Ralph Spaccatutto

Benvenuti o bentornati sul nostro blog. Nello scorso articolo abbiamo deciso di cambiare argomento e dal mondo del cinema siamo passati a quello della letteratura per discutere di un libro molto interessante e che parla di tematiche assai importanti e odierne ossia La casa sul mare celeste di T J Klune. Linus Baker è un assistente sociale che lavora per il DIMAM, il Dipartimento di Magia Minorile, il cui compito è assicurarsi che i bambini con i poteri magici, che vivono in degli orfanotrofi per tenerli lontani dai bambini normali, vengano trattati ed educati bene. Un giorno però riceve un incarico molto importante in cui dovrà andare in un’orfanotrofio in un’isola gestita da Arthur Parnassus. E qui Linus vivrà un’avventura che gli cambierà la vita. Un libro molto bello che mostra uno stile semplice e divertente che vuole raggiungere tutti, grandi e piccoli, e che riuscirà a dare un ottimo rilievo a questa storia. Un libro molto bello che mostra uno stile semplice e divertente che vuole raggiungere tutti, grandi e piccoli, e che riesce a dare un ottimo ritmo a questa storia. Una storia che parla di razzismo e di discriminazione e di come anche le persone comuni, persone di tutti i giorni, possano cambiare e migliorare le cose e vedere oltre gli stereotipi e apprezzare gli alti. Questo bellissimo messaggio ci viene condiviso grazie ai personaggi, alla loro unicità e alla loro umanità, personaggi a cui ci affezioniamo molto. Un libro che consiglio assolutamente!
Torniamo a parlare di cinema e anche di animazione e, visto che da diverso tempo non faccio altro che parlare della DreamWorks, mi sembrava giusto concentrarci su altri studios, in questo caso la Disney.
Ecco a voi Ralph Spaccatutto (Wreck-It Ralph), pellicola animata del 2012 scritta da Phil Johnston e Jennifer Lee e diretta da Rich Moore.

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Trama:
Ralph Spaccatutto (John C. Reilly) è il cattivo di un videogioco arcade degli anni ’80 chiamato Felix Aggiustatutto, il suo compito è spaccare il condominio mentre Felix (Jack McBayer) deve riparare tutto con il suo martello magico. Ralph però sta attraversando un forte momento di crisi in quanto, dopo trent’anni senza essere riconosciuto o apprezzato, è stanco di essere il cattivo. Quando poi scopre che per l’anniversario dei trent’anni del suo gioco non è stato invitato alla festa, decide di vincere in un modo o nell’altro una medaglia, per dimostrare a tutti di poter essere un eroe. Così entra nel nuovo gioco arcade Hero’s Duty, uno sparatutto dove bisogna eliminare gli scarafoidi per prendere la medaglia. Ralph riesce a prendere la medaglia ma crea scompiglio quando sveglia gli scarafoidi e per sbaglio ne porta uno con sé nel mondo delle auto da corsa di Sugar Rush. Qui la sua medaglia viene usata da Vanellope von Schweetz (Sarah Silverman), una bambina che vuole partecipare a una corsa, cosa che non le permettono di fare. Se Ralph rivuole indietro la sua medaglia, dovrà aiutare la bambina a vincere la gara.

Si ritorna a parlare di Disney e questa volta lo facciamo con un film particolare che esce un po’ dai canoni che lo studio avrebbe adottato nei prossimi 10 anni. Un film che mostra come la Disney cercasse anche strade alternative oltre a provare a ritornare ai vecchi tempi attraverso musical e principesse. Quindi, senza perdere tempo, iniziamo.

WRECK-IT RALPH

La cosa veramente interessante è che la Disney aveva in mente di fare un film su Ralph fin dagli anni ’80, con il titolo di High Score e con il passare del tempo cambiarono tante cose, sia il titolo che la storia. Ad esempio negli anni ’90 si chiamo Joe Jump e all’inizio degli anni 200 si pensò di rendere Felix il protagonista. In seguito venne chiamato Reboot Ralph prima che finalmente ottenesse il titolo che conosciamo e la trama odierna.

Per quanto riguarda il lato tecnico, vorrei iniziare parlando della regia che possiamo definire molto bene. Ha un buon ritmo, certe scene sono girate anche bene, come ad esempio quelle d’azione e in generale riesce a dare all’insieme una buona messa in scena. Quello che mi viene da criticare a riguardo è che questo tipo di regia non osa mai. Come ho detto, il risultato finale è buono, ma non va oltre, non cerca di creare delle follie e a mio avviso ne aveva tutte le possibilità, specialmente nelle scene d’azione ma anche in altri frangenti. Poteva essere molto più dinamico e anarchico e ci avrebbe solo guadagnato visto il tipo di film. Infatti più che per la regia il lato tecnico convince per il character design. Il design di Ralph mi è sempre piaciuto, con quelle mani enormi quasi più grandi di tutto il corpo, l’aspetto da vagabondo, il naso rotondo. Il design è bello e mi piace come siano stati fatti anche quello degli altri videogiochi in cui si nota la differenza nei colori e in altri dettagli (come i vestiti o i tratti del volto) ma che comunque non stonano con l’unisono.

