Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo, dopo la breve parentesi sul mondo dei fumetti, siamo tornati a discutere di cinema ma questa volta non di live-action, continuando così nell’animazione e andando in casa DreamWorks per prendere in esame un loro film un po’ ignorato, Il piccolo yeti. Yi è un’adolescente che fa numerosi lavori part-time e per questo non ha tempo per stare con la sua famiglia. Il suo obiettivo è guadagnare abbastanza soldi per fare un viaggio per la Cina come desiderava il suo defunto padre. Un giorno però sul suo tetto Yi trova uno yeti, fuggito da un laboratorio, e tra loro due nasce una forte amicizia. Intanto degli uomini armati rivogliono lo yeti e Yi, insieme a due suoi amici, decide di aiutare la creatura a tornare a casa, ossia l’Everest. Tecnicamente il film è ben fatto, ha una regia buona ma non eccellente anche se di tanto in tanto creerà dei bei momenti, i colori sono stupendi e il character design funziona. La storia è interessante per il rapporto tra la ragazza e la creatura, per la crescita di alcuni personaggi e le tematiche narrate, ma il suo difetto più grande è che tutto rimane superficiale, non va mai a fondo e per questo motivo molto spesso manca di personalità. Nonostante tutto lo consiglio.
Questa volta torniamo a parlare di live-action e andiamo a discutere di un film diventato cult, un film che ha fatto la storia e ancora oggi sa sorprendere.
Ecco a voi Tutti gli uomini del presidente (All the President’s Men), pellicola thiller biografica del 1976 scritta da William Goldman e diretta da Alan J. Pakula.

Trama:
Il 1 giugno 1972 cinque uomini si intrufolano nella sede del Partito Democratico in uno dei palazzi residenziali Watergate, ma vengono fermati e arrestati dalla polizia. Il giornalista del Washington Post, Bob Woodward (Robert Redford) va in tribunale per seguire la vicenda e trova già qualcosa di strano visto che i cinque hanno un loro avvocato difensore, anche se non hanno fatto alcuna telefonata, ma soprattutto si insospettisce quando scopre che uno dei cinque lavora per la CIA e inizia a sospettare che tutto ciò possa essere legato alla campagna elettorale per la rielezione di Nixon. Un altro cronista del Washington Post, Carl Bernstein (Dustin Hoffman) si interessa a questo caso e insieme a Woodward iniziano a indagare sulla questione, cercando il filo conduttore che lega il Partito Repubblicano all’effrazione, trovando numerosi problemi e tanta resistenza, arrivando così a capire che la questione è molto più complessa e grave di quanto pensassero.
Penso che in tanti conoscano o almeno abbiano sentito parlare dello scandalo Watergate, uno degli scandali più famosi della storia degli Stati Uniti d’America ma anche una delle inchieste giornalistiche più complesse di sempre che ancora oggi viene vista come un esempio di grande giornalismo.

Partiamo come al solito dal lato tecnico, il film si dimostra veramente impressionante, un lavoro davvero eccellente che nasconde una grande cura per i dettagli. La regia di Pakula si dimostra veramente ottima sia nella costruzione dell’immagine che nella gestione del ritmo. Le inquadrature presenti in questo film tendono a essere fisse, ci saranno ovviamente movimenti di camera ben gestiti e precisi, ma per lo più il regista si concentrerà sui personaggi e sulla loro ricerca. In questo caso abbiamo inquadrature fisse sui personaggi ma in certi casi non saranno centrali ma leggermente spostati a destra o sinistra in modo da darci una visione chiara di quello che succede alle loro spalle e questo sarà usato spesso mentre lavorano in redazione, dove vediamo un continuo viavai di persone che lavorano e questo aiuta molto lo spettatore a immedesimarsi in quell’atmosfera.
Ovviamente non usa solo questo tipo di tecnica, anzi a volte abbiamo anche dei bei campi lunghi che mostrano i personaggi muoversi in ampie zone, come ad esempio con i cinque uomini all’inizio nell’edificio Watergate. Le scene e le sequenze saranno costruite a dovere e con una fotografia ben fatta e capace di avere in certi momenti specifici degli ottimi tagli di luce. Quel che convince maggiormente però è il ritmo, un ritmo costante che non annoia mai e che aiuta a rendere questa vicenda avvincente senza l’aiuto di momenti eclatanti. Le indagini dei due giornalisti vengono mostrate molto bene, senza momenti morti, e l’attivazione non cala mai anche perché, attraverso questo ritmo, il regista riesce a destreggiarsi attraverso diversi momenti diversi, perfino con l’ironia, con il mistero e in diversi punti con la tensione. Quest’ultima è una tensione sottile e resa veramente bene che saprà sottolineare la delicatezza e la gravità di questo avvenimento. Il lato tecnico è stupendo e lo stesso vale per la sceneggiatura che ho trovato grandiosa.

