Frozen 2 – Il segreto di Arendelle

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso a discutere di film in live-action e ci siamo spostati negli anni ’80, introducendo un regista molto talentuoso come Neil Jordan e lo abbiamo fatto con un suo film poco conosciuto e molto sottovalutato, High Spirits – Fantasmi da legare. Peter Plunkett è il proprietario di un antico castello irlandese ma è pieno di debiti e rischia di perderlo. Così decide di trasformare il castello in un luogo infestato dai fantasmi con l’aiuto dei suoi dipendenti, cercando di imbrogliare i turisti americani. Il trucco però viene svelato subito e i turisti vogliono andarsene ma è proprio allora che arrivano i fantasmi e uno di questi turisti, Jack, si innamora di uno dei fantasmi, Mary, liberandola da una maledizione. Tecnicamente il film è fatto molto bene, con una regia molto ispirata e capace di gestire i tempi comici e soprattutto di donare al tutto un ritmo equilibrato. Le ambientazioni sono stupende e lo stesso vale per la fotografia che passa dall’essere gotica a luminosa e idilliaca. La storia sa essere divertente grazie a delle scene slapstick ben gestite e un black humor che saprà essere spassoso, ma anche attraverso dei momenti agrodolci, specie nella storia d’amore tra Jack e Mary, che funzionerà bene e non stonerà. I personaggi sono molto simpatici e si fanno apprezzare. Non è un capolavoro, ma lo consiglio assolutamente!
Come da tradizione torniamo a parlare di animazione e questa volta ci spostiamo dalla Disney per discutere di un seguito di uno dei loro maggiori successi, un seguito che ebbe perfino un successo maggiore dell’opera originale.
Ecco a voi Frozen 2 – Il segreto di Arendelle (Frozen 2), pellicola animata del 2019 scritta da Jennifer Lee e diretta da Chris Buck e Jennifer Lee.

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Trama:
Il film inizia con un flashback in cui re Agnarr di Arendelle (Alfred Molina) racconta alle figlie Elsa (Idina Menzel) e Anna (Kristen Bell) una storia in cui il loro nonno, re Reunard (Jeremy Sisto), fece un trattato di pace con la tribù dei Northuldi, costruendo per loro una diga. Per qualche motivo però scoppiò uno scontro tra le due fazioni in cui Reunard morì e poco dopo gli elementi di aria, terra, fuoco e acqua scomparvero dalla Foresta Incantata e una nebbia cadde su di essa, una nebbia che impedisce a chiunque di entrare e uscire. Passano gli anni ed Elsa è ora la Regina di Arendelle ma improvvisamente sente una voce che la chiama continuamente, una voce che lei cerca di ignorare ma alla fine la segue e così facendo risveglia involontariamente gli elementi che tolgono acqua e fuoco da Arendelle oltre a scatenare forti venti e terremoti. Elsa capisce che per salvare Arendelle dovrà seguire la voce e scopre la verità sul passato.

Un po’ come per Toy Story 4 anche in questo caso non sentivo il bisogno di un seguito per Frozen, soprattutto un seguito che approfondisse Arendelle visto che il focus del primo erano Elsa e Anna, la loro crescita e il loro rapporto. Diciamo che non ne sentivo il bisogno ma volevo comunque dargli una chance in caso potesse sorprendere. Quindi iniziamo con la recensione.

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Partiamo subito dal lato tecnico che ancora una volta si dimostra di grande qualità, probabilmente il vero punto di forza di questa pellicola. Il character design è quello usato nel primo capitolo, quindi personaggi con tratti morbidi e occhi grandi e in generale un volto cartoonesco nonostante le forme del corpo sono realistiche così come i movimenti dei personaggi umani. L’unica cosa che critico del design riguardo i nuovi personaggi che a mio avviso non hanno caratteristiche peculiari che ci fanno ricordare di loro, ma nonostante ciò la qualità dei loro modelli è veramente di alta qualità, soprattutto per quanto riguarda i dettagli dei vestiti, dei capelli e di molte altre piccolezze che rivelano una grande cura. Lo stesso vale per le animazioni, anch’esse curate e molto attente al tipo di movimenti dei personaggi e al peso di tali movimenti, che si dovuto a un determinato stato d’animo o situazioni particolari (tipo vestiti appesantiti dall’acqua e così via). Ci sarà anche un’ottima differenza tra l’animazione usata per le scene comiche e quella per i momenti drammatici, gestendo tutto al meglio. Quello che però considero il lato migliore del film riguarda le ambientazioni.

