The Assassin (2015)

Ed eccoci tornati a una nuova recensione. Una cosa che ho notato nell’ultimo periodo è che nel blog non ho quasi mai parlato di nessun film dell’estremo oriente. Ed è un peccato visto che il loro tipo di cinema è veramente grandioso e in un certo senso più umani di quelli occidentali (questo è un discorso che prima o poi approfondirò di più, spero). La cosa brutta è che qui in Italia è veramete difficile trovare queste pellicole. Ci sono tanti film orientali stupendi e intelligenti che purtroppo non sono ancora arrivati da noi o, se arrivano, hanno una pessima distribuzione, quindi molte volte bisogna incrociare le dita e sperare per il meglio. Fortunatamente il film in questione è stato distribuito abbastanza bene e tutto questo lo si deve a un motivo ben preciso: la pellicola vinse a Cannes il premio per la miglior regia. E’ grazie a quel premio se questo tipo di film è riuscito ad arrivare in Italia (e sto pensando che è lo stesso motivo per cui hanno protato nelle sale Parasite, altrimenti chissà quando arrivava quel capolavoro). Dopo averlo visto sono stato ancor più contento che una pellicola così particolare e fuori dagli schemi sia riuscita ad arrivare fin qui, perché avremmo potuto perdere la possibilità di vedere e conoscere un’opera molto interessante.
Ecco a voi The Assassin (刺客聶隱娘, Cìkè Niè Yǐnniáng), pellicola wuxia del 2015 scritto e diretto da Hou Hsiao-Hsien.

Trama:
Il film è ambientato in Cina nell’VIII secolo durante l’ultimo periodo della dinastia Tang. In questo clima di tensione la Corte Centrale sta sempre di più perdendo il controllo sulle provincie della Cina e tra queste quella più potente è quella di Weibo. In questo clima pieno di tensioni politiche si muove Nie Yinniang (Shu Qi), un’assassina con il compito di uccidere funzionari politici, che gli vengono assegnati dalla monaca taoista Jia Xin (Sheu Fang-yi), una donna che l’ha accudita e allenata da quando avevo dieci anni. Durante uno dei suoi incarichi Yinniang mostra pietà verso la vittima, un uomo che giocava con il figlio, e gli risparmia la vita. Jia Xin non è contenta che la sua allieva si sia fatta sconfiggere dai suoi sentimenti e per punirla la spedisce nella regione di Weibo, per uccidere il governatore militare Tian Ji’An (Chang Chen). La cosa crudele della missione è che quest’uomo è il cugino di Yinniang ed era l’uomo a cui lei era stata promessa come sposa all’età di dieci anni.

Il film è una co-produzione tra Hong Kong e Taiwan, ha partecipato alla 68° edizione del Festival di Cannes e lì ha appunto vinto il premio per la miglior regia. Un film che mi aveva incuriosito parecchio fin dalle prime immagini e, essendo un wuxia movie, il genere a cui apparteneva mi diverte e appassiona sempre. Una cosa che posso dire fin da subito, come avvertimento per chi volesse vedere la pellicola, è di non prenderlo alla leggera. La trama di base è molto semplice, ma ci sono eventi ed evoluzioni complesse e inaspettate. Diciamo che non è assolutamente un film da vedere con il cervello spento, ma c’è bisogno di una certa attenzione e concentrazione. Questo è il primo punto, il secondo punto invece riguarda il fatto che la pellicola è veramente folle. Attenti perè, non parlo di quella classica follia presente in certe pellicole, quindi scene d’azione assurde, personaggi sopra le righe e pazzi, un ritmo incalzante e una storia incredibile. Non c’è quasi niente di tutto ciò anzi, in buona parte la pellicola è il contrario di quello che ho scritto. Quindi cosa intendo quando dico che il film è folle? Lo vediamo subito iniziando appunto con la regia, uno degli elementi più belli e affascinante di tutti.

Una cosa molto particolare delle inquadrature della pellicola è che la maggior parte di esse sono quasi tutti campi lunghi e in alcuni casi campi medi. E non verranno inquadrati solo i paesaggi, che tra l’altro sono incredibili e poetici, ma anche i personaggi in svariate situazioni che sia solo camminare, parlare e perfino combattere. Negli esterni il campo lungo verrà usato molto spesso e la stessa cosa vale per gli interni. Perfino negli interni ci sono i campi lunghi. Qui è interessante la messa in scena del regista veramente bella, che riesce a creare immagini e momenti straordinari come ad esempio, in alcuni momenti dove i personaggi parlano, davanti alla telecamera si muove un telo sottile e trasparente che riesce a trasformare completamente la scena che stiamo vedendo.
Per quanto riguarda i campi lunghi negli esterni il regista ha scelto dei luoghi magnifici e dei momenti della giornata ben precisi. In molti casi vediamo un paesaggio completamente naturale, dove si muovono i vari personaggi di questa storia e c’è un enorme equilibrio con i colori, l’atmosfera, i personaggi, tutto quanto. Queste inquadrature sono state veramente studiate nei minimi dettagli.

