Commando (film)

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo siamo tornati a parlare, come al solito, dell’animazione e, più precisamente, della Pixar. In questo caso abbiamo parlato di uno dei successi di critica e pubblico più grandi, insieme a Inside Out, di questa seconda fase, un film che ha sorpreso e ha fatto commuovere in molti, Coco. Miguel è un ragazzino che vive in un piccolo paesino messicano e sogna di diventare un musicista, cosa che viene malvista dalla sua famiglia visto che un loro trisavolo aveva quasi distrutto la famiglia per realizzare quel sogno. Durante il Giorno dei Morti, la nonna di Miguel rompe la sua chitarra e Miguel deciderò di prendere in prestito quella appartenuta a Ernesto De La Cruz, il suo idolo, dal suo mausoleo. Con questo gesto lui finisce nel mondo dei morti da cui dovrà andarsene prima dell’alba o rimarrà lì per sempre. Però Miguel vuole sapere chi  il suo trisavolo, pensando che sia De La Cruz, e partirà alla ricerca della verità con Hector, un morto che rischia di essere dimenticato. Il film è tecnicamente stupendo, con un character design magnifico soprattutto per gli scheletri, un’ambientazione enorme e sorprendente e un uso intelligente dei colori. La storia parla perfettamente di questa festa messicana, dando regole solide basate su di essa e narrando la riscoperta di sé stessi delle proprie radici e della famiglia. Un film molto maturo che saprà commuovere. Lo consiglio assolutamente!
Torniamo al cinema in live-action e ci spostiamo negli anni ’80 per parlare di un action del periodo che però mi ha sempre divertito.
Ecco a voi Commando, pellicola d’azione del 1985 scritta da Steven E. de Souza e diretta da Mark L. Lester.

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Trama:
John Matrix (Arnold Schwarzenegger) è un colonnello delle forze speciali statunitensi che ha smesso con quella vita e ora vive una vita tranquilla in mezzo alle montagne insieme a sua figlia Jenny (Alyssa Milano). Un giorno però il suo ex comandante, il generale Franklin Kirby (James Olsen) viene a trovarlo per avvertirlo di un grave pericolo: qualcuno sta uccidendo gli uomini di John e probabilmente vogliono colpire lo stesso John. Poco dopo la visita del generale, vengono attaccati e Jenny rapita. I principali artefici sono Arius (Dan Hedaya), un dittatore e signore della guerra e il commilitone Bennett (Vernon Wells), un ex membro del gruppo di John cacciato per la sua crudeltà. Benett è lì per vendetta mentre Arius vuole che John vada nel Paese di Val Verde e ucciderne il leader, in modo che Arius possa prendere il potere. Se non lo farà, Jenny verrà uccisa. John però riesce a sfuggire alla loro sorveglianza e dovrà salvare sua figlia prima che si accorgano della sua scomparsa e lo farà con l’aiuto di Cindy (Rae Dawn Chong), un’hostess che si ritroverà suo malgrado coinvolta in tutto ciò.

Con il passare del tempo questo film è diventato un cult e oggi in molto lo stanno riscoprendo, elogiandolo tantissimo. Però non parliamo certo di un capolavoro o cose simili, anzi è un film d’intrattenimento molto carino (e non posso fare a meno di dire che diverte anche me). Quindi vediamo il motivo di tanto interesse.

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Parlando del lato tecnico, ritroviamo alla regia Lester, un regista di cui avevamo discusso quando avevamo recensito Fenomeni Paranormali Incontrollabili (Firestarter) e in quel caso avevo detto che Laster era un buon mestierante che però non si è mai spinto oltre, dove non ha mai provato a mettere qualcosa di suo, anche se il lavoro finale era buono. Diciamo che qui fa la stessa osa anche se possiamo vedere dei miglioramenti. Il primo elemento interessante è il ritmo. Commando non è un film lungo, dura meno di 90 minuti, ma anche così scorre molto velocemente senza mai avere un momento morto. Allo stesso tempo però non sarà frenetico e riuscirà a mostrare questa missione di salvataggio in maniera divertente, intrattenendo dall’inizio alla fine e, nel mezzo, facendoci conoscere un minimo i personaggi.

