Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo deciso di cambiare argomento, passando dal mondo del cinema a quello del fumetto e concentrandoci nello specifico sui supereroi. E quale occasione migliore per parlare del mio supereroe preferito in assoluto se non questa? Superman Annienta il Klan. Siamo nella Metropolis del 1946 e Superman fa del suo meglio per difendere la città, ma dopo essere entrato in contatto con una pietra verde inizia a ricordare cose che aveva dimenticato sul proprio passato. Nel frattempo la famiglia Lee si è trasferita in città e questa cosa viene vista di malocchio dal Klan della Kroce Ardente, un gruppo di suprematisti bianchi che vogliono scacciarli via con la violenza e Superman accorrerà in difesa dei Lee. Il fumetto riesce a colpire molto per via del suo disegno, che unisce lo stile occidentale e quello orientale, dando così tratti morbidi e unici, oltre a dei colori luminosi e ben gestiti. Quello che interessa maggiormente però è la storia che sa descrivere perfettamente tematiche come l’odio, il razzismo, la discriminazione, l’integrità e la repressione, tematiche delicate che vengono portate avanti grazie ai personaggi di Superman e della giovane Roberta, personaggi diversi ma che allo stesso tempo sono molto simili e riusciranno a farsi apprezzare molto. Lo consiglio assolutamente!
Come da tradizione torniamo a parlare di animazione e questa volta ci concentriamo sulla Disney, andando a discutere di un classico su cui avevo già scritto una recensione, ma che ho deciso di rifare in maniera più approfondita.
Ecco a voi Oceania (Moana), pellicola animata del 2016 scritta da Jared Bush e diretta da Ron Clements e John Musker.

Trama:
La storia si apre con nonna Tala (Rachel House) che narra dell’origine della vita e delle isole grazie a Te Fiti e il potere del suo cuore. Un giorno però il semidio Maui (Dwayne Johnson) rubò il cuore, facendo espandere l’oscurità e poi svanendo dopo aver combattuto contro Te Ka. Il racconto si conclude con la speranza che una persona scelta dall’Oceano ritroverà Maui, metterà il cuore al suo posto e salverà tutti. Ed è Vaiana Wailiki (Auliʻi Cravalho) a essere scelta dall’Oceano quando è ancora bambina. Passano gli anni e il raccolto e il cibo iniziano a marcire e a mancare per colpa dell’oscurità e Vaiana suggerisce di superare il reef così da cercare il cibo altrove, ma trova il forte dissenso di suo padre, Capo Tui (Temuera Morrison), che considera l’impresa troppo pericolosa. Così nonna Tala le racconta della scelta dell’Oceano, della missione e Vaiana si convince a partire, superando il reef, alla ricerca di Maui che dovrà aiutarla a restituire il cuore a Te Fiti. La missione però non sarà affatto semplice.
Diverso tempo fa feci una recensione su Oceania, un film a cui mi ero anche affezionato molto. Purtroppo considero molti vecchi articoli parecchio incompleti e lo stesso vale per quello di Oceania. Così ho deciso di rifarlo per questo motivo ma anche perché, nonostante continui ad apprezzarlo, ho cambiato idea su qualche punto.

Inizialmente il duo Clements e Musker aveva intenzione di realizzare una trasposizione di Morty l’apprendista, un romanzo fantasy comico di Terry Pratchet e onestamente l’idea di piaceva tantissimo, visto l’umorismo con cui l’autore parlava del fantasy, ma per motivi legati ai diritti, non riuscirono in quest’impresa. Così decisero di scegliere tra tre idee e una di questa si basava sulla mitologia della Polinesia. Qui rimasero affascinati dalla cultura e in particolar modo dal personaggio, di Maui facendo numerose ricerche alle Fiji, alle Samoa e a Tahiti. E in un primo momento pensarono di rendere Maui il protagonista del film, per poi cambiare idea. Tra gli sceneggiatori iniziali c’era Taika Waiti, che poi dovette abbandonare il progetto per dedicarsi a What We Do in The Shadows (che rimane ancora oggi un’opera magnifica) e delle sue idee nel film non è rimasto quasi niente. Nonostante come sceneggiatore sia stato accreditato Jared Bush, ci sono state due persone che sono state fondamentali a livello di scrittura ossia Aaron e Jordon Kendall, i quali scrissero e svilupparono quelle che considero le migliori parti del film.
Parlando del lato tecnico, questo film riesce a sorprendere in tantissimi punti e in special modo nel mostrare quanto lo studio e i suoi animatori siano maturati nell’uso del digitale e come abbiano affinato un certo stile. Prendendo in esame quest’ultimo, vediamo quello stile che usano ormai dai tempi di Rapunzel, uno stile che nelle pellicole successive criticherò un po’, in quanto certi personaggi sembrano copiati dai film precedenti della Disney, ma qui sono riusciti a usarlo in maniera intelligente, caratterizzando l’aspetto dei personaggi e rendendoli riconoscibili e unici. Basti solo pensare al personaggio di Maui, un personaggio grande e quadrato sia nel corpo che nel volto e fin dalla prima occhiata riesce a trasmettere forza ma anche simpatia. Per non parlare di Vaiana stessa, con i tratti dolci e rotondi (come ad esempio gli occhi) e con il capelli lunghi e ricci. Quest’ultimo punto è molto importante perché ancora una volta gli animatori hanno fatto un lavoro incredibile. Animare dei capelli lunghi è sempre difficile e in questo caso hanno animato dei capelli lunghi e ricci (quindi ancor più complessi) e li hanno anche fatti interagire molto con l’acqua, riuscendo a dargli quella sensazione di pesantezza quando sono bagnati. Per non parlare dei dettagli legati ai tessuti dei vestiti e anche solo delle vele per navigare, dettagli messi ottimamente in risalto, stessa cosa dicasi per la vegetazione, l’enorme quantità di piante e la loro varietà. Così come ho apprezzato la resa del mare, la sua bellezza e la sua illuminazione gestita bene.

