento, come se tutto quanto non stesse accadendo nella nostra realtà e sarà perfeto per quello che vuole raccontare.

Un altro elemento che mi ha molto colpito è il montaggio, un montaggio che in certe scene è molto rapido ma che riesce a funzionare bene nel contesto, soprattutto perché in certi casi si abbina alla perfezione alla colonna sonora. Inoltre in più occasioni abbiamo modo di assistere a un montaggio alternato utilizzato molto bene, che riesce ad aumentare quella sensazione di surreale e di disagio ed è anche fondamentale per descirvere un certo legame tra Jess e Ray.

Parlando di elementi ottimi della pellicola non si può far a meno di citare la colonna sonora composta da Michael Yezerski e dal gruppo musicale drone doom metal Sunn O))). E devo drie che il drome doom metal funziona bene per questa pellicola, soprattutto certi elementi legati al noise e al minimalist. Oltre a questa stupenda colonna sonora, saranno presenti nella pellicola anche alcuni brani dei Metallica, il gruppo preferito di Zooey, che avranno un certo peso sulla storia.
Quel che apprezzo particolarmente di questa colonna sonora è il modo in cui è stata tratta per la trama. Invece di trattare il metal come la solita musica del diavolo, qui l’hanno reso come una fonte di forza capace di salvare una persona. Per esempio Ray riesce a resistere ale tentazioni quando suona la chitarra elettrica, il metal è uno degli elementi che lega Jess e Zooey e tanti altri esempi che non posso rivelarvi. Insomma, un modo veramente stupendo e originale per trattare questo genere musicale che in questa pellicola sarà un vero e proprio personaggio.

 

 

The Devil’s Candy è un film horror stupendo che riesce a intrattenere il pubblico con dei personaggi ben caratterizzati, un’atmosfera ottima, delle scene terrificanti e una colona sonora eccezionale e con un grande valore. Un film horror da riscoprire assolutamente e che riuscirà a farsi apprezzare anche da chi non conosce il metal o non ne è un suo grande fan.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

20 pensieri riguardo “The Devil’s Candy

  1. ne ho tanto sentito parlare, ma ancora mi manca

    cmq, anche io ho tante cose in sospeso: per esempio, staziona da giorni l’inizio della bozza di pokemon smeraldo e da settimane il post veloce sul disastro del vajont; oltre a tutti gli appunti nel mio quadernino xD

  2. Fai un po’ quello che faccio io con i libri, ma le tue sono vere recensioni, scritte anche con passione.
    Guardo tantissimi film e recentemente ho visto diversi horror, aggiungo anche questo di cui ricordavo solo il titolo.

  3. Di questo film non ricordavo granché la storia (me l’hai ricordata adesso tu con la recensione), ma avevo invece ancora perfettamente in mente il buon sapore metal della pellicola. Hai ragione, spesso il metal dal cinema è stato usato in modo macchiettistico ed è una cosa che non gli rende giustizia fino in fondo (è vero che è un genere già di per sè fisiologicamente esagerato, sia nella musica sia nell’estetica, ma c’è ovviamente anche altro). Ecco, in The Devil’s Candy, questo tipo di musica è usata in modo onesto e ragionato, senza snaturarla e dandole anche una certa connotazione positiva (come di fatto è stato per la stragrande maggioranza di chi la ascoltava). Anche le facce dei protagonisti sono perfette senza cadere troppo nei clichè. Thumbs up!

    1. Esatto! Sono pochi i film che parlano in maniera così sincera e onesta di questo genere musicale. Di solito viene ritratta in maniera macchiettistica a volte per ironizzare a volte per ignoranza. Qui invece mostra tutta la sua bellezza e la sua forza. E in generale The Devil’s Candy è un filn veramente straordinario. Grazie mille per il tuo commento!

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