Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo ripreso a parlare di cinema in live-action e ci siamo spostati negli anni ’80 per discutere di un film d’azione tipico di quel periodo che però aveva qualcosina in più rispetto gli altri ed è diventato nel tempo un cult , Commando. John Matrix è un ex colonnello delle forze speciali che ha iniziato una nuova vita insieme a sua figlia Jenny. IL suo vecchio superiore però lo avverte che qualcuno sta uccidendo i suoi uomini e di stare attento. Nonostante ciò Jenny viene rapita e i criminali minacciano di ucciderla se John non farà tutto quello che gli diranno. John però riesce a fuggire e dovrà liberare sua figlia prima che i criminali si rendano conto della sua fuga. Il film tecnicamente è ben fatto, la regia crea delle scene d’azioni divertenti, esagerate e anche comprensibili, oltre che donare alla storia un ottimo ritmo. La storia è molto semplice ma al contrario di molti action degli anni ’80 questo film non si prende mai sul serio e soprattutto non è affatto reazionario. Anche i personaggi sono semplici ma simpatici e di tanto in tanto ha alcune niente male che sanno divertire. Lo consiglio assolutamente!
Si torna nell’animazione e si torna dalla Disney per parlare di un loro sequel che aveva del potenziale per tante cose.
Ecco a voi Ralph spacca Internet (Ralph Breaks the Internet), pellicola animata del 2018 scritta da Phil Johnston e Pamela Ribon e diretta da Rich Moore e Phil Johnston.

Trama:
Sono passati 6 anni e Ralph (John C. Reilly) e Vanellope (Sarah Silverman) vivono la loro amicizia attraverso le loro routine anche se quest’ultima vorrebbe qualcosa in più. Per darle quel brivido in più, Ralph modifica la pista del suo videogioco e Vanellope ci si fionda entusiasta, non rispondendo però ai comandi del giocatore che finisce per rompere accidentalmente il volante della console. L’unico pezzo di ricambio disponibile è su eBay ma è troppo costoso e così il proprietario della sala giochi scollega Sugar Rush. Sentendosi in colpa per l’accaduto, Ralph decide di andare insieme a Vanellope su eBay per prendere il volante e per farlo entrano in internet attraverso il router Wi-Fi. Arrivati su internet però si rendono conto che non sarà facile ottenere quel volante e Vanellope inizierà a riflettere si quale sia veramente il suo posto.
Il primo film non era di certo un capolavoro ma era comunque un’opera che mi aveva divertito parecchio, con due protagonisti che funzionavano bene e, se mi capita l’occasione, lo riguardo volentieri. Quindi l’idea di un seguito mi piaceva anche se il fattore internet mi ha sempre lasciato dubbioso. Quindi vediamo com’è questo film.

A livello tecnico il film è molto buono per certe cose, anche se in altre avrei da ridire. Ovviamente la Disney aveva i mezzi e gli animatori ideali per realizzare qualcosa di grande e lo hanno fatto con internet, qui mostrato come una gigantesca metropoli iper-tecnologica sempre in movimento e con luci al neon interessanti. Questo ambiente convince parecchio soprattutto per le enormi quantità di dettagli presenti, che siano i cartelli pubblicitari, i video e le immagini e soprattutto gli omini che si aggirano per questo enorme mondo. Ho apprezzato molto anche le animazioni, sempre molto fluidi che però cambiano anche a seconda dei personaggi, come ad esempio i giocatori di Slaughter Race che tendono a essere legnosi e a scatti proprio come se ci fossero leggeri problemi di connessione.
La regia è buona e fa il suo dovere fino alla fine, ma anche in questo caso purtroppo non eccelle, non riesce mai a creare qualcosa di indimenticabile. Certo le scene con tutte le principesse Disney le ricordiamo bene ma solo per tutte le pubblicità che ci fecero. La regia non è brutta ma mi sarei aspettato molto di più. Quello che invece mi ha un po’ deluso è il design dei personaggi. I vecchi personaggi come Ralph e Vanellope convincono ancora e sono resi perfettamente, ma lo stesso non si può dire di quelli nuovi. Non perché siano fatti male ma perché risultano veramente anonimi, basti pensare a Shank (Gal Gadot) che ha una certa importanza ma non ha alcuna caratteristica che rimanga impressa e lo stesso dicasi per molti altri. Forse solo Gorg e Lesotutte (Alan Tidyk) sono interessanti nella loro semplicità, ma per il resto il film mi ha deluso nel character design. Nonostante ciò il vero problema non è il lato tecnico bensì la sceneggiatura.