A livello di regia abbiamo tanti momenti interessanti come le scene comiche, in particolar modo quelle con protagonisti Vaiana e Maui che sanno mettere sempre il sorriso, ma anche nelle scene d’azione la regia riesce a essere dinamica e costruita bene, come ad esempio contro i Kakamora con la loro enorme nave capace di dividersi (una bella citazione a Mad Max: Fury Road). Altri elementi di grande rilievo sono l’utilizzo dell’animazione tradizionale, essendo Clements e Musker dei veri veterani con quella tecnica, in scene come il prologo o la canzone di Maui, ma soprattutto i registi usano questa tecnica per animare i tatuaggi del semidio che sapranno divertire tanto. Forse avrei preferito vedere più animazione tradizionale, ma il suo utilizzo è stato ottimo. Anche le musiche funzionano benissimo, riuscendo a rimanere impresse, ad aver un bel ritmo e soprattutto a non essere superflue, parlando dei personaggi e della storia. Il lato tecnico è ottimo e anche la sceneggiatura ha dei punti ottimi anche se imperfetti.
Apprezzo molto tutta la parte iniziale ambientata sull’isola di Vaiana, Motonui, in cui vediamo uno sprazzo delle loro vite, capiamo le origini del mondo, il motivo per cui questo popolo non naviga più e il legame tra Vaiana e l’Oceano. Tutto ciò viene gestito molto bene e riesce a mostrare abbastanza bene questa cultura e le sue bellezze. L’elemento che però rende quest’opera veramente affascinante e che tutti ricordano è il rapporto tra Vaiana e Maui. I due infatti all’inizio quasi non si sopportano e il loro primo incontro non è dei migliori, visto che il semidio vuole prendersi la barca e lasciare Vaiana sola su un’isola. Nonostante ciò saranno costretti a collaborare per recuperare l’amo di Maui e rimettere a posto il cuore e attraverso i loro contrasti non solo avremo diversi momenti divertenti (Maui che tenta ogni volta di buttare fuori dalla barca Vaiana mi fa sempre ridere), ma avremo modo di vederli sempre più uniti. Questa crescita del loro rapporto è resa molto bene e sviluppata con calma. E così avremo modo di conoscerli meglio.

Vaiana è una ragazza coraggiosa e determinata alla ricerca di sé stessa ma anche spaventata da questa missione perché teme di non sapere cosa fare. Maui inizialmente ci viene presentato come un personaggio sicuro di sé, sbruffone ed egocentrico, ma dopo un po’ veniamo a sapere della sua storia e del perché è così, ma soprattutto perché ha fatto quello che ha fatto e capiamo anche questo suo voler essere amato, che lo rendono più profondo di quanto sembri. I due personaggi funzionano talmente bene che riescono perfino a coprire la mancanza di personaggi secondari di grande rilievo e a farsi amare da tutti. Nonostante ciò il film ha un difetto che non si può sorvolare: l’avventura. I nostri protagonisti sono meravigliosi, ma l’avventura, i pericoli del viaggio, tutto questo non si sente molto perché semplicemente Vaiana e Maui non hanno molto avventure, anzi si contano sulla punta delle dita. E questo è un vero peccato perché avevano l’occasione perfetta per farlo e rendere il viaggio più movimentato e divertente e alla fine ciò che rimane veramente impresso è solo Tamatoa (Jemaine Clement). Potevano fare di più a tal riguardo.
Per concludere, Oceania è un film che tecnicamente si dimostra stupendo a livello di design, di ambientazioni e anche di regia ed è un film che trova forza nella sua mitologia ma soprattutto nei due protagonisti, anche se poteva spingere di più sul pedale dell’avventura. Nonostante ciò è un film a cui tengo ancora molto e che vi consiglio assolutamente!

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]