Quest’ultime riescono a darci una sensazioni di mistico e antico, a darci la sensazione di una foresta uscita dalle favole e ciò è dato grazie anche alla nebbia lì presente e agli alberi e alle loro foglie colorate di rosso. Inoltre la foresta darà anche l’impressione di un luogo veramente ampio ma anche abbastanza variegato. Quindi l’ambientazione e le atmosfere funzionano bene mentre le canzoni sono carine ma, a mio avviso, dimenticabili (ed essendo questo un musical la cosa non fa affatto bene), eccezion fatta per Nell’ignoto (Into the Unknown) e Mostrati (Show Yourself) che ho trovato ottime sia nel testo che nella messa in scena. In tutto quanto anche la regia fa un lavoro più che valido, creando in certi casi delle sequenze stupende come ad esempio lo scontro tra Elsa e lo Spirito dell’acqua, con la ferocia delle onde e scene sott’acqua gestite bene. Ci sono varie sequenze in cui la regia riesce a mostrare il potenziale del 3D e degli animatori e, anche se non succederà sempre, quando ci sarà la necessità la regia sarà veramente stupenda. Sul lato tecnico il film è ottimo ma è nella sceneggiatura che ho riscontrato diversi problemi.

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Il primo film ebbe un successo incredibile e in parte inaspettato ed era ovvio che prima o poi visto com’è cambiata la Disney, avrebbero fatto un seguito. Però sono dell’opinione che non l’abbiano fatto solo per i soldi e che effettivamente volevano narrare qualcosa e soprattutto volevano raccontare una storia matura e questi elementi si notano molto nel film. Un conto però è volerlo, un altro è riuscire nell’intento. Questo film voleva parlare di diverse cose, voleva certamente ampliare il mondo in cui vivono Elsa e Anna, rendendolo ancor più vivo, ma allo stesso tempo volevano anche spiegare le origini dei poteri di Elsa e discutere di temi come la guerra, la pace e il cambiamento. Argomenti per nulla semplici e molto maturi e viene dato quasi sempre il giusto spazio e ognuno di loro. Il problema però è che ne parlano con grande superficialità, senza mai veramente scavare a fondo. Ad esempio non ho apprezzato come hanno risolto con semplicità lo scontro tra due fazioni rivali che dura da molti anni. Ovviamente non volevo qualcosa di reale ma almeno di verosimile e la semplicità e rapidità di come questo conflitto finisce è abbastanza comodo.

Il lato del cambiamento viene già affrontato in maniera migliore ed è qualcosa che viene affrontato per tutta la durata del film, ma qui invece il problema è che a volte tende a essere retorico, con i personaggi che ne parlano piuttosto che mostrarlo e diciamo che il cambiamento si fa sentire più con Anna e un po’ con Elsa, mentre quasi per niente con gli altri. Anche tutta la storia dei genitori e dei Northuldi, che effettivamente avevano un grande potenziale, vengono narrate troppo frettolosamente e ad esempio nell’ultimo caso avrei voluto conoscere bene questo popolo, la sua cultura, la sua storia e i suoi personaggi, ma viene sorvolato tutto con semplicità. E tutto ciò mi causa dispiacere perché le intenzioni c’erano tutte e di tanto in tanto qualcosa di molto buono lo tiravano fuori, come ad esempio il rapporto tra Elsa e Anna e le loro preoccupazioni per il bene dell’altra oppure qualche momento comico come ad esempio Olaf (Josh Gad) che fa il riassunto del primo capitolo. Però tutto questo non basta per aiutare la storia.

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Per concludere, Frozen 2 – Il segreto di Arendelle è un film animato con un lato tecnico ottimo, ricco di dettagli, con delle ambientazioni stupende e una buona regia. La storia tenta di essere matura e raccontare tematiche importante ma purtroppo il tutto viene narrato con superficialità e a volte con retorica.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

4 pensieri riguardo “Frozen 2 – Il segreto di Arendelle

  1. Anche io non sentivo affatto il bisogno di questo sequel, e non l’ho apprezzato perchè, come giustamente dici tu, alcuni snodi della storia non funzionano tanto bene, c’è tanta carne al fuoco ma poi non ci sono conseguenze o mutamenti importanti, i nuovi personaggi si dimenticano subito. E poi, pur essendo una grande amante dei musical, questo film ha davvero troppe canzoni!

    1. E a me dispiace molto. Un film che esplora il mondo circonstante è sempre un’idea interessante, ma purtroppo non l’hanno fatto nel modo migliore. Troppa retorica e poca sostanza. Spero che nel terzo capitolo facciano qualcosa di migliore.

  2. Interesting observation that the animation style changes between the comedic and dramatic moments. The animation excels. As for the music, I love “Into the Unknown” I think it’s a strong number that is worthy of it’s predecessor, “Let it Go” from the first one. “Show Yourself” is also pretty good. But besides those two, the music is not as strong. But it’s enough to make this a good, solid sequel in my opinion❄️⛄️

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