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Ognuno di loro ha la propria unicità come Vanellope, molto piccola con la testa molto più grande del corpo, gli occhi grandi e tondi e le caramelle sui capelli oppure il Sergente Tamora Jean Calhoun (Jane Lynch) che invece possiede tratti semi-realistici, tranne per gli occhi anch’essi molto grandi. Apprezzo molto anche le ambientazioni e come sono variegate, passando dal semplice mondo di Ralph ad altri ondi più vasti come Hero’s Duty e soprattutto Sugar Rush, dove sarà ambientato buona parte del film. Quello che però ho amato maggiormente è l’uso dei colori e dell’illuminazione. I vari mondi hanno la propria tonalità nei colori, come Hero’s Duty che è oscuro e spento mentre Sugar Rush sarà un’esplosione di colori accesi e allegri, ma in generale mi è piaciuto come tutto questo riesca a trovare un grande equilibrio e a dare maggiore unicità e differenziazione ai vari mondi. Questa è sicuramente la cosa che ho amato maggiormente.

A livello di sceneggiatura ho apprezzato la trama e anche il funzionamento di questo mondo.  Riguardo a quest’ultimo punto c’ sicuramente una forte ispirazione a Toy Story, dove qui i personaggi dei videogiochi possono incontrarsi negli altri mondi quando nessuno gioca con loro. Anche il funzionamento dei singoli e le regole che riguardano tutti sono davvero interessanti e spiegate molto bene. Ed è stato altrettanto interessante vedere i cameo di tanti personaggi iconici del mondo dei videogiochi che per fortuna non vanno a coprire la trama principale. Quello che un po’ mi dispiace è che non ne hanno sfruttato appieno il potenziale, Per dire, Chi ha incastrato Roger Rabbit aveva tantissime interazioni con i personaggi della Disney e i Looney Tunes, folli, senza senso ed esilaranti e anche in quel caso non rubano affatto spazio alla trama. Qui i cameo sono simpatici ma nulla di più e mi dispiace che a un certo punto questi spariscano dalla circolazione.

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I personaggi principali però mi sono piaciuti molto, in particolar modo Ralph e Vanellope. Alla fine possiamo capire benissimo le ragioni di Ralph, trattato male per diverso tempo dai suoi colleghi e mai apprezzato, ma Ralph lo si adora principalmente per gli errori che commette e ne commetterà molti durante il suo viaggio. Per cercare di dimostrare che può essere anche un eroe, farà delle scelte egoistiche e alla fine diventerà un eroe cercando di aiutare Vanellope a realizzare il suo desiderio, portandolo a una crescita molto interessante. Anche Vanellope si dimostrerà ricca di personalità e sarà molo simpatica con la sua ironia, la sua iperattività e il suo essere praticamente una piccola peste. Tra i due nascerà un bellissimo rapporto di amicizia, un’amicizia tra due outsider che stanno cercando il loro posto nel mondo e che nella loro solitudine si ritrovano, facendo diventare questo film un vero e proprio buddy movie. Purtroppo non avremo tanti personaggi secondari memorabili, ma quello un po’ più interessante è sicuramente Felix che, attraverso la sua ricerca di Ralph e attraverso tutte le sue disavventure, capirà veramente come si sente il suo amic. Poi ci sono anche altre simpatiche sorprese, come ad esempio il villain, ma su questo non mi dilungherò troppo per evitare spoiler.

Per concludere, Ralph Spaccatutto è un film animato veramente divertente che mostra un character design interessante e delle ambientazioni varie e fantasiose. La storia incuriosisce ma a convincere sono i due protagonisti che funzionano bene insieme e danno all’opera un tono da buddy movie. Non è un capolavoro, ha i suoi difetti, ma è davvero un bel film. Lo consiglio assolutamente!

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Spero che la recensione vi sia piaciuta.
Alla prossima!

[The Butcher]

36 pensieri riguardo “Ralph Spaccatutto

  1. L’ho visto varie volte e nel complesso mi piace molto, è divertente e si guarda volentieri. Non mi ha però mai convinto il villain finale, senza dire troppo per non anticipare nulla a chi non lo avesse visto ma lo trovo sì melodrammatico, anche troppo, ma non così spaventoso e soprattutto non così cattivo. In ogni caso il film è carino.