In realtà l’idea di base del film era molto interessante. Attraverso questo viaggio in un mondo enorme e ricco di possibilità come internet, Vanellope trovava la sua strada una strada che l’avrebbe tenuta lontana da Ralph e quest’ultimo avrebbe dovuto accettare pian piano la cosa, dimostrandosi un vero amico. Diciamo che era una storia incentrata sul cambiamento, di come tutto si evolva e cambi e bisogna accettarlo. Le tematiche interessanti ci sono, ma purtroppo è il modo in cui vengono narrati che non mi ha convinto. Una cosa che si noterà fin da subito è che questa pellicola è molto più infantile della precedente e tende a concentrarsi molto sulle battute e gag del mondo di internet, che tra l’altro sono carine ma banali, il che è uno spreco enorme dato che con internet puoi variare in tantissime cose. Il punto è che la costruzione delle tematiche è pure presente e in alcuni punti era mostrato bene con Vanellope che rifletteva su cosa voleva veramente e Ralph pieno di ansie e paure che non voleva stare lontano dalla sua migliore amica. Il problema è che verso la fine lo spiegano per filo e per segno tutto quanto, trasformando ogni cosa in una lunga morale quando invece bastava solo mostrare ogni cosa attraverso le immagini, visto che il messaggio era chiaro. Un altro problema è Ralph stesso e non perché sia molto appiccicoso, questa infatti è una caratteristica ottima e in linea con le tematiche, ma perché anche lui è tremendamente infantile e certe volte non sembra neanche il Ralph del primo film. E diciamo che questo livello infantile si riflette sulla trama stessa e nel modo in cui si svolge, perdendo delle ottime occasioni di sfruttare appieno non solo internet ma le stesse tematiche. Purtroppo anche i personaggi secondari non riescono a splendere e alla fine, se escludiamo le parti con le principesse (e onestamente non mi dispiacerebbe una specie di film in cui tutte le principesse sono il fulcro) dove la Disney stessa mostra l’impero che è, il film risulta dimenticabile.
Per concludere, Ralph spacca Internet ha un lato tecnico buono che convince nell’ambientazione e nelle animazione anche se poteva essere migliore nel character design. La storia ha una tematica di fondo interessante ma trattata in maniera infantile e retorica che non colpisce e che rende il tutto dimenticabile.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Grazie per la bella recensione. Hai portato spunti interessanti. Io l’ho trovato invece un film molto più maturo rispetto al primo, capace di trattare una tematica scomoda: la tossicità involontaria, oltre a quella su come evolvono i rapporti. Non ho trovato Ralph infantilizzato, ma che si comportava in maniera infantile a causa della sua gelosia e del suo orgoglio. È un film che mi ha convinto molto, anche se, avendo poca esperienza di interneto, di sicuto ci sono tante cose che non ho colto. Quello che mi dispiace di più è la realizzazione delle principesse, con un design riconoscibile, ma non uguale alle loro controparti cinematografiche. Forse era una scelta voluta per qualche ragione che non riesco a cogliere. La scena con Merida mi ha fatto morire, perché ho vissuto una situazione analoga.
Sono sempre felice di leggere pensieri contrari al mio e aprire una discussione. Il fatto che Ralph fosse infantile nei confronti di Vanellope ci stava perfettamente, il problema è che lo era anche in altre situazioni e circostanze. Nel primo aveva l’aria di una persona ingenua ma qui pare proprio un bambinone troppo cresciuto e la cosa mi è dispiaciuta parecchio. Il tema era meraviglioso, quando ho capito dove volevano andare a parare ero contento perché era una tematica davvero interessante e usata veramente poco nel cinema che poteva portare a un’ottima riflessione. Però l’ho trovata veramente molto retorica e avrei preferito che ne avessero parlato con più profondità e coraggio. Per quanto riguarda il design delle principesse, posso capire che non ti convinca la differenza con le originali, ma non potevano fare altrimenti. L’animazione 2D e 3D hanno delle differenze importanti e rendere ad esempio Biancaneve in 3D simile a quella originale non avrebbe funzionato, sarebbe risultata molto fuori luogo e strana. È come quando in un remake live-action vuoi rendere i personaggi simili al film animato. In un film animato certi design stilizzati e particolari possono funzionare, ma con persone vere risulta alquanto grottesco. Quindi era normale che cambiassero design. A questo punto sarebbe stato stupendo se avessero deciso di fare con la tecnica mista, alcune le fai in 2D e le altre in 3D, sarebbe stato stupendo, un po’ come avevano fatto con lo special per i 100 anni su Disney+.