Come ho detto in precedenza, ci saranno sia scene d’azione che scene di interazione tra i personaggi in questi campi lunghi, ma nonostante tutto ciò non impedirà allo spettatore di capire quello che sta accadendo. Ovviamente le scene d’azione non saranno tutte così, ma funzionano incredibilmente bene anche con i campi lunghi, avremo letteralmente una panoramica delle scene d’azioni e capiremo cosa sta accadendo. Una scelta registica veramente particolare ma che non si limita solo a ciò. Un piccolo ma piccolo esempio lo possiamo notare su tutti i piani sequenza, di cui il film è pieno, che non notiamo neanche. Ci sono veramente tanti piani sequenza ma riescono a scorrere con naturalezza che lo spettatore non se ne rende conto per niente e neanch’io me ne ero accorto per molto tempo e adoro quando succede questo, quando la camera da presa sembra invisibile e riesci a seguire la storia senza notare queste tecniche registiche.
Un’altro esempio di scelta registica particolare la possiamo vedere all’inizio dove la pellicola è in bianco e nero. In questa parte ci viene presentato il personaggio di Yinniang, il suo lavoro da assassina e perché ora è costretta a uccidere il cugino. Già solo nella primissima sequenza possiamo vedere la cura e i dettagli della messa in scena quando, prima di uccidere la sua vittima, si nasconde in un boschetto. Qui assistiamo a dei giochi di luce e ombra veramente notevoli con gli alberi completamente scuri, la luce che filtra tra di essi e la protagonista al centro di tutto. Una realizzazione magistrale. Quando poi si arriva al momento in cui la monaca le indica la sua punizione, si arriva in un cambio di scena con i colori dove verrà inquadrato un tramonto con il sole di un colore arancio scuro (quasi rosso) e la sua luce che contrasta con l’oscurità della foresta e il tutto riflesso sulle rive di un fiume. E dopo un po’ apparirà il titolo del film. Già solo da questi momenti possiamo capire che la pellicola sarà veramente folle e particolare.

Nonostante sia un wuxia movie, non ci sono molte acrobazie estreme, sono presenti, ma in maniera minore rispetto agli standard. Anche se le sequenze d’azione sono poche, sono coreografate benissimo, funziona tutto per il meglio e questi momenti sanno catturare lo spettatore. C’è anche da dire che la protagonista è tremendamente forte. Riesca a tener testa a grandi gruppi di soldati addestrati e riesce a battere senza fatica guerieri esperti, è talmente forte da far impallididre John Wick (dovrò parlare anche di quei film, lo so!). Infatti ciò che le impedirà di uccidere il cugino non saranno guerrieri forti o forze armate imponenti, ma appunto il dilemma che riguarda i suoi sentimenti, se abbandonarli e diventare una macchina spietata oppure accettarli e proseguire verso una nuova strada. Una scelta che la porterà a riflettere parecchio.

Passiamo ora a uno dei lati più particolari dell’intera pellicola ossia la storia e il modo in cui viene narrata. Il film passa da momenti di profondo silenzio ad altri dove invece parlano veramente tanto, inondandoci di situazioni e particolari importanti. Oltre alla storia dell’assassinio c’è anche la questione politica tra laCorte Centrale e la provincia di Weibo, per non parlare delle provincie circostanti. Già da subito ci riempiono di informazioni riguardo Weibo, della sua indipendenza, del rapporto che ha con le altre provincie e con i suoi cittadini e molto altro. In un certo senso ci fa entrare bene nel clima politico e sociale di quel periodo. Inoltre saranno presenti piani architettati nell’ombra per mettere in cattiva luce o uccidere Tian Ji’An, piani che ci vengono spiegati o fatti capire attraverso delle parole ambigue mentre in alcuni punti li capiremo solo attraverso le immagini. Non sembrerebbe, ma in realtà succedono un’enorme quantità di eventi e stare qui a descriverli porterebbe via un sacco di tempo, ma in questo caso sottolineo che le immagini spiegano molto più delle parole.

Tra l’altro a un certo punto della storia è stato inserito l’elemento sovrannaturale . All’inizio mi ha sorpreso ma poi ci ho pensato e ammetto che quell’aspetto non stonava con la narrazione, anzi è una parte ricorrente in vari wuxia movie, soltanto che qui non me l’aspettavo visto quanto era differente dagli altri film del genere.
Comunque questa pellicola ha una grande quantità di sottotrame e se non si sta attenti è facile non capire bene di chi si stia parlando o di fraintendere il ruolo di certi personaggi.

The Assassin è un wuxia movie fuori dai canoni, un film che si basa molto sui campi lunghi, sui piani sequenza, sulle bellezze dei paesaggi e sui suoi silenzi, ma è anche capace di avere varie sottotrame che rendono la storia più ricca e affascinante. Un film molto particolare e molto bello che vi consiglio di recuperare e di apprezzare soprattutto per la bellezza e poetica delle sue immagini.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

17 pensieri riguardo “The Assassin (2015)

    1. Lo conosco. Anche quello è un film con una messa in scena incredibile e una fotografia molto curata. Ha delle differenze con The Assassin e un modo di presentarsi allo spettatore abbastanza diverse. Però in un certo senso hai fatto bene a citare quel filmone di Hero.

  1. Che film! All’epoca il mio amore per Hou Hsiao-hsien e Shu Qi crebbe esponenzialmente dopo la visione. Concordo con la tua, invece, è un’opera da ammirare prima che da seguire, le sue immagini sono eccezionali.

    1. Sono molto felice di leggere ciò! The Assassin è un film che riesce a catturare lo spettatore solo attraverso la poeticità delle immagini. Ogni volta che lo riguardo è una meraviglia.

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