    1. Il film mi diverte molto, sa intrattenere, ma a mio avviso non va mai oltre. Potrebbe decisamente fare di più ma non lo fa. Il cattivo non è male, ma purtroppo manca di quella forte tridimensionalità come i villain Disney del passato. E a mio avviso potevano usare decisamente meglio i personaggi dei videogiochi presenti nell’opera. Poteva decisamente essere di più, ma lo apprezzo molto.

  2. Questo film l’ho molto apprezzato, praticamente senza se e senza ma. Credevo che il fatto di non essere una fan dei videogiochi non mi avesse permesso di godermelo a pieno. Di sicuro ci sono tante citazioni videoludiche che non riesco a cogliere, ma, al netto di questo, anche da ignorante in materia, mi piace molto. Ho riconosciuto molti dei cameo di altri videogiochi e apprezzo il fatto che ci siano stati, ma non troppo. Bellissima soprattutto la voglia di affermarsi dei due outsider, due “villain” o resi tali dalle convinzioni distorte di chi li circondava. Riguardo al vero villain, è molto subdolo e manipolatorio, anticipatore del nuovo filone villain della Disney. Anche lui una specie di outsider, ma con forti tratti narcisiti, che lo rendono molto tridimensionale. Grazie per questo racconto. Comunque l’ambientazione di Sugar Rush è una delle mie preferite dei film d’animazione. Mi sembra strano che la Dinsey non abbia rilasciato un videogioco di corse con lo stesso titolo (o almeno io non ne sono a conoscenza).

    1. Il fatto che i videogiochi non vanno a soffocare la trama è un lato molto positivo a mio avviso e non è qualcosa da sottovalutare visto che altri film, come Spider Man No Way Home, Deadpool e Wolverine e simili invece erano talmente pieni di citazioni e riferimenti da perdere il senso della trama. Mi dispiace solo che alcuni personaggi dei videogiochi non avessero un ruolo più attivo nella storia. Appaiono parecchio nella prima parte ma poi spariscono del tutto. Un po’ mi ha fatto dispiacere. Il villain del film ha un grande potenziale, ma a mio avviso poteva dare di più. La tua descrizione è perfetta nel descriverlo, ma avrei voluto vederlo di più e con maggior impatto. E i due protagonisti, i due outsiders, si fanno amare proprio per quel motivo, per la loro voglia di cambiare e affermarsi. In ogni caso la Disney con il mondo dei videogiochi non va molto d’accordo. In passato ha provato a portare opere interessanti, ma a un certo punto, dopo alcuni flop, ha perso interesso, chiudendo un po’ tutto. Il che è un peccato perché il mondo Disney ha un enorme potenziale per creare videogiochi divertenti.

      1. Ormai citazioni e riferimenti stanno uscendo fuori controllo, sovrastando la trama. Questo film riesce a trovare un ottimo equilibrio. Tre anni dopo uscì Pixels, la brutta copia/operazione nostaglia indecente di Wreck it Ralph. Riguardo ai videogiochi, la Disney aveva anche acquisito la LucasArt (autrice del mio videogioco preferito) per chiuderla e sviluppare lei stessa i videogiochi. Quindi mi sembra strano che non abbiano tentato, non mi sembra difficile fare un videogioco di corse su un proprio brand di successo. Io ho ancora un paio di cd della PS1 con Hercules e Paperino, non erano brutti.

        1. Se cerchi un film ottimo stracolmo di citazioni ma che rimangono sullo sfondo e non soffocano la trama allora ti consiglio Ready Player One. Quel film era stupendo. Se invece parliamo di pessimi esempi, allora andiamo con Space Jam 2. In ogni caso la Disney non mi sembra abbia delle idee ben chiare ora come ora su cosa fare nel mondo dei videogiochi. E in passato effettivamente aveva tirato fuori dei titoli molto interessanti e soprattutto ben fatti. Diciamo che sotto questo punto di vista la Disney si è persa (in generale la Disney si è persa in ogni cosa).

          1. Conosco entrambi quei film. Ready Player One l’ho conosciuto grazie alle ricerche per la recensione sul Gigante di Ferro e mi ha piacevolmente sorpresa. È fatto davvero bene in tutto. Space Jam 2, è un’autocelebrazione penosa e vergognosa della Warner. Riguardo ai videogiochi, so che la Disney ha concesso i diritti ad altre case di produzione, come Speedstorm, ma mi sembra uno spreco. Se concentrassero di più sulla qualità, che sulla quantitià, avrebbero le risorse per creare grandi videogiochi. Ma ormai non è solo la Disney a perdersi nella produzione a catena di montaggio, ma praticamente tutte le major. E tutte con gli stessi difetti: operazioni nostalgia, sequel, reboot, citazioni e riferimenti che si sprecano, ecc.