Le sequenze che ci vengono mostrate sono molto buone e valide, in particolar modo quelle d’azione che hanno una buona costruzione e sono volutamente esagerate e irrealistiche (ma non troppo esagerate) in cui vediamo John compiere azioni incredibili, eroiche ma anche esilaranti e su questo punto ci ritorneremo in seguito. In ogni caso penso proprio che uno dei motivi per cui il film venga oggi adorato riguardi proprio le scene d’azione. Negli ultimi anni il cinema d’azione americano è in forte crisi e a parte lavori come John Wick o Mad Max, c’è una forte carenza di qualità. Per questo, secondo me, Commando viene apprezzato, perché è gestito bene, le scene d’azione divertono molto e non sono mai caotiche ma molto chiare. E questo a mio avviso è uno dei motivi. Poi il lato tecnico ha anche altri elementi ben fatti, come gli effetti artigianali, la musica e il montaggio, ma alla fin sono le scene d’azione e rimanere impresse. E ora si passa alla storia.

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La trama è molto semplice: al protagonista rapiscono la figlia per costringerlo a fare qualcosa di brutto ma lui non ci sta e va a salvare la figlia mentre picchia i cattivi e indaga sulla sua ubicazione. Ci sono degli elementi che però ho apprezzato molto. Ovviamente ci sono i classici momenti da action movie americano anni ’80, come le battute a effetto sempre pronte e il fisico sempre scolpito, ma alcuni elemento la differenziano dagli altri film. In primis il fatto che non si prenda mai sul serio e lo capiamo fin dai primissimi minuti, da quando vediamo Arnold trasportare con un solo braccio un tronco d’albero. Già da lì si capisce dove vuole andare a parare e non sarà l’unico momento (a un certo punto sradica una cabina telefonica con una persona dentro a mani nude). Quindi questo è un punto a suo favore e l’altro è il fatto che non sia un film reazionario. Il problema di molti action anni ’80 è che di solito avevano personaggi che agivano al di sopra della legge, si facevano giustizia da soli senza guardare in faccia nessuno oppure erano protagonisti che dovevano attaccare un così detto Stato canaglia.

Quel tipo di film non l’ho mai apprezzato proprio per il loro essere così tremendamente reazionari, ma questa cosa non l’ho mai percepita in Commando. Non c’è niente di tutto questo, semplicemente il protagonista si ritrova in una situazione senza scampo in cui deve salvare la figlia in poche ore. Anche questo è uno dei motivi per cui apprezzo molto questo film. La storia è semplice e i personaggi sono altrettanto semplici ma simpatici, in particolar modo Cindy che alla fine sarà un grande aiuto per John. Certo, ho sempre trovato forzato il fatto che a un certo punto, sopo tutto quello che è successo, lei voglia aiutarlo a tutti i costi nella missione, ma è una cosa di cui neanche il film si preoccupa di spiegare (e questa cosa mi ha sempre fatto ridere). Inoltre ci sarà un minimo di investigazione e ricerca per capire dove sia Jenny, ricerca che finirà sempre con inseguimenti o combattimenti, ma sono felice che ci abbiano provato.

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Per concludere, Commando è un film d’azione che riesce a intrattenere grazie a una buona regia che costruisce delle belle ed esagerate scene d’azione e dona al tutto un ottimo ritmo. La storia è semplice e non vuole prendersi sul serio ed evita qualunque elemento reazionario, riuscendo a divertire. Lo consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

Un pensiero riguardo “Commando (film)

  1. Salut ! Quel plaisir de relire une critique sur ce monument qu’est Commando. Tu as parfaitement raison : ce qui le sauve du temps, c’est son absence totale de premier degré. Arnold qui porte un tronc d’arbre comme un cure-dent, c’est l’essence même du cinéma d’action de l’époque ! Je te rejoins aussi sur l’efficacité du rythme : 90 minutes, pas de gras, que de la testostérone et des répliques cultes. Un vrai plaisir coupable dont on ne se lasse pas. Merci pour ce rappel !————-Ciao! Che piacere leggere una recensione su questo monumento che è Commando. Hai perfettamente ragione: ciò che lo salva dal passare del tempo è la sua totale mancanza di prendersi sul serio. Arnold che trasporta un tronco d’albero come se fosse uno stuzzicadenti è l’essenza stessa del cinema d’azione di quegli anni!

    Concordo pienamente anche sull’efficacia del ritmo: 90 minuti senza un attimo di tregua, solo testosterone e battute cult. È un vero ‘guilty pleasure’ di cui non ci si stanca mai. Grazie per questo tuffo nella nostalgia perfettamente analizzato!

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