L’enorme pregio di questa storia è far capire alla perfezione lo scandalo Watergate. Chi si è informato e conosce bene il caso si ritroverà davanti a una ricostruzione impeccabile, mentre chi non ne sa nulla scoprirà tutte le vicende in maniera precisa e senza che sia costretto a informarsi altrove. La ricostruzione degli eventi riguardanti lo scandalo e l’indagine dei due giornalisti sarà veramente minuziosa e porterà alla luce tanto lati oscuri riguardanti il governo di quei tempi e Nixon. Quello che ho apprezzato molto è come, nonostante la mole di nomi e tutti i giri che Woodward e Bernstein sono costretti a fare, il film rimane chiaro, non ci sono parti confuse, facendo un lavoro veramente eccellente. Il tutto viene descritto quasi in maniera documentarista, senza l’aggiunta di momenti esageratamente drammatici (come accade ultimamente nei film biografici), il che rende il tutto molto interessante. Il film inoltre sottolinea un aspetto che ho amato parecchio ossia un tipo di giornalismo pronto a tutto per cercare la verità. Penso proprio che un film simile possa veramente far innamorare le persone di questa professione in quanto mostra alla perfezione tutto il processo d’indagine, il modo in cui agiscono, l’attenzione ai dettagli e alle parole e il modo in cui riescono a gestire certe persone. E penso proprio che siano in pochi i film capaci di mostrare con tale forza questo lato del giornalismo.
Per concludere, Tutti gli uomini del presidente è un film stupendo che è invecchiato benissimo, con una regia stupenda capace di tenere lo spettatore incollato allo schermo e una storia ricostruita benissimo che farà capire chiaramente tutto ciò che c’è stato dietro allo scandalo. Un film straordinario che consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Quando l’ho visto non conoscevo nulla dello scandalo Watergate, ma dopo il film non ho avuto bisogno di cercare ulteriori informazioni perchè le avevo già avute tutte: come dici tu la ricostruzione dei fatti è accuratissima, ma non per questo noiosa, anzi, in alcune sequenze ho avvertito quasi un’atmosfera da thriller per quanto si fa avvincente. Ottimo film e ottima recensione!
Il film è veramente stupendo nella sua ricostruzione, la sceneggiatura era solida e per certi versi sembrava quasi un documentario. E inoltre il film tiene veramente in tensione proprio grazie alla situazione e al serio pericolo a cui andavano incontro questi giornalisti. Un film meraviglioso senza alcun dubbio.
Film esemplare, che primeggia ancora nel suo genere. Ho letto tempo fa che la redazione del Washington Post era stata ricostruita dagli scenografi con grandissima fedeltà, compresi telefoni e monitor delle telescriventi. Molto accurato ed efficace. In una parola: un capolavoro.
Infatti è proprio quella profonda accuratezza nella ricostruzione degli eventi e dei luoghi che lascia a bocca aperta, senza però dimenticarsi che è anche un film. A mio avviso è un film da prendere come esempio, specialmente quando si tratta di opere incentrate su ricostruzioni giornalistiche.
Assolutamente d’accordo. Unanime il consenso sul suo valore assoluto.
E’ un film che ha fatto la storia e che giustamente dev’essere ricordato per la sua cura e come far conoscere alle persone bene certi argomenti e certi eventi.
In genere non amo le ricostruzioni di cronaca e politica, ma questo film è speciale. E con un cast azzeccatissimo, in cui gli attori entrano nei personaggi facendo dimenticare la propria celebrità. Bella recensione, fa venire voglia di rivederlo.
A mio avviso questo film è tra i migliori in assoluto per quanto riguarda la ricostruzione di cronaca, anche perché è curato in tutta la sua ricerca a fa in modo che lo spettatore abbia tutte le informazioni necessarie. Sono molto felice che ti sia piaciuta la mia recensione!
Gran bel film! Ogni volta che passa in tv finisco per rivederlo. Un po’ come mi capita con ‘I sei giorni del Condor’, anche lì uno strepitoso RR.
Questo è un film da rivedere assolutamente e I tre giorni del Condor è un altro film eccellente!
Quindi non c’entra nulla con la serie tv?
No, non c’entra niente con la serie televisiva, qui ci si concentra sullo scandalo Watergate e come i giornalisti del Washington Post sono riusciti a ricostruire il tutto.
ah
e dire che pensavo che uno fosse scaturito dall’altro lol
No, solo un casino tutto italiano. In originale il titolo della serie era semplicemente West Wing. In italiano abbiamo aggiunto il sottotitolo Tutti gli uomini del presidente.
Ne ho sempre sentito parlare, ma non mi è ancora capitato di vederlo. Tornerò quando accadrà.
Ne vale la pena in quanto ti da delle informazioni ben precise sullo scandalo Watergate e quindi è perfetto per capire quell’evento e come hanno ricostruito il tutto.
Un grandissimo classico del cinema americano! Hoffman magistrale!
Concordo assolutamente. Un film da riguardare più volte!
Lulu: “Our Dada says it’s really sad how far the The Washington Post has fallen from these days in the last few years.”
Maybe it’s not what it used to be, but I’m still seeing American newspapers that still show a certain maturity and strength.
Un classicone che purtroppo non ho mai visto. Bella recensione, come sempre.
Ti ringrazio tantissimo e, se mai avrai la possibilità, ti consiglio di guardarlo. Ne vale veramente la pena.
Mi era piaciuto molto, dovrei rivederlo a distanza di qualche decennio….
A mio avviso è un film che non invecchierà mai. Uno dei migliori del suo genere a mio avviso.