The House of the Devil

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare di animazione e l’abbiamo fatto tornando in casa Pixar e prendendo in esame il seguito di un loro film molto amato, un seguito che in tanti aspettavano con trepidazione da diversi anni, Gli Incredibili 2. Bob ed Helen tentano di fermare il Minatore dallo svaligiare la banca usando i propri poteri, ma il Minatore riesce a fuggire e a causare danni, mentre Bob ed Helen vengono arrestati dato che i Super sono ancora illegali. In tutta questa situazione però trovano l’aiuto di Winston, il proprietario di un’azienda di telecomunicazioni, e sua sorella Evelyn che vogliono abolire la legge che bandisce i Super e per farlo vuole installare delle telecamere sulle loro tute in modo che le persone sappiano che cosa fanno e decidono di mandare in campo Helen mentre Bob dovrà occuparsi dei figli. Il film è tecnicamente stupendo, con una regia di alta qualità che sa essere unica, gestendo perfettamente il ritmo e creando delle sequenze ricche di idee e che sfruttano al massimo le capacità del 3D. La storia è interessante, capace di intrattenere e divertire molto ma allo stesso tempo di fare anche critica sociale, mettendo i supereroi quasi in secondo piano. L’unico difetto della storia è che riprende argomenti che erano stati chiusi nel primo capitolo. Nonostante ciò è un film che consiglio assolutamente!
Torniamo a parlare di live-action e con questo articolo introduciamo un regista che meriterebbe più attenzione e che ci ha regalato delle opere stupende.
Ecco a voi The House of the Devil, pellicola horror del 2009 scritta e diretta da Ti West.

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Trama:
Siamo negli anni ’80 e Samantha (Jocelin Donahue) è una ragazza universitaria con pochi soldi e una compagna d’appartamento che le crea numerosi problemi. Per questo motivo decide di affittare un altro appartamento, ma quest’ultimo è costoso e lei non sa dove trovare i soldi. Quando vede un annuncio per una babysitter, Samantha accetta subito e si reca a casa del richiedente, il signor Ulman (Tom Noonan), accompagnata dalla sua amica Megan (Greta Gerwig). Quando però arriva lì, il signor Ulman le rivela che in realtà lei e sua moglie non hanno un bambino e che Samantha dovrà tenere d’occhio un’anziana signora e le ha mentito perché nessuno accettava quel tipo di lavoro. Inizialmente la ragazza vuole lasciar perdere ma quando lui le promette un grande compenso, Samantha accetta anche se Megan non è d’accordo. Quindi Samantha rimarrà lì, ma le cose si faranno inquietanti.

Ti West è veramente un grande regista che conosce alla perfezione il genere horror e che adesso è conosciuto soprattutto per la bellissima trilogia di X (e che consiglio di recuperare a tutti). Quindi sono felice di parlare di una sua opera, in questo caso una poco conosciuta ma interessante sotto tanti punti di vista.

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Questa volta invece che iniziare dal lato tecnico vorrei partire dalla storia nella quale sarò breve visto che è molto semplice ed è molto facile fare spoiler di un certo peso. La storia in questo caso, come in generale è l’intero film, è un enorme omaggio a un tipo di cinema horror anni ’70-’80. Abbiamo due elementi interessanti come lo slasher e la casa infestata che vengono ripresi e usati in maniera ottima. Inoltre è un film che sviluppa la sua storia lentamente e che spiega attraverso le immagini la situazione della protagonista. Infatti nella prima parte faremo la conoscenza di Samantha e capiremo bene cosa la spinge ad accettare i lavoro tra l’enorme necessità di denaro e il poco tempo a disposizione per trovarlo. E grazie a ciò capiamo bene anche la sua personalità e pian piano ci affezioniamo al suo personaggio, un personaggio normale che cerca di sopravvivere alla vita di tutti i giorni e che si ritroverà vittima di eventi terrificanti. Potrei dire molto di più sulla storia, ma ciò porterebbe a degli enormi spoiler e per questo motivo passiamo direttamente al lato tecnico.

Parlando di ciò bisogna dire questo: il film poggia tutto sullo stile incredibile che Ti West ha curato e che aiuta lo spettatore e immergersi in un’atmosfera perfetta e a valorizzare anche la trama. Il film infatti è un enorme tributo al cinema anni ’70-’80 e non solo per le ambientazioni e per il tipo di storia, ma anche per la messa in scena. Ti West decide di dare al film un aspetto di quei tempi anche attraverso la tecnologia. L’intera pellicola è stata girata con la tecnologia di quel periodo, usando una 16 mm per dargli quell’aspetto retro tipico di quei film. Oltre a ciò utilizza anche vari tecniche tipiche degli anni ’70 e già solo dall’inizio possiamo capirlo con i titoli di testa gialli e dove di tanto in tanto l’immagine si ferma (come ad esempio quando appare il titolo del film) ma soprattutto c’è una tecnica che usa spesso ed è lo zoom in avanti. Un elemento da sottolineare visto che oggi si usano principalmente le carrellate, mentre lo zoom è tipico degli anni ’70 (i film di Mario Bava sono un esempio perfetto per capire ciò).

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Tra l’altro usa anche delle inquadrature fisse che riprendono i personaggi  e l’intera ambientazione e mostrano anche una costruzione interessante e delle scene precise e quadrate. Quando invece ci saranno scene più movimentate la regia saprà gestire il tutto perfettamente grazie anche al montaggio (sempre gestito da Ti West), un montaggio veloce ma anche in questo caso preciso e non frenetico, capace di farci comprendere ogni passaggio. La fotografia è stupenda soprattutto dentro la casa dove ci saranno dei tagli di luce stupendi e in certe occasioni un tipo di fotografia espressionista che funziona alla grande. C’è una cosa che però in molti hanno criticato e riguarda il atto che tutto esplode negli ultimi 20 minuti mentre prima non succede nulla. Il che è sbagliato a mio avviso perché l’intero film si basa su una lenta ma costante costruzione della tensione. Si basa molto sull’attesa e lo fa con calma, senza accelerare, mostrando anche qui un tipo di ritmo tipico degli anni ’70.

Per concludere, The House of the Devil non è solo un enorme tributo al cinema anni ’70-’80 ma, come hanno già detto altri, è proprio un film di quel periodo, con una trama semplice e lineare ben fatta e uno stile stupendo che usa le tecniche tipiche di quegli anni e lo fa con grande cura e costruendo una bellissima tensione. Lo consiglio assolutamente!

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

4 pensieri riguardo “The House of the Devil

    1. Nella parte finale diventa uno slasher puro e ci sono anche dei momenti nel mezzo molto brevi. Purtroppo se dico di più spoilero mezza trama perché la storia è veramente semplice e breve.

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