Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo deciso di parlare di cinema italiano e abbiamo fatto un salto negli anni ’70 per discutere di un’opera diretta da uno dei miei registi preferiti in assoluto, Mario Bava, che a mio avviso è tra i suoi film migliori, Reazione a Catena. La contessa Donati viene uccisa da suo marito e il tutto viene fatto passare per un suicidio, ma poco dopo anche lui viene fatto fuori. La morte della contessa farà muovere diversi personaggi, come un architetto che vuole approfittare della situazione o la figlia del marito che vuole l’eredità. Tutto ciò innescherà una lunga serie di efferati omicidi. La regia di quest’opera è veramente stupenda, con un uso enorme e ben studiato degli zoom per creare e aumentare la tensione, oppure fuori fuoco che creano scene di transizioni impressionanti. I movimenti di macchina sono folli e quasi psichedelici e le scene slasher sono rese benissimo e tutti differenti le une dalle altre. La storia è altrettanto interessante perché sa incuriosire ma soprattutto mostra un certo nichilismo, presentandoci personaggi negativi disposti a tutto per raggiungere il loro obiettivo, diventando freddi e crudeli. Per non parlare di quel magnifico finale. Un film che vi consiglio assolutamente!
Questa volta cambiano completamente argomento, andando così nel mondo dei fumetti e palando di un’opera dedicata al mio supereroe preferito in assoluto.
Ecco a voi Superman Annienta il Klan (Superman: Smashes the Klan), fumetto composto da tre volumi, pubblicato dalla DC Comics nel 2020, scritto da Gene Luen Yang e disegnato dal team Gurihiru (Chifuyu Sasaki e Naoko Kawano).

Trama:
Siamo nella Metropolis del 1946 e Superman difende la pace dei cittadini aiutando il prossimo, ma dopo essere stato in contatto con una strana pietra verde inizia a non sentirsi bene e certi ricordi repressi iniziano a uscire fuori. Nel frattempo nella città di Metropolis si trasferisce la famiglia Lee, in quanto il padre è riuscito a diventare capo batteriologico del dipartimento di salute e per questo hanno lasciato Chinatown. Il cambiamento però viene mal visto dalla giovane Roberta che fa fatica a integrarsi in quella nuova realtà, al contrario del fratello Tommy. Le cose però si aggravano quando il Klan della Kroce Ardente scopre dell’arrivo dei Lee e decidono di spaventarli per farli andare via, ma ovviamente non si fermeranno qui e Superman farà del suo meglio per fermarli, aiutato anche da Roberta.
Per me è sempre un piacere parlare di Superman, in special modo quando degli autori riescono a tirare fuori il vero Superman di cui sono innamorato e che trovo una fonte d’ispirazione. E soprattutto apprezzo quando usano il suo personaggio per parlare di tematiche molto attuali e vicine a noi.

Iniziamo come sempre dal lato tecnico e in particolar modo dallo stile di disegno usato, il primo elemento in assoluto a colpire l’occhio del lettore. Infatti lo stile riprende moltissimi punti con il disegno orientale tipico dei manga e degli anime (a volte anche espressioni del volto divertenti leggermente distorte) unito però con lo stile occidentale e creando un unione davvero molto equilibrata (che per molti versi mi ha quasi ricordato la bellissima serie animata di Avatar). Le linee sono ben marcate ma allo stesso tempo delicate e rotondeggianti e attraverso poche di queste linee riescono a dare un character design ben definito e riconoscibile. Tra l’altro questo disegno è anche molto pulito e quadrato, dandoci una chiara visione di ogni sequenza. Inoltre adoro anche l’uso dei colori, accesi ma allo stesso tempo dolci, che si uniscono perfettamente in armonia, mentre nei flashback questi colori avranno un aspetto leggermente differente, con un leggero color seppia che si adatterà perfettamente al disegno e alla situazione. Il lato tecnico è stupendo e adoro molto quel tipo di disegno, ma è la storia che affascina maggiormente.
Prima di discutere della storia in sé, volevo parlare di ciò che ha ispirato questo fumetto. Quando Superman venne creato, nel 1938, in poco tempo ebbe un grande successo, specialmente negli anni ’40 attraverso i suoi fumetti e alla serie animata dei Fleischer Studios. In quegli anni venne però creata un’altra cosa di grande successo per il personaggio di Jerry Siegel e Joe Shuster: uno show radiofonico.
Il nome di questo show era The Adventures of Superman e anche questo riscontrerà un grande successo, ma c’è una serie di episodi da tenere in considerazione. In questi sedici episodi, chiamati Cross of the Fiery Cross, ci viene presentata la famiglia Lee, una famiglia cinese che si è appena trasferita a Metropolis, subendo le angherie del KKK e con Superman che accorre in loro soccorso. Il fumetto si ispira proprio a quegli episodi degli anni ’40 e sentire che in quegli anni in cui il razzismo era quasi la normalità una storia simile mi ha sorpreso molto e mi ha anche riempito di speranza.