            1. Ready Player One era diretto da Spielberg e lui è un regista incredibile che ha sempre saputo come raccontare una storia. Space Jam 2 è un orrendo, ci sono più citazioni verso le IP della Warner che i Looney Tunes. Tra l’altro se dovessi fare una recensione non farie altro che notare sbagli su sbagli, anche l’uso del 3D che con quei personaggi si sposa veramente male. Purtroppo la Disney vuole solo guadagnare con il minimo sforzo e hai ragione, molte major hanno questo comportamento. Per questo quando escono giochi come ad esempio Expedition 33, un gioco francese creato da un piccolo gruppo di persone che se n’era andato dalla Ubisoft perché stanchi della banalità di quella casa di videogiochi, la gente pensa che la speranza per l’arte e per la qualità sia nelle piccole produzioni. E onestamente ci credo anch’io.

              1. Così come i fuoriusciti dalla Ubisoft, anche dalle major cinematografiche potrebbero prendere esempio, coe fece Don Bluth con la Disney. Non tutti i suoi lavori erano impeccabili, ma era un’ottima alternativa alle major che dominavano all’epoca, comunque con molta più dignità e decenza di oggi. Per esempio, magari sbaglio, ma non mi sta venendo voglia di vedere il remake in live action di Lilo e Stitch. Ma forse potrebbe piacermi come Cruella, chissà, solo che proprio non mi attira.

                1. Don Bluth dimostrò alla Disney come si potesse creare ancora delle opere incredibili senza spendere budget enormi e rimanendo fedeli alle volontà di Walt Disney. E in un certo senso fu proprio Don Bluth a spargere i semi che portò la Disney a rinascere. Per quanto riguarda il live-action di Lilo & Stitch… io mi ci sono incazzato parecchio. Non avrei mai creduto che un film potesse non capire minimamente l’opera originale.

                  1. Mi stai dicendo che ho fatto bene a risparmiare i soldi del biglietto? È degno dell’Asylum?
                    Comunque, sì, ci vorrebbe un nuovo Don Bluth, anche se temo che le nuove opere, per essere conosciute, dovranno comunque passare dalle major e/o dalle piattaforme in streaming, altrimenti rimarrebbero dei prodotti di nicchia.

                    1. Hai fatto bene. Sicuramente è meglio di Biancaneve dal lato tecnico, ma è un’opera che spoglia tutta la bellezza del primo film, puntando a rendere ogni cosa più tranquilla e apprezzabile (ad esempio Lilo è molto più tranquilla e Stitch è adorabile fin dall’inizio invece che essere distruttivo). Però il finale… quel finale ha distrutto il concetto di Ohana.

                    2. Lo spero anch’io anche se purtroppo non mi aspetto un film incredibile. Spero sia divertente e abbia qualche elementi interessante, ma non mi sembra una di quelle opere Pixar capaci di colpire (tra l’altro so che molte scene le hanno rigirate completamente, un pò come fecero per Il viaggio di Arlo).

                    3. No, c’ ancora tanto da dire, solo che i produttori non vogliono rischiare. Vogliono qualcosa che sia sicuro. E anche il pubblico in parte si è abituato a questa cosa, il che è veramente triste.

                    4. Praticamente il pericolo mostrato in Momo alla conquista del tempo è diventato realtà. Più guardo quel film (e rileggo il libro) più penso a quanto sia triste che Ende avesse ragione. Però quanto mi piacerebbe una Momo che riportasse le persone ad avere più umanità ed empatia

  3. Questo è stato un grande no, per altro maturato dopo averne visti solo dieci minuti. Mi dispiace, ma già tredici anni fa la nostalgia aveva rotto. E questa tua recensione mi fa capire che non mi ero sbagliato: un film senza coraggio, che fa leva solo sul ricordo dei “bei tempi andati”, quando ancora l’isolamento sociale garantito dalle console domestiche non aveva annientato le sale giochi: odio queste cose, come odio gli anni Ottanta assolutamente non funzionali a livello di trama di Stranger things.

    1. A mio avviso questo film non faceva così leva sull’effetto nostalgia come tanti altri prodotti. Ancora adesso mi capita di vedere opere sulla nostalgia fatte con una tale ipocrisia da essere impressionante. Stranger Things sotto quel punto di vista ha fatto molti danni, anche se in realtà il primo film ad aver introdotto ciò era Super 8, ma la cosa triste è che quel film usava gli anni ’80 come ambientazione e come tributo a un certo tipo di cinema, senza puntare sull’effetto nostalgia. Incredibile come quando una cosa ha successo allora si cerca di riprodurla senza però dare qualcosa di sincero e profondo, ma confezionando un prodotto vuoto.

    1. Era uno di quei film che cita tantissime cose ma lo fa in maniera intelligente, senza che queste sopprimano la trama. E non è una cosa così ovvia, visti certi film recenti che basavano il tutto sul fanservice.

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