Tornando alla storia principale, il fumetto riprende tantissimi elementi anni ’40 e non parlo solo dell’ambientazione, ma anche di Superman stesso. Infatti qui lui non può volare, non ha la vista calorifica o il soffio congelante ma è simile a com’era nelle origini, quindi super forte, super veloce e capace di scavalcare un grattacielo di 20 piani con un balzo. Ciò che è interessante è che questa scelta non viene fatta solo per citare il Superman delle origini, ma viene inserita perfettamente nella storia e nelle sue tematiche. Questa storia infatti mostra molto bene l’odio e l’ideologia di certi suprematisti bianchi, qualcosa da cui non ci siamo mai liberati, purtroppo, e che oggi è ancora forte. E questa cosa si abbatte sui Lee, che non vorrebbero altro che iniziare una nuova vita. Odio, razzismo e discriminazione vengono raccontati bene, ma ci sono altre due tematiche che hanno un ruolo centrale e vanno a braccetto: l’integrazione e la repressione. Questi due argomenti ci sono narrati attraverso i personaggi di Roberta e Superman, due personaggi molto diversi ma che stanno vivendo situazioni simili.
Roberta infatti è insicura e carica di una forte ansia, non riesce a integrarsi bene nella nuova città e non riesce nemmeno a essere sé stessa, quindi tende a essere chiusa, senza avere amici all’infuori del fratello Tommy. Superman è amato e rispettato da tutti a Metropolis ma, come Roberta, anche lui reprime sé stesso e lo ha fatto per integrarsi e farsi accettare. In fondo lui sa di non essere umano ma un alieno, in fondo lo ha sempre saputo ma ha deciso di seppellire quella verità per paura di essere disprezzato e temuto da tutti. E infatti questa repressione sarà molto legata ai suoi poteri in quanto sembra in tutto e per tutto un umano molto più forte, non qualcos’altro. E questo suo conflitto interiore sarà reso magnificamente, mostrando quel Superman pieno di umanità, dubbi e paure ma anche capace di ispirare che amo. Anche Roberta sarà una protagonista meravigliosa, anche lei carica di paura e incertezze, ma capace di crescere e mostrare una grande intelligenza e un grande coraggio.

I due protagonisti sono straordinari ma anche i personaggi secondari saranno resi benissimo e saranno molto attivi, aiutando spesso. Lois Lane è coraggiosa, intelligente e molto curiosa, Jimmy Olsen è sempre pronto all’azione e ad aiutare, l’ispettore William Henderson è un agente di polizia afroamericano che combatte per i più deboli e che sa benissimo cosa significhi il pregiudizio e l’odio. Tutti i personaggi sono scritti bene, così come lo è la storia, capace a mio avviso di avvicinare persone di tutte le età e trasmettere benissimo questi messaggi.
Per concludere, Superman Annienta il Klan è un fumetto con uno stile molto interessante che unisce caratteristiche di fumetti occidentali e orientali in maniera ottima, regalandoci un bellissimo disegno ma soprattutto narrandoci attraverso dei personaggi meravigliosi e una storia ben scritta una realtà ancora attuale, riuscendo però a darci una speranza.

Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!
[The Butcher]
Sapevo che adoravi Superman, ma qui si respira proprio. Hai narrato molto bene. Ma Superman già negli anni ’40 veniva ritratto contro il kkk?
Sì, già a quei tempi la figura di Superman era molto più moderna di quanto si possa immaginare. Ricordiamoci che i suoi creatori furono due persone che sfuggirono alla nazismo e che con le opere di Superman arrivavano a criticare quella dittatura e anche il modo in cui gli Stati Uniti in quegli anni erano anche permessivi se non affascinati dal nazismo (e questa è una cosa veramente triste a pensarci). E quindi era anche normale vederlo affrontare il kkk che andava a colpire delle minoranze in quanto diverse.
Ammirevole. Era una scelta molto molto rischiosa all’epoca. Mi chiedo se il kkk abbia mai promesso, o effettuato ritorsioni.
Questo non saprei dirtelo ma apprezzo tanto il coraggio degli scrittori di Superman nell’esporsi in quella maniera. E Superman è sempre stato un personaggio molto aperto e un vero protettore dei più deboli e delle minoranze (ricordiamoci che lui è pur sempre un alieno). Comunque sono veramente felice che da quest’articolo sia traspirato tutto il mio amore per questo personaggio. Mi rende veramente felice!
Sei sempre fantastico, ma quando qualcosa ti piace davvero, si vede proprio bene ^_^
Mi fa veramente piacere e spero che questa passione possa convincere le persone a leggere Superman, specialmente in queste storie dove appunto risalta il suo lato gentile e il suo concetto di speranza.